BondWorld.it
FRANCIA_LOUVRE

Flash: Francia, in rialzo l’indice di fiducia dei consumatori

Francia. A novembre, l’indice di fiducia dei consumatori è salito a -32 da -34. L’indicatore e le sottocomponenti su standard di vita e capacità di risparmio nei prossimi sei mesi rimangono comunque in territorio fortemente negativo.. …


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Italia. La fiducia delle imprese secondo l’indagine ISAE potrebbe correggere leggermente a novembre a 98,7 dopo il lieve rimbalzo di ottobre che aveva portato l’indicatore a 99,8 (massimo dal maggio 2008). Nonostante i dati recenti su ordini all’industria e fatturato si siano rivelati poco incoraggianti il livello ancora elevato della fiducia delle imprese indicherebbe che la flessione non è destinata a durare e che prosegue la ripresa dell’attività economica nell’industria.

Aste – L’Italia colloca 8,5 miliardi di BOT semestrali e 2 miliardi di CTZ 24 biennali. Gli spread correnti pagati dal BOT 15/11/2011 e dal BTP 15/12/2012 2% sui titoli tedeschi equivalenti sono di 74 e 149pb.

Stati Uniti

Mercati chiusi per festività (Thanksgiving).

Ieri sui mercati

Si allargano gli spread di Irlanda (+39 a 641pb), Portogallo (+3 a 450pb), Spagna (+7 a 244pb), stringono Italia (-3 a 162pb). Il Bund non riesce a beneficiarne: il rendimento del decennale è in rialzo a 2,65%. Il rischio Europa pesa però sull’euro: il cambio con il dollaro continua a scendere, ed è ormai a 1,333; bene anche il franco svizzero, a 1,33. Dollaro forte anche contro sterlina e yen, in un contesto di rendimenti obbligazionari US in rialzo. Da segnalare il calo degli Euribor (1 mese: 0,755%, 3 mesi 1,03%), associato anche a un plausibile raffreddamento delle aspettative di rialzo dei tassi di mercato nel corso del prossimo biennio.

Area euro

Germania. L’indice IFO è aumentato a sorpresa a 109,3 a novembre, da 107,6 di ottobre, battendo la più rosea delle previsioni e andando a toccare un massimo nei diciannove anni di rilevazione della serie. Le aspettative per i prossimi sei mesi sono cresciute a 106,3 da 105,2 (anche in questo caso si tratta di un massimo dal 1991) ed è salita anche, ben oltre le attese di consenso e per il nono mese consecutivo, la valutazione sulla situazione corrente, a 112,3 da 110,2. Il livello attuale dell’IFO è coerente con un’accelerazione del PIL tedesco attorno a +5% a/a (dal +3,9% a/a del 3° trimestre). Il dettaglio mostra un miglioramento in tutti i settori dell’attività economica e in particolare nel commercio al dettaglio (a 13,3 da 9,2); i sottoindici per manifatturiero, costruzioni e commercio all’ingrosso crescono tutti di 2-3 punti circa. L’IFO, accanto agli analoghi miglioramenti mostrati nel mese di novembre dalle indagini PMI e ZEW, mostra una possibile riaccelerazione dell’economia tedesca a inizio 2011.

Italia. A settembre, le vendite al dettaglio sono calate a sorpresa di -0,2% m/m (dopo essere rimaste stabili il mese precedente). Sull’anno, le vendite hanno rallentato a 0,3% da 0,8% a/a. Rispetto al mese precedente, secondo i dati destagionalizzati, le vendite di prodotti alimentari sono rimaste stabili a fronte di un calo di 0,2% m/m delle vendite di non alimentari. Gli incrementi tendenziali più significativi, tra i beni non alimentari, si registrano per: abbigliamento e pellicceria (+3,6% a/a), calzature e articoli in cuoio (+2,2% a/a), foto-ottica e pellicole (+1,6% a/a), mentre i cali più marcati riguardano le dotazioni per informatica e telefonia (-7,3% a/a), i supporti magnetici e strumenti musicali (-1,4% a/a) e i prodotti di profumeria e cura della persona (-0,9% a/a). Il dato ha sorpreso verso il basso. Nonostante la buona impostazione della fiducia dei consumatori, la bassa crescita dei redditi reali continua a pesare sulle vendite. Bisognerà aspettare il 2011 per vedere un più apprezzabile miglioramento per la spesa delle famiglie.

