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Flash: In Germania le vendite al dettaglio sono calate a luglio di 0,4% m/m,

Germania. Le vendite al dettaglio sono calate a luglio di 0,4% m/m, dopo +1,2% m/m del mese precedente. Le attese erano per una lettura stabile sul mese. …

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 Il dato di luglio lascia le vendite in rotta per una contrazione di 0,3% t/t a settembre dopo il +0,9% t/t di giugno. Le indicazioni dalle indagini e la crescita solida del reddito disponibile rimangono ancora coerenti con una dinamica sostenuta dei consumi delle famiglie. Ci aspettiamo un rimbalzo delle vendite tra agosto e settembre.

Eurozona. La stima preliminare dovrebbe mostrare i prezzi al consumo in aumento di 0,2% m/m ad agosto, in linea con la stagionalità del mese. L’inflazione è attesa in calo al 2% da un precedente 2,1%. L’inflazione core , al netto di energia ed alimentari freschi, è vista in flessione all’1,2%. Nei prossimi mesi, l’inflazione Eurozona dovrebbe aggirarsi intorno al 2,0%.

La dinamica core dovrebbe iniziare ad accelerare gradualmente a partire da inizio 2019. L’inflazione è attesa in calo di due decimi anche in Francia, al 2,4% sulla misura armonizzata, ma di un decimo sull’indice nazionale, al 2,2%.

L’inflazione dovrebbe aggirarsi intorno al 2,3% fino a fine anno. In Italia, i prezzi al consumo sono attesi in aumento di 0,3% m/m, su spinta dei prezzi interni. L’inflazione è attesa stabile all’1,5% a/a sulla misura nazionale e all’1,8% a/a sull’indice armonizzato.

La dinamica annua dei prezzi al consumo in Italia è attesa accelerare in area 2,0% per fine anno su di un rialzo della dinamica core all’1,8% dal recente 0,7%.

Il tasso di disoccupazione è visto stabile nella media area euro a 8,3% a luglio; le indicazioni dalle indagini sono per un’ulteriore discesa nei prossimi mesi fino all’8,0%. Ci aspettiamo una lettura stabile anche in Germania al 3,4% sulla misura ILO e al 5,2% sulla rilevazione nazionale. In Italia, la disoccupazione dovrebbe rimanere invariata per il 5° mese al 6,0%.

Italia. La seconda stima sulla crescita del PIL nei mesi primaverili dovrebbe confermare il rallentamento dell’economia a 0,2% t/t da un precedente 0,3% t/t e all’1,1% a/a da un precedente 1,4% a/a. Il dettaglio dovrebbe mostrare una ri-accelerazione della domanda interna a 0,4% t/t dopo lo stallo di inizio anno dovuto alla contrazione degli investimenti fissi per effetto del venire meno degli incentivi fiscali.

I consumi delle famiglie dovrebbero continuare a crescere tra 0,2% t/t e 0,3% t/t. Il commercio estero dovrebbe aver sottratto circa due decimi alla dinamica trimestrale del PIL, dal momento che ci aspettiamo un recupero parziale dell’export (+1,0% t/t dopo il forte calo di inizio anno -2,1% t/t), a fronte di un più deciso rimbalzo delle importazioni (+1,6% t/t dopo -0,9% t/t). nella restante parte dell’anno, la crescita del PIL dovrebbe stabilizzarsi sui ritmi dei mesi primaverili.

La nostra stima di crescita del PIL di 1,3% per il 2018 è soggetta a rischi verso il basso di uno/due decimi.

Italia. Oggi è prevista la pubblicazione del report sull’Italia di Fitch Ratings, che attribuisce all’Italia una valutazione di BBB (stabile). Non si prevede una revisione prima della pubblicazione della nota di aggiornamento al DEF e della bozza di legge di bilancio. Gli investitori sono però in tensione, come dimostra l’aumento dei rendimenti sulla curva italiana avvenuto ieri sulla scia delle aste, più marcato sulle scadenze corte.

Ieri sui mercati

Area Euro BCE Nowotny (Austria) ha dichiarato che la BCE dovrebbe procedere nel sentiero di normalizzazione della politica monetaria ad un passo più deciso. Non vi è alcuno rischio di deflazione nella zona euro ed il focus dovrebbe essere sulla rimozione di tassi negativi. Nowotny ha anche dichiarato che l’Italia non deve preoccupare in modo eccessivo per il momento non vi sono rischi paragonabili a quelli del 2012.

