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Da seguire: Aste – La Germania colloca il nuovo Schatz 1% 03/12 per un ammontare annunciato di 7 miliardi di euro. Per il Portogallo offerta a breve termine per un miliardo. Emissione tramite sindacato di collocamento nei prossimi giorni per la Spagna, che offre la nuova Oblig. 30.07.2025……

 

Stati Uniti

I prezzi all’import dovrebbero essere in aumento dell’1% m/m a gennaio (+10,6% a/a), spinti dall’aumento del prezzo del petrolio registrato nella prima parte del mese. Il rafforzamento del dollaro nel mese dovrebbe permettere un rallentamento della dinamica dei prezzi al netto del petrolio da +0,5% m/m di dicembre.

I nuovi cantieri a gennaio dovrebbero aumentare del 2,5% m/m, salendo a 570 mila da 557 mila di dicembre. Il trend dei cantieri è modestamente negativo e gennaio non dovrebbe recuperare completamente il calo visto a dicembre, anche per via di effetti climatici avversi, più intensi rispetto a quanto visto a dicembre. Gli occupati nel settore costruzioni hanno registrato un netto peggioramento a dicembre, dando indicazioni negative per i cantieri. Le nuove licenze dovrebbero essere in calo dell’8% m/m (dopo +10,9% m/m a dicembre) a 600 mila (da 653 mila).

La produzione industriale a gennaio dovrebbe essere aumentata dell’1% m/m, dopo +0,6% m/m a dicembre. Il settore manifatturiero dovrebbe riprendere dopo una contrazione di -0,1% m/m a dicembre. Le ore lavorate nell’industria sono aumentate dello 0,8% m/m e dello 0,7% m/m nel settore manifatturiero. Con l’effetto base del fortissimo 4° trimestre, il 2010 si apre in modo molto positivo, anche se gli effetti del clima avverso di febbraio dovrebbero portare a un’inversione temporanea di tendenza. Nel 1° trimestre, con la variazione attesa per gennaio, la produzione industriale registrerebbe un aumento dell’1,72% t/t (con febbraio e marzo invariati), dopo +1,69% t/t del 4° trimestre 2009. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe salire a 73% da 72 di dicembre.

La pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di fine gennaio diventa un evento meno rilevante dopo la diffusione del testo dell’audizione di Bernanke con le indicazioni per l’exit strategy. Informazioni ulteriori che possono emergere dai verbali sull’exit strategy riguardano la dispersione delle opinioni all’interno del Comitato su modi e tempi dell’uscita: probabilmente ci sono divergenze su entrambi i punti, soprattutto fra una fascia di presidenti e i membri del Board. Inoltre, i verbali daranno le nuove proiezioni macroeconomiche, che non dovrebbero comunque cambiare il quadro della politica monetaria per i prossimi trimestri.

Ieri sui mercati

Interessante rimbalzo degli indici azionari, con ripercussioni sui mercati valutari (euro a 1,37 dollari, con massimo a 1,3781), ma non sui rendimenti dei titoli di stato, stabili o in calo. Con l’Ecofin tornano le pressioni sugli spread degli emittenti periferici dell’Eurozona, anche se non sono stati ancora recuperati i livelli precedenti il diffondersi di rumours sul piano di salvataggio della Grecia. Comunque il mercato sta facendo un po’ di selezione, con BTP e Bonos decisamente meno penalizzati rispetto alle emissioni di Grecia e Portogallo.

Area euro

L’indice ZEW è calato meno delle attese 45,1 da un precedente 47,2. Il giudizio sui prossimi mesi rimane comunque ampiamente al di sopra della media di lungo termine. Migliora marginalmente la valutazione sulla situazione corrente (a -54,8 da -56,6), anche se rimane ampiamente al di sotto della media di lungo termine. Peggiora sensibilmente il giudizio sul quadro nell’area euro a 40,2 da un precedente 46,4. Ulteriori informazioni sul quadro macro si avranno la prossima settimana con la pubblicazione delle altre indagini di clima.

I Ministri delle Finanze all’Ecofin hanno adottato una linea molto severa nei confronti della Grecia, confermando gli obiettivi dell’8,7% e del 3% per il rapporto deficit/PIL nel 2010 e nel 2012. Vengono fissati limiti numerici ai disavanzi del triennio 2010-12, nonché una scadenza (15 maggio 2010) per l’adozione delle misure urgenti. Entro il 16 marzo il Governo greco dovrà presentare un rapporto con il calendario di implementazione delle misure correttive già annunciate e con l’annuncio delle misure aggiuntive necessarie a garantire il conseguimento degli obiettivi di deficit. Entro il 15 maggio dovrà poi essere presentato un secondo rapporto con il calendario di implementazione delle misure aggiuntive. La reazione del mercato è stata fino a questo punto contenuta: gli spread si sono ovviamente riallargati rispetto a una settimana fa, quando si credeva a un piano di sostegno più esplicito, ma rimangono tuttora sotto i livelli prevalenti nella prima settimana di febbraio.

