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Flash: Italia: La produzione industriale, al netto dei fattori stagionali, è attesa in crescita di 0,4% m/m dopo il calo di 0,9% m/m del mese precedente

GRAFICO 13

Area Euro Francia. Parzialmente deludenti i dati di produzione industriale, calati in gennaio di -0,2% m/m dopo un -0,6% m/m in dicembre, rivisto ampiamente al ribasso dalla precedente stima di –0,3%. Il calo è però dovuto alla sola componente non manifatturiera, in quanto la produzione manifatturiera è cresciuta di +0,7% m/m, come a dicembre…….


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Le indagini di fiducia di gennaio avevano indicato un leggero miglioramento dei nuovi ordini, ma la ripresa del comparto industriale a cavallo d’anno non sembra ancora rafforzarsi.  

Spagna. La produzione industriale, su base grezza, è attesa ancora in recupero a gennaio: 5% a/a dopo il +3,5% a/a del mese precedente. Al netto dei fattori stagionali, la produzione dovrebbe crescere dell’1,2% in lieve rallentamento rispetto al +1,7% a/a del mese precedente. Le indagini di clima di febbraio confermano il proseguimento della fase di ripresa ciclica.

Italia. La produzione industriale, al netto dei fattori stagionali, è attesa in crescita di 0,4% m/m dopo il calo di 0,9% m/m del mese precedente. Su base tendenziale l’attività nell’industria dovrebbe avanzare di 0,1% a/a dopo il -0,7% a/a del mese precedente. Dovrebbe vedersi un recupero della produzione di beni capitali responsabile del calo, in parte inatteso, di gennaio. Le indagini ISTAT e PMI suggeriscono che la ripresa del comparto industriale sta prendendo piede.

I market mover della settimana

Nell’area euro, i dati di produzione industriale di gennaio dovrebbero mostrare un recupero di 0,6% m/m nella media area euro. La produzione è cresciuta di 0,8% m/m in Germania ed è attesa in aumento di 0,4% m/m in Italia e dell’1,0% in Spagna. L’inflazione francese potrebbe aumentare di quattro decimi sulla misura armonizzata, all’1,0%, a causa in parte dell’effetto ritardato del rialzo delle aliquote IVA di gennaio scorso. Altresì l’inflazione dovrebbe essere confermata in calo di due decimi in Germania a 1,0% e di tre decimi in Spagna a 0,0%. Potenzialmente importante anche il consiglio dei ministri italiano di mercoledì, che potrebbe annunciare nuove misure di politica economica.

La settimana ha relativamente pochi dati in uscita negli Stati Uniti. A febbraio le vendite al dettaglio dovrebbero essere ancora deboli per via del clima avverso; il PPI è atteso in aumento modesto, grazie all’effetto calmierante dell’ampia componente servizi, mentre i prezzi all’import dovrebbero riaccelerare sulla scia di una componente energetica in ampia ripresa. La fiducia dei consumatori a marzo dovrebbe segnare un altro moderato recupero. L’audizione per la nomina di tre membri del Board della Fed, cancellata la settimana scorsa, si terrà il 13 marzo.

Venerdì sui mercati

Anche per merito di dati macroeconomici più positivi, i rendimenti di UST e Bund chiudono in rialzo – marginale per il debito tedesco, più sensibile per quello americano (ca. 5pb). In controtendenza i periferici europei, che stringono ulteriormente: i differenziali dei BTP sono calati da 1 a 3pb. Moody’s ha portato da negativo a stabile l’outlook per Belgio e Olanda, mantenendo i ratings invariati rispettivamente ad Aa3 ed Aaa. Sotto tensione il cambio euro/dollaro: picco in mattinata a 1,3903, seguito da un veloce rientro in area 1,38 dopo i dati occupazionali americani e quindi da un lento riavvicinamento a 1,39. Euro in ripresa anche contro sterlina, con l’effetto che il cambio effettivo si sta riavvicinando ai massimi del quarto trimestre 2013. Negativi i dati cinesi sulle esportazioni (-18,1% a/a, a fronte di importazioni in aumento di 10,1%), . Il dollaro, al contrario, rimane sui minimi dell’anno in termini di cambio effettivo. Negativa la chiusura di venerdì dei listini azionari europei, mentre l’S&P500 riesce a chiudere la giornata sostanzialmente invariato (+0,05%).

Area Euro

Germania. La produzione industriale conferma le previsioni e aumenta di 0,8% m/m a gennaio da 0,1% m/m di dicembre (dato rivisto al rialzo da -0,6% m/m), terzo incremento consecutivo. L’attività nel settore delle costruzioni imprime una netta accelerazione crescendo del 4,4% m/m (variazione più forte da 12 anni a questa parte) dopo 2,0% m/m di dicembre, favorita dal miglioramento climatico. Su base tendenziale l’output accelera al 5,0% a/a dal 3,6% a/a (anch’esso rivisto al rialzo da 2,6% a/a). La produzione industriale è in rotta per un aumento dell’1,7% t/t a marzo da 0,5% t/t di dicembre, contribuendo così per 0,3-0,4% alla formazione del PIL. Manteniamo pertanto una stima di crescita del PIL in accelerazione nel trimestre in corso con rischi verso l’alto.

