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Flash Daily Mercati

La riunione BCE dovrebbe essere un evento tranquillo. Il focus potrebbe essere ancora sulla politica fiscale e sulle prospettive cicliche. L’ultimo nodo da sciogliere sul fronte della rimozione degli interventi non convenzionali è quello della piena allocazione a tasso fisso nelle aste di liquidità…

Ci sembra improbabile che la BCE voglia fornire dettagli sulla data di ripristino del vecchio meccanismo d’asta già la prossima settimana. Nella conferenza stampa di gennaio, Trichet aveva, infatti, indicato che la BCE avrebbe fornito informazioni alla riunione di marzo. In quella sede, è probabile che la BCE vorrà specificare le modalità d’asta dell’ultima operazione di rifinanziamento a 6 mesi che si terrà a fine mese.

Germania. Gli ordini all’industria sono visti ancora in crescita a dicembre, sia pure a un ritmo inferiore che il mese precedente (stimiamo di 0,5% da 2,8% m/m di novembre). Le indicazioni dalle indagini congiunturali confermano il trend di ripresa per gli ordini nel settore manifatturiero. Nel trimestre, gli ordini risulterebbero in crescita di 1,7% t/t, in rallentamento rispetto ai due trimestri precedenti.

Ieri sui mercati

La Banca di Norvegia ha lasciato i tassi invariati all’1,75%, dopo due rialzi consecutivi alle riunioni precedenti. Segnali di possibile rallentamento derivanti dalla svolta della politica economica cinese e timori di eccessivo apprezzamento della corona spiegano la pausa nel processo di normalizzazione della politica monetaria anche per la Norvegia, come per l’Australia. I dati macroeconomici deboli pubblicati ieri hanno dato luogo a correzioni diffuse sui mercati azionari. Sui mercati obbligazionari, la raccomandazione positiva della Commissione Europea sul programma di stabilità della Grecia ha portato a un modesto rientro dello spread dei GGB, ma non ha ridotto i timori sul rischio sovrano nei paesi periferici. I rendimenti sui titoli portoghesi a 10 anni sono saliti di 20pb a 4,67%. Rialzi dei rendimenti anche sul mercato USA, con il T-note 10 anni a +4pb. Una riunione BCE probabilmente senza novità non dovrebbe modificare il tono dei mercati oggi.

Area euro

Anche il PMI dei servizi, così come quello manifatturiero, è stato rivisto al rialzo secondo la lettura definitiva relativa al mese di gennaio, a 52,5 da 52,3 della prima stima, comunque in calo rispetto al 53,6 di gennaio. Di conseguenza, il PMI composito è stato rivisto a 53,7 da 53,6 della prima stima, in calo da 54,2 di dicembre. E’ il primo calo quest’anno, che lascia comunque l’indice su livelli coerenti con un ritmo di crescita intorno allo 0,4% t/t.

Le vendite al dettaglio nell’area euro sono rimaste stabili a dicembre, dopo essere calate di -0,5% m/m a novembre. La stagnazione sorprende visto che i maggiori paesi che hanno già diffuso i dati (Germania, Francia e Spagna) hanno mostrato nel mese incrementi dell’ordine del punto percentuale su base mensile. Nel mese, si registrato un aumento delle vendite di alimentari e viceversa un calo per le altre tipologie di beni. Nel complesso, nel 4° trimestre le vendite sono calate di -0,2% t/t, circa in linea con il -0,3% t/t del trimestre precedente. Il dato conferma che la ripresa non si è ancora riflessa in un apprezzabile miglioramento della spesa dei consumatori.

La Commissione Europea ha espresso opinione sul Programma di Stabilità presentato dalla Grecia il 15 gennaio e relativo al periodo 2010-13. Il Programma prevede la riduzione del rapporto deficit/PIL dal 12,7% del 2009 all’8,7% nel 2010 e quindi al 2% nel 2013. In particolare la Commissione si è espressa favorevolmente sulle misure addizionali prospettate dal Governo che prevedono il congelamento degli stipendi pubblici, aumenti della tassazione sui carburanti e un prospetto di riforma pensionistica. La Commissione richiede alla Grecia di definire un calendario di attuazione delle misure annunciate entro un mese e di fornire maggior dettaglio sulla manovra 2011-12. La Commissione richiede che la Grecia sottometta un primo documento dettagliato entro il 16 marzo, che indichi in dettaglio le misure necessarie a raggiungere i target concordati per fine 2010. Dal momento che la Grecia ha fallito nella richiesta di fornire statistiche affidabili, la Commissione ha iniziato una procedura formale che verifichi la correzione delle statistiche. La Grecia dovrà cooperare con la Commissione per correggere le deficienze riscontrate e adottare una procedura di legge, entro il 15 maggio 2010, che imponga la pubblicazione di documenti trimestrali di aggiornamento sullo stato dei conti pubblici. Sebbene l’impegno a monitorare periodicamente i progressi sui conti pubblici è un passo avanti che da maggiore credibilità al processo di consolidamento fiscale, al momento i dettagli sulle misure sono ancora pochi. Riteniamo che le tensioni di mercato difficilmente rientreranno, a meno di evidenza chiara di miglioramento delle finanze pubbliche.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato vede un calo di 22 mila unità a gennaio, dopo un calo di 61 mila (rivisto da -84 mila). I dati mostrano un aumento degli occupati nei servizi (+38 mila), il secondo consecutivo, a fronte di un calo nell’industria di 60 mila (manifatturiero: -25 mila, costruzioni -37 mila). Le imprese medie e grandi registrano aumento di occupati, mentre le piccole imprese continuano a eliminare posti di lavoro, in linea con le indicazioni negative provenienti dall’indagine del NFIB.

L’ISM del settore non manifatturiero aumenta solo marginalmente a gennaio, a 50,5 da 49,8 (rivisto da 50,1) di dicembre. La componente attività scende a 52,2 da 53,2 di dicembre, mentre gli ordini aumentano a 54,7 da 52 e l’occupazione rimane debole, se pure in miglioramento, a 44,6 da 43,6. In aumento i prezzi pagati a 61,2 da 59,6. Nella conferenza stampa è stato sottolineato che il settore dei servizi risente in modo determinante della debolezza del quadro occupazionale. I freni alla crescita dei consumi (mercato del lavoro, credito, necessità di aumentare il tasso di risparmio) rendono la ripresa del settore dei servizi più moderata rispetto a quella del settore manifatturiero, trainata anche dalle esportazioni. L’indagine conferma l’aspettativa di un employment report ancora negativo a gennaio e di crescita attesa in rallentamento rispetto al dato di fine 2009, gonfiato dal ciclo delle scorte.


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