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Flash Daily Mercati

Area Euro

Il PMI manifatturiero potrebbe essere rivisto lievemente al ribasso a febbraio, a 53,9 da 54,1 della prima lettura (e da 52,4 di dicembre). Infatti sia le indagini di fiducia nazionali che l’indice di fiducia delle imprese industriali della Commissione hanno dato indicazioni meno brillanti rispetto al robusto incremento della stima flash…

Il PMI italiano è visto salire a 52,1 nel mese da 51,7 di gennaio, in coerenza con le indicazioni giunte dalla survey dell’ISAE.

Il tasso di disoccupazione è visto ancora in aumento, di un decimo, a dicembre, raggiungendo il 10,1%, ai massimi dal 1999. La disoccupazione dovrebbe essere salita ancora sensibilmente nei Paesi più colpiti dalla crisi (Spagna, Irlanda, Grecia), e più marginalmente anche nelle tre maggiori economie. Il tasso dei senza-lavoro potrebbe continuare ad aumentare ancora per tutto il 2010.

Italia. Il tasso di disoccupazione è atteso aumentare ancora di un decimo a gennaio, all’8,6% su base destagionalizzata. I giovani e i precari dovrebbero confermarsi tra i più colpiti. Nonostante qualche segnale di arresto della caduta dell’occupazione (cresciuta di 7 mila unità il mese scorso), l’aumento delle forze di lavoro dovrebbe causare una salita del tasso di disoccupazione ancora per diversi mesi. Italia. La variazione del PIL in media annua nel 2009 dovrebbe attestarsi a -4,9%, come comunicato dall’ISTAT in occasione della diffusione dei dati preliminari del 4° trimestre. Nelle nostre stime, il dettaglio mostrerà un calo di tutte le principali componenti (consumi -1,7%, investimenti -12,9%) ad eccezione della spesa pubblica (+1,3%). L’export netto dovrebbe aver dato un contributo negativo superiore al punto percentuale, a causa di un crollo dell’export (-18,8%). I dati sulla finanza pubblica dovrebbero mostrare un deficit in aumento al 5,4% del PIL (il doppio del 2008) e un debito al 115,2% del PIL (dal 105,8% precedente).

Visita del Commissario agli Affari Economici e Monetari Rehn in Grecia.

Stati Uniti

Il reddito personale dovrebbe essere in aumento sostenuto a gennaio, +0,5% m/m (dopo 0,4% m/m a dicembre) spinto dalla componente dei trasferimenti dal settore pubblico, con l’indicizzazione dei trasferimenti previdenziali di gennaio, e dall’aumento delle ore lavorate (+0,3% m/m). La spesa personale dovrebbe aumentare di 0,3% m/m, con un calo dei consumiì di auto, in linea con quanto visto dalle vendite di autoveicoli a gennaio e una dinamica molto contenuta dei prezzi nel settore (auto nuove con prezzi in calo). I servizi hanno accelerato a dicembre, ma dovrebbero tornare sul trend di aumento più contenuto dei mesi precedenti. Il tasso di risparmio salirebbe così ancora, a 4,9 da 4,8% di dicembre. Il deflatore dei consumi core dovrebbe essere invariato su base mensile e il deflatore headline dovrebbe vedere un aumento mensile di 0,3% m/m, visto il minor peso relativo dell’abitazione, compensato da una quota maggiore della sanità nel deflatore rispetto al CPI.

L’ISM del settore manifatturiero a febbraio è previsto in calo a 58 da 58,4 di gennaio. A gennaio l’indagine era stata estremamente positiva e febbraio dovrebbe vedere la componente produzione ancora su livelli elevati, ma in modesto calo (da 66,2), con gli ordini stabili e scorte e occupazione in miglioramento. Le indagini regionali hanno dato indicazioni miste per gli indici aggregati, anche se le componenti sono state complessivamente positive, con segnali di stabilizzazione dell’attività su livelli elevati. Qualche sorpresa negativa potrebbe venire dagli effetti del clima avverso di febbraio sulla produzione e sulle consegne.

La spesa in costruzioni a gennaio dovrebbe essere nuovamente in calo, il terzo consecutivo, con una contrazione di -0,8% m/m, dopo -1,2% m/m sia a novembre sia a dicembre. Gli occupati nel settore sono scesi di 75 mila unità, mostrando un peggioramento del trend negativo in atto, anche se le ore lavorate sono aumentate di 0,2% m/m per via di un aumento della settimana lavorativa. Fattori climatici potrebbero incidere negativamente sull’attività nel settore, come già era successo a dicembre. I cantieri a gennaio sono aumentati del 2,8% m/m, soprattutto per via di un aumento delle unità multifamiliari, ma seguono diversi mesi con una tendenza negativa, portando a prevedere un altro ampio calo della spesa per edilizia residenziale; dovrebbe essere ancora negativa la spesa nel comparto industriale e commerciale. Nel settore pubblico si dovrebbe avere ancora un calo (il sesto consecutivo) dovuto alla contrazione della spesa a livello locale e statale che più che controbilancia la dinamica positiva a livello federale.