Italia. I prezzi alla produzione sono nuovamente calati a gennaio di -0,2% m/m dopo -0,1% m/m di dicembre. Il calo è spiegato dalla riduzione dei prezzi del comparto energetico (-1,7% m/m a gennaio dopo -0,4% m/m di dicembre), mentre al netto dell’energia i prezzi sono aumentati di 0,2% m/m, come nel mese precedente. Su base tendenziale la variazione dei prezzi alla produzione passa a -1,7% a/a da -2,1% a/a. Il dato conferma la presenza a monte della filiera produttiva di scarse pressioni inflazionistiche sui prezzi al consumo, ma non dovrebbe segnalare veri e propri rischi deflazionistici. Anche sulla base delle indicazioni dei PPI, tra gennaio e febbraio l’inflazione dovrebbe aver toccato il punto di minimo.

Accelerano i rimborsi delle LTRO triennali da parte delle banche europee: questa settimana saranno restituiti ben 11,4 miliardi.

Stati Uniti

L’employment report di febbraio evidenzia un minor impatto degli effetti del clima avverso rispetto alle attese ed è nel complesso positivo. I nuovi occupati non agricoli aumentano più delle attese di 175 mila unità dalle 129 mila di gennaio (dato rivisto al rialzo da 113 mila unità) e dalle 84 mila di dicembre (dato rivisto al rialzo da 74 mila unità). Nel complesso, i dati di dicembre e gennaio sono rivisti quindi al rialzo di +25 mila unità. Gli incrementi sono diffusi a gran parte dei settori. Gli occupati rilevati con l’indagine presso le famiglie aumentano di altre 42 mila unità dopo le 638 mila di gennaio. Le ore lavorate aggregate sono calate dello 0,2% m/m rispetto all’incremento di 0,1% m/m di gennaio, mentre i salari orari sono aumentati più delle attese di 0,4% m/m da 0,2% m/m di gennaio, confermando la svolta verso l’alto indicata dall’Employment Cost Index, che aggiunge così nuovi segnali di un miglioramento in atto delle condizioni nel mercato del lavoro. Le misure di sotto-occupazione confermano il quadro in miglioramento con la percentuale di lavoratori part-time in calo di un decimo al 4,5% dal 4,6% di gennaio. Il tasso di partecipazione è rimasto invariato rispetto al mese precedente al 63,0%. Il tasso di disoccupazione aumenta di un decimo al 6,7%, dal minimo di 6,6% di gennaio. L’aumento marginale della disoccupazione, come altresì il calo delle ore lavorate, non inficiano il giudizio complessivamente positivo del report di febbraio e sono probabilmente attribuibili all’effetto avverso del clima.

Contrariamente alle attese, la bilancia commerciale a gennaio registra un saldo poco variato (+0,3% m/m) a -39,1 miliardi di dollari dopo -39,0 miliardi di dicembre (rivisto al ribasso da -38,7 miliardi). Sul mese le esportazioni sono aumentate di 192,5 miliardi di dollari da 191,3 miliardi di dicembre (+0,6% m/m), mentre le importazioni sono passate a 231,6 miliardi da 230,3 miliardi di dicembre (+0,6% m/m). Sull’anno, le importazioni sono calate dello 0,3% a/a a gennaio, mentre le esportazioni sono aumentate del 3,3% a/a.

Giappone

La seconda stima del PIL del 4° trimestre mostra una variazione di 0,2% t/t (2,6% a/a), più debole rispetto allo 0,3% t/t della prima stima. La domanda domestica cresce di +0,7% t/t (1 decimo meno della prima stima), con modeste revisioni verso il basso di tutte le componenti: consumi +0,4% t/t (da 0,5%), investimenti non residenziali +0,8% t/t (da 1,3%), investimenti residenziali +4,1% t/t (da 4,2%), spesa pubblica +0,8% t/t (da 0,9%). Le esportazioni nette restano il grande freno della crescita complessiva, con importazioni a +3,5% t/t ed esportazioni a solo +0,4% t/t. Nel 1° trimestre 2014 si dovrebbe vedere un’ampia accelerazione della domanda privata domestica, in anticipazione de rialzo dell’imposta sui consumi programmato per aprile.

L’indagine Economy Watchers condotta dal Cabinet Office a febbraio cala a 53 da 54,7, con una correzione relativamente più ampia per la componente famiglie rispetto a quella delle imprese. L’indice aspettative (relativo a un orizzonte fra 2 e 3 mesi avanti) crolla a 40 da 49 di gennaio, dando un segnale inequivocabile di quello che succederà nel 2° trimestre, con l’imposta sui consumi a 8% rispetto al 5% attuale.


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