Analisi Giornaliere

Flash: Il Tesoro colloca oggi 5,5 miliardi di BOT annuali

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Da seguire: Area Euro: L’Ecofin ha raggiunto nella notte un’intesa di massima sul SRM, lasciando però la definizione di molti dettagli ad una riunione straordinaria che si terrà la prossima settimana prima del…


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vertice dei capi di stato e di governo, in agenda il 19-20 dicembre. In base all’accordo, sarà costituito un resolution board con il potere di proporre la ricapitalizzazione o la liquidazione delle banche, le cui proposte dovranno essere approvate dalla Commissione Europea o, se respinte, da una maggioranza degli Stati partecipanti all’unione bancaria. Si prevede la costituzione nell’arco di 10 anni di un resolution fund comune dotato di EUR 55 miliardi, finanziato dal sistema bancario. Nella fase di transizione, la copertura finanziaria sarà fornita da una rete di fondi nazionali e un trattato intergovernativo stabilirà le forme di cooperazione; si prevede che questa sia gradualmente rafforzata durante la fase di costituzione del fondo comune, ma il fatto è che ci vorrà un decennio perché venga rescisso il legame tra crisi bancarie e aumento del debito pubblico. Accettato anche l’anticipo al 2016 dal 2018 delle regole di bail-in, una misura che ridurrà il potenziale ricorso a fondi pubblici ma, in compenso, potrebbe frenare l’uscita dalla crisi attuale.Germania. La lettura finale dei prezzi al consumo di novembre ha confermato l’aumento di +0,2% m/m su entrambi gli indici dopo il calo di -0,2% m/m di ottobre (-0,3% m/m sull’indice armonizzato). Sull’anno, la variazione del CPI sale di un decimo all’1,3% a/a sull’indice nazionale e di quattro decimi all’1,6% su quello armonizzato dopo l’1,2% di ottobre. L’inflazione tedesca dovrebbe mantenersi circa sui livelli attuali fino alla prossima primavera.

Aste. Il Tesoro colloca oggi 5,5 miliardi di BOT annuali.

Ieri sui mercati

Nuova sessione molto positiva per il debito di Spagna e Italia, premiato da cali dei premi al rischio e dei rendimenti. Sui BTP, i tassi sono calati da un minimo di 5 a un massimo di 10pb, a fronte di flessioni marginali (circa 1pb) della curva tedesca. Lo spread decennale è sceso così a 222pb, minimo dal luglio 2011. Il riacquisto di titoli con scadenza 2014 e 2017 effettuato dal Tesoro ha sfiorato i 4 miliardi di euro.

Sui mercati valutari, l’euro ha toccato nuovi massimi di periodo contro il dollaro a 1,3783, per arretrare successivamente a 1,376. Anche lo yen ha recuperato terreno sul dollaro, rientrando in area 102. In generale, il dollaro rimane vicino ai minimi di periodo in termini di cambio effettivo.

Area Euro

BCE. Draghi ha ribadito che le attese di inflazione sono stabili oltre il 2015 e che le attese di mercato non mostrano una convergenza dell’Europa verso il Giappone ma viceversa. Coeuré (Banca di Francia) ha indicato che la BCE annuncerà un’altra LTRO solo quando le banche potranno prestare, non ha però offerto indizi aggiuntivi su di un possibile programma tipo FLS e, anzi, ha dichiarato che non vi è necessità di introdurre “strumenti spettacolari”. La nostra opinione è che per il momento la BCE non intende introdurre una facility di questo tipo. Nel complesso i commenti sono solo lievemente più accomodanti rispetto alla retorica adottatati alla riunione di dicembre e non sufficienti ad innescare movimenti significativi di mercato.

