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Flash Daily Mercati

Da seguire:

–    Aste – L’agenda prevede in Italia l’asta di titoli a medio-lungo termine: il MEF riapre due BTP, il 2% 12/2012 per 2,5-3,5 mld e il 4,25% 03/2020 per 2-3 mld, e colloca altresì il nuovo CCT 01/03/2017 per …

3,0-3,5 mld. Da segnalare nel pomeriggio l’asta di UST settennali per 32 mld di dollari.

Area euro

–           Italia. La fiducia delle imprese è attesa salire ancora a febbraio a 83,7, da un precedente 83,2. L’indice rimarrebbe comunque al di sotto della media storica. Il recupero degli ordinativi a fine 2009 fa sperare in un consolidamento della fase di graduale ripresa.

–           Germania. Stimiamo un aumento dei disoccupati di 25 mila unità a febbraio e un aumento di un decimo, all’8,3%, del tasso di disoccupazione. I rischi sulla previsione derivano ancora dal cambio di metodologia che a partire da maggio ha distorto verso il basso il numero dei disoccupati. Inoltre, lo schema “Kurzarbeit” sta operando a pieno regime (gli iscritti sono sinora 1,4 milioni di lavoratori), attenuando il deterioramento del mercato del lavoro. Tuttavia, questo effetto è destinato ad essere inevitabilmente temporaneo.

–           L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è visto ancora in miglioramento, a febbraio, a 96,2 da un precedente 95,7, grazie ad un clima più disteso nei servizi (0 da -1) e nell’industria (-13 da -14) nonostante il calo tra le famiglie (-17 da -16). Il clima eccezionalmente rigido potrebbe aver depresso la fiducia nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio. L’indice segnalerebbe una possibile riaccelerazione del PIL a inizio 2010 dopo la frenata a fine 2009.

–           La dinamica della massa monetaria M3 potrebbe risultare stabile a gennaio dopo due mesi in calo. La media mobile è vista in calo a -0,2% da un precedente -0,1% a/a. Dovrebbe venire in parte meno l’effetto statistico sfavorevole legato al confronto con i mesi del 2008 immediatamente successivi al fallimento di Lehman, che avevano decretato un aumento specialmente dei depositi. Dovrebbe accelerare la dinamica di M1 e recuperare sia pure marginalmente la dinamica di M2-M1 dato il lieve aumento della pendenza 2 anni – 3 mesi. Nel mese si dovrebbe assistere ancora a una contrazione dei prestiti verso le imprese, mentre dovrebbe proseguire il (moderato) rimbalzo dei prestiti alle famiglie.

Stati Uniti

–           Gli ordini di beni durevoli a gennaio sono previsti in aumento di 1,8% m/m. Gli ordini inevasi continuano a scendere (-1,2% m/m a dicembre, -10,5% a/a), ma la componente ordini dell’ISM ha continuato a salire (a 65,9 a gennaio da 64,8 di dicembre). La variazione tendenziale tornerebbe in territorio positivo per la prima volta da febbraio 2008. Gli ordini per la Boeing sono aumentati a gennaio, ma a un ritmo inferiore rispetto a quanto visto a dicembre. Gli ordini al netto dei trasporti dovrebbero aumentare dell’1,2% m/m.

 

Ieri sui mercati

Nonostante la promessa di tassi eccezionalmente bassi per un periodo esteso fatta da Bernanke al Congresso, il dollaro rimane forte come cambio effettivo, anche se arretra rispetto allo yen (89,5). L’euro cala in area 1,34 dollari e 120,5 yen, la sterlina a 1,533 dollari. Ha giovato l’aumento degli indici azionari in Europa e Stati Uniti, che si è accompagnato anche a un rimbalzo delle quotazioni petrolifere, di nuovo a $80 sebbene in lieve calo nelle ultime ore. Il rendimento del Bund decennale è tornato sul pavimento del range, a 3,11%, portandosi dietro anche il Btp (4,00%); sarà interessante vedere se da qui partirà l’ennesimo rimbalzo, o se le soglie saranno infrante. Meno brillanti gli UST. L’asta del BTPei 09/2019 ha visto un’assegnazione di 1,21 mld, con domande pari a 1,53 volte l’ammontare offerto. Minaccia di downgrade della Grecia da parte di S&P. Moody’s avvisa anche di rischi sul Giappone, ora classificato Aa2, se l’economia andasse peggio del previsto e il governo non disegnasse un convincente piano di stabilizzazione del debito.

