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I market mover della settimana 1 – 5 MARZO

Nell’area euro l’attenzione sarà catturata dalla riunione della BCE. I dettagli sul PIL area euro mostreranno la contrazione della domanda interna a fine 2009, e la seconda lettura dei PMI è attesa confermare che la fiducia ha smesso di migliorare a febbraio. L’inflazione area Euro potrebbe frenare nuovamente ….

a febbraio a 0,8%a/a da un precedente 1,0% a/a. In Germania, le vendite al dettaglio sono viste tornare a calare a gennaio. In Italia, il PIL si confermerà in calo di – 4,9% e il deficit in aumento sopra il 5% nel 2009. Infine, i dati sulla disoccupazione sia in Italia che nell’intera area dell’euro dovrebbero mostrare un ulteriore aumento di un decimo del tasso dei senza-lavoro nel primo mese dell’anno.

La settimana vede molti dati in pubblicazione negli Stati Uniti. Le indagini ISM dovrebbero confermare l’espansione dell’attività a febbraio, sia per il manifatturiero sia per i servizi, se pure con qualche rischio derivante dagli effetti del clima avverso di febbraio. Il clima e i problemi di Toyota dovrebbero determinare un calo delle vendite di auto a febbraio. La spesa in costruzioni a gennaio dovrebbe essere negativa per il terzo mese consecutivo. Il reddito personale a gennaio dovrebbe mantenersi su un trend sostenuto, con la spesa in aumento più contenuto e un ulteriore aumento del tasso di risparmio. L’employment report dovrebbe mostrare un ampio calo di occupati, per via delle condizioni climatiche, ma dovrebbe cominciare ad apparire l’effetto di sostegno al trend dei dipendenti pubblici legato al censimento 2010.

Lunedì 1 marzo

Area euro

_ Il PMI manifatturiero potrebbe essere rivisto lievemente al ribasso a febbraio, a 53,9 da 54,1 della

prima lettura (e da 52,4 di dicembre). Infatti sia le indagini di fiducia nazionali che l’indice di fiducia delle imprese industriali della Commissione hanno dato indicazioni meno brillanti rispetto al robusto incremento della stima flash. Il PMI italiano è visto salire a 52,1 nel mese da 51,7 di gennaio, in coerenza con le indicazioni giunte dalla survey dell’ISAE.

_ Il tasso di disoccupazione è visto ancora in aumento, di un decimo, a dicembre, raggiungendo il 10,1%, ai massimi dal 1999. La disoccupazione dovrebbe essere salita ancora sensibilmente nei Paesi più colpiti dalla crisi (Spagna, Irlanda, Grecia), e più marginalmente anche nelle tre maggiori economie. Il tasso dei senza-lavoro potrebbe continuare ad aumentare ancora per tutto il 2010.

_ Italia. Il tasso di disoccupazione è atteso aumentare ancora di un decimo a gennaio, all’8,6% su base destagionalizzata. I giovani e i precari dovrebbero confermarsi tra i più colpiti. Nonostante qualche segnale di arresto della caduta dell’occupazione (cresciuta di 7 mila unità il mese scorso), l’aumento delle forze di lavoro dovrebbe causare una salita del tasso di disoccupazione ancora per diversi mesi.

_ Italia. La variazione del PIL in media annua nel 2009 dovrebbe attestarsi a -4,9%, come comunicato dall’ISTAT in occasione della diffusione dei dati preliminari del 4° trimestre. Nelle nostre stime, il dettaglio mostrerà un calo di tutte le principali componenti (consumi -1,7%, investimenti -12,9%) ad eccezione della spesa pubblica (+1,3%). L’export netto dovrebbe aver dato un contributo negativo superiore al punto percentuale, a causa di un crollo dell’export (-18,8%). I dati sulla finanza pubblica dovrebbero mostrare un deficit in aumento al 5,4% del PIL (il doppio del 2008) e un debito al 115,2% del PIL (dal 105,8% precedente).

