BondWorld.it
Image default

Flash: In Cina, l’inflazione è decelerata dal 3,2 al 3,0% a/a

Da seguire: Area Euro: In Giappone, la seconda stima del PIL del 3° trimestre, pubblicata nella notte, vede una revisione verso il basso a +0,3% t/t, da +0,5% t/t. La domanda domestica aumenta di 0,7% t/t……


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


da +0,9% t/t. La revisione verso il basso è in gran parte dovuta a un minore accumulo di scorte (contributo a +0,2 pp da +0,4 pp). Le altre revisioni sono più modeste: I consumi sono marginalmente più forti (+0,2% t/t da +0,1% t/t), ma gli investimenti fissi sono invariati (da +0,2% t/t) e i consumi pubblici  crescono di 0,2% t/t (da +0,3% t/t). I dati del 2012 sono rivisti  ampiamente verso il basso, per via di dati più deboli per gli investimenti pubblici. I dati storici e la revisione per il 3° trimestre non modificano il quadro generale, che rimane positivo e coerente con una significativa riaccelerazione nel 4° trimestre.

In Cina, l’inflazione è decelerata dal 3,2 al 3,0% a/a in novembre, complice un calo di -0,1% m/m. Il rallentamento è dovuto soprattutto alla componente alimentare. In crescita molto più del previsto le esportazioni (12,7% a/a) di novembre, mentre le importazioni sono salite soltanto del 5,3% a/a. L’avanzo commerciale è pari a 33,8 mld di dollari. I dati hanno accentuato le pressioni al rialzo sul renmimbi, che ha raggiunto un massimo di 6,0715 contro dollaro.

Area Euro

Germania. La produzione industriale a ottobre è vista in crescita a un ritmo modesto: +0,4%m/m dopo il -0,9% del mese precedente. Tra novembre e dicembre ci aspettiamo un recupero di produzione più marcato in linea con le indicazioni dall’indagini IFO e PMI che hanno segnalato un miglioramento degli ordini sia domestici che dall’estero. Se confermato il dato di ottobre lascerebbe la dinamica della produzione industriale tedesca per una crescita di 0,3% t/t in rallentamento rispetto ai mesi estivi +0,6%t/t. Il PIL tedesco è atteso crescere allo stesso passo visto nei mesi estivi (+0,3%t/t) a fine anno, ma dovrebbe riaccelerare da inizio 2014. 

I market mover della settimana

Nell’area euro i dati di produzione industriale di ottobre dovrebbero mostrare un recupero di attività ancora modesto, limitato a pochi decimi sia per i tre principali Paesi che per la media area euro. Le indagini di fiducia la scorsa settimana hanno segnalato il proseguimento del trend di ripresa molto graduale con la sola eccezione della Germania. Le letture finali dei prezzi al consumo di novembre dovrebbero confermare il calo del CPI in Francia e Italia e l’aumento in Germania rispetto a ottobre. Infine la seconda stima del PIL italiano dovrebbe confermare la prima lettura (-0,1% t/t, -1,9% a/a).

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti, ma le vendite al dettaglio saranno un elemento importante del flusso di informazioni pre-FOMC. Le vendite di novembre dovrebbero segnare un balzo significativo grazie alla forte ripresa nel comparto auto. I prezzi all’import e il PPI di novembre dovrebbero registrare nuove contrazioni dovute soprattutto al calo dei prezzi energetici.

Venerdì sui mercati

I dati occupazionali americani non sono riusciti a incidere sull’andamento del dollaro, invariato in termini di cambio effettivo. L’euro ha esteso il rialzo fino a entrare in area 1,37 dollari, mentre lo yen prendeva la strada opposta e si indeboliva fino a superare quota 103. Sull’euro pesa il cambiamento di toni emerso dalla riunione BCE di giovedì e dalle prime dichiarazioni successive, che sono apparse ridimensionare la possibilità di un’ulteriore allentamento della politica monetaria. Positiva la chiusura degli indici azionari in Europa ed America venerdì, così come quella dei mercati nipponici questa mattina. Tassi in flessione sulle curve dei titoli di stato, dove si è vista anche una riduzione dei premi al rischio sul debito italiano e spagnolo.