Area euro. Inflazione Le stime preliminari hanno mostrato l’inflazione stabile ad agosto in Spagna al 2,2% sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. In Germania, i dati dai Laender hanno indicato un aumento dei prezzi al consumo di 0,1% m/m, leggermente inferiore alle nostre previsioni. L’inflazione è rimasta invariata sulla misura nazionale al 2,0% ma è calata di un decimo all’1,9% sull’indice armonizzato. I dati di inflazione da Germania e Spagna indicano una lettura stabile dell’inflazione euro zona (sopra) a meno di sorprese da Francia e Italia. Nei prossimi mesi, l’inflazione dovrebbe mantenersi sui livelli recenti nei principali paesi e media area euro.

L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è calato di mezzo punto in agosto a 111,6m livello ancora coerente con una fase di espansione moderata dell’economia euro zona. Il calo di fiducia in agosto è spiegato in larga misura dal peggioramento di morale presso le famiglie ( -1,9 da -0,5), che risulta più marcato in Spagna (-2,5 da+0,6), Italia (-6,6 da -4,3) e Francia (-10,6 da -8,3). Le famiglie si dichiarano preoccupate per l’andamento recente della situazione economica generale ma non si attendono un ulteriore peggioramento nei mesi a venire.   La fiducia presso le imprese di servizi è calata di 0,6 punti a 14,7, su scia della discesa dell’indice in Germania e Spagna. Le imprese si dichiarano meno ottimiste sui prossimi mesi ma si tratta di una normalizzazione dopo l’euforica revisione al rialzo delle attese del mese precedente.

Nel manifatturiero, la fiducia è calata di 0,3 punti a 5,5 livello ancora al di sopra della media di lungo termine ma ben al di sotto del livello di 9,7 di fine 2017. Il calo è dovuto principalmente alla Spagna (-3,5 da -1,3) e in misura minore all’Italia (0,7 da 1,8) e alla Francia (2,6 da 4,0). Altresì, in linea con le indicazioni dall’IFO a inizio settimana, la fiducia è migliorata di mezzo punto in Germania a 10,8.  Il rimbalzo di fiducia e ordini in Germania fa sperare che anche nel resto della zona euro il rallentamento del manifatturiero possa arrestarsi nei prossimi mesi, dal momento che il ciclo del manifatturiero segue quello tedesco con un ritardo tra uno e tre mesi. Ciò detto è indubbio che il picco per il comparto è alle spalle e che i ritmi di crescita di fine 2017 non si ripeteranno, la causa è da ricercarsi in un rallentamento generalizzato del commercio mondiale che solo in parte è dovuto all’escalation della retorica sulle politiche commerciali.

La fiducia è tornata a migliorare anche nel commercio al dettaglio a 1,7 da 0,3 grazie ad un quadro più positivo in particolare in Germania e Italia. I dettagli dell’indagine per il commercio al dettaglio sono generalmente positivi, con ordini e attese di prezzo in aumento.

La fiducia nelle costruzioni è salita nuovamente e l’aumento degli ordini e attese di prezzo suggerisce che l’espansione del comparto continua indisturbata. L’indagine di agosto segnala che le attese di prezzo aumentano gradualmente in tutti i settori e che le prospettive occupazionali rimangono solide nel complesso. L’indice ESI si colloca nel trimestre estivo circa mezzo punto al di sotto del livello del 2° trimestre (112,5). Anche il PMI composito è scivolato dai livelli primaverili (54,4 da 54,7).

Gli indici di fiducia indicano un lieve rallentamento della crescita del PIL dallo 0,4% t/t del 2° trimestre. Tuttavia, data la volatilità dei dati in agosto, manteniamo per ora una stima di crescita di 0,4-0,5% a trimestre nella seconda metà di quest’anno.

La crescita media 2018 è attesa ancora al 2,0%, ma segnaliamo che abbiamo limato le previsioni per il 2019 all’1,7% da un precedente 1,8% per effetto di un taglio alle stime di crescita italiana a 0,9% da 1,2 il prossimo anno.

La lettura dei dati pubblicati nelle settimane di agosto non altera la valutazione di moderata espansione e graduale aumento dei prezzi interni, valutazione che a giugno scorso aveva indotto la BCE ad annunciare la fine dell’APP.

Stati Uniti. La spesa personale a luglio aumenta di 0,4% m/m, in linea con le attese e con la variazione di giugno. In termini reali, la spesa aumenta di 0,35% m/m; la spesa reale in beni è spinta dai non durevoli (+0,6% m/m), ma frenata dai durevoli (-0,5% m/m). I servizi sono in crescita di 0,2% m/m, dopo +0,4% m/m di giugno.

