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GIORNALI6

I market mover della settimana

Nell’area euro le indagini di clima di febbraio dovrebbero confermare la fase di graduale ripresa del manifatturiero, al di là della volatilità dei dati trimestrali esacerbata dalla dinamica delle scorte e dalla fine degli incentivi. L’indice IFO (96,3 da 95,8) e l’indagine della Banca del Belgio (- 6,5 da -7) sono visti guadagnare ulteriore quota rispetto alla media….

di lungo termine, mentre il clima rimarrà più depresso in Italia (83,7 da 83,2). L’indice di fiducia economica della Commissione è atteso a 96,2, ancora al di sotto di 100. La dinamica della massa monetaria M3 potrebbe risultare stabile a gennaio dopo due mesi in calo. L’inflazione tedesca è vista ancora in frenata a febbraio a 0,7% a/a da 0,9% a/a. La stima finale dovrebbe confermare l’inflazione  area euro all’1,0% a/a in gennaio.

I dati in pubblicazione in settimana negli Stati Uniti non dovrebbero modificare il quadro congiunturale. La revisione della stima del PIL del 4° trimestre dovrebbe essere modesta. La fiducia delle famiglie a febbraio dovrebbe rimanere sui livelli storicamente bassi degli ultimi mesi. Le vendite immobiliari (case esistenti e nuove) dovrebbero aumentare in misura contenuta a gennaio. Gli ordini di beni durevoli dovrebbero proseguire sul trend al rialzo visto a fine 2009. Il Chicago PMI a febbraio è previsto ancora in territorio espansivo, se pure su livelli meno elevati rispetto al dato di gennaio. Di rilievo le audizioni alla Camera sulla politica economica: Bernanke presenta il Monetary Policy Report e Geithner testimonia sull’andamento della spesa pubblica nel 2011.

 

Martedì 23 febbraio

Area euro

_ Germania. L’indice IFO dovrebbe avanzare ulteriormente a febbraio a 96,3, da un precedente 95,8. L’indice sulle attese è visto circa stabile a 100,8 da un precedente 100,6, mentre ci attendiamo un recupero più deciso della valutazione sulla situazione corrente, a 91,6. L’indice IFO è ormai tornato in linea con la media di lungo termine (95,8), ma rimane ampiamente al di sotto dei valori di inizio 2008. Le indagini di clima sono coerenti con una crescita del PIL tedesco di 0,3% t/t a inizio anno, dopo lo stallo di fine 2009.

_ Belgio L’indice di fiducia della Banca del Belgio è visto in recupero a -6,5 da un precedente -7. L’indice sintetico è tornato ormai in linea con la media di lungo termine. Ci attendiamo un ulteriore recupero del manifatturiero a -6,8. Costruzioni e commercio al dettaglio potrebbero essere ancora penalizzati dal clima eccezionalmente rigido.

_ Francia. L’indice dei prezzi al consumo è visto in aumento di 0,2% m/m a gennaio, per effetto di un contributo positivo da energia ed alimentari. L’inflazione headline è attesa risalire all’1,1% a/a da un recente 0,9% a/a dato l’effetto base sfavorevole. Al netto di energia ed alimentari e tabacchi, la dinamica dei prezzi al consumo è vista in calo di 0,5% m/m in parte data la stagionalità negativa ed in parte per effetto del rallentamento ciclico. Sulla misura armonizzata, l’inflazione è attesa risalire all’1,3% a/a, da un precedente 1,0% a/a. Nei prossimi mesi, l’inflazione francese rimarrà nell’intorno dell’1,1% a/a. La dinamica sottostante è frenata da dinamiche cicliche.

_ Francia. La spesa per consumi è attesa correggere a -1,3% m/m, dopo il salto di +2,1% m/m di dicembre. Le vendite di auto sono attese correggere dell’8,1% m/m, venuto meno l’effetto incentivi. Le vendite di durevoli potrebbero calare dell’1,0% m/m dopo il forte incremento del mese precedente. Se confermato, il dato di gennaio lascerebbe le vendite in rotta comunque per un aumento di 0,1% t/t a marzo, data la forte uscita dal 2009. La spesa per consumi che ha sostenuto la crescita francese alla fine dello scorso anno perderà smalto nella prima metà di quest’anno, al venir meno del supporto della politica fiscale, al peggiorare della dinamica del mercato del lavoro ed al risalire dell’inflazione.

 

_ Italia. La fiducia dei consumatori è attesa recuperare parte del calo di gennaio risalendo a 112,4, da un precedente 111,7, marginalmente al di sopra della media di lungo termine. L’indice rimane sui massimi dal 2002, e, diversamente che nella maggior parte delle altre economie, al di sopra della media storica. E’ possibile che rimanga ancora preoccupazione sulla dinamica del mercato del lavoro.

