BondWorld.it

Flash: in questi giorni la BCE è tornata ad acquistare titoli di Stato

Da seguire: Area Euro: – Le vendite al dettaglio nell’area euro sono viste in calo per il secondo mese consecutivo a settembre, di -0,5% m/m dopo il -0,2% m/m del mese precedente (rivisto da -0,4% m/m). Le vendite rallenterebbero anche su base annua, a 0,9% da 1,2% a/a (rivisto al rialzo, precedente stima: 0,9% a/a). Tra i …


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


principali paesi dell’area euro che hanno già diffuso i dati, le vendite sono cresciute in Francia (+1,5% m/m), ma sono calate in Germania (-2,3% m/m) e Spagna (-0,6% m/m). Il dato segnalerebbe che nell’area euro (e particolarmente in Germania) i consumi restano l’anello mancante della crescita.

– Germania. Gli ordini all’industria potrebbero crescere ancora a settembre, anche se a un ritmo inferiore a quello di agosto. Stimiamo un +0,3% dopo il +3,4% m/m precedente. Sull’anno, gli ordini, pur rallentando rispetto al mese precedente, manterrebbero un tasso di crescita elevato (19,7% da 21,2% a/a). Al di là della volatilità su base mensile del dato, il trend resta impostato favorevolmente, grazie soprattutto al traino delle commesse dall’estero. Dagli indici di fiducia provengono segnali confortanti: la componente ordini dell’indice IFO ha accelerato a settembre, e l’indicatore sugli ordini del PMI manifatturiero continua a collocarsi in territorio espansivo.

Stati Uniti

– I nuovi occupati non agricoli dovrebbero tornare ad aumentare a ottobre, segnando una variazione di +65 mila, il primo dato positivo dopo quattro contrazioni consecutive legate alla fine dei contratti per il censimento 2010. Il calo di occupati per il censimento dovrebbe essere modesto a ottobre, con una stima di –3200 posti. Il settore statale e locale dovrebbe ridurre ancora gli occupati, con un calo atteso di 10 mila posti, molto più limitato rispetto a -86 mila visto a settembre e determinato largamente dalla riapertura dell’anno scolastico. Il settore privato dovrebbe creare 80 mila posti, un rallentamento rispetto alla media degli ultimi tre mesi (90 mila). La componente occupazione delle indagini presso le imprese, a ottobre, rimane in territorio positivo, anche se dall’indagine di fiducia dei consumatori la valutazione del mercato del lavoro continua a peggiorare. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere invariato a 9,6% per il quarto mese consecutivo. I salari dovrebbero aumentare di 0,1% m/m. Le indagini presso le imprese danno qualche segnale positivo per un graduale aumento dell’occupazione, ma quelle delle famiglie restano coerenti con un quadro negativo del mercato del lavoro.

Ieri sui mercati

Chiusure in netto rialzo per i principali indici azionari mondiali. Rendimenti in calo sul mercato americano, limitatamente al tratto medio e lungo della curva, con riflessi sul mercato europeo. Male i trentennali: i rendimenti salgono ancora in America (+1,2pb) e in Europa (+5,8pb). Spread Btp-Bund a 150pb, penalizzato dalle tensioni su Irlanda e Portogallo. Post-FOMC, l’euro sale fino a 1,4281; in rialzo anche sterlina e yen.

Area Euro

La lettura definitiva del PMI composito per l’area euro per il mese di settembre ha visto una revisione verso l’alto a 53,8 da 53,4. Dunque il calo rispetto al livello registrato a settembre (54,1) è solo lieve. La revisione ha riguardato marginalmente il settore servizi che è stato rivisto al rialzo solo di un decimo a 53,3 da 53,2 confermandosi in calo rispetto al mese precedete (54,1), mentre la seconda lettura del PMI per il settore manifatturiero (dato uscito martedì) aveva mostrato una revisione più significativa (a 54,6 dalla prima stima di 54,1 e da 53,7 di settembre). Il PMI servizi per la Germania è stato rivisto a 56 da 56,6, confermandosi comunque in crescita rispetto a settembre (54,9). Anche l’indicatore per il settore servizi in Francia è stato riletto al ribasso a 54,8 da una stima flash di 55,3 in forte calo rispetto al 58,2 di settembre. La prima lettura dell’indicatore per il settore dei servizi in Italia ha mostrato un lieve calo a 51 da 51,3 di settembre. In Spagna l’indicatore si è confermato in territorio recessivo, scendendo anzi a 46,5 da 47,9 di settembre. In generale, nonostante il calo sul mese, l’indice PMI composito resta coerente con un proseguimento del trend di crescita per l’area euro.

