Analisi Giornaliere

Flash: Francia. Il consumo di beni manufatti è in aumento

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– Francia. La stima dettagliata dovrebbe confermare che il PIL nel 2° trimestre è cresciuto allo stesso ritmo del 1°: 0,2% t/t e 1,7% a/a….

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A fare da freno sono state le esportazioni nette, mentre la domanda interna è avanzata di 0,2% t/t, come nei mesi invernali.

La crescita è stata penalizzata da fattori temporanei nei primi sei mesi dell’anno, dal 3° trimestre ci aspettiamo una ri-accelerazione verso 0,45% t/t. La crescita annua è attesa all’1,6%, in rallentamento dal 2,3% del 2017.

– Francia. Il consumo di beni manufatti è atteso in aumento di 0,2% m/m a luglio dopo il 0,1% m/m del mese precedente.

Il consumo di beni durevoli dovrebbe rallentare rispetto al mese precedente su di una dinamica meno sostenuta del consumo di altri durevoli, mentre le vendite di auto dovrebbero aver recuperato parte del calo del mese precedente.

Se confermato, il dato di luglio lascerebbe il consumo di beni in rotta per un aumento di 0,8% t/t a settembre dopo la contrazione di 0,3% t/t di giugno.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 2° trimestre dovrebbe segnare una modesta revisione al ribasso a 4% t/t ann. da 4,1% t/t ann. della stima advance.

La spesa personale dovrebbe essere marginalmente meno forte (3,9% t/t ann.) rispetto alla prima stima (4% t/t ann.) alla luce dei dati delle vendite al dettaglio.

L’altra voce più debole rispetto alla prima lettura dovrebbe essere quella degli investimenti in costruzioni, sia residenziali sia non residenziali, visto il quadro negativo della spesa in costruzioni di giugno.

I dati dovrebbero anche mostrare esportazioni più forti (sempre per via della corsa agli acquisti di materie prime agricole da parte della Cina prima dell’entrata in vigore dei nuovi dazi) e una possibile revisione verso il basso delle scorte (anche questa legata alla volatilità generata dai dazi).

La previsione per il 3° trimestre è di rallentamento fisiologico dopo l’accelerazione primaverile, con indicazioni in linea con una crescita media del PIL intorno al 3% nel 2018.

Ieri sui mercati

Area euro La dinamica di M3 è rallentata a luglio al 4,0% a/a da un precedente 4,4% a/a (rivisto da 4,5% a/a) contro attese di crescita stabile.

L’aggregato M1 è cresciuto di 0,1% a/a dopo 0,8% a/a, l’aggregato M2 si è contratto di 0,1% m/m per la prima volta dal 2009.

Anche l’aggregato M3 – M2 è calato di 0,1% m/m dopo + 0,8% m/m. Tra le controparti di M3, la crescita dei prestiti alle famiglie è rimasta invariata al 3,0% e così la dinamica del credito alle imprese non finanziarie al 4,1%.

Area Euro BCE Praet ha dichiarato che una politica monetaria paziente, prudente e persistentemente espansiva rimane appropriata, ma, dopo di crescita economica al di sopra del potenziale, non vanno trascurati i rischi associati ad un orientamento di politica monetaria così accomodante.

Italia Cala più del previsto la fiducia di famiglie e imprese ad agosto. L’indice composito di fiducia economica presso le imprese è calato a 103,8 da 105,3.

La fiducia dei consumatori è diminuita di un punto a 105,2. In agosto, sembra aver pesato in particolare una valutazione meno positiva del quadro economico nazionale si corrente che futuro. Sul giudizio potrebbero aver pesato gli eventi drammatici di Genova di metà mese.

Le famiglie si dichiarano più preoccupate sull’andamento della disoccupazione e dichiarano che intendo ridurre gli acquisti di beni durevoli. Per quanto riguarda le imprese, il clima di fiducia peggiora in particolare nel comparto manifatturiero a 104,8 da 106,7 un minimo da inizio 2017 e 5,8 punti al di sotto del livello di inizio anno.

Gli ordini sono calati sensibilmente sia dall’interno che (-9,8 da -6,1) che dall’estero (-14,3 da -9,8), nel contempo continuano ad aumentare le scorte, di riflesse le imprese hanno rivisto al ribasso le attese peri prossimi mesi.

Anche se l’indice per il manifatturiero rimane al di sopra della media di lungo termine, il settore sembra ancora in una fase di rallentamento.

I dati di agosto sono tipicamente volatili e vanno letti con cautela. Lo spaccato per categoria merceologica mostra un calo più marcato presso le imprese produttrici di beni strumentali: -2,4 punti a 111,4.

Il morale è peggiorato anche presso le imprese di servizi a 105,9 a 104,7 su di una valutazione meno positiva dell’andamento degli affari recenti nonché delle prospettive per i prossimi mesi nonostante il miglioramento degli ordinativi.

Il morale è, invece, migliorato nel commercio al dettaglio a 104,2 da 102,7 grazie ad un miglioramento delle vendite sia nella grande distribuzione che nei canali tradizionali, tuttavia le imprese sono meno ottimiste per i prossimi mesi.

La fiducia è migliorata anche nelle costruzioni di 0,6 punti a 139,9 da 139,3.

