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Flash Daily Mercati: La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con tasso dei fed funds fermo a 0,25%

Da seguire:  Aste – L’Irlanda riapre due titoli (4% 01/2014 e il 4,5% 04/2020) per complessivi 1,0-1,5 mld di euro; emissioni a breve termine per Spagna (6-7 mld) e Belgio (3,0-3,5 mld). ….

 

 

Area Euro

 

 

L’ECOFIN discute il calendario di attuazione delle misure integrative al Programma di Stabilitàdella Grecia. Ci aspettiamo che il timing prescelto per il 2010 incontri il consenso dei Ministri delle Finanze Europei.

L’inflazione area euro dovrebbe essere confermata a 0,9% a/a. Nel mese di febbraio, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,4% m/m. La dinamica sottostante è attesa frenare ulteriormente a 0,8% a/a, da un precedente 0,9% a/a. L’inflazione core risalirà verso l’1,0% a/a, da marzo in poi.

Francia. I prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,3% m/m a febbraio sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. L’inflazione è vista stabile all’1,1% a/a sulla misura nazionale, ma in calo di un decimo all’1,1% a/a sull’armonizzato. La dinamica sottostante dei prezzi al consumo potrebbe frenare a 0,6% a/a, ma nei prossimi mesi è attesa risalire verso l’1,0% a/a.

Italia. L’inflazione di febbraio dovrebbe essere confermata all’1,2% a/a sulla misura nazionale e all’1,1% a/a sull’armonizzato. Da marzo in poi, l’inflazione italiana è attesa circa stabile sui livelli attuali e solo nella seconda metà dell’anno ci aspettiamo acceleri fino a toccare l’1,7% a/a per fine anno.

Germania. L’indice ZEW è atteso in marginale calo a marzo a 44 da un precedente 45,1. L’indice rimarrebbe comunque ampiamente al di sopra della media di lungo termine dato il costante miglioramento registrato tra dicembre 2008 e la fine dello scorso anno. Ci attendiamo un ulteriore recupero dell’indice sulla situazione corrente (a -52,8 da un precedente -54,8) che rimane su livelli molto depressi.

Gli indici di fiducia in Germania rimangono coerenti con un proseguimento della ripresa a inizio Primavera. Il calo degli ordini e export a inizio anno dovrebbe essere un fenomeno temporaneo a parziale correzione dei forti guadagni dei mesi precedenti. Il brillante recupero delle economie asiatiche fa, difatti, ben sperare per l’export e l’economia tedesca.

Stati Uniti

I prezzi all’import a febbraio dovrebbero essere scesi di 0,4% m/m (11% a/a), dopo +1,4% m/m di gennaio, segnando il primo calo da luglio 2009. Il calo dovrebbe essere determinato dalla contrazione dei prezzi del petrolio all’inizio del mese, con un contributo negativo anche dai prezzi del gas naturale. I cantieri a febbraio sono previsti in calo a 550 mila da 591 mila di gennaio, mentre le licenze dovrebbero scendere a 590 mila, da 622 mila di gennaio. Il clima avverso di febbraio dovrebbe avere esercitato un’influenza negativa sull’attività del settore come è apparso dagli occupati nelle costruzioni, scesi di 64 mila unità. Anche i dati sulle vendite di nuove case in calo a gennaio sono un’indicazione negativa per i cantieri e le licenze.

La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con tasso dei fed funds fermo a 0,25% e l’indicazione di tassi fermi per un periodo esteso. Alcuni presidenti hanno recentemente usato un linguaggio diverso segnalando tassi fermi “per qualche tempo”, anche se Bernanke ha continuato a usare il “periodo esteso”. Su questo punto resterà il dissenso di Hoenig. È probabile che il Comitato, fra marzo e maggio passi a un’indicazione più “soft” riguardo all’impegno temporale relativo alla svolta sui tassi. Sulle misure non convenzionali, non ci dovrebbero essere modifiche alla fine dei programmi di acquisto di titoli e si dovrebbe segnalare il progresso nella preparazione dell’operatività per le operazioni di drenaggio. La valutazione dell’economia resterà cauta, pur riconoscendo alcuni miglioramenti sul mercato del lavoro e sui consumi.