Irlanda. Il piano quadriennale di correzione del Governo Cowen è basato su un taglio della spesa di 10 miliardi (3 miliardi a carico della sicurezza sociale, 1,8 miliardi a carico del programma di investimenti pubblici) e un aumento delle entrate fiscali di 5 miliardi (tra i quali una riduzione del reddito imponibile minimo, uno sfoltimento degli sgravi fiscali e una minuscola imposta a somma fissa sulla proprietà immobiliare). Anche la correzione 2011 si basa per un terzo su aumenti delle imposte. Ieri le probabilità di approvazione del budget sono un po’ risalite quando due indipendenti in via di sganciamento dal Governo hanno confermato che lo sosterranno. Tra le opposizioni, né Fine Gael, né il Labour Party si sono sbilanciati sul proprio atteggiamento al momento del voto parlamentare, ma hanno fatto capire che le misure potrebbero cambiare dopo le elezioni. Il budget sarà presentato il 7 dicembre, e i disegni di legge collegati saranno votati nelle settimane seguenti.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli a ottobre calano di 3,3% m/m, e il dato di settembre viene rivisto verso l’alto a +5% m/m (da 3,3% m/m). Al netto dei beni durevoli, gli ordini calano di -2,7% m/m dopo +1,3% m/m (rivisto da -0,6% m/m). I dati di ottobre sono negativi per tutti i settori. Gli ordini di beni capitali calano di 6,6% m/m, al netto di difesa e aerei il calo è di -4,5% m/m; la difesa registra -21,3% m/m. Il calo dei trasporti (-5,2% m/m) vede un contributo non solo dagli aerei, ma anche dal settore auto e componenti (-0,7% m/m); tutti i sotto settori del comparto beni capitali sono in calo. Anche le consegne sono in calo (-0,9% m/m); per i beni capitali al netto di difesa e aerei, la correzione è di 1,5% m/m. Il ritmo di accumulazione delle scorte resta positivo, ma in rallentamento rispetto ai mesi precedenti (+0,4% m/m, dopo due mesi di +0,7% m/m). Il rapporto scorte/fatturato sale a 1,61 da 1,59. I dati degli ordini potrebbero suggerire un rallentamento degli investimenti fissi nei prossimi mesi, ma il proseguimento di una crescita discreta dei consumi (vedi sotto) potrebbe ridurre l’incertezza delle imprese e sostenere la spesa in conto capitale.

La spesa personale aumenta di 0,4% m/m (+3,6% a/a), dopo +0,3% m/m (rivisto da +0,2% m/m). In aumento sostenuto la spesa per beni durevoli e non durevoli, i servizi vedono invece un aumento molto contenuto (+0,1% m/m). In termini reali, i consumi aumentano di 0,3% m/m, circa in linea con la variazione media del 3° trimestre. Con consumi fermi a novembre e dicembre, i dati segnalerebbero una variazione del 2% nel 4° trimestre, con una crescita moderata, la dinamica trimestrale potrebbe essere vicina al 3% e almeno sui livelli del 3° trimestre (2,8% t/t ann.). Il reddito personale cresce più del previsto, con un incremento di +0,5% m/m (il dato di settembre è rivisto verso l’alto a 0 da -0,1% m/m). Su base tendenziale, il reddito accelera a +4,5% a/a, da 4,1% a/a di settembre. Salari e stipendi aumentano di 0,6% m/m, la variazione più ampia da aprile; tutte le componenti del reddito sono in aumento salvo i dividendi, particolarmente forte la crescita del reddito nell’agricoltura. Il reddito disponibile cresce di 0,4% m/m. In termini reali, il reddito disponibile aumenta di 2,5% a/a; il tasso di risparmio torna ad aumentare, salendo a 5,7% da 5,6% e riallineandosi sulla media dei tre mesi precedenti. Il deflatore dei consumi segna +0,2% m/m, +1,3% a/a (da +1,4% a/a di settembre). Il deflatore core è invariato su base mensile e in rallentamento a 0,9% a/a da 1,2% a/a di settembre. I prezzi risentono del calo dei prezzi dei beni durevoli (in particolare le auto), tipicamente ampio a ottobre. I dati nel complesso sono positivi: la dinamica sostenuta del reddito è fondamentale per uno scenario di tenuta dei consumi a fronte di una politica fiscale nella migliore delle ipotesi incerta, mentre il sentiero della spesa appare in linea con le previsioni di una dinamica almeno del 2,5% per il futuro prevedibile.

