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Flash: Germania. L’indice IFO potrebbe mostrare un lieve aumento

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Da seguire: Area euro: – Germania. L’indice IFO potrebbe mostrare un lieve aumento a 107 da 106,8 di settembre. Si tratterebbe del quinto mese consecutivo di crescita dell’indicatore. L’incremento sarebbe trainato da un ulteriore …


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miglioramento nella valutazione della situazione corrente a 110,9 da 109,7. Viceversa, potrebbero calare leggermente le aspettative per i prossimi sei mesi a 103,2 da 103,9, restando comunque nettamente al di sopra della media di lungo termine (96,2). Il livello dell’indice resterebbe coerente con una crescita del PIL tedesco ancora sostenuta nel 3° trimestre dell’anno.

Ieri sui mercati

Il Governo della Corea propone di indirizzare la riunione dei G20 sulla discussione degli squilibri di partite correnti più che solo sul livello dei cambi. Il segretario del Tesoro USA, T. Geithner, proposto che i G20 si impegnino ad adottare “politiche coerenti con la riduzione degli squilibri internazionali al di sotto di un determinato livello in percentuale del PIL nei prossimi anni”. Geithner ha aggiunto che si dovrebbero ammettere eccezioni per paesi esportatori di commodities. Secondo Geithner paesi con ampi avanzi commerciali dovrebbero usare politiche fiscali, strutturali e valutarie per ridurre gli squilibri; il cambio non dovrebbe essere utilizzato per ottenere vantaggi competitivi. La proposta di Geithner ha trovato scetticismo da parte del Ministro delle Finanze giapponese, sulla base del fatto che un obiettivo numerico è “irrealistico”. Il Ministro delle Finanze canadese si è invece espresso favorevolmente, un portavoce del Governo francese ha detto che i paesi del G7 sono generalmente favorevoli alla proposta. Il Ministro delle Finanze giapponese ha detto che la riunione dei G20 verterà sui cambi, ma non è ancora chiaro se il comunicato finale includerà indicazioni sul problema delle valute.

In attesa della riunione dei G20 i mercati hanno registrato chiusure positive sull’azionario, con dati macroeconomici discreti e utili societari positivi in USA; i rendimenti sono saliti sia in Europa (Bund 10 anni + 4pb a 2,48%) sia in USA (Tnote 10 anni + 5pb a 2,52%); in calo solo i rendimenti dei Gilts, dopo dati negativi dalle vendite al dettaglio e sulla scia della forte restrizione fiscale attesa in UK e di probabili nuovi acquisti da parte della BoE.     

Area euro

Francia. L’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere è balzato da 99 (rivisto) a 102: si tratta di un massimo dal luglio del 2008. L’aumento è stato trainato dal miglioramento nelle aspettative di produzione: i piani di produzione delle aziende intervistate balzano a 16 da 4, le prospettive per la produzione del sistema economico, nel suo insieme, salgono a 9 da 3. Recuperano anche i nuovi ordini dall’estero (-14 da -19), mentre restano fermi (a -23) gli ordini totali. Anche la valutazione sulla produzione passata cresce a 13 da 10, riportandosi ai livelli di agosto dopo la correzione del mese precedente. Il dato ha sorpreso in positivo: le proteste in atto negli ultimi giorni contro l’innalzamento dell’età pensionabile da 60 a 62 anni non sembrano aver inciso sulle aspettative di produzione degli imprenditori francesi.

A ottobre l’indice PMI composito per l’area euro è sceso per il terzo mese consecutivo, a 53,4 da 54,1. Il deterioramento dell’indice è stato causato da un peggioramento del morale nel settore dei servizi a 53,2 da 54,1, mentre l’indice manifatturiero è salito a 54,1 da 53,7. Da notare che l’indicatore composito si trova ancora in territorio nettamente espansivo ed è in linea con la sua media storica: l’indice è coerente con una crescita del PIL area euro dell’ordine dello 0,3/0,4% t/t. Dal dettaglio emerge un calo di 4-5 decimi per tutte le principali sottocomponenti dell’indicatore composito (produzione, nuovi ordini e occupazione). Nonostante ciò, tutte restano al di sopra di quota 50. Il PMI composito è sceso in Francia a 55,3 da 58,1, a causa di un crollo dell’indicatore sui servizi (a 55,3 da 58,2), mentre il manifatturiero corregge solo leggermente (a 55,2 da 56). Al contrario, l’indicatore per la Germania è cresciuto a 56 da 54,7, trainato dai servizi (a 56,6 da 54,9) e solo in minor misura dal manifatturiero (a 56,1 da 55,1).  

L’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea è rimasto fermo per il terzo mese consecutivo a ottobre, a quota -11. Il dettaglio per paese non è ancora disponibile, comunque sembra probabile che il morale si sia deteriorato ulteriormente nei paesi periferici, mentre potrebbe essere cresciuto in Germania grazie al proseguimento nel trend di calo dei disoccupati. Infine, la fiducia dei consumatori potrebbe essere peggiorata in Francia sulla scia di preoccupazioni legate alla riforma pensionistica.

Stati Uniti

L’indice della Philadelphia Fed è salito a +1 a ottobre da -0,7 di settembre. Lo spaccato mostra un miglioramento per tutti i principali indicatori, dagli ordini (che comunque restano in territorio negativo, a -5 da -8,1), alle consegne (a 1,4 da -7,1) e all’occupazione (a 2,4 da 1,8 di settembre). Si nota un’accelerazione delle aspettative a sei mesi, salite a 41 da 26,3 di settembre, ai massimi dallo scorso aprile (con le intenzioni di spesa in conto capitale che tornano in prossimità dei massimi dello scorso febbraio, a 21,4). Infine, l’indagine mostra una decisa accelerazione dei prezzi pagati, a 31,5 (massimo da maggio) da 9,8 (più contenuto l’aumento dei prezzi ricevuti, a 15 da 9,5).

Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono calate, all’incirca, in linea con le attese nella seconda settimana di ottobre a 452 mila da 475 mila precedenti, per una media mobile a 4 settimane in calo a 458 mila da 462 mila unità. Anche le richieste di rinnovi sono calate, pur se più lievemente, a 4.441.000 da 4.450.000 nella prima settimana del mese. In sintesi, il livello dei sussidi resta coerente, nella migliore delle ipotesi, con un modesto incremento degli occupati dopo i 95 mila posti di lavoro persi nel mese di settembre.

Nuove dichiarazioni dalla Fed, che non cambiano gli equilibri all’interno del FOMC riguardo all’introduzione di misure di stimolo quantitativo in tempi brevi. Hoenig (Kansas City Fed), dissenziente da inizio anno, ha detto che a suo parere gli USA non sono in una trappola della liquidità e che l’introduzione di eccessiva liquidità nel sistema bancario si possono generare “risultati molto negativi”. Hoenig ha anche detto che cercare di modificare al margine le aspettative di inflazione è “molto rischioso”. Bullard (St Louis Fed) ha proposto che la Fed cominci ad acquistare 100 miliardi di dollari di Treasuries il prossimo mese e successivamente ulteriori acquisti siano calibrati in base all’andamento della ripresa economica, con indicazioni da parte del Comitato da aggiornare da una riunione all’altra.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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