Stati Uniti

_ Il reddito personale dovrebbe essere in aumento sostenuto a gennaio, +0,5% m/m (dopo 0,4% m/m a dicembre) spinto dalla componente dei trasferimenti dal settore pubblico, con l’indicizzazione dei trasferimenti previdenziali di gennaio, e dall’aumento delle ore lavorate (+0,3% m/m). La spesa personale dovrebbe aumentare di 0,3% m/m, con un calo dei consumi di auto, in linea con quanto visto dalle vendite di autoveicoli a gennaio e una dinamica molto contenuta dei prezzi nel settore (auto nuove con prezzi in calo). I servizi hanno accelerato a dicembre, ma dovrebbero tornare sul trend di aumento più contenuto dei mesi precedenti. Il tasso di risparmio salirebbe così ancora, a 4,9 da 4,8% di dicembre. Il deflatore dei consumi core dovrebbe essere invariato su base mensile e il deflatore headline dovrebbe vedere un aumento mensile di 0,3% m/m, visto il minor peso relativo dell’abitazione, compensato da una quota maggiore della sanità nel deflatore rispetto al CPI.

_ L’ISM del settore manifatturiero a febbraio è previsto in calo a 58 da 58,4 di gennaio. A gennaio l’indagine era stata estremamente positiva e febbraio dovrebbe vedere la componente produzione ancora su livelli elevati, ma in modesto calo (da 66,2), con gli ordini stabili e scorte e occupazione in miglioramento. Le indagini regionali hanno dato indicazioni miste per gli indici aggregati, anche se le componenti sono state complessivamente positive, con segnali di stabilizzazione dell’attività su livelli elevati. Qualche sorpresa negativa potrebbe venire dagli effetti del clima avverso di febbraio sulla produzione e sulle consegne.

_ La spesa in costruzioni a gennaio dovrebbe essere nuovamente in calo, il terzo consecutivo, con una contrazione di -0,8% m/m, dopo -1,2% m/m sia a novembre sia a dicembre. Gli occupati nel settore sono scesi di 75 mila unità, mostrando un peggioramento del trend negativo in atto, anche se le ore lavorate sono aumentate di 0,2% m/m per via di un aumento della settimana lavorativa. Fattori climatici potrebbero incidere negativamente sull’attività nel settore, come già era successo a dicembre. I cantieri a gennaio sono aumentati del 2,8% m/m, soprattutto per via di un aumento delle unità multifamiliari, ma seguono diversi mesi con una tendenza negativa, portando a prevedere un altro ampio calo della spesa per edilizia residenziale; dovrebbe essere ancora negativa la spesa nel comparto industriale e commerciale. Nel settore pubblico si dovrebbe avere ancora un calo (il sesto consecutivo) dovuto alla contrazione della spesa a livello locale e statale che più che controbilancia la dinamica positiva a livello federale.

Martedì 2 marzo

Area euro

_ L’inflazione area Euro potrebbe frenare nuovamente a febbraio a 0,8%a/a da un precedente 1,0% a/a per effetto di una pausa nei prezzi energetici e di ulteriori cali nella dinamica sottostante. L’inflazione dovrebbe, quindi, gradualmente risalire nell’intorno dell’1,2% a/a per Marzo aprile. In media annua l’inflazione è attesa all’1,2%.

_ Italia. La stima preliminare dell’ISTAT dovrebbe mostrare prezzi al consumo in salita a febbraio di 0,3% m/m (con qualche rischio verso il basso) e di 0,2% sull’armonizzato, per una salita del tendenziale in entrambi i casi di un decimo all’1,4% a/a. Al di là della stagionalità di febbraio, tendenzialmente penalizzante, dovrebbero permanere ampie spinte al ribasso sulle componenti core. Ci aspettiamo che nei prossimi mesi l’inflazione resti all’incirca stabile, interrompendo il trend di decisa risalita intrapreso dai minimi dell’estate scorsa. Solo nella seconda metà dell’anno si potrebbe vedere un’accelerazione del CPI, che comunque rimarrà a nostro avvisto al di sotto del 2%.