I livelli degli indici di fiducia sono inferiori ai recenti picchi, ma non sono troppo lontani da massimi pluriennali e perciò restano coerenti con una prosecuzione della fase di espansione dell’attività economica anche se difficilmente si vedrà una ri-accelerazione della crescita dallo 0,2% t/t del trimestre primaverile.

I rischi sulla nostra previsione di crescita per l’economia italiana quest’anno (1,3%) restano verso il basso, e sono nell’ ordine di uno-due decimi di punto percentuale.

Le scelte di politica fiscale che verranno fatte in occasione della prossima Legge di Bilancio potrebbero risultare decisive per quanto concerne le sorti del ciclo nel 2019 (nostro scenario di base: 1,2%).

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ad agosto aumenta a 133,4 da 127,9 (rivisto da 127,9), toccando il massimo da ottobre 2000.

L’incremento è diffuso a entrambe le componenti dell’indagine, con l’indice coincidente in rialzo a 129,5 da 127,9 e quello aspettative a 172,2 da 166,1.

L’indagine mostra un netto miglioramento degli indici relativi al reddito atteso a sei mesi e quelli che segnalano le intenzioni di acquisto di beni durevoli

L’indice delle condizioni del mercato del lavoro (jobs plentiful-jobs hard to get) sale a 30 da 28, e tocca il massimo da ottobre 2000, puntando a ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione.

Le aspettative di inflazione a 12 mesi correggono a 4,8% da 5% di luglio.

La fiducia dà sostegno alla previsione di crescita sostenuta dei consumi nel secondo semestre. La stima GDP nowcasting per il 3° trimestre vede una crescita di 4,6% t/t ann, con consumi in rialzo di 3,1% t/t ann..

Stati Uniti. Il deficit della bilancia commerciale dei beni si amplia a luglio a -72,2 mld di dollari, da -67,9 mld di giugno, con un incremento delle importazioni e un calo dell’export.

La correzione delle esportazioni era attesa dopo il forte incremento del 2° trimestre, guidato dall’anticipazione degli effetti dei dazi in arrivo da fine giugno.

Nel 3° trimestre, il contributo delle esportazioni nette dovrebbe essere negativo, ma in parte controbilanciato da un recupero delle scorte che erano state ridotte in primavera per far fronte alla forza della domanda estera.

Stati Uniti. L’indice del settore manifatturiero della Richmond Fed ad agosto aumenta a 24 da 17 di luglio.

Stati Uniti. Ieri sono iniziati a Washington gli incontri per trovare un possibile accordo che estenda il patto USA-Messico anche al Canada.

Il 75% delle esportazioni canadesi vanno negli Stati Uniti, e il Canada è la seconda destinazione delle esportazioni americane dopo la Cina.

Pertanto la partecipazione del Canada a una nuova versione del NAFTA è rilevante; diversi rappresentanti in Congresso hanno indicato che non sarebbero disposti ad approvare un accordo USA-Messico senza il Canada.

Nell’accordo siglato da USA e Messico, alcuni punti sono favorevoli anche al Canada: per esempio, il contenuto di prodotti nord-americani, l’utilizzo di lavoro pagato al di sopra di 16 dollari all’ora e la durata del trattato (16 anni, invece dei 5 chiesti originariamente dagli USA).

Tuttavia per il Canada rimane cruciale il meccanismo di risoluzione delle dispute previsto dalla versione attuale del NAFTA, che delega le decisioni a tribunali misti dei tre paesi: nell’accordo con il Messico, gli USA hanno ottenuto di esentare alcuni settori da tale meccanismo.

Anche il trattamento dello scambio di prodotti agricoli è un elemento centrale, visto il peso del settore caseario in Canada, che gode anche di ampi sussidi statali.

L’amministrazione USA ha dato tempo fino a venerdì per trovare un accordo, con l’obiettivo di mandare la lettera con cui comunica al Congresso l’inizio della fase di modifica del NAFTA entro fine mese.

Questa fase dura 90 giorni: se si aprisse a fine agosto renderebbe possibile avere la sigla di un nuovo accordo entro inizio dicembre. Gli USA vogliono portare alle elezioni di novembre un risultato tangibile sul commercio.

Anche il Messico ha una scadenza ravvicinata, dato che le autorità mirano a una firma del trattato mentre è ancora in carica il presidente uscente prima dell’insediamento del nuovo presidente il 1° dicembre.

Stati Uniti. Il Senato ha confermato R. Clarida come vice-presidente della Fed con una maggioranza bipartisan (69-26), con un mandato di quattro anni.

Clarida è professore di economia a Columbia University e consulente di PIMCO, specializzato in politica monetaria; in passato aveva lavorato per le amministrazioni di Bush padre e figlio.

Clarida è un economista pragmatico e probabilmente non si discosterà dalla visione di consenso nel FOMC, che prevede ulteriori rialzi dei tassi nei prossimi trimestri.

Stati Uniti. I verbali della discussione riguardo alla determinazione del tasso di sconto tenuta prima della riunione del FOMC di agosto rivelano che due presidenti di Fed regionali avrebbero voluto alzare i tassi alla scorsa riunione.

Stati Uniti. Kaplan (Dallas Fed) ha sottolineato l’indipendenza della Fed da eventuali intrusioni e pressioni politiche. Kaplan ha segnalato i rischi per lo scenario derivanti dalle tensioni sulla politica commerciale.

Fonte: BONDWorld.it

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