I sussidi di disoccupazione scendono a 407 mila nella settimana conclusa il 20 novembre, da 441 mila della settimana precedente. I sussidi scendono sui minimi da luglio 2008, dando un potenziale segnale positivo per il mercato del lavoro. I sussidi esistenti nella settimana conclusa il 13 novembre scendono a 4,182 milioni, da 4,324 milioni della settimana precedente. I dati sono stati pubblicati oggi perché domani gli uffici federali sono chiusi per Thanksgiving. I sussidi estesi con i fondi federali nella settimana conclusa il 6 novembre calano di 262 mila, a 4,170 milioni. Ci vorranno altri dati per valutare l’attendibilità del segnale dei sussidi, che potrebbe essere viziato dalla festività di Thanksgiving.

La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (finale) sale ulteriormente oltre il rialzo visto con i dati preliminari, con un aumento a 71,6 da 69,3 preliminare e 67,7 di ottobre, il più ampio aumento da dicembre 2009. Le aspettative salgono a 64,8 da 61,9 di ottobre (massimo da giugno); le condizioni correnti vedono un miglioramento a 82,1 da 76,6 di ottobre (massimo da giugno). Le aspettative di inflazione sono stabili a 2,8% sull’orizzonte a 5 anni per il terzo mese consecutivo, e a 3% come a ottobre sull’orizzonte a 1 anno. I dati potrebbero essere influenzati dal miglioramento dei mercati, da segnali positivi del mercato del lavoro e dall’aspettativa crescente di un’estensione dei tagli di imposta per almeno due anni.

Le vendite di case nuove a ottobre scendono ancora, tornando sui livelli di luglio. Le vendite calano a 283 mila da 308 mila di settembre (-8,1% m/m, dopo +12% m/m), confermando la stagnazione del settore sui minimi degli ultimi mesi. Il dato di ottobre è solo marginalmente al di sotto del minimo storico di agosto a 275 mila. La serie ha subito variazioni complessivamente pari a -14 mila unità. Le scorte di case invendute tornano a salire in termini di mesi di vendite (a 8,6 mesi, da 7,9 di settembre); lo stock invenduto è pari a 202 mila unità. I prezzi mediano e medio calano a 194.900 dollari e 248.200 dollari rispettivamente. Il settore non ha per il momento prospettive di ripresa.

L’indice dei prezzi delle case rilevato dal FHFA cala di 0,7% m/m a settembre, dopo prezzi stabili ad agosto. Il calo dei prezzi è diffuso a tutte le aree geografiche eccetto East South Central. Nel 3° trimestre il calo dei prezzi è pari a -1,6% t/t, dopo +0,7% t/t. Il dato rende probabile un contributo negativo della ricchezza immobiliare alla ricchezza netta delle famiglie nei flussi dei fondi per il 3° trimestre che verranno pubblicati a inizio dicembre.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

Articoli Simili

Edmond de Rothschild AM: Meno volatilità nel 2020

Falco64

State Street Global Advisors Europa nuovo obiettivo USA?

Falco64

La Financière de l’Echiquier Tensioni in Medio Oriente

Falco64