Stati Uniti

_ La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del 16 marzo del FOMC. L’indagine dovrebbe confermare il quadro di espansione del settore manifatturiero, miglioramento del settore dei servizi e persistente debolezza del mercato del lavoro. Il rapporto potrebbe anche dare qualche indicazione sugli effetti del clima particolarmente negativo di febbraio sull’attività complessiva del mese.

_ Le vendite di autoveicoli a febbraio sono previste a 10,6 milioni di unità ann., in calo da 10,8 milioni di gennaio. Sulle vendite dovrebbero pesare negativamente due fattori temporanei, il clima avverso sulla costa orientale e i problemi di Toyota, che ha richiamato auto per difetti di costruzione. Il trend delle vendite era modestamente positivo prima di gennaio e al netto dei fattori negativi che pesano sui primi mesi dell’anno le vendite dovrebbero mantenersi su un trend modestamente crescente.

Mercoledì 3 marzo

Area euro

_ Germania. Le vendite al dettaglio (al netto di auto e benzina e a prezzi costanti) sono viste in lieve calo a gennaio, di -0,3% dopo l’aumento di 0,9% m/m visto a dicembre. Si tratterebbe di un parziale rientro dopo l’anomalo incremento di fine 2009, coerente con le indicazioni di debolezza giunte dal settore retail, ma il calo dei prezzi (-0,6% m/m a gennaio secondo l’indice armonizzato) dovrebbe aver contribuito ad attenuare l’entità della caduta. Le vendite di auto dovrebbero continuare nel trend discendente iniziato con il venir meno degli incentivi.

_ La lettura definitiva degli indici PMI del settore dei servizi a febbraio potrebbe vedere una lieve revisione verso l’alto a 52,2 da 52 della prima lettura, comunque in calo da 52,5 di gennaio. Infatti, le indagini congiunturali relative al settore dei servizi hanno dato indicazioni più confortanti rispetto al PMI. Di conseguenza il PMI composito area euro dovrebbe essere confermato stabile a 53,7, su livelli ancora coerenti con una crescita di 0,3 – 0,4% t/t. In ogni caso, l’indice PMI sta sottostimando l’entità della ripresa, così come aveva sottostimato l’ampiezza della recessione nel corso del 2009.

Stati Uniti

_ La stima ADP degli occupati non agricoli del settore privato a febbraio è vista dal mercato a

-14 mila, dopo -22 mila di gennaio.

_ L’ISM del settore non manifatturiero dovrebbe proseguire sul trend in rialzo in atto da fine 2008, salendo a 51 da 50,5 di gennaio. La componente attività dovrebbe accelerare a fronte di una correzione degli ordini, chiudendo il differenziale fra le due componenti apertasi a gennaio. L’occupazione dovrebbe vedere un miglioramento da 44,6 di gennaio.

Giovedì 4 marzo

Area euro

_ Il focus alla riunione di marzo BCE sarà sul timing di ripristino del vecchio meccanismo d’asta nelle operazioni di rifinanziamento, un passo cruciale nella rimozione degli interventi non convenzionali dal momento che restituirà alla BCE il controllo della liquidità. Riteniamo che la BCE vorrà seguire un approccio graduale ritornando all’assegnazione di quantità prefissate da fine aprile sulle operazioni a più lunga scadenza (1/3 mesi) e solo successivamente su quelle settimanali. Le revisioni delle previsioni macro manterranno una view cauta sullo scenario e giustificheranno tassi fermi per un lungo periodo di tempo.

_ La seconda lettura dei dati di contabilità nazionale relativi al 4° trimestre dovrebbe confermare il rallentamento del PIL area euro a 0,1% t/t. La crescita sarebbe dovuta interamente al contributo del commercio con l’estero (circa sei decimi), mentre si dovrebbe registrare una contrazione della domanda sia per consumi (-0,1% t/t) che per investimenti (-0,7% t/t). Anche la spesa pubblica potrebbe rientrare dopo gli incrementi molto sostenuti dei trimestri precedenti. Infine, anche le scorte potrebbero aver frenato la crescita. Quel che è peggio è che anche nel 1° trimestre del 2010 difficilmente la crescita accelererà significativamente, visto che la domanda, in particolare per consumi, potrebbe essersi nuovamente contratta e l’unico traino resta la domanda dall’estero.