Stati Uniti

_ La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board dovrebbe essere poco variata a febbraio, in calo a 55,5 da 55,9 di gennaio. L’indice di fiducia settimanale ABC ha fluttuato in un range ristretto nelle ultime 4 settimane (fra -48 e -49), l’indice del Michigan è sceso nella rilevazione preliminare di febbraio di 0,7 punti da 74,4 di gennaio. Quest’ultimo indicatore era salito più di quanto visto con il Conference Board, con un calo marcato delle aspettative e un aumento dell’indicatore coincidente. Nei dati del Conference Board a gennaio c’erano stati un ampio aumento della situazione corrente e un modesto incremento delle aspettative: a febbraio potrebbe esserci un calo di questa componente, che porterebbe a una modesta riduzione dell’indice complessivo.

 

Mercoledì 24 febbraio

Area euro

_ Germania. La stima dettagliata per il 4° trimestre 2009 dovrebbe confermare la stagnazione del PIL tedesco dopo il forte recupero dei mesi estivi. Il dato dovrebbe essere spiegato da un contributo negativo delle scorte (-0,4% t/t) a fronte di una quasi stagnazione della domanda interna (0,1% t/t). Ci attendiamo invece un ulteriore recupero delle esportazioni (+2,0% t/t) a fronte di una crescita dell’import di 1,5% t/t. Riteniamo che il dato di fine 2009 rappresenti una pausa e che, al di là della volatilità dei dati trimestrali, la dinamica sottostante sia di moderato recupero. In media nel 2010 stimiamo una crescita dell’1,3%.

Stati Uniti

_ Le vendite di case nuove dovrebbero proseguire sul trend discendente dell’autunno, scendendo a 340 mila da 342 mila di dicembre. Le vendite di case nei prossimi trimestri continueranno essere prevalentemente in immobili pignorati e la quota di case nuove sulle vendite totali dovrebbe continuare a contrarsi. La componente vendite dell’indice di fiducia dei costruttori è scesa negli ultimi mesi e i contratti di compravendita a dicembre sono aumentati solo modestamente (+1% m/m) dopo il crollo di novembre (-16,4% m/m). Si potrebbe vedere una moderata ripresa delle vendite di case a ridosso della fine degli incentivi fiscali in scadenza a fine aprile.

_ Bernanke presenta il Monetary Policy Report alla Camera: l’audizione sarà incentrata sulla strategia di uscita della Fed, alla luce delle informazioni pubblicate con il testo preparato da Bernanke a inizio febbraio e con i verbali della riunione di gennaio. Geithner tiene un’audizione sulla spesa pubblica nel 2011: il dibattito sarà acceso, visto che la sostenibilità dei conti pubblici è diventata un argomento centrale.

 

Giovedì 25 febbraio

Area euro

_ Italia. La fiducia delle imprese è attesa salire ancora a febbraio a 83,7, da un precedente 83,2.

L’indice rimarrebbe comunque al di sotto della media storica. Il recupero degli ordinativi a fine 2009 fa sperare in un consolidamento della fase di graduale ripresa.

_ Germania. Stimiamo un aumento dei disoccupati di 25 mila unità a febbraio e un aumento di un decimo, all’8,3%, del tasso di disoccupazione. I rischi sulla previsione derivano ancora dal cambio di metodologia che a partire da maggio ha distorto verso il basso il numero deidisoccupati. Inoltre, lo schema “Kurzarbeit” sta operando a pieno regime (gli iscritti sono sinora 1,4 milioni di lavoratori), attenuando il deterioramento del mercato del lavoro. Tuttavia, questo effetto è destinato ad essere inevitabilmente temporaneo.

_ L’indice di fiducia economica elaborato dalla indice Commissione Europea è visto ancora in miglioramento, a febbraio, a 96,2 da un precedente 95,7, grazie ad un clima più disteso nei servizi (0 da -1) e nell’industria (-13 da -14) nonostante il calo tra le famiglie (-17 da -16). Il clima eccezionalmente rigido potrebbe aver depresso la fiducia nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio. L’indice segnalerebbe una possibile riaccelerazione del PIL a inizio 2010 dopo la frenata a fine 2009.