Il reddito personale aumenta di 0,3% m/m, con un incremento dei salari di 0,4% m/m. Il reddito disponibile è in rialzo di 0,3% m/m, e di 0,2% m/m in termini reali. Il tasso di risparmio resta elevato a 6,7% da 6,8% di giugno e in linea con il livello dei mesi recenti. Il deflatore dei consumi aumenta di 0,1% m/m (2,3% a/a), e quello core registra una variazione di 0,2% m/m (arrotondato verso l’alto da 0,156% m/m) e di 2% a/a, toccando l’.

I dati della spesa reale, grazie al trascinamento forte del 2° trimestre, puntano a una crescita dei consumi in estate di almeno il 3% t/t ann. La crescita solida e l’inflazione al 2% danno supporto al proseguimento dei rialzi graduali della Fed.

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione restano sui minimi di fine 1969, a 213 mila nella settimana conclusa il 25 agosto da 210 mila della settimana precedente, confermando la situazione di pieno impiego delle risorse sul mercato del lavoro.

Stati Uniti. I negoziati per l’estensione del patto USA-Messico anche al Canada procedono a un “ritmo intenso”, secondo il ministro degli esteri canadese. La scadenza per le modifiche sarebbe oggi.

E’ possibile che, anche se non si raggiungerà un accordo definitivo oggi, i negoziati proseguano, e l’US Trade Representative potrebbe inviare comunque la lettera di apertura del periodo ufficiale di modifica del NAFTA, che dura 90 giorni, segnalando l’arrivo di ulteriori modifiche.

Con l’apertura formale della revisione del trattato esistente entro fine agosto, il processo potrebbe concludersi con un voto in Congresso entro novembre, in tempo utile per avere effetti sulle elezioni americane e per essere siglato dal presidente messicano in carica, prima dell’insediamento del nuovo presidente, il 1° dicembre.

Giappone. Il tasso di disoccupazione a luglio risale a 2,5% da 2,4% di giugno, mentre il jobs to applicant ratio sale ancora, a 1,63 da 1,62. Il mercato del lavoro resta in fase di eccesso di domanda, ma le politiche mirate ad aumentare la partecipazione (soprattutto delle coorti più anziane e delle donne) dovrebbero contribuire a stabilizzare il tasso di disoccupazione.

Giappone. Il CPI di Tokio ad agosto aumenta di 1,2% a/a da 0,9%a/a; gli indici al netto di alimentari freschi e al netto di alimentari freschi ed energia sono in rialzo rispettivamente di 0,9% a/a e 0,6% a/a, segnando una modesta ripresa, dovuta principalmente alle componenti abitazione e comunicazione. L’abitazione è tipicamente volatile, e la previsione per il sentiero dell’inflazione giapponese rimane di quasi stagnazione sui livelli recenti..

Giappone. La produzione industriale a luglio (prel.) corregge di -0,1% m/m e segna il terzo calo mensile consecutivo. Le proiezioni del METI vedono un rimbalzo ad agosto (+5,6% m/m) e a settembre (+0,5% m/m). Con queste previsioni, la produzione sarebbe in modesto calo nel 3° trimestre, dopo una variazione di +1,3% t/t in primavera. La correzione estiva sarebbe causata dall’entrata debole nel trimestre, e il trend dell’output dovrebbe mantenersi moderatamente positivo.

Cina. L’indice PMI manifatturiero rilevato dal NBS è salito marginalmente a 51,3 in agosto da 51,2 in luglio, grazie ad un aumento delle componenti produzione, delle scorte e in particolare dei prezzi delle materie prime. Quest’ultima, in aumento di oltre 4 punti, è salita a 58,7 in agosto, verosimilmente guidata dall’aumento del prezzo del petrolio. I nuovi ordini sono scesi lievemente a 52,2 da 52,3 in luglio mentre gli ordini esteri, sotto 50 da giugno, sono scesi di 0,4, portandosi a 49,4.

Il PMI-manifatturiero rimane più elevato ed è salito a 54,2 in agosto da 54 in luglio, mostrando però un indebolimento dei nuovi ordini. Il PMI dei servizi è salito di 0,4 punti, arrivando a 53,4, con un aumento degli ordini e delle aspettative che, dopo il calo di luglio, tornano sopra i livelli dei due mesi precedenti.

L’aumento del PMI dei servizi è stato però più che compensato dal calo di quello del settore costruzioni, sceso a 59 in agosto da 59,5 in luglio, accompagnato da una drastica diminuzione degli ordini, scesi a 49,6 da 56,4 in luglio, mentre le aspettative sono risalite.

Nel complesso il miglioramento degli indici PMI sembra dovuto all’aumento della produzione e delle scorte, ma l’andamento delle componenti degli ordini resta coerente con un moderato indebolimento della domanda interna.

Fonte: BONDWorld.it

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