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Flash Daily Mercati

Da seguire:

Aste – L’Italia colloca da 0,75 a 1,25 miliardi del BTPei 2,35% 09/2019, mentre il Portogallo riapre lo OT 3,35% 10/2015 per 1 miliardo di euro. Nel pomeriggio aste di T-Note quinquennali per 42 miliardi di dollari. …

Area euro

Germania. La stima dettagliata per il 4° trimestre del 2009 conferma la stagnazione del PIL tedesco dopo il forte recupero dei mesi estivi. Il dato è spiegato da un contributo negativo delle scorte (-1,2%) e della domanda interna (-0,7% t/t), a fronte di un contributo notevole delle esportazioni nette (+2,0%). Le esportazioni sono salite di un altro +3,0% t/t, a fronte di una calo dell’import di -1,8% t/t dopo il +5,2% del terzo trimestre. Riteniamo che il dato di fine 2009 rappresenti una pausa e che, al di là della volatilità dei dati trimestrali, la dinamica sottostante sia di moderato recupero. In media nel 2010 stimiamo una crescita dell’1,3%.

 

Stati Uniti

Le vendite di case nuove dovrebbero proseguire sul trend discendente dell’autunno, scendendo a 340 mila da 342 mila di dicembre. Le vendite di case nei prossimi trimestri continueranno essere prevalentemente in immobili pignorati e la quota di case nuove sulle vendite totali dovrebbe continuare a contrarsi. La componente vendite dell’indice di fiducia dei costruttori è scesa negli ultimi mesi e i contratti di compravendita a dicembre sono aumentati solo modestamente (+1% m/m) dopo il crollo di novembre (-16,4% m/m). Si potrebbe vedere una moderata ripresa delle vendite di case a ridosso della fine degli incentivi fiscali in scadenza a fine aprile.

Bernanke presenta il Monetary Policy Report alla Camera: l’audizione sarà incentrata sulla strategia di uscita della Fed, alla luce delle informazioni pubblicate con il testo preparato da Bernanke a inizio febbraio e con i verbali della riunione di gennaio. Geithner tiene un’audizione sulla spesa pubblica nel 2011: il dibattito sarà acceso, visto che la sostenibilità dei conti pubblici è diventata un argomento centrale.

 

Ieri sui mercati

Una serie di dati macroeconomici deludenti e il declassamento di 4 banche greche da parte di Fitch ha rinfocolato l’avversione al rischio; nel pomeriggio il netto calo della fiducia dei consumatori americani ha aggiunto altri elementi negativi. Indici azionari tutti in netto ribasso, sebbene quelli americani abbiano mostrato una reazione positiva in chiusura; yen in ascesa, euro di nuovo a 1,35 dollari. Netto calo per i rendimenti dei titoli di stato: i movimenti più ampi sono stati quelli degli UST (-10/11pb sulle scadenze 5-30 anni), che hanno beneficiato anche del buon esito dell’asta di biennali, ma è stato notevole anche il calo sulla curva tedesca (-9pb sullo stesso tratto); in ritardo i periferici, che hanno visto gli spread riallargarsi. In calo, ovviamente, anche i tassi impliciti nei futures monetari.

 

Area euro

Francia. L’indice dei prezzi al consumo è calato di -0,2% m/m a gennaio, dopo essere salito di tre decimi il mese precedente. L’inflazione annua (indice armonizzato) è risalita all’1,2% a/a da un precedente 1,0% a/a dato l’effetto base sfavorevole. Nel mese si nota il calo dei prezzi dei beni manufatti (-1,9% m/m), vista l’incidenza dei saldi di stagione (abbigliamento -9,9%), mentre viceversa si riscontra un aumento del 2,6% dei prezzi dell’energia e dell’1% degli alimentari. Il dato, per quanto “viziato” da effetti stagionali, conferma che le pressioni sull’inflazione derivano unicamente da energia e alimentari, mentre i prezzi core mantengono un trend al ribasso.

Francia. La spesa per consumi è scesa assai più del previsto a gennaio, di -2,7% m/m, dopo essere salita dell’1,3% m/m (assai meno rispetto al 2,1% stimato in precedenza) a dicembre. La flessione è dovuta interamente alle auto, calate di -16,7% m/m dopo che nei 4 mesi precedenti la crescita media era stata di 6,4% m/m. Insomma la riduzione dell’entità degli incentivi (da 1000 a 700 euro) ha già avuto un deciso impatto sulle vendite, che potrebbe amplificarsi nel corso dell’anno visto che l’incentivo sarà di entità ancora minore dal 2° trimestre e scadrà dal 3°. Viceversa, si riscontra un aumento nelle vendite di abbigliamento e beni per la casa. In sintesi, il dato fa sì che, nonostante la chiusura positiva del trimestre precedente, la spesa per consumi sia in rotta per un calo (di -1,5% t/t) nel 1° trimestre 2010, il che segnala il rischio che il PIL a inizio anno cresca assai meno che nel trimestre autunnale (0,6%).

