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Flash: Italia. La fiducia dei consumatori è attesa ritracciare a 97,5 a febbraio da 98 di gennaio

Da seguire: Area Euro: Italia. Il Senato ha votato la fiducia al nuovo Governo Renzi, con 169 voti favorevoli e 139 voti contrari. Oggi il dibattito alla Camera inizia alle 10 e si concluderà alle 16; le procedure di voto per la fiducia al….


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nuovo Governo dovrebbero iniziare alle ore 18,30 e concludersi intorno alle ore 20.

Germania. La lettura finale del PIL per il 4° trimestre 2013 conferma l’accelerazione a sorpresa a 0,4%, dopo lo 0,3% t/t del trimestre precedente. Dal dettaglio emerge una crescita straordinariamente forte delle esportazioni (+2,6% t/t), a fronte di import in aumento di 0,6% t/t; i consumi sono in lieve calo (-0,1% t/t), mentre gli investimenti fissi sono in rialzo di 1,4% t/t. In termini di contributi, la parte del leone è fatta dalle esportazioni nette (1,1pp), seguite dagli investimenti fissi (0,2pp), a fronte di un contributo nullo dei consumi. La variazione annua del PIL accelera a 1,4% a/a. In media annua il PIL tedesco è atteso crescere dell’1,8% quest’anno, dopo lo 0,5% del 2013.

Francia. La fiducia delle imprese è rimasta invariata a 100, come nei due mesi precedenti, dando una sorpresa positiva rispetto alle indicazioni giunte dall’indagine PMI nel settore manifatturiero. La fiducia delle imprese staziona attorno alla media di lungo periodo dall’ottobre scorso e non ci attendiamo che un deciso miglioramento di morale sia alle porte.

Italia. La fiducia dei consumatori è attesa ritracciare a 97,5 a febbraio da 98 di gennaio, ancora al di sotto del livello dello scorso novembre (98,3) e della media di lungo periodo (106). Sul morale delle famiglie potrebbe aver influito la crisi di Governo. 

Stati Uniti

La fiducia dei consumatori, rilevata dal Conference Board a febbraio, dovrebbe correggere modestamente a 80,3 da 80,7 a gennaio, quando si era registrato un aumento, spinto da entrambe le componenti, coincidente e aspettative, su livelli vicini a quelli dell’estate 2013. A gennaio gli altri indici sono calati in parte anche in relazione al clima e alla volatilità dei mercati, mentre l’indice del Conference Board ha segnato un ulteriore aumento dopo quello di dicembre. Prevediamo che la correzione sia di natura transitoria.

Ieri sui mercati

I mercati azionari hanno chiuso in positivo, con l’S&P 500 in aumento di 0,6% a 1847,6, poco sotto il record di metà gennaio e ha toccato durante la giornata un nuovo massimo storico. I dati macroeconomici americani recenti, omogeneamente deboli anche a causa del clima, e la delusione dei dati cinesi non hanno modificato l’intonazione positiva di Wall Street; l’IFO in rialzo, l’aspettativa di una soluzione della crisi in Ucraina e la formazione del nuovo governo italiano hanno aiutato la ripresa dei listini europei nel pomeriggio.

Dopo un’apertura positiva, i mercati obbligazionari europei hanno cambiato direzione anche sulla scia dell’IFO forte, chiudendo la seduta con marginali incrementi in termini di rendimento. Per i BTP, a fine giornata la scadenza a 2 anni trattava marginalmente sotto lo 0,8% in termini di rendimento, invariato rispetto alla chiusura di venerdì, mentre il decennale scambiava in area 3,61%, +2pb. Stabile lo spread che si attesta a 193pb. Oggi partono le aste di fine mese con CTZ e BTPei, cui seguiranno mercoledì i BOT e giovedì i titoli a m/l termine, con il lancio del nuovo decennale. A mercati chiusi il Tesoro ha comunicato l’importo delle aste: da 7 a 9 miliardi di euro per il BTP 5 anni e il nuovo 10 anni (cedola 3,75%). Il CCTeu in asta invece il 27 febbraio.

Area Euro

Italia. Nel discorso al Senato per ottenere la fiducia, il presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi ha confermato che i punti programmatici del suo Governo saranno:

  1. Riforma delle istituzioni.
  2. Riforma del lavoro.
  3. Riforma della Pubblica Amministrazione.
  4. Riforma del fisco.
  5. Giustizia.

