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Flash Daily Mercati

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Da seguire: Aste – Asta a m/l termine in Italia, con riapertura di BTP 3% 04/2015 (2,5-3,5 mld), BTP 5% 03/2025 (2-2,5 mld), BTP 3,75% 08/2021 (1,0-2,0 mld)….

Area euro

– Le stime preliminari sulla crescita del PIL nel 4° trimestre dovrebbero mostrare un quadro piuttosto differenziato per Paese. La performance migliore si dovrebbe registrare in Francia, dove ci aspettiamo un’accelerazione del PIL ad almeno 0,5% t/t (con qualche rischio verso l’alto), grazie soprattutto a un andamento brillante dei consumi (la serie mensile del consumer spending mostra un incremento del 3% t/t e le vendite di auto sono salite di ben il 12,6% t/t). Viceversa, la crescita dovrebbe risultare vicina a zero negli altri principali Paesi. In Germania, il dato comunicato dall’ufficio statistico è invariato, con un tendenziale di -1,7% invece del -4,7% a/a del 3° trimestre. Ci aspettiamo un contributo positivo dell’export netto, mentre il contributo delle scorte dovrebbe invertire dopo il +1,5% precedente, e i consumi delle famiglie dovrebbero restare negativi. In Italia, i dati sulla produzione industriale sono coerenti con un PIL in crescita al massimo di uno 0,1% dopo lo 0,6% t/t del trimestre estivo. Infatti, la debolezza della domanda interna, specie al netto dell’incremento di spesa in beni durevoli trainato dagli incentivi auto, si sarebbe protratta a fine 2009, mentre un contributo positivo dovrebbe arrivare dal commercio con l’estero. Nel complesso quindi ci aspettiamo una crescita del PIL area euro di appena 0,2% t/t nel 4° trimestre, ovvero la metà di quella registrata nei tre mesi estivi. Infatti, sebbene gli indici di fiducia siano coerenti con ritmi di crescita più elevati, i dati reali in particolare sulla produzione industriale sono risultati assai meno brillanti. Su base annua, la caduta del PIL si attenuerebbe a -2% da -4% a/a precedente.

– La produzione industriale area euro potrebbe risultare poco variata a dicembre (+0,1% m/m), dopo il robusto incremento di novembre (+1% m/m). Su base annua la produzione recupererebbe a -1,5% da -7,4% a/a. Nel trimestre l’incremento dell’output sarebbe di 1,1% t/t, meno della metà di quello registrato nei tre mesi estivi. Il deciso miglioramento degli indici di fiducia si sta traducendo per ora in una ripresa solo modesta della produzione.

Stati Uniti

– Le vendite al dettaglio a gennaio dovrebbero essere in aumento di 0,3% m/m per l’aggregato totale e di 0,4% m/m per quello al netto delle auto, dopo il dato negativo registrato a dicembre (-0,3% m/m totale, -0,2% m/m ex-auto). Una parte dell’aumento sarà un effetto prezzo: i prezzi della benzina sono aumentati del 4% nel mese. Le vendite di auto sono calate del 3,8% m/m a gennaio. I freni ai consumi delle famiglie restano in atto e il livello della fiducia non segnala accelerazione di trend. Le vendite settimanali hanno registrato un indebolimento nella seconda metà del mese; l’indice Redbook segna -1,5% m/m, ICSC -0,2% m/m nella settimana conclusa il 30 gennaio.

– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan (preliminare) a febbraio dovrebbe vedere un modesto rialzo a 75,5 da 74,4 di gennaio. L’indice del Conference Board ha segnato un rialzo a gennaio che ha aperto un gap  con l’indagine del Michigan e lascia spazio per un recupero a febbraio. Tutte le indagini di fiducia, pur essendosi riprese dai minimi della seconda metà del 2008, restano su livelli storicamente bassi e coerenti con uno scenario di consumi molto moderati.