 

Germania. L’indice IFO è calato a sorpresa a febbraio, a 95,2 da un precedente 95,8 (il consenso si attendeva viceversa un miglioramento a 96,1). Contrariamente a quanto previsto, si nota un miglioramento delle aspettative per il futuro (a 100,9 a 100,6), ma viceversa un calo del giudizio sulla situazione corrente (a 89,8 da 91,2). Il dettaglio per settore mostra che il peggioramento è dovuto unicamente al settore del commercio: il clima peggiora a -22 da -12,9 nel commercio al dettaglio (ai minimi da aprile) e a -7,8 da -4,7 nel commercio all’ingrosso. Sul dato potrebbero aver inciso le condizioni meteorologiche particolarmente rigide. Viceversa, si nota un minor pessimismo nelle costruzioni, dove peraltro il morale resta su livelli depressi (a -18,1 da -21,4). La fiducia nel solo settore manifatturiero è circa stabile (-6,4 da -6,5). In sintesi il dato, mostrando in particolare un deciso peggioramento nel settore retail, conferma che la domanda per consumi rimane stagnante, il che, al venir meno del ciclo delle scorte, potrebbe nuovamente indurre un rallentamento del ciclo. In generale, dopo la stagnazione di fine 2009, anche a inizio 2010 la crescita del PIL tedesco non sarà molto lontana dallo zero, frenata anche dall’effetto del maltempo in particolare sugli investimenti in costruzioni.

 

Italia. La fiducia dei consumatori è calata a sorpresa a febbraio, a 107,7 da un precedente 111,6, tornando all’incirca sui livelli dello scorso luglio. Il calo della fiducia è diffuso a tutte le principali componenti e riguarda sia la situazione economica del paese (il cui indice è calato da 88,5 a 79) che la conduzione degli intervistati (da 123,4 a 122), sia il giudizio sulla situazione corrente (da 119,3 a 116,3) che l’indice sulle aspettative (da 101 a 96,5). In particolare si nota: 1) un netto aumento della preoccupazione di perdere il posto di lavoro, salita da 83 a 96, ai massimi dallo scorso marzo; 2) un venir meno del sostegno che in tutto il 2009 era venuto dal calo dell’inflazione, infatti, per il secondo mese consecutivo le famiglie segnalano un aumento dei prezzi negli ultimi 12 mesi (l’indice relativo si porta da 5 a 9, ai massimi dallo scorso giugno), e anche le attese per i prossimi 12 mesi, pur restando negative, risalgono da -29 a -14, ai massimi dal novembre del 2008. Le uniche indicazioni (lievemente) positive emergono dal bilancio familiare. In sintesi, la fiducia, dopo una sostanziale stabilità su valori in linea con la media storica nei mesi tra fine 2009 e inizio 2010, sembra aver imboccato un trend al ribasso. Peraltro, ciò è avvenuto prima che la maggior fiducia si traducesse in un miglioramento delle vendite, il che è coerente con la nostra stima di consumi pressoché stagnanti nel 2010 dopo la flessione del 2009.

 

Belgio. L’indice di fiducia della Banca del Belgio, atteso in miglioramento, è rimasto stabile a -7 a febbraio. Il morale peggiora nel manifatturiero (a -8,6 da -7,2) mentre migliora nel commercio (a -4,9 da -9), nelle costruzioni (ma restando assai depresso, a -14,3 da -15,7) e nei servizi (l’unico settore in positivo, a 6,7 da 3,1). In particolare da notare che il trend per gli ordini dall’estero nel settore manifatturiero, che era tornato in positivo (a 8,2) il mese scorso, è nuovamente sceso al di sotto dello zero a febbraio, a -1, il che non depone a favore di una ripresa della domanda dagli altri Paesi europei e in particolare dalla Germania, che è il principale mercato di sbocco per le industrie manifatturiere del Belgio.

 

Stati Uniti

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a febbraio crolla a 46 da 56,5 di gennaio. La valutazione della situazione corrente scende a 19,4 da 25,2 di gennaio, mentre le aspettative scendono a 63,8 da 77,3. La valutazione del mercato del lavoro torna a peggiorare con la differenza fra jobs plentiful e jobs hard to get a -44,1 da -42,1 di gennaio. I dati confermano l’aspettativa che il mercato del lavoro resti estremamente negativo e eserciti un pesante freno sulla dinamica dei consumi.

 

I prezzi delle case rilevati con l’indice S&P Case-Shiller per le 20 principali aree metropolitane salgono dello 0,3% m/m (-3,1% a/a), il settimo dato consecutivo in territorio positivo.

Commenti molto accomodanti di Bullard, della St. Louis Fed. Riguardo al tasso di sconto, “non è chiaro che ci sia bisogno di 100pb pieni per renderlo penalizzante e scoraggiare il ricorso delle banche alla finestra di sconto per il credito ordinario”. Inoltre, se l’economia va come previsto i tassi di riferimento rimarrebbero fermi fino alla fine dell’anno; tuttavia, la Fed potrebbe muoversi in autunno se la crescita risultasse più forte del previsto.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

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Comunicazioni importanti

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NYSE Euronext announces dividend detachments on the following ETFs:

iShares – iShares AEX
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
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Net dividend: 0,0392 EUR
Trading name: ISHARES AEX
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Euronext code: IE00B0M62Y33

iShares – iShares DJ Asia/Pacific Select Dividend
Ex date: 24/02/2010
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Growth
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iShares – iShares DJ EuroSTOXX MidCap
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Select Dividend
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iShares – iShares DJ EuroSTOXX SmallCap
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Value
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iShares – iShares FTSE 100
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iShares – iShares FTSE/EPRA European Property Index
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iShares – iShares MSCI AC Far East ex-Japan
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iShares – iShares MSCI Brazil
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iShares – iShares MSCI Emerging Markets
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iShares – iShares MSCI Europe ex-UK
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iShares – iShares MSCI Korea
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iShares – iShares MSCI North America
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iShares – iShares MSCI World
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iShares – iShares SP 500
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iShares – iShares Corporate Bond
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iShares – iShares Corporate Bond
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iShares – iShares Treasury Bond 1-3
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iShares – iShares Government Bond 1-3
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