Analisi Giornaliere

Flash: Germania. Il forte aumento dell’indice ZEW suggerisce che l’IFO potrebbe migliorare ancora

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Da seguire: Area Euro: Germania. Il forte aumento dell’indice ZEW suggerisce che l’IFO potrebbe migliorare ancora ad un ritmo sostenuto a dicembre a 110,0 da un precedente 109,3, si tratterebbe di un massimo dal 2011. In particolare…


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le attese dovrebbero salire a 106,8 da 106,3, un massimo dal 2011 ci aspettiamo inoltre un miglioramento della situazione corrente a 112,6 un massimo da maggio 2011. L’indice IFO continua a segnalare una ripresa del ciclo in Germania più rapida rispetto al PMI. Per i mesi finali del 2013 la nostra stima è di una crescita del PIL di 0,3% t/t, ma al momento i rischi sono verso il basso. Ci aspettiamo che l’industria tedesca recuperi dopo il calo di produzione di settembre e ottobre.

In calendario la riunione straordinaria dell’Ecofin, sul tema dell’unione bancaria. E’ probabile un accordo sulla gestione delle crisi, dopo che nella notte i ministri delle finanze avrebbero raggiunto un compromesso secondo cui, nel caso in cui i fondi versati dalle banche non siano sufficienti a coprire la dotazione (a regime nell’arco di 10 anni) di 55 miliardi di euro prevista per il Fondo di risoluzione unica, i governi potranno aumentare l’imposizione fiscale sugli istituti di credito. Il ricorso ai fondi pubblici è previsto solo in ultima istanza; uno Stato potrà chiedere un prestito al Meccanismo europeo di Stabilità (sul modello di quello chiesto dalla Spagna lo scorso anno) solo nel caso in cui se le risorse pubbliche non siano sufficienti.

Stati Uniti

I dati dei nuovi cantieri verranno pubblicati con informazioni su tre mesi, da settembre a novembre: per settembre e ottobre, i dati non erano stati pubblicati per il blocco del governo. Le licenze invece sono state pubblicate con regolarità e i dati disponibili fino a ottobre hanno mostrato incrementi molto marcati. A novembre i nuovi cantieri dovrebbero tornare sul trend in aumento visto fino all’estate: per settembre i cantieri sono previsti a 930 mila, per ottobre a 960 mila e a novembre i dati dovrebbero chiudere quasi completamente il differenziale con le licenze, salendo a 1,01 mln. Le licenze verranno pubblicate solo per novembre, dato che per i due mesi precedenti le informazioni erano già state diffuse. La previsione è che le licenze a novembre correggano a 985 mila dal livello molto elevato visto a ottobre (1,039 mln), risultato di 2 variazioni solide (settembre, +5,2% m/m, ottobre, +6,7% m/m).

La riunione del FOMC di dicembre è l’evento principale della settimana. La riunione del FOMC di dicembre, con le nuove previsioni macroeconomiche e l’ultima conferenza stampa di Bernanke, potrebbe segnare la svolta su QE3. L’esito della riunione è incerto, visto il generale silenzio da parte dei partecipanti al FOMC. La nostra previsione (con una probabilità di circa il 60%) è che in questa riunione venga annunciato che da gennaio inizierà una graduale riduzione degli acquisti, con un calo di circa 5-10 mld di dollari di Treasuries a gennaio. Alla riduzione degli acquisti probabilmente il FOMC assocerà un aumento di stimolo attraverso un rafforzamento della forward guidance, con riferimenti all’inflazione e una comunicazione più esplicita che separi interventi su QE3 dallo scenario dei tassi. Lo sforzo della Fed nel 2014 sarà mirato a controllare la curva dei rendimenti mentre riduce gradualmente gli acquisti di titoli. I tassi saranno fermi molto a lungo, almeno fino a metà 2015.

