Analisi Giornaliere

Flash: Francia. La produzione industriale è calata anche in ottobre di -0,3% m/m

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Da seguire: In Cina, la produzione industriale risulta in crescita del 10,0% in novembre, poco sotto le attese, mentre le vendite al dettaglio sono state più forti del previsto (13,7% a/a)…….


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La crescita degli investimenti fissi del periodo gennaio-novembre è data al 19,9% a/a, poco sotto le attese.

Area Euro

Francia. La produzione industriale è calata anche in ottobre di -0,3% m/m, smentendo le attese di aumento. La contrazione di settembre è stata rivista da –0,5 a -0,3% m/m. Tuttavia, la produzione manifatturiera è risultata effettivamente in crescita di 0,4% m/m.  Le indagini PMI e INSEE mostrano che il manifatturiero non ha ancora esaurito la fase di debolezza che sta facendo segnare il passo alla Francia rispetto ai partner europei, in particolare gli ordini domestici ed esteri non accennano a migliorare. Nell’ultima parte dell’anno l’attività potrebbe tornare a espandersi ma a un ritmo molto moderato.

Italia. La produzione industriale potrebbe essere aumentata ancora di 0,2% m/m a ottobre così come a settembre. La variazione annua si attesterebbe a -1,4% (in calo da +0,1% precedente in termini grezzi, ma in recupero da -3% precedente in base al dato corretto per i giorni lavorativi). Se confermato, nell’ultimo trimestre la produzione sarebbe in rotta per un aumento di +0,3% t/t dopo il -0,9% t/t, tornando positiva per la prima volta da marzo 2011; se, come pensiamo, la ripresa dovesse proseguire anche a novembre, ne deriverebbe un recupero attorno a +0,5% t/t nel trimestre.

Italia. La seconda stima del PIL del 3° trimestre dovrebbe confermare la lettura preliminare a -0,1% t/t (da -0,3% precedente) e -1,9% a/a (da -2,2% precedente). Lo spaccato dovrebbe evidenziare ancora una volta una contrazione per la domanda interna (sia i consumi che gli investimenti sono visti in calo a un ritmo non molto diverso da quello del trimestre precedente); sia l’export che l’import dovrebbero mostrare una flessione; le scorte invece potrebbero dare un contributo positivo al PIL dopo il -0,4% t/t visto nel trimestre precedente. La ripresa è rimandata al trimestre in corso.

L’Ecofin discuterà oggi le opzioni per il meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie (SRM nell’acronimo inglese), nel tentativo di rispettare l’impegno a raggiungere un’intesa entro la fine del 2013. I nodi sul tappeto rimangono quelli dell’organismo deputato a decidere (alcuni Paesi si oppongono a un trasferimento di poteri alla Commissione, e vorrebbero che fosse il Consiglio a decidere) e dei meccanismi di finanziamento (fondo unico e/o fondi nazionali), a regime e nella fase di transizione (il periodo in cui i versamenti del sistema bancario sono ancora insufficienti a completare la dotazione del fondo). Secondo il ministro delle finanze francese Moscovici, potrebbe essere necessario un compromesso nella forma di un “fondo comune e di un ruolo dato a un input nazionale”. Si discute anche di anticipare dal 2018 al 2016 il principio di partecipazione dei creditori alla ristrutturazione come condizione preliminare all’utilizzo di fondi pubblici. Non è affatto scontato che dalla riunione odierna possa già scaturire una decisione.

Aste. Il Tesoro effettua il riacquisto di 2 CCT (01/12/2014 e 01/09/2015), 2 BTP (2,5% 01/03/2015 e 3,0% 15/04/2015) e un BTPei (2,1% 15/09/2017). Offerta a breve termine è attesa in Spagna (3,5-4,5 mld) e Grecia (1,25 mld), mentre l’Austria colloca obbligazioni a lungo termine (scadenze 2022 e 2034) per 1,65 mld.

Ieri sui mercati

Apertura di settimana positiva per i titoli di Stato italiani, in linea con il resto del debito periferico europeo; gli spread con la carta tedesca si sono stretti di 6pb sulla scadenza decennale, di 10-11pb su quelle più corte. L’euro rimane sui massimi da sei settimane sul dollaro (area 1,37) e da cinque anni sullo yen (oltre 141), nonostante il deludente dato sulla produzione industriale tedesca. Persiste la pressione al rialzo sul renminbi, fissato al massimo storico di 6,1114 contro dollaro. Sul fronte americano, Bullard (St Louis Fed, membro votante del FOMC nel 2013 e classificato come ‘centrista’) ha detto che il miglioramento del mercato del lavoro ha aumentato le probabilità  di una  riduzione degli acquisti.

Area Euro

Germania. La produzione industriale è calata a ottobre di -1,2% m/m, smentendo le previsioni di incremento. La debolezza è concentrata per il secondo mese consecutivo nel comparto dei beni capitali. La produzione è stabile nel comparto dei beni di consumo non durevoli mentre avanza di 0,9% l’output di beni intermedi. Il calo di ottobre dovrebbe essere una pausa del trend di ripresa del manifatturiero tedesco, legato alla volatilità dell’attività nel comparto dei beni capitali. Il dato di ottobre segna un’entrata decisamente debole nel 4° trimestre (-1,2% t/t dopo +0,7% t/t in estate) e suggerisce rischi verso il basso per la nostra stima di crescita del PIL tedesco a fine anno a +0,25% t/t.

Mersch, membro del Comitato esecutivo BCE, ha avvisato che un programma di QE incontrerebbe ostacoli economici, politici e legali, dal momento che non c’è un emittente sovrano unico. Secondo Mersch, però, la BCE ha però a disposizione un toolkit di strumenti che potrebbero essere usati in caso di necessità. Tra questi, un tasso negativo sui depositi, che però Weidmann ha indicato potrebbe avere anche effetti negativi. Inoltre, secondo Mersch la BCE potrebbe fornire liquidità alle banche in modo condizionato ad aumenti degli impieghi, ma questo significherebbe interferire invasivamente con “l’allocazione delle risorse”. L’intervento di Mersch ha toni più costruttivi di quelli usati da Draghi durante la conferenza stampa. Continuiamo a ritenere che solo se l’inflazione dovesse scivolare ulteriormente verso zero, diversamente da quanto assunto dalle previsioni dello staff, la BCE taglierebbe il tasso sui depositi in territorio marginalmente negativo. Come ha indicato Mersch, un QE rimane una misura estrema che in ogni caso incontrerebbe seri ostacoli in Europa e che sarebbe applicata solo a fronte di chiara evidenza di deflazione nella zona euro.

Spagna. Il quotidiano El Mundo riporta che il Governo starebbe considerando di ridurre la tassazione sulle imprese. La copertura finanziaria verrebbe dalla riduzione delle deduzioni e dal riallineamento delle aliquote di imposta su alcol, tabacchi e benzine. La Commissione indipendente per la riforma fiscale dovrebbe presentare una proposta di riforma per inizio anno.


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