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Flash: L’arroccamento di Russia e Ucraina su posizioni conflittuali, con pochi spiragli di dialogo, ha determinato un forte aumento delle tensioni sui mercati.

Area Euro I prezzi alla produzione sono visti in calo di -0,4% m/m a gennaio (da +0,2% m/m di dicembre), per un’ulteriore flessione di -1,5% a/a (da -0,8% precedente)…..


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Le indicazioni sui prezzi pagati dalle imprese manifatturiere segnalano che nei prossimi mesi la variazione tendenziale del PPI potrebbe diventare meno negativa.

Stati Uniti

La Commissione Bancaria del Senato discuterà la nomina dei candidati selezionati dal presidente Obama per le posizioni vacanti al Board della Fed, con un’audizione di S. Fischer (candidato alla posizione di vice-presidente della Fed), L. Brainard e J. Powell (candidati a posizioni di membri del Board). Il voto del Senato avverrà più avanti nel mese: è probabile che tutte e tre le candidature vengano confermate. 

Ieri sui mercati

L’arroccamento di Russia e Ucraina su posizioni conflittuali, con pochi spiragli di dialogo, ha determinato un forte aumento delle tensioni sui mercati. Al di là degli sviluppi territoriali locali, l’evoluzione della crisi crea una possibile spirale da “guerra fredda”, con implicazioni  di aumento dei rischi geopolitici e ricadute negative sull’allocazione dei portafogli fra aree e tipologie di attività. Il rialzo delle tensioni ha determinato un sell-off nei comparti più rischiosi, con ampie correzioni sui mercati azionari e sui mercati emergenti. Oltre alle correzioni a due cifre sui mercati russi (fra il 10 e il 12%), negli USA S&P 500 ha chiuso a -0,7%, mentre in Europa il calo è stato più marcato. L’Euro Stoxx segna -3%, il Dax -3,4%, il CAC 40 -2,7%, il FTSE MIB -3,3%. Tuttavia, i mercati questa mattina rispecchiano aspettative di una soluzione alla crisi: le chiusure in Asia sono positive (NIkkei +0,5%), e i futures europei sono in ripresa,  anche sulla scia di indicazioni che le truppe russe vicine al confine sono tornate alle basi.  

 I mercati obbligazionari hanno beneficiato della ricerca di un “safe haven”. Oggetto di importanti flussi in acquisto sono infatti i bond tedeschi e dei paesi core più in generale. I rendimenti sui Bund mettono infatti a segno flessioni nell’ordine di 5-6pb sulle scadenze medie e lunghe e di 3pb su quelle più brevi. Meno brillante l’evoluzione dei tassi per la curva dei BTP che comunque mantiene livelli assoluti vicini ai minimi dal 2006. Per i BTP i rendimenti si mostrano in calo di 2pb circa lungo tutte le principali scadenze con il decennale che si mantiene al di sotto della soglia del 3,5%, in area 3,45%. Nuovo allargamento per lo spread tra titoli italiani e tedeschi che, con un incremento di circa 4pb, si porta a quota 189pb e si conferma così al di sotto del differenziale spagnolo, in area 194.

Area Euro

Area euro. La seconda stima rivede al rialzo di due decimi il PMI manifatturiero di febbraio a 53,2, da una lettura di 54 a gennaio. L’indice per la Germania è stato rivisto al rialzo di un decimo a 54,8 ma ancora significativamente al di sotto del livello di gennaio 56,5. L’indice francese è stato rivisto verso l’alto di 1,2 punti a 49,7 e risulta quindi in miglioramento di quattro decimi e non più in calo (come da stima preliminare) rispetto alla lettura di gennaio 49,3. L’indice manifatturiero italiano risulta invece in calo a 52,3 da 53,1 di gennaio. In Spagna l’indice è salito di mezzo punto a 52,5.  Il quadro che emerge dalla stima dettagliata è più coerente per la Francia (ma non per Germania e Italia) con le indicazioni dalle indagini di clima nazionali e suggerisce che la ripresa prosegue anche se a più velocità e in modo a tratti asincrono all’interno dell’area. Il dettaglio dell’indagine evidenzia un calo di un punto della domanda dall’estero (54,5 da 55,3) che rimane tuttavia ancora al di sopra della media dei sei mesi precedenti. Le scorte di prodotti finiti sono calate a 48,3 da 48,6. Cala marginalmente anche l’indice sui prezzi praticati a 50,5 da 50,8 così come scivola a 50,6 da 51 a gennaio.