Ieri sui mercati

I mercati sono cauti, in attesa dell’esito della riunione del FOMC, che si conclude questa sera. In Europa le borse hanno chiuso in negativo, nonostante i dati positivi, con prese di profitto dopo il rimbalzo di lunedì. Negli USA, la chiusura dei mercati azionari ha segnato un modesto rialzo, in parte spinto dall’aspettativa di approvazione dell’accordo sul budget in Senato oggi. Sui mercati obbligazionari europei, il rendimento del Bund a 10 anni è sceso di 0,5 pb, a fronte di stabilità per i periferici, con un modesto allargamento degli spread. Spunti minimi dal primario: attive Spagna e Grecia ma solo su titoli a breve termine; Madrid ha collocato 3,5 miliardi di titoli a 3 e 9 mesi con rendimenti in marginale rialzo mentre Atene ha piazzato 1,3 miliardi di euro di titoli a 3 mesi al 3,9%, rendimento invariato rispetto all’asta di fine novembre. Negli Stati Uniti, il T-note a 10 anni ha registrato un rendimento di 2,86% (-4,5 pb). In Asia, la banca centrale indiana ha sorpreso i mercati lasciando invariato il tasso di rifinanziamento a 7,75%, ma segnalando che resta pronta a intervenire nuovamente se l’inflazione non si ridurrà. In Giappone, si attende la riunione della BoJ (conclusione il 20/12) che potrebbe aprire spiragli per una possibile espansione dello stimolo monetario quando verrà alzata l’imposta sui consumi ad aprile 2014. 

Area euro

Germania. L’indice ZEW rimanda un quadro di diffuso ottimismo per le prospettive di crescita dell’economia tedesca nei prossimi mesi. L’indice sulle attese è salito a 62,0 da un precedente 54,6, un massimo dal 2004. L’indice sulla situazione corrente è salito a 32,4 da un precedente 28,7, un massimo da metà 2012.

Area euro. La seconda stima ha confermato l’inflazione area euro a 0,9% a novembre in aumento di due decimi dal minimo di ottobre. L’inflazione core al netto di energia, alimentari e tabacchi è stata rivista a +0,9% da un precedente +1,0% a/a. Ci aspettiamo che l’inflazione area euro rallenti di un decimo a dicembre a 0,8% a/a e che fino ad aprile 2014 resti al di sotto dell’1,0%. L’inflazione core potrebbe rallentare ulteriormente nei prossimi mesi fino a 0,6%-0,7% a/a.

Area euro. Il costo del lavoro è rallentato all1,0% a/a nei mesi estivi da un precedente +1,1%a/a rivisto al rialzo da +0,9% a/a.  Lo spaccato paese mostra a sorpresa una frenata del costo del lavoro in Germania all-1,6% a/a da un precedente +2,0% ma un-accelerazione in Spagna da -0,5% a/a +0,4% a/a. In Italia, la dinamica del costo del lavoro ha frenato a 0,4% a/a da un precedente +0,6% a/a.

Stati Uniti

Il Senato ha votato a favore (67-33) della mozione procedurale che prepara al voto definitivo sull’accordo bipartisan già passato dalla Camera la scorsa settimana. Dodici senatori repubblicani hanno votato a favore del mantenimento dell’accordo senza emendamenti. In questo modo si è evitato il rischio di ostruzionismo e di modifiche al disegno di legge, e il Senato potrà votare definitivamente, forse già oggi, per approvare il disegno di legge. Sulla base della previsione che l’accordo diventi legge, le Commissioni si sono già messe al lavoro per tradurlo in disegni di legge di spesa da definire entro inizio gennaio.   

Il CPI a novembre è invariato su base mensile (1,2% a/a da 1% a/a di ottobre). Il CPI core aumenta di 0,2% m/m (1,7% a/a, come a ottobre). La stabilità dell’indice headline è dovuto al calo della componente energia (-1% m/m). L’inflazione eccessivamente contenuta rimane un elemento di preoccupazione per la Fed e un fattore che renderà particolarmente difficile la decisione della riunione FOMC di oggi che discuterà quando e di quanto ridurre gli acquisti di titoli.


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