Analisi Giornaliere

Flash: – Francia. Nel secondo trimestre il PIL è avanzato?

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– Francia. La stima finale dovrebbe confermare che nel secondo trimestre il PIL è avanzato solo dello 0,2% t/t (a 1,7% a/a da 2,1% a/a), stesso ritmo del primo…..

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La crescita acquisita si attesta quindi all’1,3%: a fronte di una stabilità della domanda interna, le esportazioni nette avevano registrato una brusca frenata.

Segnali incoraggianti di accelerazione, in particolare dal manifatturiero, inducono a prevedere un avanzamento nel trimestre in corso attorno allo 0,4% t/t.

– Olanda. La stima finale del PIL per il secondo trimestre è rivista al rialzo a 0,8% da 0,7% t/t della stima preliminare, e resta spinta dal

rimbalzo sorprendente delle esportazioni nette, dopo il tonfo del primo trimestre.

I dati lasciano prevedere un altro anno di espansione al di sopra del 2% (quarto consecutivo); prevediamo tuttavia un moderato rallentamento dell’output nella seconda metà dell’anno.

– Area euro. La stima flash dovrebbe mostrare il PMI composito a settembre circa stabile sul livello di agosto a 54,5.

L’indice per il manifatturiero è visto ancora in lieve flessione a 54,4 da 54,6, mentre l’indice per i servizi dovrebbe essere poco variato (54,5 da 54,4).

In Germania, il PMI composito dovrebbe rimanere invariato a 55,6 dopo il miglioramento del mese precedente.

In Francia, potrebbe vedersi una flessione dell’indice composito a 54,6 da 54,9 sia l’indice per il manifatturiero che l’indice per i servizi

potrebbero ritracciare parte dell’aumento del mese precedente e assestarsi rispettivamente a 53,3 (da 53,5) e 55,2 (da 55,1 da 55,4).

– Italia. I conti economici nazionali del 2017 sono importanti perché costituiranno la base di partenza per le stime di finanza pubblica che verranno inserite nella Nota di Aggiornamento al DEF, attesa entro il 27 settembre.

La prima stima (dello scorso aprile) aveva visto un aumento del PIL ai prezzi di mercato di 2,1%, per effetto di una crescita reale dell’1,5% e di un deflatore dello 0,6%.

L’indebitamento netto si era attestato al 2,3% del PIL (1,9% al netto della contabilizzazione degli effetti della liquidazione coatta amministrativa di

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), dal 2,5% del 2016; l’avanzo primario all’1,5% (stabile rispetto ai due anni precedenti).

Il debito era risultato pari al 131,8% del PIL, in calo di soli due decimi rispetto all’anno precedente.

Nel 2018, nelle nostre stime si dovrebbe registrare un deficit all’1,8% e un debito al 131,7% del PIL.

Ieri sui mercati

Regno Unito. Il Consiglio Europeo informale di Salisburgo ha preso atto che i progressi compiuti dai negoziati sulla Brexit a partire da marzo sono molto scarsi,

programmando il prossimo esame per il 18 ottobre, definito da Tusk, presidente dell’UE, “il momento della verità”.

Senza progressi massimi e risultati nei colloqui entro tale data, infatti, non sarà convocato alcun summit a novembre, e quindi non ci sarà alcun accordo di recesso.

Il comunicato stampa del Consiglio afferma che i 27 leader hanno riconfermato la propria completa unità e concondato che “non ci sarà periodo transitorio

senza un backstop solido, funzionale e legalmente vincolante per il confine irlandese”.

Si attende anche una dichiarazione politica congiunta che offra tutta la chiarezza possibile sulle future relazioni:

la proposta cosiddetta ‘di Chequers’ è stata nettamente respinta dal presidente dell’UE, e ora appare definitivamente affossata.

Sul tavolo, resta l’offerta di accordo di libero scambio alla canadese.

Il comunicato evidenzia il totale fallimento del tentativo del governo britannico di scavalcare il negoziatore Barnier e di dividere il fronte dei 27

per ottenere appoggio alla propria proposta per il regime post-transizione.

Area euro. La stima flash di settembre dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea delude le attese registrando un calo a -2,9 da -1,9, segnando un minimo da maggio 2017.