Ieri sui mercati

Area Euro

I ministri dell’Eurogruppo affermano di aver “chiarito le modalità tecniche che rendono possibile una decisione di azione coordinata che può essere attuata velocemente in caso di bisogno”, ma neppure questa volta hanno fornito dettagli sulla natura di tali azioni, che saranno decise dal Consiglio Europeo. Non ci sono notizie del meccanismo di assistenza coordinato e condizionale prospettato da Rehn. Le misure adottate dalla Grecia “sono credibili” e, secondo il ministro delle finanze della Francia, oggi il meccanismo non è (ancora) necessario. Secondo il presidente dell’Eurogruppo Juncker, comunque, il sostegno non implicherà l’utilizzo di garanzie sul debito. La vaghezza delle dichiarazioni riflette l’ostilità di alcuni paesi, fra i quali sicuramente Olanda e Germania, all’idea di fornire assistenza finanziaria alla Grecia.

Nei mesi finali del 2009 l’occupazione nell’area euro si è contratta ulteriormente, anche se a ritmi (-0,2% t/t) meno severi che nei mesi estivi (-0,5% t/t). Sull’anno, la dinamica occupazionale viaggia al -2,2% a/a. Stando alle stime di Eurostat, il numero di occupati sarebbe calato di 2 milioni e 900 mila nell’ultimo anno, cifra alla quale la sola Spagna contribuisce con un milione e 200 mila posti di lavoro. Segue l’Italia con una riduzione degli occupati di 440 mila unità, nonostante i programmi statali di sostegno all’occupazione. Fa meglio in assoluto la Germania con una riduzione di sole 150 mila unità, grazie al programma a sostegno dell’orario ridotto Kurtzarbeit. Per i prossimi mesi, le indagini di clima suggeriscono un’ulteriore contrazione degli occupati, anche se ad un passo più blando che nel 2009. Solo quando la ripresa si sarà consolidata si avranno nuove assunzioni, non prevediamo che questo avvenga prima del 2011. Continuiamo a prevedere un picco per la disoccupazione nell’area euro al 10,7% il prossimo anno.

Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed a marzo scende a 22,86 da 24,91 di febbraio. L’indagine dà indicazioni positive, con un aumento dei nuovi ordini a 25,43 (massimo da ottobre 2009) da 8,78 di febbraio, degli ordini inevasi (a 4,94 da 2,78) e delle consegne a 25,58 da 15,14. In aumento anche l’indicatore degli occupati, a 12,35, da 5,56 e quello della settimana lavorativa (a 12,35 da 8,33). L’indice di attività a 6 mesi sale a 54,32 da 52,78. Le aspettative per la spesa per investimenti, a 27,16, restano sui livelli di febbraio (27,78). I dati sono coerenti con il mantenimento dell’ISM manifatturiero sui livelli di febbraio e con una dinamica ancora sostenuta del settore.

La produzione industriale aumenta a febbraio di 0,1% m/m. Il manifatturiero vede un calo di 0,2% m/m, concentrato sul settore auto (-4,4% m/m). Sul settore auto hanno pesato i problemi di Toyota e gli effetti del clima che hanno portato alla chiusura di impianti per diversi produttori. In presenza di un forte calo delle ore lavorate nel manifatturiero, i dati implicano un nuovo ampio aumento della produttività. In aumento le utilities (+0,5% m/m). La produzione di beni di consumo cala di 0,4% m/m, mentre quella di beni capitali aumenta di 0,4% m/m, con una variazione positiva estesa anche ai materiali da costruzione. L’utilizzo della capacità produttiva aumenta a 72,7 da 72,5%. Gli effetti del clima avverso hanno rallentato la dinamica sostenuta della produzione in atto da luglio 2009.

I flussi netti di acquisto di titoli a lungo termine a gennaio sono stati pari a 19,1 miliardi di dollari, in calo da 63,3 miliardi di dicembre. I flussi netti complessivi vedono un calo di 33,4 miliardi, di cui -34,1 miliardi da parte di autorità. Gli acquisti netti di Treasuries sono stati pari a 61,4 miliardi di dollari (da 69,9 miliardi di dicembre). In calo gli acquisti netti di titoli delle agenzie (-5 miliardi) e di corporate bonds (-24,5 miliardi), solo marginalmente positivi i flussi netti di acquisto di azioni (+4,3 miliardi).