Vitor Constancio, Presidente della Banca del Portogallo, è stato nominato alla Vice Presidenza della Banca Centrale Europea. Constancio prenderà il posto di Luca Papademos il cui mandato scade il 31 maggio 2010.

La BCE ha pubblicato la seconda edizione dell’indagine sul finanziamento delle piccole e medie imprese (PMI) nell’Eurozona. Le PMI nell’area euro contano per il 60% del valore aggiunto e per circa il 70% dell’occupazione totale. Stando all’ultima edizione dell’indagine relativa alla seconda metà del 2009, metà delle piccole e medie imprese intervistate ha riportato un fabbisogno invariato (rispetto alla prima metà del 2009) di credito bancario, circa un quarto una maggiore necessità e all’incirca un 10% una minore. Aumenta, ma rimane bassissima, la percentuale di imprese autoescluse dal mercato del credito per timore di vedere rifiutata la richiesta. Tale percentuale passa dal 4% nei primi sei mesi del 2009 al 6% nella seconda metà dell’anno. La percentuale di imprese autoescluse è maggiore tra quelle di piccolissima (8% da un precedente 6,7%) e piccola dimensione (6% da 4%) che tra le medie (invariata al 3%) e grandi (3% da 1%). Una larga maggioranza delle piccole e medie imprese (circa il 75%) ha dichiarato di aver visto accordata la quantità totale o una parte significativa dei fondi richiesti, tale percentuale risultava pari al 77% nell’indagine relativa alla prima metà del 2009. La percentualedi imprese di grandi dimensioni che ha visto accordato l’ammontare di credito richiesto è rimasta invariata rispetto alla prima metà del 2009. Circa il 42% delle PMI riportano una minore disponibilità di credito a fronte del 43% riscontrato nella prima metà dello scorso anno. Un 10% delle imprese riporta un miglioramento. Le grandi imprese hanno rilasciato una valutazione più positiva sulla disponibilità di credito.

Stati Uniti

L’indice Empire sale a febbraio a 24,91 da 15,92 (consenso: 18), ritornando vicino ai livelli di novembre (22,34). Rimane comunque parzialmente aperto il gap con le altre indagini, apertosi con il crollo dell’Empire a dicembre. Il recupero dell’indice nasconde però uno spaccato dell’indagine meno favorevole, con gli ordini in calo (a 8,78 da 20,48 di gennaio e 16,26 di novembre), le consegne a 15,14 (da 21,07 di gennaio e 13,16 di novembre). Gli occupati migliorano a 5,56 da 4 di gennaio e sale anche la settimana lavorativa (a 8,33 da 5,33). Gli ordini inevasi restano stabili a 2,78 (da 2,67). Le aspettative a 6 mesi scendono a 50 da 54,67, restando comunque su livelli molto elevati (visti dall’autunno 2009, massimi dal 2004). Nelle aspettative a sei mesi, gli indici relativi a consegne, ordini e spesa in conto capitale restano coerenti con espansione sull’orizzonte considerato, in linea con le indicazioni degli ultimi mesi. Da rilevare che per quanto riguarda i prezzi, continua a migliorare molto gradualmente l’indice dei prezzi ricevuti, +4,17 a febbraio, +20,8 a sei mesi; per i prezzi pagati da 31,9 di febbraio si registrano pressioni verso l’alto attese a 6 mesi (+50).

Gli acquisti netti di attività finanziarie a lungo termine a dicembre sono stati 63 miliardi di dollari. I flussi di acquisto di Treasuries sono stati pari a 69,9 miliardi, a fronte di vendite nette di corporate bond (-7,9 miliardi) e di obbligazioni estere (-17,4 miliardi). Gli acquisti netti di azioni domestiche sono stati positivi per 20 miliardi di dollari. Sul totale degli acquisti netti di Treasuries per 69,9 miliardi, 21,9 miliardi sono stati acquisti di autorità, 48 miliardi di privati.

L’indice NAHB di fiducia del settore immobiliare è risalito da 15 a 17. In aumento sia il giudizio sulle condizioni di vendita correnti, sia le aspettative a sei mesi, probabilmente in attesa di effetti derivanti dagli ultimi mesi del pacchetto di stimolo fiscale alle vendite di case.

Hoenig (Kansas City Fed), che ha dissentito all’ultima riunione FOMC sulla frase relativa a tassi bassi per un periodo esteso, ha detto che la politica fiscale deve affrontare il sentiero insostenibile delle finanze pubbliche in modo da ridurre la pressione perché la Fed debba a un certo punto monetizzare il debito pubblico. Secondo Hoenig “l’attuale scenario di politica fiscale pone una minaccia” per il raggiungimento degli obiettivi della Fed e quindi anche per la sua indipendenza. L’exit strategy della Fed sarà attuata cerando di non danneggiare la ripresa, ma il bilancio della Banca centrale deve ridursi “il più in fretta possibile”.


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