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Flash: Rimane positivo il clima sul debito sovrano in Europa

Da seguire: Area Euro Francia. La fiducia presso le imprese manifatturiere è stabile a 99 in dicembre. Migliora ancora la valutazione sulla produzione passata, da +1 a +4, mentre è meno positivo rispetto a novembre il giudizio sulle prospettive….

 


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    Il miglioramento sembra riflettere più gli ordinativi esteri (-16 da -20) che quelli domestici (-21 da -20). Il dato è compatibile con un ritorno alla crescita della produzione manifatturiera.
    Italia. Dopo il calo di settembre, fatturato e ordini all’industria sono attesi poco variati a ottobre. Ci aspettiamo un fatturato invariato dopo il -0,4% m/m di settembre e ordinativi in modesto rimbalzo (+0,2% m/m) dopo la marcata flessione del mese precedente (-1,5% m/m). Gli ordini dall’estero dovrebbero cominciare a beneficiare dell’indebolimento del cambio.

Ieri sui mercati

    Rimane positivo il clima sul debito sovrano in Europa, dove stringono ancora i periferici: calano i rendimenti assoluti, a fronte di rialzi sul mercato tedesco.
    Netto rialzo per i listini azionari europei ed americani, con ricadute positive anche sull’Asia questa mattina.
    L’euro è sceso nel corso della giornata di ieri in area 1,22, dove rimane anche questa mattina. Il dollaro si è rafforzato anche contro yen e, in generale, come cambio effettivo. Il rublo si consolida fra 60 e 62 contro dollaro. Continua l’arretramento del renminbi, scambiato a 6,2233 contro dollaro. Il franco svizzero è risalito da 1,2009 a 1,2037 contro euro dopo la decisione della Banca Nazionale Svizzera di tagliare a livelli negativi i tassi ufficiali.
    Petrolio di nuovo in calo (chiusura 59,27 per il Brent Crude), sebbene marginalmente sopra i minimi di metà dicembre.

Area Euro

Germania. L’indice IFO è salito a dicembre, per il secondo mese consecutivo a 105,5 da un precedente 104,7, in linea con le stime di Consenso. Generalmente un aumento/calo per tre mesi consecutivi dell’indice IFO viene letto come un segnale di inversione di tendenza ciclica. Per il momento, il rimbalzo è dovuto interamente alla componente aspettative che risale a 101,1 da 99,8, tornando al di sopra della media di lungo termine. L’indice sulla situazione corrente è, invece, stabile a 110, ancora significativamente al di sopra della media di lungo periodo. L’aumento dell’indice IFO rafforza il segnale dal PMI e ZEW a inizio settimana. Tuttavia, il recupero è ancora troppo preliminare e troppo legato alla componente attese per essere certi di un’accelerazione da fine anno in poi. Nel complesso, ci sembra ragionevole concludere che il PIL a fine anno continuerà a crescere al passo dei mesi estivi (0,1-0,2% t/t). Saranno i dati di gennaio chiave per capire se la debolezza dell’industria associata alla crisi russo-ucraina si è riassorbita grazie al deprezzamento del cambio.

Nella riunione di metà mese la BCE ha discusso ancora una volta le modalità di pubblicazione dei resoconti delle riunioni di politica monetaria a partire da gennaio 2015. I resoconti avranno forma anonima e forniranno una visione fedele ed equilibrata delle decisioni di politica monetaria. I resoconti saranno divulgati quattro settimane dopo ciascuna riunione. La BCE annuncia inoltre che, con il passaggio a sei settimane della frequenza delle riunioni di politica monetaria da gennaio 2015, sarà pubblicato un nuovo Bollettino economico due settimane dopo ogni riunione, in sostituzione del Bollettino mensile.

Il Consiglio Europeo ha dato il via libera alla costituzione dell’EFSI (il Fondo europeo per gli investimenti strategici), con una dotazione iniziale di 21 miliardi di euro. Il fondo sarà aperto alla contribuzione degli Stati membri “direttamente o attraverso le banche di promozione nazionali”; tali contributi di capitale saranno valutati in modo favorevole ai fini delle regole fiscali.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 13 dicembre calano a 289 mila da 295 mila della settimana precedente. I dati sono raccolti nella settimana di rilevazione dell’employment report di dicembre e danno ulteriori indicazioni di crescita occupazionale forte in chiusura d’anno.

L’indice della Philadelphia Fed a dicembre cala a 24,5 da 40,8 di novembre. l’indagine segnala un rallentamento del ritmo di crescita (non sorprendente dopo due trimestri di crescita media  superiore al 4% t/t ann.) ma continua a indicare espansione dell’attività e ottimismo riguardo allo scenario a sei mesi.

Fonte: BONDWorld.it

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