Stati Uniti

_ La crescita della produttività dovrebbe registrare un aumento di 6,2% t/t, in linea con la prima stima. Anche il costo del lavoro per unità di prodotto dovrebbe vedere una dinamica invariata rispetto alla stima precedente (-4,4% t/t).

Venerdì 5 marzo

Stati Uniti

_ L’employment report di febbraio sarà influenzato da diversi fattori temporanei, di entità rilevante e segno opposto, che renderanno difficile la valutazione del trend sottostante del mercato del lavoro. La previsione è di un calo di occupati di -70 mila unità, dovuto in gran parte agli effetti del clima avverso di febbraio, che ha portato alla chiusura di uffici e attività per diversi giorni sulla costa nord-orientale. Ciononostante, il settore manifatturiero dovrebbe vedere un nuovo aumento degli occupati, a fronte invece di un altro ampio calo di occupati nel settore delle costruzioni. Nel settore dei servizi, si dovrebbe registrare un modesto calo di occupati, dopo l’aumento eccessivamente forte di gennaio (+48 mila) e in conseguenza anche degli effetti del clima. Un effetto di segno contrario si dovrebbe vedere sugli occupati del settore pubblico per via dell’accelerazione delle assunzioni di lavoratori temporanei per il censimento 2010, che dovrebbero cominciare a più che controbilanciare in modo massiccio la riduzione di organico a livello statale e locale. Effetti crescenti del censimento dovrebbero essere concentrati fra marzo a giugno, con assunzioni temporanee nell’ordine di diverse centinaia di migliaia di individui. Il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare a 9,8%, dopo il sorprendente calo di gennaio, dovuto a un aumento degli occupati nell’indagine presso le famiglie che dovrebbe rientrare a febbraio. I salari orari dovrebbero essere in aumento in linea con il trend di 0,2% m/m. Le ore lavorate nel settore manifatturiero dovrebbero essere in aumento.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.

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I market mover della settimana

 

Nell’area euro sono in calendario i primi indici di fiducia riferiti al mese di febbraio. Ci aspettiamo

che l’indice ZEW tedesco (martedì) e la stima flash sui PMI area euro (venerdì) possano mostrare

un minor ottimismo circa le prospettive dell’economia. Viceversa, la fiducia delle imprese francesi

dovrebbe continuare a migliorare, sia pure a un ritmo inferiore rispetto a gennaio.

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. La pubblicazione dei verbali della riunione

FOMC confermerà le indicazioni per l’exit strategy contenute nel testo dell’audizione di Bernanke, e potrebbe mostrare opinioni divergenti sui tempi. Le prime indagini di febbraio dovrebbero mostrare ulteriore espansione del settore manifatturiero; per la produzione industriale di gennaio prevediamo una dinamica molto sostenuta, spinta anche dal settore manifatturiero. I prezzi di gennaio (import, CPI, PPI) dovrebbero registrare un’accelerazione spinta anche dall’energia. I cantieri a gennaio dovrebbero recuperare solo in parte il calo di dicembre.

 

Lunedì 15 febbraio

Giappone

_ Il PIL del 4° trimestre dovrebbe essere cresciuto dello 0,8% t/t, dopo il +0,3% t/t nel trimestre precedente. I consumi dovrebbero essere aumentati dello 0,4% t/t (contributo: +0,2 pp), spinti anche dagli incentivi fiscali. Gran parte della crescita dovrebbe essere legata al canale estero (contributo: +0,7 pp), che ha visto una forte accelerazione della dinamica dell’export verso l’Asia. Le scorte dovrebbero aver contribuito marginalmente alla crescita (+0,1 pp).