Irlanda. Nello Economic and Budgetary Outlook pubblicato giovedì, il governo ha fornito indicazioni sulla distribuzione temporale delle misure correttive 2011-14, che complessivamente ammontano a €15 mld. I tagli a valere sul 2011 ammonteranno a 6 mld, 4% del PIL, valore che si colloca nella parte alta della forbice annunciata in ottobre. I dettagli sulle misure che saranno adottate per conseguire questi obiettivi saranno annunciati a inizio dicembre, preceduti da indicazioni sulla composizione della correzione di medio termine.

Regno Unito

Banca d’Inghilterra – La Banca d’Inghilterra ha mantenuto il bank rate a 0,50% e lasciato invariato il programma APF. Questo non significa che tra gennaio e febbraio la BoE non si possa trovare in condizione di dover riattivare un programma di quantitative easing. Maggiori lumi in proposito si potranno però trarre dall’inflation report che verrà pubblicato mercoledì prossimo (10 novembre).

Stati Uniti

La crescita della produttività nel 3° trimestre ha sorpreso verso l’alto, con un aumento di 1,9% t/t (consenso: +1%), +2,5% a/a, dopo -1,8% t/t, 3,7% a/a del 2° trimestre. L’output aumenta di 3% t/t, le ore lavorate di 1,1% t/t e i compensi orari crescono dell’1,8% t/t. Il costo del lavoro per unità di prodotto cala di 0,1% t/t, dopo +1,3% t/t del 2° trimestre. Il graduale rallentamento della dinamica della produttività su base tendenziale segnala che difficilmente le imprese potranno proseguire su questi ritmi di attività senza aggiungere nuovi occupati. Il contenimento del costo del lavoro ancora ampio nel 3° trimestre (-1,9% a/a) permetterà alle imprese di continuare a mantenere stabili i prezzi di vendita senza incidere sui margini di profitto.

I nuovi sussidi di disoccupazione tornano a salire, passando a 457mila nella settimana conclusa il 30 ottobre da 437mila della settimana precedente. I sussidi esistenti scendono a 4,34 milioni nella settimana conclusa il 23 ottobre da 4,382 milioni della seconda settimana del mese. I sussidi estesi con i fondi di emergenza aumentano di 360mila nella settimana conclusa il 16 ottobre, salendo a 5 milioni. Secondo il Labor Department non c’erano “fattori speciali” di influenza sui dati pubblicati: il calo della terza settimana di ottobre per ora non sembra quindi aprire un trend verso il basso per i sussidi.

Giappone

La riunione della BoJ si è conclusa con la diffusione dei dettagli operativi per l’attuazione del programma di acquisto titoli che era stato annunciato la settimana scorsa. La BoJ mantiene l’impegno a perseguire un “potente stimolo monetario” e ad agire in “modo appropriato” di fronte all’evolversi dello scenario di crescita e prezzi.

Focus: BCE

Come previsto, nessuna novità di rilievo dalla riunione della BCE, se non l’ammissione che in questi giorni la BCE è tornata ad acquistare titoli di Stato (indiscrezione peraltro già emersa dalla stampa). Ogni decisione circa l’eventuale rinnovo anche per il 1° trimestre delle misure non convenzionali è rimandata alla riunione di dicembre.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

Articoli Simili

Mirabaud AM: Perché puntare su settori ciclici

Falco64

Hermes IM: la nuova frontiera della politica fiscale

Falco64

Lombard Odier : Giappone e l’imposta sui consumi

Falco64