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Flash Daily Mercati

Da seguire: Area euro:- La produzione industriale area euro potrebbe crescere dell’1,4% m/m a gennaio dopo il calo a sorpresa di dicembre (-1,6% m/m). La stima di una crescita sostenuta deriva dai dati sorprendentemente positivi registrati in Germania, Italia e Francia. Il dettaglio suggerisce che il ….

 

 

grosso del sorprendente aumento in Italia e Francia è dovuto all’industria automobilistica che in risposta al massiccio aumento di ordini a fine 2009, per effetto della fine degli incentivi, ha incrementato la produzione e le scorte. Questo elemento potrebbe essere quindi segnale che il balzo della produzione a gennaio è solo un anticipo di output e non un rialzo strutturale del trend. Il deciso miglioramento degli indici di fiducia si è tradotto finora in una ripresa solo modesta della produzione.

Stati Uniti

– Le vendite al dettaglio di febbraio sono previste in calo di -0,2% m/m dopo 0,5% m/m di gennaio; al netto delle auto la variazione dovrebbe essere solo marginalmente migliore, a +0,1% m/m, dopo 0,6% m/m di gennaio. La debolezza attesa per febbraio deriva in gran parte dagli effetti del clima sulle attività commerciali. Le vendite di auto sono scese da 10,8 di gennaio a 10,36 milioni di febbraio (-4,1% m/m), in parte per via delle condizioni climatiche. Gli indici delle vendite settimanali sono stati misti (+0,2% m/m ICSC, +1,6% m/m Redbook). Il Beige Book indica una dinamica positiva, anche se moderata, dei consumi, ma segnala che la spesa a febbraio in alcune aree è stata frenata dalle condizioni climatiche avverse che hanno bloccato l’attività in gran parte del paese, e più massicciamente nelle regioni orientali. I prezzi della benzina sono poco variati nelle settimane di riferimento. Complessivamente quindi i dati di febbraio dovrebbero essere in calo in termini reali, e vanno interpretati con cautela perché influenzati dal clima. E’ probabile un rimbalzo a marzo, con un parziale recupero del calo di febbraio.

– La stima preliminare di marzo della fiducia delle famiglie rilevata da Univ. of Michigan dovrebbe scendere a 73 da 73,6 di febbraio, in calo da 74,4 di gennaio. Nella prima rilevazione di febbraio si era visto un forte calo delle aspettative con un rialzo della valutazione delle condizioni correnti, e nella rilevazione finale le aspettative erano risalite e le condizioni correnti scese. A marzo queste indicazioni dovrebbero proseguire in linea con quanto rilevato anche dall’indagine del Conference Board. Complessivamente gli indici di fiducia restano solo poco sopra i minimi ciclici (e storici) visti nella prima parte del 2009.
Ieri sui mercati

Moderato incremento dei rendimenti dei titoli di stato europei e statunitensi, in quest’ultimo caso con marcato appiattimento della curva (10-2 anni -3,8pb). Indici azionari in flessione in Europa, in aumento negli Stati Uniti e in Asia; volatilità implicita in calo, vicina al minimo del mese. Bassa volatilità sui mercati valutari, con l’euro in lieve rialzo sul dollaro. La Banca Nazionale Svizzera ha lasciato i tassi invariati, avvisando però di essere pronta a intervenire contro apprezzamenti eccessivi del franco rispetto all’euro. In Giappone, il governatore della banca centrale ha collegato il deprezzamento dello yen all’orientamento accomodante della politica monetaria, declinando ogni commento riguardo alla possibilità di espandere ulteriormente le misure non convenzionali.

Stati Uniti

Il deficit della bilancia commerciale a gennaio si è chiuso scendendo a -37,3 miliardi, da 39,9 miliardi di dicembre. Le esportazioni scendono dello 0,3% m/m e le importazioni calano di -1,7% m/m. In termini reali, il deficit passa a 41 miliardi da 43,8 miliardi di dicembre e da una media di 40,9 miliardi di dollari. Nonostante questa chiusura, il deficit reale rimane più ampio della media trimestrale del 4° trimestre del 2009 e fa prevedere un contributo negativo vicino a 0,5pp nel 1° trimestre del 2010. Il calo di import e export è in larga misura da attribuire alla volatilità di auto e aerei, pertanto per ora non si deve inferire un’inversione di tendenza del commercio internazionale.  

I sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 6 marzo scendono a 462 mila da 468 mila della settimana precedente. I sussidi esistenti salgono a 4,558 milioni nella settimana conclusa il 27 febbraio, da 4,521 milioni. I precettori di sussidi estesi con i programmi di emergenza scendono di 175 mila nella settimana conclusa il 20 febbraio.

I dati sui flussi dei fondi del 4° trimestre mostrano una dinamica positiva del debito dei settori non finanziari, +1,5% t/t ann., ma con una contrazione del debito del settore privato a fronte di un aumento del debito del settore pubblico. Sale la ricchezza delle famiglie.


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