Ancora negativi gli investimenti fissi delle imprese (-1% t/t) che restano frenati dall’ampia capacità produttiva inutilizzata. La spesa pubblica, sia per consumi sia per investimenti, dovrebbe avere contribuito negativamente alla crescita complessiva, e una ripresa per questa componente si dovrebbe vedere nei prossimi trimestri, con l’implementazione del pacchetto di stimolo del nuovo governo.

 

Martedì 16 febbraio

Area euro

_ Germania. L’indice ZEW, che misura la fiducia di analisti e investitori istituzionali sulle prospettive a 6 mesi dell’economia tedesca, dovrebbe continuare a mostrare minor ottimismo a febbraio, a 42 da 47,2 precedente. Il minor pessimismo potrebbe essere dovuto alle turbolenze in atto nel periodo di rilevazione all’interno dell’area dell’euro. L’indice calerebbe per il quarto mese consecutivo ma rimarrebbe ampiamente improntato a un miglioramento delle prospettive per l’economia tedesca. Viceversa, la valutazione circa la situazione corrente resta assai depressa ed è attesa migliorare a -50 a febbraio da -56,6 precedente, e mantiene ampi margini di miglioramento per i prossimi mesi.

Stati Uniti

_ L’indagine Empire di febbraio dovrebbe continuare il recupero dopo il crollo registrato a dicembre (a 4,5 dal picco di 33,44 di ottobre). L’indice dovrebbe salire a 19 da 15,92 di gennaio. Le indagini hanno dato indicazioni contrastanti a gennaio con un forte aumento dell’ISM e un calo del Philly Fed. L’apertura del gap con l’ISM dovrebbe chiudersi con un rialzo dell’Empire e prevalere sulle indicazioni negative del Philly Fed, anche alla luce del livello basso dell’Empire dopo il crollo di dicembre, non giustificato dall’andamento del settore manifatturiero. Rischi verso il basso sulla previsione vengono dalle condizioni climatiche straordinariamente avverse di gennaio sulla costa Est e sull’area coperta dall’indagine. La componente occupazione dovrebbe ulteriormente migliorare anche alla luce dei dati positivi dell’employment report nel mese di gennaio.

 

_ L’indice di fiducia dei costruttori NAHB a febbraio dovrebbe stabilizzarsi a 15, dopo due mesi

consecutivi in calo. Il mercato delle costruzioni residenziali potrebbe tornare ad avere una ripresa a ridosso della scadenza degli incentivi fiscali ad aprile

 

Mercoledì 17 febbraio

Stati Uniti

_ I prezzi all’import dovrebbero essere in aumento dell’1% m/m a gennaio (+10,6% a/a), spinti dall’aumento del prezzo del petrolio registrato nella prima parte del mese. Il rafforzamento del dollaro nel mese dovrebbe permettere un rallentamento della dinamica dei prezzi al netto del petrolio da +0,5% m/m di dicembre.

_ I nuovi cantieri a gennaio dovrebbero aumentare del 2,5% m/m, salendo a 570 mila da 557 mila di dicembre. Il trend dei cantieri è modestamente negativo e gennaio non dovrebbe recuperare completamente il calo visto a dicembre, anche per via di effetti climatici avversi, più intensi rispetto a quanto visto a dicembre. Gli occupati nel settore costruzioni hanno registrato un netto peggioramento a dicembre, dando indicazioni negative per i cantieri. Le nuove licenze dovrebbero essere in calo dell’8% m/m (dopo +10,9% m/m a dicembre) a 600 mila (da 653 mila).

_ La produzione industriale a gennaio dovrebbe essere aumentata dell’1% m/m, dopo +0,6% m/m a dicembre. Il settore manifatturiero dovrebbe riprendere dopo una contrazione di -0,1% m/m a dicembre. Le ore lavorate nell’industria sono aumentate dello 0,8% m/m e dello 0,7% m/m nel settore manifatturiero. Con l’effetto base del fortissimo 4° trimestre, il 2010 si apre in modo molto positivo, anche se gli effetti del clima avverso di febbraio dovrebbero portare a un’inversione temporanea di tendenza. Nel 1° trimestre, con la variazione attesa per gennaio, la produzione industriale registrerebbe un aumento dell’1,72% t/t (con febbraio e marzo invariati), dopo +1,69% t/t del 4° trimestre 2009. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe salire a 73% da 72 di dicembre