Italia. Si arresta la recessione già nel 3° trimestre, ma solo grazie alle scorte. La seconda stima dei dati di contabilità nazionale del 3° trimestre ha visto una revisione verso l’alto della variazione trimestrale del PIL, a zero da -0,1% della lettura preliminare (e da -0,3% del 2° trimestre); anche la crescita annua è stata rivista verso l’alto di un decimo, a -1,8% da -1,9% a/a della prima stima (da -2,2% a/a del trimestre precedente). Si tratta del 1° trimestre in cui il PIL evita un segno negativo su base congiunturale dopo otto trimestri consecutivi di flessione. Il dettaglio delle componenti non è però molto confortante in quanto mostra (come peraltro atteso) sia un contributo negativo del commercio con l’estero (-0,3% t/t), vista la crescita dell’import (2% t/t) assai più marcata di quella dell’export (0,7% t/t), sia un’ulteriore contrazione della domanda domestica finale. In pratica, l’attività economica ha evitato un segno più negativo di quello del trimestre precedente solo grazie all’aumento delle scorte, il cui contributo al PIL è stato di +0,5% t/t, specularmente rispetto al -0,4% t/t del trimestre estivo. In sintesi, da un lato il dato è risultato migliore del previsto, dall’altro il deciso contributo positivo delle scorte, che potrebbe invertire nel trimestre in corso, pone dei rischi al ribasso sulla crescita del 4° trimestre. Anche in conseguenza di un possibile contributo negativo dalle scorte, riteniamo che la ripresa negli ultimi tre mesi dell’anno sarà modesta e probabilmente limitata a un decimo di punto percentuale su base congiunturale. Non cambia la nostra previsione di un PIL in calo di -1,8% nel 2013 e in ripresa di 0,5% nel 2014.

Italia. Finalmente un chiaro trend di recupero per la produzione industriale. La produzione industriale è aumentata per il secondo mese consecutivo a ottobre, accelerando anzi a sorpresa a 0,5% m/m dopo lo 0,2% m/m di settembre. La variazione annua si è attestata a -0,5%, in calo da +0,2% precedente in termini grezzi, ma in recupero da -2,9% di settembre in base al dato corretto per i giorni lavorativi: questa serie mostra finalmente un chiaro trend al rialzo, coerente peraltro con le indicazioni giunte negli ultimi mesi delle indagini di fiducia delle imprese manifatturiere. Il dato lascia l’output in rotta per un incremento superiore al mezzo punto percentuale nel trimestre in corso, dopo il -0,9% t/t dei tre mesi precedenti: sarebbe il primo trimestre positivo da quasi tre anni. In sintesi, i dati di settembre e ottobre sulla produzione industriale italiana sono confortanti specialmente perché in controtendenza rispetto alla flessione registrata in entrambi i mesi sia in Germania che in Francia. Il mese di agosto dovrebbe aver rappresentato il punto di minimo del ciclo nell’industria, e i dati più recenti sono coerenti con la nostra idea di un ritorno alla crescita congiunturale del PIL nel trimestre in corso.

Stati Uniti

I negoziatori della Camera e del Senato hanno annunciato di aver raggiunto un accordo sul budget. L’intesa consente un aumento della spesa di 63 miliardi nell’arco di due anni, coperto da tasse sui viaggi aerei e un aumento dei contributi previdenziali nel settore pubblico. L’intesa necessita di approvazione parlamentare.

La Fed ha pubblicato i conti finanziari del 3° trimestre 2013. Ancora una volta la ricchezza delle famiglie è aumentata, con incrementi significativi sia delle attività reali sia di quelle finanziarie. Anche l’indebitamento è tornato ad aumentare, con un rialzo sia del credito al consumo sia dei mutui. La ricchezza netta è cresciuta di 1,9 tln di dollari (+2,6% t/t), toccando il massimo storico di 77,3 tln di dollari. I dati confermano la situazione positiva dei bilanci delle famiglie, che fornirà sostegno alla dinamica dei consumi nel 2014.      

La fiducia delle piccole imprese rilevata dalla National Association of Independent Business a novembre aumenta a 92,5 da 91,6 di ottobre. L’indagine non è straordinariamente forte, ma dà indicazioni di crescita moderata.

I negoziatori della Camera e del Senato hanno annunciato di aver raggiunto un accordo sul budget, in anticipo rispetto alla scadenza del 13 dicembre, lungo le linee già parzialmente emerse alla fine della scorsa settimana (v. Mercati Flash 6/12/2013). L’intesa consente un aumento della spesa discrezionale di 63 miliardi nell’arco di due anni rispetto a quanto previsto dalla legislazione corrente, coperto da tasse sui viaggi aerei e un aumento dei contributi previdenziali nel settore pubblico. L’accordo permette di evitare per due anni i tagli arbitrari previsti dal Budget Control Act che sarebbero stati particolarmente marcati sul settore della difesa a partire da gennaio 2014. L’intesa è un compromesso fra le posizioni di democratici e repubblicani e necessita ancora di approvazione parlamentare. L’anticipo dei tempi dell’accordo è motivato anche dal fatto che questa è l’ultima settimana prima della chiusura natalizia in cui sono aperti contemporaneamente Senato e Camera: pertanto è probabile che la prima legge di budget dal 2009 possa essere approvata nei prossimi giorni.


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