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CALCOLARICE -

Da seguire: Stati Uniti: – Il PPI a gennaio dovrebbe essere aumentato dello 0,8% m/m, con aumenti trainati da alimentari ed energia. Il PPI core dovrebbe aumentare dello 0,1% m/m. Gli indici dei prezzi, sia al consumo sia alla produzione, hanno registrato ampie variazioni nel settore auto: nel PPI le auto hanno registrato….

 un aumento dello 0,3% m/m e a gennaio la variazione dovrebbe essere più contenuta. L’energia dovrebbe aumentare del 3,5% m/m, mentre la variazione per gli alimentari dovrebbe essere più contenuta che a dicembre (+1,4% m/m), ma sostenuta da condizioni climatiche avverse.

– L’indice della Philadelphia Fed a febbraio dovrebbe salire a 17 da 15,2 di gennaio. Il forte aumento dell’ISM a gennaio, a fronte di una correzione del Philly Fed, indicherebbe un recupero più consistente del Philly Fed a febbraio, ma lo spaccato dell’indagine a gennaio era debole (ordini a 3,2) e le condizioni climatiche nella regione dall’inizio di febbraio ad oggi sono state particolarmente negative.

Ieri sui mercati

Future azionari negli USA e principali Piazze asiatiche in calo stamane dopo che dai verbali del FOMC è emerso un orientamento più deciso in direzione della exit strategy (con l’obbiettivo non soltanto di alzare il tasso di sconto ma anche, nel medio termine, di vendere le ingenti quantità di MBS detenute in portafoglio). Anche i titoli di Stato occidentali ne hanno risentito, mentre i JGB (ai massimi nell’anno) sono stati favoriti dalle rassicurazioni espansive ribadite dalla BoJ. Spread sui GGB poco variati (in calo di un punto-base sul decennale, a 317pb), in aumento dal minimo di 273pb di giovedì scorso (quando sembrava prospettarsi un piano di bail-out per la Grecia) ma sotto i livelli di tre settimane fa (396pb il 28/1). Dollaro ancora in progresso sull’euro (sotto 1,355), sull’aumento dell’avversione al rischio. Future sul petrolio in lieve calo (Brent a 75,7, WTI a 76,8 dollari) sulla scia del rafforzamento del dollaro forte e dei dati che ieri hanno mostrato un aumento delle scorte negli USA.

Stati Uniti

I prezzi all’import aumentano dell’1,4% m/m (11,5% a/a). Al netto del petrolio i prezzi aumentano dello 0,6% m/m. I prezzi degli alimentari crescono dell’1,3% m/m, spinti anche da fattori climatici. In calo i prezzi delle importazioni dalla Cina (-0,3% m/m), stazionari quelli dal Giappone.

I cantieri a gennaio sono aumentati a 591 mila, da 575 mila di gennaio (rivisti da 557mila). L’aumento di gennaio (+2,8% m/m) più che compensa il calo di dicembre, rivisto da -4% m/m a -0,7% m/m. I cantieri per case unifamiliari aumentano di un modesto 1,5% m/m, a fronte di un incremento del 9,2% m/m dei cantieri per unità multifamiliari. Le licenze scendono a 621 mila da 653 mila di gennaio, e frenano la tendenza di modesto miglioramento vista nei due mesi precedenti.

La produzione industriale a gennaio aumenta di 0,9% m/m dopo +0,7% m/m di dicembre (rivisto da 0,6% m/m). La produzione nel settore manifatturiero aumenta di 1% m/m, con un incremento marcato nel settore auto (+4,9% m/m).

I verbali della riunione del FOMC di gennaio mostrano una valutazione più positiva della situazione congiunturale rispetto alla riunione di dicembre, pur in presenza di incertezza ancora molto ampia. I verbali confermano ampie  divergenze di opinione riguardo ai tempi e alla sequenza di interventi per la strategia di uscita.

Plosser (Philadelphia Fed) conferma  la presenza di opinioni sull’exit strategy molto lontane dal “centro” del FOMC e segnala, come  aveva fatto Hoenig, che l’attuale sentiero della politica fiscale è insostenibile e mette a rischio l’indipendenza della banca centrale.

Giappone

La riunione della BoJ si è conclusa con tassi fermi allo 0,1%. Il Governatore della Banca centrale ha detto che una politica monetaria ampiamente accomodante sostiene la crescita economica, sottolineando che  la sfida principale  per la BoJ è il superamento della fase di deflazione persistente. La Banca centrale non ha modificato il programma di acquisto di JGB.


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