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Flash: Il FMI ha annunciato che la sua missione in Irlanda inizierà ad operare oggi

Da seguire: Area Euro: – Italia. Gli ordini all’industria potrebbero contrarsi del 4% m/m a settembre. Si tratterebbe di una correzione parziale dopo il “boom”, in parte viziato dai fattori “stagionali” (+7,3% m/m) di agosto. Il dato sarebbe coerente con un rallentamento su base trimestrale a 0,3% t/t da 7,0% t/t del trimestre primaverile. La crescita annua degli ordini, pur risultando elevata grazie all’effetto statistico…


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di confronto con i minimi dello scorso anno, rallenterebbe decisamente a 13,4% a/a. Gli ordini si collocherebbero così al livello di fine 2005, circa il 22% al di sotto dei picchi pre-crisi. Il fatturato industriale è visto in calo di -1,5% m/m da un precedente +2,8% m/m. Sul trimestre, il fatturato rallenterebbe a 1,3% t/t dopo il 2,8% t/t del trimestre primaverile. Anche su base annua si dovrebbe assistere a un rallentamento, a 9,1% a/a. Il possibile calo degli ordini e del fatturato, accanto alla flessione della produzione industriale, non è l’inizio di un’inversione del ciclo nell’industria in quanto si tratta, almeno in parte, di una correzione “tecnica” e, sulla base delle indagini di fiducia, la tendenza resta espansiva.

– Il FMI ha annunciato che la sua missione in Irlanda inizierà ad operare oggi. Il Governatore della Banca centrale ha riconosciuto che il sostegno dovrebbe ammontare a diverse decine di miliardi di euro.

Ieri sui mercati

I mercati stanno iniziando ad accettare l’idea che nelle prossime settimane sarà lanciato un piano di sostegno all’Irlanda, con impatti positivi sull’euro e sui differenziali pagati dagli emittenti periferici rispetto al Bund: Grecia -13pb a 906, Portogallo -2pb a 408, Spagna -2pb a 202, Italia -1pb a 155. Netto rialzo dei rendimenti sul Bund: la scadenza decennale è ormai a 2,69%. Sul debito irlandese, inoltre, si va consolidando la normalizzazione della curva di credito: gli spread sulle scadenze corte risultano di nuovo più basse di quelle medie e lunghe. Salgono i tassi attesi sui futures euribor, penalizzati anche dai segnali di Trichet riguardo alla possibilità che il refi sia mosso anche prima di aver normalizzato le condizioni di liquidità. Tuttavia, la discesa dell’Eonia (0,632%) favorisce il raffreddamento degli Euribor a pronti: 1 mese a 0,83%, 3 mesi a 1,04%.

L’OCSE ha rivisto verso il basso le previsioni di crescita per l’economia mondiale nel 2011 a 4,2%, da 4,5% previsto a giugno; nel 2012, la crescita dovrebbe accelerare a 4,6%. Le previsioni per la crescita statunitense sono state riviste verso il basso a 2,7% per il 2010 (da 3,2%), e a 2,2% nel 2011. L’area euro dovrebbe crescere di 1,7% sia nel 2010, sia nel 2011.

Area euro

La Grecia ha annunciato le misure integrative rese necessarie dalla revisione dei dati storici per allineare il deficit 2011 all’obiettivo di 17 miliardi di euro. Nella versione definitiva, il budget include un aumento dell’aliquota intermedia dell’IVA da 11 a 13%, un’imposta sulle imprese con elevati utili, tagli alla spesa dei ministeri, un congelamento delle pensioni, riduzioni dei salari nelle imprese pubbliche in perdita. Altri interventi sono la cessione del 65% di DEPA (distribuzione di gas) e di quote di capitale non specificate in Hellenic Defense Systems SA, Trainose e Larko. Lo Stato venderà anche 4 Airbus A340. Il nuovo budget ipotizza una contrazione del PIL di -3%, invece del -2,6% precedentemente previsto. L’integrazione delle misure già annunciate era necessaria per convincere tutti i paesi a sbloccare la prossima tranche del prestito di sostegno.

Trichet ha ricordato che la BCE non è obbligata a rimuovere le misure straordinarie prima di muovere la politica monetaria. Un altro avviso in tal senso è arrivato anche da Stark. In pratica, il consolidamento della ripresa economica in condizioni di fragilità del sistema finanziario potrebbe suggerire di spostare al rialzo il corridoio dei tassi mantenendo almeno parte dell’eccesso di riserve nel sistema, per contenere la volatilità dei tassi. La questione potrebbe acquistare rilevanza nel corso del 2011.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 13 novembre salgono di 2 mila unità a 439 mila da 437 mila (rivisto da 435 mila) della settimana precedente. La media mobile a 4 settimane scende a 443 mila, da 447 mila. I sussidi esistenti scendono a 4,295 milioni nella settimana conclusa il 6 novembre, da 4,343 milioni della settimana precedente. I sussidi estesi con le procedure di emergenza nella settimana conclusa il 30 ottobre aumentano complessivamente di 120 mila, salendo a 4,931 milioni. Secondo il Labor Department non ci sono fattori speciali. I nuovi sussidi sono raccolti nella settimana di rilevazione dell’employment report di novembre e sono inferiori di 16 mila unità rispetto alla settimana di rilevazione di ottobre, indicando un’aspettativa di ulteriore miglioramento dei nonfarm payrolls.

L’indice della Philadelphia Fed è balzato a 22,5 a novembre da 1,0 di ottobre. Il dato è molto superiore alle attese di consenso (ferme a 5,0) e porta l’indicatore a un massimo negli ultimi 11 mesi. Dallo spaccato emerge un miglioramento in tutte le sottocomponenti dell’indice: torna in territorio positivo la valutazione su nuovi ordini a 10,4 da -5,0 e ordini inevasi a 3,7 da -8,9. Significativi anche gli aumenti dell’occupazione (a 13,3 da 2,4) e delle consegne (a 16,8 da 1,4). Anche le aspettative per i prossimi sei mesi aumentano a 49,0 da 41,0 toccando un massimo dallo scorso aprile.

Bernanke, in un discorso che verrà presentato oggi alla conferenza della BCE sulle lezioni della crisi per la politica monetaria, difende le politiche adottate dalla Fed.




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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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