_ La dinamica della massa monetaria M3 potrebbe risultare stabile a gennaio dopo due mesi in calo. La media mobile è vista in calo a -0,2% da un precedente -0,1% a/a. Dovrebbe venire in parte meno l’effetto statistico sfavorevole legato al confronto con i mesi del 2008 immediatamente successivi al fallimento di Lehman, che avevano decretato un aumento specialmente dei depositi. Dovrebbe accelerare la dinamica di M1 e recuperare sia pure marginalmente la dinamica di M2-M1 dato il lieve aumento della pendenza 2 anni – 3 mesi. Nel mese si dovrebbe assistere ancora a una contrazione dei prestiti verso le imprese, mentre dovrebbe proseguire il (moderato) rimbalzo dei prestiti alle famiglie.

Stati Uniti

_ Gli ordini di beni durevoli a gennaio sono previsti in aumento di 1,8% m/m. Gli ordini inevasi continuano a scendere (-1,2% m/m a dicembre, -10,5% a/a), ma la componente ordini dell’ISM ha continuato a salire (a 65,9 a gennaio da 64,8 di dicembre). La variazione tendenziale tornerebbe in territorio positivo per la prima volta da febbraio 2008. Gli ordini per la Boeing sono aumentati a gennaio, ma a un ritmo inferiore rispetto a quanto visto a dicembre. Gli ordini al netto dei trasporti dovrebbero aumentare dell’1,2% m/m.

 

Venerdì 26 febbraio

Area euro

_ Germania. I dati sui Laender tedeschi potrebbero mostrare un recupero dei prezzi al consumo a febbraio di 0,4% m/m dopo il calo più forte delle attese di gennaio, in linea con la stagionalità del mese. La dinamica annua frenerebbe ulteriormente a 0,6% a/a da un precedente 0,9% sulla misura nazionale e a 0,3% a/a da un precedente 0,8% a/a sulla misura armonizzata. Non escludiamo rischi verso il basso dal momento che le dinamiche cicliche potrebbero mettere pressioni sui prezzi “core”.

_ La stima dettagliata di gennaio dovrebbe confermare l’inflazione area euro all’1,0% a/a. Sul mese i prezzi dovrebbero essere calati di 0,8% m/m. L’inflazione core è vista in frenata a 0,8% a/a, da un precedente 1,0% a/a. Le dinamiche cicliche dovrebbero aver spinto i prezzi al consumo in calo di 1,3% m/m. L’inflazione area euro rimarrà ben al di sotto il 2% per tutto il 2010.

Stati Uniti

_ La seconda stima del PIL del 4° trimestre dovrebbe vedere una marginale revisione verso il

basso a 5,5% t/t ann. da 5,7% t/t ann., alla luce dei dati di commercio estero e di scorte di

dicembre. La bilancia commerciale a dicembre ha visto un allargamento del deficit, che implica

una correzione verso il basso del contributo del canale estero di circa 0,2pp. Le scorte sono

scese dello 0,2% m/m a dicembre, ma la stima advance già incorporava un calo delle scorte

anche a dicembre.

_ Le vendite di case esistenti dovrebbero essere pressoché invariate a gennaio, con un aumento

molto modesto a 5,5 milioni di unità ann. da 5,45 milioni di dicembre. I contratti di compravendita sono stati in aumento molto modesto a gennaio dopo il crollo di dicembre e segnalano un trend marginalmente negativo per le vendite di case.

_ L’indice Chicago PMI a febbraio dovrebbe scendere a 59. L’aumento a 61,5 di gennaio dovrebbe essere ridimensionato a gennaio, e l’indice dovrebbe riportarsi poco sopra il livello di novembre (58,7). Il settore manifatturiero resta in fase di espansione; in particolare il settore auto, concentrato nell’area di rilevazione del Chicago PMI, ha eliminato l’eccesso di scorte dell’anno passato e ha registrato un aumento delle ore lavorate e degli occupati a gennaio. Le componenti produzione e ordini dovrebbero restare su livelli elevati anche a febbraio.

_ La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio dovrebbe stabilizzarsi a 74, vicino ai livelli visti con la rilevazione preliminare (73,7). Non ci sono indicazioni coerenti con un chiaro trend verso l’alto della fiducia delle famiglie.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.

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I market mover della settimana

 

Nell’area euro sono in calendario i primi indici di fiducia riferiti al mese di febbraio. Ci aspettiamo

che l’indice ZEW tedesco (martedì) e la stima flash sui PMI area euro (venerdì) possano mostrare

un minor ottimismo circa le prospettive dell’economia. Viceversa, la fiducia delle imprese francesi

dovrebbe continuare a migliorare, sia pure a un ritmo inferiore rispetto a gennaio.