_ La pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di fine gennaio diventa un evento meno rilevante dopo la diffusione del testo dell’audizione di Bernanke con le indicazioni per l’exit strategy. Informazioni ulteriori che possono emergere dai verbali sull’exit strategy riguardano la dispersione delle opinioni all’interno del Comitato su modi e tempi dell’uscita: probabilmente ci sono divergenze su entrambi i punti, soprattutto fra una fascia di presidenti e i membri del Board. Inoltre, i verbali daranno le nuove proiezioni macroeconomiche, che non dovrebbero comunque cambiare il quadro della politica monetaria per i prossimi trimestri.

 

Giovedì 18 febbraio

Stati Uniti

_ Il PPI a gennaio dovrebbe essere aumentato dello 0,8% m/m, con aumenti trainati da alimentari ed energia. Il PPI core dovrebbe aumentare dello 0,1% m/m. Gli indici dei prezzi, sia al consumo sia alla produzione, hanno registrato ampie variazioni nel settore auto: nel PPI leauto hanno registrato un aumento dello 0,3% m/m e a gennaio la variazione dovrebbe essere più contenuta. L’energia dovrebbe aumentare del 3,5% m/m, mentre la variazione per glialimentari dovrebbe essere più contenuta che a dicembre (+1,4% m/m), ma sostenuta da condizioni climatiche avverse.

_ L’indice della Philadelphia Fed a febbraio dovrebbe salire a 17 da 15,2 di gennaio. Il forte aumento dell’ISM a gennaio, a fronte di una correzione del Philly Fed, indicherebbe un recupero più consistente del Philly Fed a febbraio, ma lo spaccato dell’indagine a gennaio era debole (ordini a 3,2) e le condizioni climatiche nella regione dall’inizio di febbraio ad oggi sono state particolarmente negative.

 

Venerdì 19 febbraio

Area euro

_ Francia. L’indice sintetico dell’INSEE è stimato ancora in aumento a febbraio, anche se il ritmo di incremento potrebbe essere inferiore a quello registrato a gennaio. Stimiamo l’INSEE a 93 da 92 precedente. L’ulteriore miglioramento sarebbe coerente con le indicazioni venute da indici di fiducia analoghi come survey della Banca di Francia e PMI manifatturiero. L’industria francese sembra uscire dalla recessione in condizioni migliori rispetto a quella italiana e tedesca.

_ La stima flash per il mese di febbraio degli indici PMI potrebbe vedere per il secondo mese un arretramento nel settore dei servizi (a 52,3 da 52,6) e viceversa un ulteriore incremento nel comparto manifatturiero (a 52,7 da 52,4). L’indice composito è atteso calare a 53,5 da 53,7.

In sostanza, il livello del PMI è ancora coerente con ritmi di crescita dell’ordine di 0,3/0,4% t/t, ma l’andamento recente delle survey (specie nel settore dei servizi, più sensibile all’anemicadomanda interna rispetto a un manifatturiero maggiormente trainato dal rimbalzo delladomanda mondiale) segnala che la ripresa potrebbe perdere slancio con il passare dei mesi nelcorso del 2010.

Stati Uniti

_ Il CPI a gennaio dovrebbe aumentare dello 0,3% m/m; l’indice core dovrebbe registrare un aumento dello 0,2% m/m. L’energia dovrebbe registrare un aumento dell’1,3% m/m. I prezzi dell’abbigliamento dovrebbero restare sul trend negativo degli ultimi mesi, ma si dovrebbero registrare variazioni consistenti per i servizi medici, i trasporti e i servizi erogati a livello statale.

La variazione tendenziale dell’indice headline dovrebbe scendere a 2,6% da 2,7% a/a di dicembre, mentre per l’indice core l’inflazione dovrebbe passare da 1,8% a/a di dicembre a 1,7% a/a a gennaio.

 

Appendice

Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

(1) Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

(2) Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

 

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita.

La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.

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