BCE. Nella testimonianza al Parlamento Europeo, l’ultima prima delle prossime elezioni, Draghi ha discusso i progressi istituzionali che l’Unione Europea ha messo a segno negli ultimi cinque anni nonché sulle principali sfide per i prossimi cinque anni anche per il prossimo Parlamento Europeo il complemento dell’unione bancaria ed in particolare del secondo pilastro. Draghi ha inoltre fatto esplicito riferimento al rapporto dei Quattro Presidenti che deve rimanere l’obiettivo di medio periodo.

Sul fronte della politica monetaria nonostante il periodo di “purdah” prima del meeting Draghi ha evidenziato che la BCE mantiene aperte tutte le opzioni. Ma al di là di ciò non ha fornito novità di rilievo. Draghi ha però indicato che quanto più a lungo l’inflazione rimane sui livelli attuali tanto maggiore è il rischio che le attese di inflazione vengano riviste. Un programma tipo Funding for Lending scheme rimane uno degli strumenti all’esame del Consiglio BCE. Ma Draghi ha sottolineato che anche le piccole e medie imprese individuano come principale ostacolo all’attività produttiva l’assenza di domanda con la mancanza di accesso al credito indicata solo come secondo ostacolo.

Draghi si è altresì espresso, in risposta ad una domanda di un parlamentare, sulla legalità delle OMT e ha ribadito che solo la Corte Europea può deliberare in materia. Draghi ha notato che la condivisione dei rischi associati alle OMT ricade su tutti i paesi membri anche se alcuni (leggi la Bundesbank) dovessero decidere di non partecipare all’attivazione delle OMT.

Italia. I conti annuali confermano che il PIL si è contratto di 1,9% dopo il -2,4% del 2012. La recessione è dovuta ad un forte calo degli investimenti fissi (-4,7%) e dei consumi (-2,2%). In termini nominali il PIL è calato di 0,4%. Il deficit delle amministrazioni pubbliche in linea con le attese ha chiuso al 3,0% del PIL (-47,3 mld di euro).

Stati Uniti

La spesa personale aumenta di 0,4% m/m a gennaio (consenso: 0,1% m/m); in termini reali i consumi sono in crescita di 0,3% m/m. Il dato di dicembre è rivisto verso l’alto a +0,1% m/m da -0,1% m/m. Il reddito personale aumenta di 0,3% m/m (+4,1% a/a), con un incremento di 0,2% m/m dei salari e un aumento di 0,4% m/m del reddito disponibile (+4% a/a). Il reddito disponibile in termini reali registra una variazione di +0,3% m/m, dopo -0,2% m/m di dicembre. Il tasso di risparmio è stabile a 4,3%. Il deflatore dei consumi aumenta di 0,1% m/m (1,2% a/a); il deflatore core segna una variazione mensile 0,1% m/m e un rallentamento della dinamica annua a 1,1% a/a da 1,2% a/a di dicembre.

La spesa in costruzioni a gennaio aumenta di 0,1% m/m (consenso: -0,5% m/m)e il dato di dicembre è rivisto verso l’alto a +1,5% m/m, da 0,1% m/m. I dati sono positivi e riducono l’entità del rallentamento visto a fine 2013 nel settore immobiliare, con indicazioni di probabili revisioni verso l’alto del PIL del 4° trimestre.

Le vendite di autoveicoli a febbraio restano deboli per via del clima, a 15,27 mln di unità ann. da 15, 16 mln di gennaio. I concessionari e i produttori rimangono positivi riguardo allo scenario del settore, che dovrebbe riprendersi non appena il clima sarà normalizzato.


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