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. La pubblicazione dei verbali della riunione

FOMC confermerà le indicazioni per l’exit strategy contenute nel testo dell’audizione di Bernanke, e potrebbe mostrare opinioni divergenti sui tempi. Le prime indagini di febbraio dovrebbero mostrare ulteriore espansione del settore manifatturiero; per la produzione industriale di gennaio prevediamo una dinamica molto sostenuta, spinta anche dal settore manifatturiero. I prezzi di gennaio (import, CPI, PPI) dovrebbero registrare un’accelerazione spinta anche dall’energia. I cantieri a gennaio dovrebbero recuperare solo in parte il calo di dicembre.

 

Lunedì 15 febbraio

Giappone

_ Il PIL del 4° trimestre dovrebbe essere cresciuto dello 0,8% t/t, dopo il +0,3% t/t nel trimestre precedente. I consumi dovrebbero essere aumentati dello 0,4% t/t (contributo: +0,2 pp), spinti anche dagli incentivi fiscali. Gran parte della crescita dovrebbe essere legata al canale estero (contributo: +0,7 pp), che ha visto una forte accelerazione della dinamica dell’export verso l’Asia. Le scorte dovrebbero aver contribuito marginalmente alla crescita (+0,1 pp).

Ancora negativi gli investimenti fissi delle imprese (-1% t/t) che restano frenati dall’ampia capacità produttiva inutilizzata. La spesa pubblica, sia per consumi sia per investimenti, dovrebbe avere contribuito negativamente alla crescita complessiva, e una ripresa per questa componente si dovrebbe vedere nei prossimi trimestri, con l’implementazione del pacchetto di stimolo del nuovo governo.

 

Martedì 16 febbraio

Area euro

_ Germania. L’indice ZEW, che misura la fiducia di analisti e investitori istituzionali sulle prospettive a 6 mesi dell’economia tedesca, dovrebbe continuare a mostrare minor ottimismo a febbraio, a 42 da 47,2 precedente. Il minor pessimismo potrebbe essere dovuto alle turbolenze in atto nel periodo di rilevazione all’interno dell’area dell’euro. L’indice calerebbe per il quarto mese consecutivo ma rimarrebbe ampiamente improntato a un miglioramento delle prospettive per l’economia tedesca. Viceversa, la valutazione circa la situazione corrente resta assai depressa ed è attesa migliorare a -50 a febbraio da -56,6 precedente, e mantiene ampi margini di miglioramento per i prossimi mesi.

Stati Uniti

_ L’indagine Empire di febbraio dovrebbe continuare il recupero dopo il crollo registrato a dicembre (a 4,5 dal picco di 33,44 di ottobre). L’indice dovrebbe salire a 19 da 15,92 di gennaio. Le indagini hanno dato indicazioni contrastanti a gennaio con un forte aumento dell’ISM e un calo del Philly Fed. L’apertura del gap con l’ISM dovrebbe chiudersi con un rialzo dell’Empire e prevalere sulle indicazioni negative del Philly Fed, anche alla luce del livello basso dell’Empire dopo il crollo di dicembre, non giustificato dall’andamento del settore manifatturiero. Rischi verso il basso sulla previsione vengono dalle condizioni climatiche straordinariamente avverse di gennaio sulla costa Est e sull’area coperta dall’indagine. La componente occupazione dovrebbe ulteriormente migliorare anche alla luce dei dati positivi dell’employment report nel mese di gennaio.

 

_ L’indice di fiducia dei costruttori NAHB a febbraio dovrebbe stabilizzarsi a 15, dopo due mesi

consecutivi in calo. Il mercato delle costruzioni residenziali potrebbe tornare ad avere una ripresa a ridosso della scadenza degli incentivi fiscali ad aprile

 

Mercoledì 17 febbraio

Stati Uniti

_ I prezzi all’import dovrebbero essere in aumento dell’1% m/m a gennaio (+10,6% a/a), spinti dall’aumento del prezzo del petrolio registrato nella prima parte del mese. Il rafforzamento del dollaro nel mese dovrebbe permettere un rallentamento della dinamica dei prezzi al netto del petrolio da +0,5% m/m di dicembre.

_ I nuovi cantieri a gennaio dovrebbero aumentare del 2,5% m/m, salendo a 570 mila da 557 mila di dicembre. Il trend dei cantieri è modestamente negativo e gennaio non dovrebbe recuperare completamente il calo visto a dicembre, anche per via di effetti climatici avversi, più intensi rispetto a quanto visto a dicembre. Gli occupati nel settore costruzioni hanno registrato un netto peggioramento a dicembre, dando indicazioni negative per i cantieri. Le nuove licenze dovrebbero essere in calo dell’8% m/m (dopo +10,9% m/m a dicembre) a 600 mila (da 653 mila).