Area Euro

Germania. I dati sugli ordini tedeschi di beni manufatti sono crollati a sorpresa a ottobre del 2,2% m/m mentre il consenso era per un calo più contenuto. Si tratta comunque di una normalizzazione dopo i forti aumenti dei due mesi precedenti. La debolezza è concentrata nel settore dei beni capitali con gli ordini dal resto della zona euro che calano del -6,9%m/m, anche in questo caso si tratta di una parziale correzione dopo il +22,8% m/m del mese precedente. La volatilità degli ordini di beni capitali probabilmente è spiegata dall’industria dell’airbus. Nonostante la sorpresa di ottobre sugli ordini, pensiamo che la ripresa del manifatturiero tedesco rimanga solida, come hanno segnalato gli indici PMI e IFO di dicembre, trainata da un’accelerazione dell’export e ci aspettiamo un’accelerazione dell’attività industriale verso fine 2013

Dopo una conferenza stampa di Draghi meno accomodante del previsto, sono arrivati commenti sulla stessa linea d’onda da parte del presidente della banca centrale austriaca, Nowotny, il quale ha dichiarato che la recessione è alle spalle e che non vi sono rischi di deflazione per l’area euro anche se la ripresa rimane lenta. Nowotny ha anche affermato che la BCE starebbe guardando al funding for lending scheme della BoE, dal momento che vi è una necessità di attenzione particolare per quelle aree dove la politica monetaria espansiva della BCE non riesce ad arrivare. Sorprende che queste dichiarazioni arrivino un giorno dopo le affermazioni di Draghi che “la BCE non ha identificato nessun intervento specifico”. Intanto Coeuré ha indicato che la strategia della BCE è simmetrica e che il taglio di novembre del refi mirava ad assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo. Il presidente della Bundesbank Weidmann, al contrario, ha ribadito l’orientamento ufficiale della BCE, sostenendo che ci sono altri strumenti a disposizione e che la BCE è pronta ad usarli se necessario. Tuttavia, Weidmann ha anche detto che un tasso negativo sui depositi potrebbe rivelarsi controproducente, mentre gli acquisti di titoli di stato sarebbero problematici alla luce dei vincoli posti dal Trattato sull’UE. Il presidente della Bundesbank ha anche sostenuto che un aumento della ponderazione per il rischio sui portafogli di titoli di stato aiuterebbe la ripresa del credito.

Stati Uniti

L’employment report di novembre è omogeneamente molto positivo. I nuovi occupati non agricoli aumentano di 203 mila, i dati di ottobre e settembre sono rivisti complessivamente di +8 mila, gli occupati privati crescono di 196 mila, con incrementi diffusi a gran parte dei settori. Gli occupati rilevati con l’indagine presso le famiglie recuperano dopo il crollo di ottobre dovuto alla chiusura del governo; a novembre gli occupati aumentano di 818 mila, a ottobre erano calati di -735 mila. Il tasso di disoccupazione cala a 7%, minimo da novembre 2008. Le ore lavorate aggregate sono in crescita di 0,5% m/m, con una variazione di +0,2% m/m nel manifatturiero. I salari orari seguono il trend moderato di variazioni mensili di +0,2% m/m. I dati sono un ulteriore tassello nel quadro di riaccelerazione della ripresa, e un altro indicatore che potrebbe spingere il FOMC a iniziare la riduzione degli acquisti già a dicembre, se si avrà conferma di un accordo sul budget la prossima settimana.

La spesa personale a ottobre aumenta di 0,3% m/m (consenso: 0,2% m/m). In termini reali i consumi aumentano di 0,3% m/m dopo +0,1% m/m a settembre. L’aspettativa di un dato forte della spesa a novembre, spinta dalle auto in forte crescita, dà supporto alla previsione di una significativa accelerazione della crescita dei consumi da 1,4% t/t ann. nel 3° trimestre verso un ritmo vicino al 2,5% t/t ann. Il reddito personale di ottobre è in calo di -0,1% m/m (consenso: +0,3% m/m). Il reddito di ottobre è influenzato dalla messa in congedo dei dipendenti federali nelle settimane di chiusura del governo. Il deflatore dei consumi è invariato su base mensile (+0,7% a/a), e l’indice core aumenta di 0,1% m/m (1,1% a/a). Il tasso di risparmio cala a 4,8% da 5,2% di ottobre, ma probabilmente la correzione è transitoria e legata al blocco del governo. Anche questi dati sono positivi per la sostenibilità della ripresa.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a dicembre (prel.) sale a 82,5 da 75,1 di novembre, confermando il trend di ripresa della fiducia dai minimi toccati durante la crisi fiscale dell’autunno.

 


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.

Articoli Simili

Intesa SanPaolo Flash: – Italia. La produzione industriale è attesa correggere

Falco64

Intesa SanPaolo Flash: – Francia. La produzione industriale è attesa in correzione a settembre

Falco64

Intesa SanPaolo Flash: – Germania. La produzione industriale è avanzata meno della nostra previsione.

1admin