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Flash Daily Mercati

Da seguire: Riunione di politica monetaria della Banca Nazionale Svizzera. Attesi tassi fermi.

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Stati Uniti

 

_ La bilancia commerciale a gennaio dovrebbe registrare una chiusura del deficit a 39,5 miliardi da 40,2 miliardi di dicembre. Dicembre aveva visto un allargamento del deficit da 36,4 miliardi, con aumenti sostenuti di importazioni (+4,8% m/m) ed esportazioni (+3,3% m/m). I dati di dicembre erano influenzati da interscambio nel settore auto gonfiato dalla coda degli incentivi fiscali in molti paesi, che dovrebbero portare a una correzione a gennaio. Il clima dovrebbe avere effetti avversi sul commercio estero sia a gennaio sia a febbraio.

Ieri sui mercati

Continuano le voci riguardo a una nuova stretta monetaria in Cina. Moderato rialzo dei rendimenti sui titoli di stato, con appiattimento delle curve e riduzione degli spread sovrani nella zona euro. Ben assorbita l’asta di decennali statunitensi, ma i tassi risultano comunque in aumento di circa 2pb. Mercato primario attivo anche in Europa: il Portogallo ha raccolto 990 milioni, più del previsto, con il suo 3,85% 04/2021, a un rendimento medio di 4,171%; la Francia ha venduto 5 miliardi dell’OAT 04/2060; la Finlandia (AAA) ha collocato 4 miliardi del 3,375% Aprile 2020; infine, in Spagna, collocati 1,5 miliardi di un’emissione indicizzata all’Euribor 3 mesi con scadenza Marzo 2015. Chiusura in rialzo per i principali listini azionari mondiali. In rialzo anche le quotazioni petrolifere, con massimi a 83 dollari per il Light Crude.

Area Euro

Gonzàlez-Pàramo, membro del Consiglio BCE, in un’intervista al giornale spagnolo Expansiòn, ha dichiarato che la BCE offrirà informazioni sulla fase finale della strategia d’uscita a giugno. In quella data presumibilmente la BCE vorrà indicare se intende ripristinare il vecchio meccanismo d’asta su tutte le operazioni di rifinanziamento a partire dal nono periodo di riserva.

 

Trichet ha ricordato che spetterà al consiglio direttivo il potere di formulare un’opinione ufficiale della BCE sulla proposta di un fondo di emergenza europeo, precisando che però saranno necessari maggiori dettagli e che il nome proposto gli pare inappropriato.

Francia e Italia riportano un balzo della produzione a gennaio (rispettivamente di 1,6% m/m, +2,6% m/m dal -0,2% m/m di dicembre). Il dettaglio suggerisce che il grosso del sorprendente aumento in entrambi i paesi è dovuto all’industria automobilistica che in risposta al massiccio aumento di ordini a fine 2009, per effetto della fine degli incentivi, ha incrementato la produzione e le scorte. In Francia, al di là del recupero dell’auto e di un aumento della produzione di energia vi è ben poco. In Italia si hanno segnali positivi anche dal comparto dell’elettronica e degli strumenti di precisione. La lettura di gennaio lascia la produzione in rotta per un recupero di 1,7% t/t in Francia e del 2,6% t/t in Italia. Il dato da Francia e Italia, insieme al dato tedesco della scorsa settimana, ci porta a rivedere la previsione di crescita della produzione area euro all’1,4% m/m (dati in uscita venerdì), da un precedente 0,3% m/m. Italia. La stima dettagliata per il 4° trimestre 2009 rivede la contrazione del PIL a -0,3% t/t da un precedente -0,2% t/t. Sull’anno, il PIL è calato a fine 2009 del 3,0% a/a, portando la media annua a -5,1%. La dinamica dei consumi è stata anche peggiore del previsto, con un calo di 0,1% t/t, la lettura per i mesi estivi è stata tuttavia rivista al rialzo a +0,7% t/t, da un precedente 0,4% t/t. Si noti che la dinamica dei consumi nella seconda metà del 2009 è stata distorta (prima gonfiata e poi depressa) dall’effetto incentivi. Calano dell’1,0% t/t gli investimenti fissi, a fronte di stime di consenso di -0,3% t/t. Le costruzioni hanno visto una contrazione dell’1,7% t/t, gli investimenti in macchinari di -0,6% t/t. Hanno fatto bene, invece, gli investimenti in mezzi di trasporto con un +1,2% t/t, ma anche qui potrebbero aver pesato in parte gli incentivi auto.