_ La produzione industriale a gennaio dovrebbe essere aumentata dell’1% m/m, dopo +0,6% m/m a dicembre. Il settore manifatturiero dovrebbe riprendere dopo una contrazione di -0,1% m/m a dicembre. Le ore lavorate nell’industria sono aumentate dello 0,8% m/m e dello 0,7% m/m nel settore manifatturiero. Con l’effetto base del fortissimo 4° trimestre, il 2010 si apre in modo molto positivo, anche se gli effetti del clima avverso di febbraio dovrebbero portare a un’inversione temporanea di tendenza. Nel 1° trimestre, con la variazione attesa per gennaio, la produzione industriale registrerebbe un aumento dell’1,72% t/t (con febbraio e marzo invariati), dopo +1,69% t/t del 4° trimestre 2009. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe salire a 73% da 72 di dicembre

_ La pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di fine gennaio diventa un evento meno rilevante dopo la diffusione del testo dell’audizione di Bernanke con le indicazioni per l’exit strategy. Informazioni ulteriori che possono emergere dai verbali sull’exit strategy riguardano la dispersione delle opinioni all’interno del Comitato su modi e tempi dell’uscita: probabilmente ci sono divergenze su entrambi i punti, soprattutto fra una fascia di presidenti e i membri del Board. Inoltre, i verbali daranno le nuove proiezioni macroeconomiche, che non dovrebbero comunque cambiare il quadro della politica monetaria per i prossimi trimestri.

 

Giovedì 18 febbraio

Stati Uniti

_ Il PPI a gennaio dovrebbe essere aumentato dello 0,8% m/m, con aumenti trainati da alimentari ed energia. Il PPI core dovrebbe aumentare dello 0,1% m/m. Gli indici dei prezzi, sia al consumo sia alla produzione, hanno registrato ampie variazioni nel settore auto: nel PPI leauto hanno registrato un aumento dello 0,3% m/m e a gennaio la variazione dovrebbe essere più contenuta. L’energia dovrebbe aumentare del 3,5% m/m, mentre la variazione per glialimentari dovrebbe essere più contenuta che a dicembre (+1,4% m/m), ma sostenuta da condizioni climatiche avverse.

_ L’indice della Philadelphia Fed a febbraio dovrebbe salire a 17 da 15,2 di gennaio. Il forte aumento dell’ISM a gennaio, a fronte di una correzione del Philly Fed, indicherebbe un recupero più consistente del Philly Fed a febbraio, ma lo spaccato dell’indagine a gennaio era debole (ordini a 3,2) e le condizioni climatiche nella regione dall’inizio di febbraio ad oggi sono state particolarmente negative.

 

Venerdì 19 febbraio

Area euro

_ Francia. L’indice sintetico dell’INSEE è stimato ancora in aumento a febbraio, anche se il ritmo di incremento potrebbe essere inferiore a quello registrato a gennaio. Stimiamo l’INSEE a 93 da 92 precedente. L’ulteriore miglioramento sarebbe coerente con le indicazioni venute da indici di fiducia analoghi come survey della Banca di Francia e PMI manifatturiero. L’industria francese sembra uscire dalla recessione in condizioni migliori rispetto a quella italiana e tedesca.

_ La stima flash per il mese di febbraio degli indici PMI potrebbe vedere per il secondo mese un arretramento nel settore dei servizi (a 52,3 da 52,6) e viceversa un ulteriore incremento nel comparto manifatturiero (a 52,7 da 52,4). L’indice composito è atteso calare a 53,5 da 53,7.

In sostanza, il livello del PMI è ancora coerente con ritmi di crescita dell’ordine di 0,3/0,4% t/t, ma l’andamento recente delle survey (specie nel settore dei servizi, più sensibile all’anemicadomanda interna rispetto a un manifatturiero maggiormente trainato dal rimbalzo delladomanda mondiale) segnala che la ripresa potrebbe perdere slancio con il passare dei mesi nelcorso del 2010.

Stati Uniti

_ Il CPI a gennaio dovrebbe aumentare dello 0,3% m/m; l’indice core dovrebbe registrare un aumento dello 0,2% m/m. L’energia dovrebbe registrare un aumento dell’1,3% m/m. I prezzi dell’abbigliamento dovrebbero restare sul trend negativo degli ultimi mesi, ma si dovrebbero registrare variazioni consistenti per i servizi medici, i trasporti e i servizi erogati a livello statale.

La variazione tendenziale dell’indice headline dovrebbe scendere a 2,6% da 2,7% a/a di dicembre, mentre per l’indice core l’inflazione dovrebbe passare da 1,8% a/a di dicembre a 1,7% a/a a gennaio.

 

Appendice

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(1) Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

(2) Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

 

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