In media trimestrale il livello del morale delle famiglie è peggiorato nel T3 a -1,7 da -0,3 del T2. Il livello dell’indice è in via di normalizzazione e rimane al di sopra della media storica.

Italia. Il MEF ha comunicato che il 25 settembre saranno collocati 1,25-1,75 mld di CTZ 30/3/2020 e 0,75-1,0 mld di BTPei 15/9/2032.

Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a settembre rimbalza a 22,9 da 15 di agosto. L’indagine mostra un recupero degli indicatori di attività, e una correzione degli indici di prezzo.

Sono in rialzo i nuovi ordini (21,4 da 9,9), le consegne (19,6 da 15,6), gli ordini inevasi, i tempi di consegna e gli occupati. Invece i prezzi pagati correggono a 39,6 da 55

e quelli ricevuti calano a 19,6 da 33,2 (ben al di sotto della media a sei mesi, 31,4).

Le aspettative a 6 mesi restano positive e sono poco variate, con l’indice di attività a 36,3 da 38,8 e tutti i sotto-indici in territorio espansivo.

Nelle domande speciali del mese, le imprese riportano aspettative di aumento della produzione nel 4° trimestre:; su un orizzonte più lungo,

il 50% delle imprese prevede ulteriore incremento dell’output rispetto al 3° trimestre, mentre il 27% prevede una correzione.

Fra le imprese che programmano produzione più elevata, il 24% aumenterà le assunzioni, il 24% la produttività, mentre quelle restanti incrementeranno le ore.

L’indagine conferma le prospettive positive per l’attività e l’occupazione nel manifatturiero nei prossimi trimestri, mentre sembra che ci sia un ridimensionamento delle pressioni sui prezzi.

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 15 settembre calano a 201 mila, da 204 mila della settimana precedente, toccando il minimo da ottobre 1969.

Il dato riguarda la settimana di rilevazione dell’employment report di settembre: il livello dei nuovi sussidi punta a ulteriori correzioni del tasso di disoccupazione.

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti ad agosto sono stabili a 5,34 mln di unità ann., e non modificano il trend verso il basso in atto dal 2017 (-1,5% a/a).

Le scorte di case invendute restano basse, a 4,3 mesi. I dati confermano che la debolezza delle vendite è in larga misura dovuta a scarsità di offerta,

che mantiene elevati i prezzi, e le limita le unità disponibili per le fasce di reddito più basse.

Altri fattori contribuiscono alla persistente debolezza del settore immobiliare residenziale: con i rialzi dei tassi della Fed, i tassi dei mutui

sono aumentati in modo significativo (tasso a 30 anni da 4% a gennaio a 4,5% a settembre) e dopo la riforma tributaria, la deducibilità degli interessi è stata ridotta.

Giappone. Il CPI ad agosto aumenta di 1,3% a/a, da 0,9 a/a di luglio. L’inflazione misurata con gli indici core (al netto di alimentari freschi, a 0,9% a/a) e

“core-core” (al netto di alimentari freschi ed energia, a 0,4% a/a) è in rialzo di un decimo rispetto a luglio.

L’accelerazione dell’inflazione è da attribuire a un forte rialzo delle tariffe alberghiere e al la riduzione del contributo negativo delle tariffe della telefonia mobile.

Entrambi i fattori sono transitori, pertanto il trend circa piatto dell’inflazione core rimane in atto.

L’inflazione core dovrebbe mantenersi intorno ai livelli attuali fino ai primi mesi del 2019, sulla scia del rialzo dei prezzi energetici,

ma dovrebbe poi correggere di qualche decimo per via dell’effetto confronto con il 2018, mantenendosi in area 0,5-0,6% a/a nella parte centrale del prossimo anno,

prima del rialzo dell’imposta sui consumi a ottobre.

Sulla base di queste previsioni, la BoJ dovrà mantenere l’attuale strategia di politica monetaria invariata, rivedendo ancora verso il basso le previsioni di inflazione.

Giappone. Il PMI manifatturiero di settembre aumenta a 52,9 da 52,5 di agosto, con un rialzo dei nuovi ordini ma una correzione dell’output,

in parte causata dagli effetti delle alluvioni. Le indicazioni per la crescita giapponese restano positive.

Fonte: BONDWorld.it

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