Le novità riguardano: l’obiettivo di sblocco non parziale ma totale del pagamento dei debiti arretrati della PA attraverso un diverso utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti; un piano specifico per l’istruzione che preveda un programma di edilizia scolastica e l’esclusione di tali investimenti dal Patto di Stabilità Interno degli enti locali; la costituzione di un fondo di garanzia per le PMI escluse dal credito, anche attraverso un rinnovato utilizzo della CDP.

Gli obiettivi enunciati sono più che ambiziosi, ma non sono stati forniti al momento dettagli sufficienti a valutare nel merito i singoli interventi e il relativo rischio di implementazione.

Germania. L’indice IFO è salito a sorpresa a 111,3 da un precedente 110,6 sui massimi da febbraio 2011. Il miglioramento interessa in particolare l’indice sulla situazione corrente che è accelerato di 2,2 punti a 114.4. L’indice sulle attese è scivolato a 108,3 da un precedente 108,9. Il clima migliora nel manifatturiero di un punto, a 107,3 grazie ad un ulteriore recupero dell’indice sulla situazione corrente mentre l’indice sulle aspettative è circa stabile. Il clima migliora anche nel commercio al dettaglio (112,2 da 119,8), mentre peggiora nel commercio all’ingrosso (12,6 da 15,3), nei servizi (25 da 27,5) e marginalmente nelle costruzioni (123,2 da 124,3). Nel complesso l’indice IFO è coerente con una tenuta del PIL tedesco a inizio 2014 sui ritmi di crescita di fine 2013 (0,4% t/t).

Belgio. L’indice di fiducia della Banca del Belgio sale a -4,0 da un precedente -5,6 un massimo dall’estate del 2011. Il miglioramento è confinato al comparto delle costruzioni mentre nel manifatturiero il clima scivola di mezzo punto a -6,6 per effetto di un calo della domanda in particolare dall’estero. La correzione degli ordinativi esteri segnalati dall’indagine della Banca del Belgio suggerisce che la ripresa del manifatturiero tedesco potrebbe fare una pausa a marzo (dati gli stretti legami commerciali tra le due aree), in linea con le indicazioni dal PMI manifatturiero pubblicato la scorsa settimana.

Area euro. La seconda stima rivede l’inflazione area euro a 0,8% a gennaio da una lettura preliminare di 0,7%. L’inflazione core è confermata a 0,8% a/a. L’inflazione al netto di energia ed alimentari stagionali, misura preferita dalla BCE, è stimata all’1,0% a/a un decimo più forte che a dicembre. Sul mese i prezzi al consumo sono calati di 1,1% m/m per effetto di un calo dei prezzi core di 1,7% m/m in linea con la media stagionale di gennaio e di un calo del prezzo dell’energia di 0,2% m/m solo in parte controbilanciato da pressioni sul capitolo alimentari freschi +0,6% m/m. Lo spaccato mostra un calo dei prezzi dei beni non energetici a 0,2% a/a da un precedente 0,3% a/a a fronte di una dinamica dei prezzi dei servizi in aumento a 1,2% a/a da un precedente 1,0% a/a. Nei prossimi mesi l’inflazione area euro dovrebbe rimanere sui livelli di gennaio e risalire poco al di sopra dell’1,0% dall’estate. I rischi sono verso il basso in particolare se il cambio euro dollaro rimarrà sui livelli dell’ultimo mese. Per febbraio ci aspettiamo che la stima preliminare questo venerdì mostri una lettura stabile a 0,8%.

BCE. Visco (Banca d’Italia) da Sidney ha indicato che non è scontato che la BCE intervenga il prossimo 6 marzo con un taglio dei tassi, ma afferma che la BCE è pronta in caso di necessità ad intervenire anche con un taglio del tasso sui depositi. Draghi, alla riunione di marzo, aveva indicato che le informazioni sul ciclo e dinamica inflativa non erano complete per prendere decisioni. Le informazioni delle ultime settimane sembrano indicare che la ripresa continua, ma nell’ultimo mese potrebbe aver marginalmente perso impulso. Sul fronte dei prezzi, la valutazione è circa invariata l’inflazione area euro rimarrà significativamente al di sotto del 2% fino al 2015 inoltrato ed i rischi rimarranno verso il basso. Il buffer di inflazione è piuttosto esiguo ed il permanere del cambio sui livelli attuali rischia di lasciare l’inflazione al di sotto dell’1,0%. I dati in uscita questa settimana, fiducia Italia e Francia il 25, dinamica di M3 il 27 e stima flash CPI il 28, completeranno il quadro.

 


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