 


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.

 

Da seguire:

Aste – L’Irlanda riapre due titoli (4% 01/2014 e il 4,5% 04/2020) per complessivi 1,0-1,5 mld di euro; emissioni a breve termine per Spagna (6-7 mld) e Belgio (3,0-3,5 mld).

 

Area Euro

 

L’ECOFIN discute il calendario di attuazione delle misure integrative al Programma di Stabilità

della Grecia. Ci aspettiamo che il timing prescelto per il 2010 incontri il consenso dei Ministri

delle Finanze Europei.

L’inflazione area euro dovrebbe essere confermata a 0,9% a/a. Nel mese di febbraio, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,4% m/m. La dinamica sottostante è attesa frenare ulteriormente a 0,8% a/a, da un precedente 0,9% a/a. L’inflazione core risalirà verso l’1,0%

a/a, da marzo in poi.

 

Francia. I prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,3% m/m a febbraio sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. L’inflazione è vista stabile all’1,1% a/a sulla misura nazionale, ma in calo di un decimo all’1,1% a/a sull’armonizzato. La dinamica sottostante dei prezzi al consumo potrebbe frenare a 0,6% a/a, ma nei prossimi mesi è attesa risalire verso l’1,0% a/a.

 

Italia. L’inflazione di febbraio dovrebbe essere confermata all’1,2% a/a sulla misura nazionale e all’1,1% a/a sull’armonizzato. Da marzo in poi, l’inflazione italiana è attesa circa stabile sui livelli attuali e solo nella seconda metà dell’anno ci aspettiamo acceleri fino a toccare l’1,7% a/a per fine anno.

 

Germania. L’indice ZEW è atteso in marginale calo a marzo a 44 da un precedente 45,1.

L’indice rimarrebbe comunque ampiamente al di sopra della media di lungo termine dato il costante miglioramento registrato tra dicembre 2008 e la fine dello scorso anno. Ci attendiamo un ulteriore recupero dell’indice sulla situazione corrente (a -52,8 da un precedente -54,8) che rimane su livelli molto depressi.

Gli indici di fiducia in Germania rimangono coerenti con un proseguimento della ripresa a inizio Primavera. Il calo degli ordini e export a inizio anno dovrebbe essere un fenomeno temporaneo a parziale correzione dei forti guadagni dei mesi precedenti. Il brillante recupero delle economie asiatiche fa, difatti, ben sperare per l’export e l’economia tedesca.

 

Stati Uniti

I prezzi all’import a febbraio dovrebbero essere scesi di 0,4% m/m (11% a/a), dopo +1,4% m/m di gennaio, segnando il primo calo da luglio 2009. Il calo dovrebbe essere determinato dalla contrazione dei prezzi del petrolio all’inizio del mese, con un contributo negativo anche dai prezzi del gas naturale.

 

I cantieri a febbraio sono previsti in calo a 550 mila da 591 mila di gennaio, mentre le licenze dovrebbero scendere a 590 mila, da 622 mila di gennaio. Il clima avverso di febbraio dovrebbe avere esercitato un’influenza negativa sull’attività del settore come è apparso dagli occupati nelle costruzioni, scesi di 64 mila unità. Anche i dati sulle vendite di nuove case in calo a gennaio sono un’indicazione negativa per i cantieri e le licenze.

La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con tasso dei fed funds fermo a 0,25% e l’indicazione di tassi fermi per un periodo esteso. Alcuni presidenti hanno recentemente usato un linguaggio diverso segnalando tassi fermi “per qualche tempo”, anche se Bernanke ha continuato a usare il “periodo esteso”. Su questo punto resterà il dissenso di Hoenig. È probabile che il Comitato, fra marzo e maggio passi a un’indicazione più “soft” riguardo all’impegno temporale relativo alla svolta sui tassi. Sulle misure non convenzionali, non ci dovrebbero essere modifiche alla fine dei programmi di acquisto di titoli e si dovrebbe segnalare il progresso nella preparazione dell’operatività per le operazioni di drenaggio. La valutazione dell’economia resterà cauta, pur riconoscendo alcuni miglioramenti sul mercato del lavoro e sui consumi.