I market mover della settimana

Nell’area euro l’attenzione sarà catturata dalla riunione della BCE, che dovrebbe precisare ulteriormente la strategia di rimozione delle misure non convenzionali. I dettagli sul PIL area euro mostreranno la contrazione della domanda interna a fine 2009, e la seconda lettura dei PMI è attesa confermare che la fiducia ha smesso di migliorare a febbraio. L’inflazione Area euro potrebbe calare ulteriormente a febbraio a 0,8% a/a da un precedente 1,0% a/a. In Germania, le vendite al dettaglio sono viste tornare a calare a gennaio. In Italia, il PIL si confermerà in calo di -4,9% e il deficit in aumento sopra il 5% nel 2009. Infine, i dati sulla disoccupazione sia in Italia che nell’intera area dell’euro dovrebbero mostrare un ulteriore aumento di un decimo del tasso dei senza-lavoro nel primo mese dell’anno.

La settimana vede molti dati in pubblicazione negli Stati Uniti. Le indagini ISM dovrebbero confermare l’espansione dell’attività a febbraio, sia per il manifatturiero sia per i servizi, se pure con qualche rischio derivante dagli effetti del clima avverso di febbraio. Il clima e i problemi di Toyota dovrebbero determinare un calo delle vendite di auto a febbraio. La spesa in costruzioni a gennaio dovrebbe essere negativa per il terzo mese consecutivo. Il reddito personale a gennaio dovrebbe mantenersi su un trend sostenuto, con la spesa in aumento più contenuto e un ulteriore aumento del tasso di risparmio. L’employment report dovrebbe mostrare un ampio calo di occupati, per via delle condizioni climatiche, ma dovrebbe cominciare ad apparire l’effetto di sostegno al trend dei dipendenti pubblici legato al censimento 2010.

Venerdì sui mercati

Il calo del PMI cinese da 55,8 a 52,0 ha frenato a $80,58 il rimbalzo delle quotazioni petrolifere, sostenute anche dalla ‘minaccia’ iraniana di tagliare le forniture ai paesi occidentali. Voci questa volta favorevoli sulla vicenda del debito greco favoriscono un calo degli spread nell’eurozona e il rimbalzo dell’euro in area 1,36 dollari. Continua invece a perdere terreno la sterlina, ormai scambiata a 1,51 dollari e 0,90 contro euro.

Area Euro

L’inflazione area euro è stata confermata all’1,0% a/a a gennaio, da un precedente 0,9% a/a. Sul mese, i prezzi al consumo sono calati di 0,8% m/m. L’andamento al netto di energia ed alimentari è stato ben più depresso -1,3% m/m. L’inflazione core (sulla misura preferita dalla BCE) è calta a 0,9% a/a, da un precedente 1,0% a/a, sette decimi al di sotto del livello di gennaio 2009 e un minimo da inizio 2000. L’ampio slack nell’economia sta pesando sulla dinamica dei prezzi di beni non energetici e servizi. Non è escluso che il clima particolarmente rigido abbia inciso su alcune categorie di spesa e di riflesso sui prezzi. I prezzi di abbigliamento e servizi ricreativi sono calati ben più di quanto la dinamica stagionale non suggerirebbe.

L’inflazione area euro potrebbe frenare nuovamente a febbraio a 0,8% a/a per effetto di una pausa nei prezzi energetici e di ulteriori cali nella dinamica sottostante. L’inflazione dovrebbe, quindi, gradualmente risalire nell’intorno dell’1,2% a/a, per marzo/aprile. In media annua l’inflazione è attesa all’1,2%.

Germania. A febbraio, l’inflazione tedesca ha frenato a 0,5% a/a da un precedente 0,8% a/a sulla misura nazionale e a 0,3% a/a da un precedente 0,7% a/a, sulla misura armonizzata. Sul mese i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,2% m/m a fronte di stime di consenso per un incremento di 0,4% m/m. La sorpresa è da ricondursi ad un contributo meno forte del previsto sulle benzine.