Ieri sui mercati

L’assenza di dettagli intorno al piano di emergenza per la Grecia e la percezione che difficilmente le misure di sostegno saranno ‘preventive’ ha subito inciso sull’EUR/USD, oggi a 1,3644 e ieri calato fino a minimi di 1,3593. Il Bund future aveva toccato per due volte il minimo di giornata a 122,92; in seguito è rimbalzato fino a 123,37, per poi calare di nuovo. Gli spread sovrani hanno consolidato i ribassi dei due giorni precedenti, con i mercati in seguito sempre più cauti per l’incertezza sugli sviluppi potenziali ma sostanzialmente delusi per l’esito. Chiusura in ribasso per gli indici azionari europei.

Area euro

Il comunicato stampa emesso dal Consiglio Europeo sulla situazione della Grecia è chiaro sulla determinazione a chiedere il rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo, ma è invece sibillino sulla forma che prenderanno le misure di salvaguardia della stabilità finanziaria “nell’eurozona in generale”. Poiché si afferma che “il Governo greco non ha richiesto alcun sostegno finanziario”, sembra molto improbabile che in questa fase siano erogati crediti alla Grecia o che siano previste garanzie sulle nuove emissioni del Paese. Piuttosto, la formulazione farebbe pensare a una linea di credito attivabile in breve tempo qualora vi fossero problemi di rifinanziamento in questo o in altri Stati della zona euro (una sorta di Stand-By Arrangement), ma evidentemente applicabile oggi soprattutto alla Grecia, o a un meccanismo di backstop sulle aste del debito pubblico, o ancora a un meccanismo articolato di assistenza con moduli attivabili in base alla specificità del caso. La sostanza, si spera, emergerà lunedì, quando è prevista la riunione dell’Eurogruppo che dovrà definire i dettagli operativi. Probabilmente la UE confida ancora in un rasserenamento del clima di fiducia con la pubblicazione del primo stato di avanzamento, il 16 marzo. Per gli investitori le modalità evanescenti dell’assistenza promessa, e la sensazione di aver assistito finora a un gran pasticcio, rappresentano però una sicura delusione rispetto alle (troppe) ipotesi circolate alla vigilia, più orientate a misure finanziarie immediate e preventive di assistenza. Sperabilmente dovrebbe esserci tra i politici consapevolezza che dall’Ecofin dovrà uscire un piano credibile, se si vuole evitare che la crisi di fiducia si aggravi e che fra qualche settimana il Consiglio debba discutere di misure immediate, invece che potenziali. E se fosse un piano generale per gestire emergenze finanziarie nell’eurozona, tanto meglio. Se non ci fosse nulla, ben che vada il debito greco potrebbe beneficiare di una maggiore cautela connessa alla possibilità che, con la Grecia davvero alle corde, vengano adottate misure concrete (v. il colpo di reni della UE durante la crisi bancaria il 12 ottobre 2008).

Spagna. La stima preliminare sul PIL del 4° trimestre ha mostrato un’altra contrazione (per il settimo trimestre consecutivo), sia pure a un ritmo (-0,1% t/t) inferiore che nel trimestre precedente (-0,3% t/t). Il PIL rimane in forte calo su base annua, a -3,1% a/a (da -4% precedente). Non è ancora disponibile il dettaglio delle componenti, ma a frenare la crescita dovrebbe essere un altro calo degli investimenti in costruzioni nonché dei consumi delle famiglie.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 6 febbraio sono scesi a 440mila da 483mila della settimana precedente (rivisti da 480000). Secondo il Labor Department, il calo dei sussidi rappresenta la fine della correzione del numero di sussidi che ha seguito aumenti dovuti essenzialmente a motivi amministrativi a fine dicembre. I dati dell’ultima settimana segnalano, secondo il Labor Department, un ritorno a livelli “normali”. Le condizioni climatiche negative di questa settimana si rifletteranno in un calo di nuovi sussidi, dovuto alla chiusura della maggior parte degli uffici pubblici sulla costa Est e non legato a fattori economici.


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