 

Area euro

Italia. Le vendite al dettaglio sono rimaste ancora stagnanti nel mese di dicembre, come accaduto in quattro degli ultimi cinque mesi. Nell’insieme del 2009, le vendite sono calate dell’1,6%. Il tendenziale di fine anno mostra comunque una risalita a 0,7% a/a. Specie se letto accanto al calo della fiducia dei consumatori registrato nei primi due mesi del 2010, il dato conferma che la ripresa della domanda delle famiglie è di entità modesta e ancora soggetta a molti rischi.

 

Stati Uniti

Le vendite di nuove case a gennaio sono scese a 309 mila da 348 mila (rivisto da 342mila a gennaio, revisione complessiva sugli ultimi tre mesi, -10 mila) di dicembre, segnando una contrazione di -11,2% m/m. I dati confermano che il trend di vendite in questo comparto resta debole, anche se potrebbe vedere una temporanea riaccelerazione fra marzo e aprile, a ridosso della fine degli incentivi fiscali.

Bernanke, nella presentazione del Monetary Policy Report alla Camera ha ribadito che le prospettive congiunturali di una ripresa appena iniziata giustificano il mantenimento di tassi eccezionalmente bassi per un periodo esteso, in linea con il testo del comunicato stampa, Per ora si osserva qualche segnale di stabilizzazione del mercato del lavoro, con calo di occupati in moderazione e aumento della domanda per lavoratori temporanei, ma le prospettive sono ancora di debolezza e preoccupa soprattutto il forte aumento dei disoccupati a lungo termine. Bernanke ha anche indicato che nonostante il miglioramento delle condizioni finanziarie, la dinamica dei prestiti resta negativa, per via di restrizione dal lato dell’offerta e di debolezza dal lato della domanda. Quando la ripresa si sarà consolidata, “a un certo punto” la politica monetaria dovrà diventare restrittiva e la Fed ha gli strumenti necessari per stringere le condizioni monetarie “al momento appropriato”. Bernanke ha sottolineato che la Fed sta attivamente cercando di migliorare la supervisione e la regolamentazione delle istituzioni finanziarie. Il testo dell’audizione non modifica le informazioni già diffuse con il testo preparato per l’audizione di due settimane fa e con i verbali del FOMC di gennaio.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

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Comunicazioni importanti

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NYSE Euronext announces dividend detachments on the following ETFs:

iShares – iShares AEX
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
Payment date: 24/03/2010
Net dividend: 0,0392 EUR
Trading name: ISHARES AEX
Symbol: IAEX
ISIN: IE00B0M62Y33
Euronext code: IE00B0M62Y33

iShares – iShares DJ Asia/Pacific Select Dividend
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
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Net dividend: 0,1301 USD
Trading name: ISHARES AS PAC
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Growth
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
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Net dividend: 0,0495 EUR
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iShares – iShares DJ EuroSTOXX MidCap
Ex date: 24/02/2010
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Select Dividend
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
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Net dividend: 0,0264 EUR
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iShares – iShares DJ EuroSTOXX SmallCap
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Value
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
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iShares – iShares FTSE 100
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iShares – iShares FTSE/EPRA European Property Index
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Record date: 26/02/2010
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ISIN: IE00B0M63284
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iShares – iShares MSCI AC Far East ex-Japan
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Record date: 26/02/2010
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iShares – iShares MSCI Brazil
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iShares – iShares MSCI Emerging Markets
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iShares – iShares MSCI Europe ex-UK
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iShares – iShares MSCI Korea
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iShares – iShares MSCI North America
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iShares – iShares MSCI World
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iShares – iShares SP 500
Ex date: 24/02/2010
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iShares – iShares Corporate Bond
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iShares – iShares Corporate Bond
Ex date: 24/02/2010
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iShares – iShares Treasury Bond 1-3
Ex date: 24/02/2010
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iShares – iShares Government Bond 1-3
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
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Net dividend: 1,1216 EUR
Trading name: ISHARES E1-3
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Euronext code: IE00B14X4Q57

 

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