La Grecia, tramite il ministro Katseli, ha ammesso che potrebbe presto annunciare misure correttive “efficaci, che portino a entrate aggiuntive e siano socialmente eque”, in quanto si attende una contrazione del PIL più profonda delle precedenti previsioni e il gettito della lotta contro l’evasione fiscale è ritenuto sovrastimato. Oggi è prevista una visita del Commissario agli Affari Economici e Monetari Rehn, che potrebbe servire a rifinire il piano. La richiesta di misure integrative, d’altronde, era emersa esplicitamente all’ultimo Ecofin come precondizione per garantire il sostegno esterno. Ieri Germania e Olanda hanno smentito che vi sia un piano per agevolare l’acquisto di titoli di stato greci da parte di banche locali, come prospettato da un parlamentare europeo tedesco, ma il ministro francese dell’economia Lagarde ha affermato di non avere alcun dubbio che “la Grecia sarà in grado di rifinanziarsi, utilizzando strumenti che stiamo attualmente valutando” e che coinvolgerebbero “partners privati o pubblici, o entrambi”.

Stati Uniti

La seconda stima del PIL del 4° trimestre vede una revisione verso l’alto a 5,9% t/t ann. Dalla stima advance di 5,7% t/t. ann. Gran parte della crescita è spiegata dal contributo delle scorte (3,9 pp), ma tutte le voci della domanda tranne la spesa pubblica contribuiscono in modo positivo alla crescita. La crescita dei consumi privati viene rivista verso il basso a 1,7% t/t ann., da 2% t/t ann., per via di una revisione verso il basso dei consumi di servizi. In miglioramento la stima degli investimenti fissi delle imprese a 6,5% t/t ann. dalla stima precedente di 3,5% t/t ann.; meno negative le strutture (-13,9% t/t ann., da -15,4% t/t ann.) e più positivi macchinari e software (+18,2% t/t ann., da 13,3% t/t ann.). Rivisti verso il basso gli investimenti residenziali (a 5% t/t ann. da 5,7%). Vengono riviste verso l’alto sia le esportazioni (a +22,4% t/t ann. Da +18,1%) sia le importazioni (a +15,3% t/t ann. da +10,5%), con un calo del contributo delle esportazioni nette a 0,3 da 0,5 pp. Le scorte vedono una contrazione più contenuta, portando a un aumento del contributo alla crescita a 3,9 pp da 3,5 pp della stima precedente. I dati sono positivi sul fronte degli investimenti, sia per macchinari e software sia per le scorte, e confermano il sentiero debole dei consumi. Nei prossimi trimestri il ritmo della crescita rallenterà con la riduzione del contributo positivo delle scorte.

La fiducia delle famiglie rilevata dall’indagine dell’Univ. of Michigan a febbraio scende ancora a 73,6 dalla rilevazione preliminare di 73,7. La valutazione della situazione corrente scende a 81,8 da 84,1, mentre le aspettative aumentano a 68,4 da 66,9. Invariate le aspettative di inflazione a 1 anno a 2,7%, in calo quelle a 5 anni da 2,8% di gennaio, a 2,7%.

Il Chicago PMI a sorpresa aumenta ancora a febbraio salendo a 62,6 da 61,5 di gennaio. Lo spaccato dell’indagine è meno favorevole rispetto all’indice complessivo: in marginale calo la produzione a 65,2 da 66,6, più bassi i nuovi ordini a 62,2 da 66,4 e l’occupazione a 53 da 59,8. In aumento la componente prezzi pagati a 67,7, da 66,2.

Le vendite di case esistenti scendono a gennaio del 7,2% m/m a 5,05 milioni unità ann., da 5,44 milioni di dicembre. Il calo è distribuito sia sul comparto di unità unifamiliari (-6,9% m/m) sia su quello più volatile delle unità multi-familiari. Le scorte di case invendute salgono a 7,8 mesi da 7,2 mesi di dicembre e 6,5 mesi di novembre. I prezzi (sia mediano sia medio) scendono su base mensile. Il settore dell’edilizia residenziale si sta assestando su un trend debole se si escludono gli effetti straordinari derivanti dagli incentivi fiscali.


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NYSE Euronext announces dividend detachments on the following ETFs:

iShares – iShares AEX
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Record date: 26/02/2010
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iShares – iShares DJ Asia/Pacific Select Dividend
Ex date: 24/02/2010
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Growth
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iShares – iShares DJ EuroSTOXX MidCap
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Select Dividend
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iShares – iShares DJ EuroSTOXX SmallCap
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Value
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iShares – iShares FTSE 100
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iShares – iShares MSCI AC Far East ex-Japan
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iShares – iShares MSCI Brazil
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iShares – iShares MSCI Emerging Markets
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iShares – iShares MSCI Korea
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iShares – iShares MSCI North America
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iShares – iShares MSCI World
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