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Flash: Francia. I prezzi al consumo a novembre dovrebbero essere calati di un altro decimo sia sull’indice nazionale che su quello armonizzato

Da seguire: Area Euro – Francia. I prezzi al consumo a novembre dovrebbero essere calati di un altro decimo sia sull’indice nazionale che su quello armonizzato dopo il -0,1% m/m di ottobre, principalmente…


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ancora a causa della diminuzione del prezzo dell’energia, che dovrebbe più che contrastare l’aumento dei prezzi degli alimentari. Sull’anno il CPI è atteso rimanere allo 0,6% sull’indice nazionale, mentre dovrebbe aumentare di un decimo allo 0,8% dallo 0,7% del mese precedente sull’indice armonizzato. L’indice core dovrebbe rimanere stabile a 0,6% come nel mese precedente. L’inflazione è attesa rimanere sotto l’1% fino all’inizio della prossima primavera.

Italia. La lettura finale del CPI di novembre dovrebbe ribadire il rallentamento a 0,6% da 0,8% di ottobre sia sull’indice nazionale che sull’indice armonizzato. Nel mese, pertanto, anche la variazione dei prezzi al consumo dovrebbe essere confermata a -0,4% m/m da -0,1% m/m sull’indice nazionale e da -0,2% m/m su quello armonizzato. L’inflazione potrebbe aver toccato un punto di minimo, ma la risalita sarà assai graduale: il CPI potrebbe superare significativamente l’1% solo nella seconda metà del 2014.

La produzione industriale nell’eurozona è vista in contrarsi di 0,4% m/m a ottobre dopo il
-0,5% m/m di settembre visti gli inaspettati cali registrati nel mese in Germania e Francia. Il dato lascerebbe l’output nel trimestre corrente in rotta per un -0,4% t/t da un precedente -0,2% t/. Le indicazioni dalle indagini, sia pur miste nel mese di novembre, potrebbero comunque giustificare un recupero della produzione industriale nel trimestre in corso, anche se a ritmi molto lenti.

Oggi la Slovenia dovrebbe comunicare i risultati degli stress tests sul sistema bancario, precondizione per la ricostituzione della base patrimoniale. Il governo ha già ottenuto l’autorizzazione a impiegare fino a 4,7 miliardi di euro di fondi pubblici per la ricapitalizzazione delle banche e per il momento appare intenzionato a procedere senza aiuti esterni.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio di novembre sono previste in aumento di 1,1% m/m, spinte dal forte incremento delle auto. Le auto nel mese di novembre hanno sorpreso verso l’alto, con un livello a 16,3 milioni di unità ann. (+7,7% m/m), sui massimi da maggio 2007. Le vendite di auto hanno più che recuperato le correzioni di settembre e ottobre e si sono riportate sul trend positivo in atto ormai da fine 2009. Le vendite al netto delle auto dovrebbero registrare un incremento di 0,3% m/m. I dati dovrebbero essere un altro tassello a favore di un possibile inizio della riduzione degli acquisti della Fed, testimoniando una ripresa dei consumi dopo la restrizione fiscale della prima metà dell’anno e la crisi fiscale di ottobre.

I prezzi all’import a novembre sono attesi in calo di -0,8% m/m dopo -0,7% m/m a ottobre, ancora sulla scia della contrazione dei prezzi energetici. Al netto del petrolio i prezzi dovrebbero essere invariati su base mensile. Al calo del prezzo del petrolio si somma il recente apprezzamento del dollaro come fattore di contenimento dei prezzi dei beni importati.

Ieri sui mercati

Il Tesoro italiano ha collocato i 5,5 miliardi di BOT 12/12/2014 a un rendimento medio di 0,707%, con domanda 1,63x l’offerta. La performance del debito italiano sul mercato secondario è stata contrastata, in linea con i mercati core. L’accordo sul budget ravviva le attese di riduzione del QE3 negli Stati Uniti, il che spinge al rialzo i rendimenti degli UST e spinge al ribasso gli indici azionari mondiali. Nullo, per ora l’impatto sul dollaro: ieri è rimasto in calo, anche se di poco.

Area Euro

La BCE è critica del compromesso scaturito dall’Ecofin sul SRM: sia Constancio, sia Asmussen hanno lamentato l’eccessiva complessità della procedura decisionale. Sempre sul fronte regolamentare, Praet ha prospettato un cambiamento della ponderazione per il rischio dei portafogli di titoli di stato. Per quanto riguarda la politica monetaria, Constancio e Nowotny hanno ricondotto la debolezza del credito a fattori di domanda, sostenendo che la BCE non può interferire con le decisioni delle banche sul rischio di credito. Coeuré non ha escluso nuovi interventi di politica monetaria, pur precisando che non si tratta dello scenario di riferimento. Anche Praet ha prospettato reazioni di politica monetaria nel caso in cui gli stress test del prossimo anno avessero significativi effetti restrittivi sul credito.

Italia. Camera e Senato hanno confermato la fiducia al governo. Il Presidente del Consiglio, nel discorso per chiedere la fiducia, ha annunciato che nelle prossime settimane proporrà alle forze che lo sostengono un patto formale di governo per il 2014, che dovrebbe includere due temi fondamentali: riforme istituzionali e misure economiche. L’orizzonte entro il quale valutare l’attività di governo resta in ogni caso quello definito in sede di insediamento, ovvero 18 mesi.

 


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