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FRANCIA_VERSAILLES 1

Flash Daily Mercati

Da seguire: Area Euro _ Francia. L’indice sintetico dell’INSEE è rimasto invariato a 91 (rivisto da 92). Le imprese segnalano un peggioramento degli ordini dall’estero (-53 da -48) a fronte di un lieve miglioramento della produzione passata (+3 da +2)…..

_ La stima flash per il mese di febbraio degli indici PMI potrebbe vedere per il secondo mese un arretramento nel settore dei servizi (a 52,3 da 52,6) e viceversa un ulteriore incremento nel comparto manifatturiero (a 52,7 da 52,4). L’indice composito è atteso calare a 53,5 da 53,7.

In sostanza, il livello del PMI è ancora coerente con ritmi di crescita dell’ordine di 0,3/0,4% t/t, ma l’andamento recente delle survey (specie nel settore dei servizi, più sensibile all’anemica domanda interna rispetto a un manifatturiero maggiormente trainato dal rimbalzo della domanda mondiale) segnala che la ripresa potrebbe perdere slancio con il passare dei mesi nel corso del 2010.

Stati Uniti

_ Il CPI a gennaio dovrebbe aumentare dello 0,3% m/m; l’indice core dovrebbe registrare un aumento dello 0,2% m/m. L’energia dovrebbe registrare un aumento dell’1,3% m/m. I prezzi dell’abbigliamento dovrebbero restare sul trend negativo degli ultimi mesi, ma si dovrebbero registrare variazioni consistenti per i servizi medici, i trasporti e i servizi erogati a livello statale.

La variazione tendenziale dell’indice headline dovrebbe scendere a 2,6% da 2,7% a/a di dicembre, mentre per l’indice core l’inflazione dovrebbe passare da 1,8% a/a di dicembre a 1,7% a/a a gennaio.

Ieri sui mercati

L’effetto dell’inatteso rialzo del tasso di sconto negli Stati Uniti è stato stemperato da una serie di dichiarazioni tranquillizzanti da parte di membri del FOMC, che hanno cercato di contenere eventuali ripercussioni sui tassi interbancari a termine. Questa mattina i movimenti dell’eurodollaro futures scadenza dicembre 2010 sono al ribasso, ma contenuti. Molto più ampia la reazione dei mercati valutari, con l’euro sceso fino a 1,3444, la sterlina precipitata a 1,5417 (min. 1,5383) e lo yen scambiato attualmente a un passo da quota 92. La debolezza della sterlina è legata anche all’andamento molto negativo dei conti pubblici in gennaio, che farebbe pensare a un deficit nell’ordine del 12,8% del PIL. In rialzo i rendimenti degli UST, con appiattimento sui tratti 30-10 e 10-5 anni. Andamenti divergenti tra i periferici, con moderato allargamento degli spread per la Grecia ma restringimenti per Italia e Spagna; moderato ribasso per il Bund future (-24pb dall’apertura). Infine, si è rotta la correlazione dollaro-petrolio: in rialzo tutti e due, con massimi a 78 dollari per il Brent Crude; oggi probabilmente la musica sarà diversa.

Stati Uniti

Il Board della Fed ha annunciato ieri sera a mercati chiusi un rialzo di 25pb del tasso di sconto, “alla luce del continuo miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari”. A partire da marzo la scadenza dei prestiti alla finestra di sconto passerà da 28 giorni a overnight, come era prima della crisi. Portando il tasso di sconto a 75pb, la Fed inizia la normalizzazione della politica monetaria, preparando il terreno a una strategia che sarà caratterizzata dall’utilizzo di un corridoio di tassi, almeno nella fase di transizione, con il tasso di sconto come limite superiore dell’intervallo. Nel testo dell’audizione di Bernanke e nei verbali della riunione di gennaio si indicava in modo esplicito l’opportunità di iniziare in tempi brevi il processo di aumento dello spread fra fed funds e tasso di sconto, da attuare prima dell’inizio della svolta vera e propria della politica monetaria. Quello che sorprende nella decisione sono i tempi: benché i mercati fossero stati preparati, una mossa fuori dalle riunioni seguita poi da una serie di dichiarazioni di membri del FOMC preoccupati per le possibili ripercussioni di mercato.

Il PPI a gennaio aumenta più del previsto con una variazione di 1,4% m/m per l’indice headline e dello 0,3% m/m per l’indice core. Il balzo dell’indice headline è spiegato in gran parte dall’aumento della benzina (+11,5% m/m). Per quanto riguarda il core, ci sono tendenze contrastanti: calo dei prezzi delle auto (-0,5% m/m, il terzo calo consecutivo), ma forte aumento dei veicoli da trasporto leggeri di +1,9% m/m (voce molto volatile), aumento di 1,3% m/m dei medicinali (dopo +0,9% m/m di dicembre +6,8% a/a). I prezzi intermedi core aumentano di 0,5% m/m.

I nuovi sussidi di disoccupazione salgono a 473 mila nella settimana conclusa il 13 febbraio, da 442 mila della settimana precedente. Il Labor Department ha detto che ha dovuto stimare i dati relativi a tre stati (di cui uno grande come il Texas) per mancanza di dati e la California ha fornito stime in mancanza di dati completi: i dati potrebbero perciò essere rivisti ampiamente la prossima settimana. E’ incerto per ora l’effetto del clima avverso della settimana scorsa, con chiusura di uffici e riduzione dell’attività sulla costa Est, che potrebbero gonfiare i dati, ma anche con uffici pubblici chiusi, che potrebbero portare a calo dei sussidi per l’impossibilità di farne richiesta. I dati disaggregati per stato saranno disponibili la prossima settimana. I sussidi esistenti sono invariati a 4,563 milioni nella settimana conclusa il 6 febbraio; i sussidi esistenti erogati con i programmi di emergenza nell’ultima settimana di gennaio salgono di circa 270 mila a 5,997 milioni.

L’indice della Philadelphia Fed a febbraio sale a 17,6 da 15,2 di gennaio. Lo spaccato dell’indagine è decisamente più positivo rispetto a quello di gennaio: gli ordini salgono a 22,7 da 3,2, le consegne aumentano a 19,7 da 11, gli occupati aumentano a 7,4 da 6,1. In calo, invece, gli ordini inevasi, a -7,5 da 3,6 e la settimana lavorativa, a 1,9 da 4,2. Le aspettative a 6 mesi restano elevate a 35,8, se pure su livelli inferiori a 43,3 di gennaio. In aumento la spesa per investimenti a 26 da 16,8; positive anche le indicazioni di ordini e consegne. In significativo aumento i prezzi ricevuti attesi a 6 mesi (+11 punti) rispetto all’aumento atteso per i prezzi pagati (+2 punti). L’indagine è coerente con il proseguimento di un ritmo elevato di espansione nel settore manifatturiero.


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