L’export ha quasi ristagnato, mentre le importazioni sono cresciute del 3,2% t/t. Nel complesso, il commercio estero ha sottratto lo 0,8% t/t, la domanda interna 0,3%, le scorte hanno aggiunto 0,8% t/t. Le prospettive per il 1° trimestre 2010 sono di un recupero della produzione industriale (gonfiato in parte dall’ultima gamba incentivi) e del PIL. Una lettura più chiara del ciclo si avrà dai mesi primaverili. Rimaniamo moderatamente positivi sul quadro italiano; il peggior effetto trascinamento rispetto ai dati preliminari implicherebbe però una crescita media annua di 0,5% quest’anno, invece dello 0,7% ora stimato, se non intervenisse un rimbalzo compensativo nel primo quarto 2010.

Germania. L’inflazione di febbraio è stata rivista al rialzo di due decimi a 0,6% a/a, sulla misura nazionale e a 0,5% a/a, sulla misura armonizzata. La variazione mensile è stata di 0,4% m/m e non di 0,2% m/m come inizialmente pubblicato. La revisione lascia l’inflazione tedesca in linea con le stime originarie di consenso e suggerisce che l’inflazione area euro di febbraio potrebbe essere rivista al rialzo all’1,0% a/a, da un stima di 0,9% a/a. La revisione ai dati di febbraio ha interessato in particolare la categoria “altri beni e servizi” che è calata di 0,6% m/m e non del 2,6% m/m come inizialmente stimato per effetto di revisioni alla metodologia di calcolo dei costi assicurazione auto.

Germania. Le esportazioni tedesche sono calate a sorpresa del 6,3% m/m a gennaio dopo quattro mesi in continuo aumento. Le importazioni sono cresciute invece del 6,0% m/m dopo il +5,0% m/m di fine 2009. E’ difficile dire cosa abbia determinato un andamento così depresso dell’export a fronte di un andamento degli ordini dall’estero più che discreto, la Bundesbank non offre per il momento uno spaccato per prodotto e paesi partner. Non si tratta di un effetto prezzo, dal momento che i prezzi alle esportazioni hanno accelerato a gennaio a +0,6% m/m da un precedente +0,2% m/m. Non leggiamo il dato come un segnale d’inversione della ripresa tedesca ed area euro.

Stati Uniti

L’indagine di fiducia delle piccole imprese NFIB a febbraio ha visto un nuovo calo dell’indice di ottimismo a 88, da 89,3 di gennaio. L’indice rimane vicino ai livelli di giugno 2009 (87,8). Invariato l’indicatore del mercato del lavoro a -1 (coerente ancora con una dinamica occupazionale ancora marginalmente negativa), mentre aumenta l’indice relativo alle intenzioni di prezzo (a 10 da 8 di gennaio e dal minimo storico di 0 di marzo 2009). Tuttavia le imprese che riportano prezzi praticati più alti scendono a -21% da -18% di gennaio. Le imprese restano scettiche sulla sostenibilità della ripresa: la percentuale netta delle imprese che si aspettano un miglioramento dell’economia scende a -9 da +1 a gennaio, il quarto calo consecutivo. La percentuale di imprese che intende aumentare la spesa in conto capitale è rimasta invariata a 20. L’indagine segnala che le piccole imprese contribuiranno a mantenere la crescita di investimenti e occupazione molto moderata nel 2010.

Il Senato ha passato la legge che estende i sussidi di disoccupazione di emergenza, aumenta i trasferimenti agli stati e pospone i tagli alle tariffe dei medici che operano con Medicare. La legge include misure per 138 miliardi di dollari e dovrebbe avere un impatto sul deficit di circa 100 miliardi di dollari.

Giappone

 

La crescita del PIL è stata rivista verso il basso da +1,1% t/t, a 0,9% t/t. La revisione verso il basso di 2 decimi riguarda la domanda domestica e in particolare quella privata. La crescita dei consumi rimane invariata a +0,7% t/t; gli investimenti residenziali sono rivisti marginalmente verso l’alto a -3,3% t/t da -3,4% t/t. Gli investimenti fissi delle imprese sono un po’ più deboli, con una variazione di 0,9% t/t da 1% t/t. Le scorte contribuiscono per -0,1%. La spesa pubblica vede una revisione verso il basso a +0,3% t/t da +0,4% (consumi rivisti verso il basso, a +0,6% t/t da +0,8% t/t, investimenti verso l’alto a -1,3% da -1,6% t/t). Import ed export sono in linea con la prima stima e il canale estero contribuisce alla crescita per 0,5%. I dati non modificano il quadro di una ripresa attesa nel 2010 all’1,5% circa, con crescita della domanda interna che si aggiunge al contributo positivo del canale estero. I consumi sono su un sentiero di crescita, aiutati anche da un ampio supporto della finanza pubblica. I profitti e la svolta del manifatturiero fanno prevedere una dinamica positiva anche per gli investimenti fissi delle imprese.


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