 

Ieri sui mercati

Area Euro

 

I ministri dell’Eurogruppo affermano di aver “chiarito le modalità tecniche che rendono possibile una decisione di azione coordinata che può essere attuata velocemente in caso di bisogno”, ma neppure questa volta hanno fornito dettagli sulla natura di tali azioni, che saranno decise dal

Consiglio Europeo. Non ci sono notizie del meccanismo di assistenza coordinato e condizionale prospettato da Rehn. Le misure adottate dalla Grecia “sono credibili” e, secondo il ministro delle

finanze della Francia, oggi il meccanismo non è (ancora) necessario. Secondo il presidente

dell’Eurogruppo Juncker, comunque, il sostegno non implicherà l’utilizzo di garanzie sul debito.

La vaghezza delle dichiarazioni riflette l’ostilità di alcuni paesi, fra i quali sicuramente Olanda e

Germania, all’idea di fornire assistenza finanziaria alla Grecia.

Nei mesi finali del 2009 l’occupazione nell’area euro si è contratta ulteriormente, anche se a ritmi (-0,2% t/t) meno severi che nei mesi estivi (-0,5% t/t). Sull’anno, la dinamica occupazionale viaggia al -2,2% a/a. Stando alle stime di Eurostat, il numero di occupati sarebbe calato di 2 milioni e 900 mila nell’ultimo anno, cifra alla quale la sola Spagna contribuisce con un milione e 200 mila posti di lavoro. Segue l’Italia con una riduzione degli occupati di 440 mila unità, nonostante i programmi statali di sostegno all’occupazione. Fa meglio in assoluto la Germania con una riduzione di sole 150 mila unità, grazie al programma a sostegno dell’orario ridotto Kurtzarbeit. Per i prossimi mesi, le indagini di clima suggeriscono un’ulteriore contrazione degli occupati, anche se ad un passo più blando che nel 2009. Solo quando la ripresa si sarà consolidata si avranno nuove assunzioni, non prevediamo che questo avvenga prima del 2011. Continuiamo a prevedere un picco per la disoccupazione nell’area euro al 10,7% il prossimo anno.

 

Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed a marzo scende a 22,86 da 24,91 di febbraio. L’indagine dà indicazioni positive, con un aumento dei nuovi ordini a 25,43 (massimo da ottobre 2009) da 8,78 di febbraio, degli ordini inevasi (a 4,94 da 2,78) e delle consegne a 25,58 da 15,14. In aumento anche l’indicatore degli occupati, a 12,35, da 5,56 e quello della settimana lavorativa (a 12,35 da 8,33). L’indice di attività a 6 mesi sale a 54,32 da 52,78. Le aspettative per la spesa per investimenti, a 27,16, restano sui livelli di febbraio (27,78). I dati sono coerenti con il mantenimento dell’ISM manifatturiero sui livelli di febbraio e con una dinamica ancora sostenuta del settore.

 

La produzione industriale aumenta a febbraio di 0,1% m/m. Il manifatturiero vede un calo di 0,2% m/m, concentrato sul settore auto (-4,4% m/m). Sul settore auto hanno pesato i problemi di Toyota e gli effetti del clima che hanno portato alla chiusura di impianti per diversi produttori. In presenza di un forte calo delle ore lavorate nel manifatturiero, i dati implicano un nuovo ampio aumento della produttività. In aumento le utilities (+0,5% m/m). La produzione di beni di consumo cala di 0,4% m/m, mentre quella di beni capitali aumenta di 0,4% m/m, con una variazione positiva estesa anche ai materiali da costruzione. L’utilizzo della capacità produttiva aumenta a 72,7 da 72,5%. Gli effetti del clima avverso hanno rallentato la dinamica sostenuta della produzione in atto da luglio 2009.

 

I flussi netti di acquisto di titoli a lungo termine a gennaio sono stati pari a 19,1 miliardi di dollari, in calo da 63,3 miliardi di dicembre. I flussi netti complessivi vedono un calo di 33,4 miliardi, di cui -34,1 miliardi da parte di autorità. Gli acquisti netti di Treasuries sono stati pari a 61,4 miliardi di dollari (da 69,9 miliardi di dicembre). In calo gli acquisti netti di titoli delle agenzie (-5 miliardi) e di corporate bonds (-24,5 miliardi), solo marginalmente positivi i flussi netti di acquisto di azioni (+4,3 miliardi).

 

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