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Flash: Il Portogallo colloca oggi T-bill con scadenza 18/11/11 per 0,75-1,25 miliardi

Da seguire: Area Euro: – – Oggi si riunisce l’Ecofin, che formalmente non ha il tema Irlanda in agenda. Il comunicato dell’Eurogruppo pubblicato ieri sera dovrebbe escludere altre novità eclatanti oggi, anche se alcuni paesi UE che non fanno parte della zona euro potrebbero annunciare qualche coinvolgimento (v. Regno Unito)…


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– Aste – Il Portogallo colloca oggi T-bill con scadenza 18/11/11 per 0,75-1,25 miliardi.

Stati Uniti

– Il CPI a ottobre è previsto in aumento di 0,3% m/m (1,2% a/a) dopo il +0,1% m/m (1,1% a/a) di settembre. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (0,7% a/a), dopo essere rimasto stabile a settembre (0,8% a/a). Sul dato di ottobre peserà un contributo positivo della benzina, meno forte che a settembre per motivi di correzione stagionale, e il proseguimento della crescita dei prezzi degli alimentari. Per quanto riguarda l’abitazione, dovrebbe proseguire la stabilizzazione delle componenti affitti e affitti figurativi. L’abbigliamento potrebbe registrare un nuovo calo alla luce della forte contrazione dei prezzi all’import di beni di consumo non durevoli. Per le auto invece si dovrebbe vedere un ritorno a variazioni positive dopo il calo di settembre. Nel complesso, la componente di spesa discrezionale, dovrebbe vedere dati coerenti con stabilizzazione del ritmo di variazione dei prezzi, più che con ulteriore disinflazione.

– I cantieri a ottobre sono previsti in moderato calo a 600 mila da 610 mila di settembre, mantenendo l’attività all’interno del range (fra 550 mila e 610 mila) visto da giugno, dopo la fine degli incentivi. Le licenze a settembre sono calate a 547 mila da 571 mila di agosto, segnalando un indebolimento dei cantieri. Le licenze a ottobre sono previste in aumento a 565 mila da 547 mila, alla luce del miglioramento della fiducia dei costruttori nel mese; resteranno probabilmente all’interno del ristretto intervallo visto negli ultimi 6 mesi (fra 545 mila e 575 mila). Il settore dovrebbe continuare a essere circa stagnante.

Ieri sui mercati

L’annuncio di una missione UE-BCE-FMI per determinare le modalità di intervento a sostegno dell’Irlanda ha parzialmente deluso gli investitori, parte dei quali si aspettavano già ieri il lancio di un programma. In realtà il lancio di un programma di sostegno appare sostanzialmente scontato, alla luce del comunicato di ieri dell’Eurogruppo (v. sotto). L’Eurogruppo non ha invece menzionato alcun passo nei confronti del Portogallo; però la strategia è diventata più proattiva rispetto all’infelice gestione della crisi greca e se la pressione dei mercati si spostasse sul debito portoghese è probabile che sarebbero annunciate possibili misure ad hoc anche nei confronti di quel paese. Ieri spread in allargamento: +11pb per il Portogallo, +42pb per l’Irlanda, +16pb per la Grecia, +3pb per la Spagna. Il dollaro continua a guadagnare terreno contro euro (minimo a 1,3469), sterlina (1,587) e yen (ora a 83,5). Si ferma il rialzo dei rendimenti sugli UST, ieri calati su tutte le scadenze. Si indeboliscono i corsi delle materie prime e gli indici azionari, le prime penalizzate soprattutto dalla ripresa del dollaro e dai timori di misure anti-inflazionistiche in Cina.

Area Euro

I ministri dell’Eurogruppo hanno annunciato che il governo irlandese avvierà “una breve e focalizzata consultazione con la Commissione, la BCE e il FMI al fine di determinare le modalità migliori per fornire il sostegno necessario ad contrastare i rischi di mercato, specialmente per quanto riguarda il sistema bancario”. L’Irlanda è invitata a includere nella strategia di bilancio una revisione annuale per “affrontare le implicazioni di eventuali sviluppi macroeconomici sfavorevoli”. Riguardo al Portogallo, non si fa menzione di possibili interventi di sostegno, limitandosi ad affermare che “l’implementazione rigorosa del piano di riduzione del disavanzo assicurerà la stabilizzazione del rapporto debito/PIL”. Riguardo alla Grecia, viene confermato l’obiettivo di 17 miliardi per il deficit 2011, e quindi l’impegno del governo greco a definire una manovra integrativa per compensare l’effetto delle revisioni dei conti.

La lettura definitiva dell’inflazione nell’area euro ha confermato l’accelerazione a 1,9% a/a a ottobre da un precedente 1,8% a/a. Sul mese i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,4% m/m, incremento doppio rispetto al mese precedente.

Italia. La lettura finale dell’indice dei prezzi al consumo (nazionale) ha confermato la stima preliminare di +0,2% m/m a ottobre dopo il calo di segno opposto nel mese precedente. Anche l’inflazione annua viene confermata a 1,7% a/a in accelerazione da 1,6% a/a registrato a settembre.

Germania. Dopo sette mesi consecutivi di calo, l’indice ZEW sulle aspettative di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca è rimbalzato a +1,8 da -7,2. Anche la valutazione sulla condizione corrente migliora significativamente a 81,5 da 72,6.

Stati Uniti

I prezzi alla produzione sono saliti meno del previsto, con un aumento dell’indice headline di 0,4% m/m, 4,3% a/a (consenso: 0,8% m/m), e una variazione di -0,6% m/m, +1,5% a/a per l’indice core (consenso: +0,1%).

I flussi netti di acquisto di titoli a lungo termine a settembre sono pari a 81 miliardi di dollari, dopo 128,7 miliardi ad agosto, spinti dall’aspettativa di interventi di acquisto titoli da parte della Fed. I flussi netti di acquisto di Treasuries dominano, con 78,3 miliardi di dollari; gli acquisti netti di azioni sono positivi per il 3° mese consecutivo (20,7 miliardi).

La produzione industriale a ottobre è invariata (consenso: +0,3% m/m), con un incremento sostenuto nel settore manifatturiero (+0,5% m/m), e un calo di 3,4% m/m nelle utilities e di -0,1% m/m nel settore estrattivo.

Le vendite nella settimana conclusa il 13 novembre aumentano di 0,1% m/m, 2,7% a/a per l’indice Redbook e di 1,3% m/m, 3,4% a/a per l’indice ICSC, dando nuovi segnali positivi sui consumi dopo il dato forte delle vendite al dettaglio di ottobre.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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