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Flash: Italia. Si tiene oggi il primo, e più critico, voto di fiducia necessario al governo Renzi

ITALIA unicredit bond

Area euro Germania. L’indice IFO è atteso in lieve calo a febbraio, a 110 da 110,6 di gennaio, sulla scia dei timori di un possibile rallentamento del ciclo americano e delle commesse dall’estero (mercati emergenti in particolare)…..


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e in linea con le indicazioni dei PMI. L’indice sulle attese potrebbe correggere a 106,8 da 108,9, mentre la valutazione sulla situazione corrente potrebbe migliorare al margine a 113,3 da 112,4, ai massimi da metà 2012. L’indice IFO rimane comunque ampiamente al di sopra della media di lungo termine e dovrebbe confermare l’accelerazione dell’economia tedesca a inizio 2014.

La lettura finale dell’inflazione area euro di gennaio è attesa confermare la stima preliminare a 0,7%, in rallentamento di un decimo da 0,8% di dicembre scorso. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero confermarsi in calo di -1,1% m/m da +0,3% m/m di dicembre. L’indice core, infine, dovrebbe essere salito a 0,8% da 0,7% di dicembre (minimo storico della serie). Riteniamo che l’inflazione headline nell’Eurozona si attesterà all’1,2% in media annua nel 2014, dopo l’1,4% del 2013.

Belgio. L’indice di fiducia elaborato dalla Banca del Belgio è atteso poco variato a febbraio, a -5,7 da -5,6 di gennaio. Il lieve calo del BNB sarebbe coerente con i PMI di febbraio, che hanno mostrato una nuova frenata del comparto manifatturiero francese e una battuta d’arresto di quello tedesco.

Italia. Si tiene oggi il primo, e più critico, voto di fiducia necessario al governo Renzi. Al Senato, infatti, la coalizione di governo presenta una maggioranza più risicata e diversi senatori hanno espresso malumore nelle ultime settimane. Tuttavia, sia i Popolari per l’Italia, la formazione centrista uscita da Scelta Civica che conta 12 senatori, sia il gruppo di senatori del PD che fa capo a Civati sarebbero orientati a votare una fiducia ‘condizionata’. Il dibattito inizierà alle h. 15:30, mentre il voto dovrebbe aver luogo dalle h. 22:00. Domani si terrà il voto della Camera, dove però il PD dispone in partenza della maggioranza assoluta.

I market mover della settimana

Nell’Eurozona la settimana è molto ricca di dati. La tornata di indagini di fiducia di febbraio dovrebbe segnare una pausa nel miglioramento del morale: i principali indici in uscita (IFO, BNB, indice Commissione UE, INSEE, Istat) dovrebbero in media registrare un lieve calo, che tuttavia non rappresenta un’inversione di tendenza (il trend resta in recupero). Le stime preliminari dei prezzi al consumo di febbraio dovrebbero vedere un’inflazione ancora molto bassa ovunque, anzi in probabile ulteriore calo in Germania e Spagna e stabile (allo 0,7%) nell’Eurozona. La disoccupazione è attesa stabile sia in Germania (6,8%, ai minimi), sia nell’Eurozona (12,0%, ai massimi); non è escluso un ulteriore aumento in Italia. Da segnalare anche le aste italiane di debito pubblico: si inizia martedì con CTZ e BTPei, proseguendo mercoledì con i BOT e giovedì con il debito a medio-lungo termine (di cui oggi saranno resi noti i dettegli).

I dati in uscita negli Stati Uniti dovrebbero essere misti e ancora influenzati negativamente dal clima. A febbraio, gli indici di fiducia dei consumatori dovrebbero essere poco variati e il Chicago PMI dovrebbe ancora correggere pur restando in territorio espansivo. A gennaio, le vendite di case nuove dovrebbero segnare un modestissimo rimbalzo e gli ordini di beni durevoli sono previsti in lieve calo. La revisione della stima del PIL del 4° trimestre dovrebbe registrare una correzione di 7 decimi, a 2,5% t/t ann., con minori contributi di consumi privati, canale estero e scorte.

Venerdì sui mercati

Moody’s ha innalzato il rating della Spagna da Baa3/P-3 a Baa2/P-2, con outlook positivo. Rendimenti dei titoli di stato in calo su tutti i mercati, con Spagna e Italia che riescono a stringere i differenziali con il debito tedesco sulle scadenza fino a 10 anni. Il cambio euro/dollaro è stabile sopra 1,37, ma consolida il recupero contro la sterlina; per ora non si vedono grandi effetti a seguito delle aperture venute da Draghi a eventuali azioni di politica monetaria in occasione della riunione BCE di marzo. Rublo in ripresa dopo l’annuncio di nuove elezioni presidenziali e l’annuncio di un possibile piano di sostegno del FMI all’Ucraina, che rimane però in una situazione molto incerta. Il G-20 ha annunciato l’intenzione di promuovere una crescita aggiuntiva del 2% in 5 anni attraverso misure che saranno proposte dai membri del gruppo; è difficile credere che ne verrà fuori qualcosa di molto diverso rispetto alle politiche economiche che sarebbero state comunque adottate.

Area euro

Draghi ha dichiarato che alla riunione di marzo la BCE disporrà delle informazioni necessarie a valutare se agire o no; la ripresa rimane “modesta, fragile”. Praet ha ammesso che “le pressioni sui prezzi sono deboli, e che tale debolezza si sta estendendo al medio termine”.

Italia. L’inflazione armonizzata italiana è calata da 0,7% a/a a 0,6% a/a, con una variazione mensile di -2,1% in gennaio. L’indice nazionale, che toglie l’effetto dei saldi, è salito di 0,2% m/m, con variazioni negative confinate ad abbigliamento (-0,1% m/m) e telecomunicazioni (-0,2% m/m). L’indice al netto di alimentari ed energia è salito di 0,1%. Ci aspettiamo che l’inflazione italiana tocchi il minimo nei primi 3-4 mesi di quest’anno.

Stati Uniti

Le vendite di case esistenti a gennaio calano a 4,62 mln da 4,87 mln di dicembre. Le vendite di case unifamiliari calano di -5,8% m/m, mentre nel comparto multi-familiare le vendite sono invariate su base mensile. Le vendite calano in tutte le regioni. I dati potrebbero essere influenzati negativamente dal clima avverso di gennaio, ma sul trend delle vendite incidono anche gli ampi rialzi dei prezzi (prezzo mediano +10,7% a/a a gennaio) e degli interessi sui mutui.


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