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Flash: L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea potrebbe vedere un lieve calo a febbraio

GERMANIA BERLINO

Germania. Il tasso di disoccupazione è atteso rimanere stabile per il terzo mese consecutivo al 6,8% a febbraio (ai minimi storici); nel mese i disoccupati potrebbero essere calati di 15 mila unità (da -28 mila precedente). Le indagini congiunturali suggeriscono ancora un modesto aumento degli organici…..


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La crescita di M3 è attesa in lieve recupero a 1,2% a gennaio. Il rallentamento di mezzo punto, all’1%, registrato a dicembre era dovuto ai deflussi di depositi al dettaglio, registrati a fronte di ingenti vendite da parte delle istituzioni finanziarie sia di titoli di Stato sia di titoli di debito del settore privato, che potrebbero essere in parte riconducibili ad aggiustamenti effettuati in anticipazione della valutazione approfondita della BCE dei rispettivi bilanci. Si tratterebbe perciò di un fattore una tantum. Potrebbe continuare la tendenza, iniziata a dicembre, verso un ritmo meno profondo di contrazione del credito alle imprese non finanziarie (-3% a dicembre da -3,8% a/a di novembre); ci aspettiamo una sostanziale stazionarietà del credito alle famiglie.

Italia. L’indice di fiducia delle imprese manifatturiere è atteso migliorare a 98,2 a febbraio dopo il 97,7 del mese precedente, a conferma della progressiva ripresa in atto nel comparto probabilmente sostenuta dal miglioramento del libro ordini dall’estero. L’indice di fiducia delle imprese resta al di sotto della media di lungo periodo (99,6).

L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea potrebbe vedere un lieve calo a febbraio, a 100,7 da 100,9 di gennaio. Si dovrebbe vedere un arretramento del morale sia tra i consumatori (la prima lettura ha visto un calo a -12,7 da -11,7 precedente) che tra le imprese industriali (-4,1 da -3,9), mentre si potrebbe vedere un lieve miglioramento per le imprese dei servizi (a 2,5 da 2,3). Il livello dell’indice composito della Commissione resta coerente con un graduale rafforzamento della ripresa economica in atto nell’Eurozona.

Germania. La stima preliminare dei prezzi al consumo di febbraio dovrebbe vedere un aumento di 0,6% m/m (da -0,6% m/m sull’indice nazionale e -0,7% m/m sull’indice armonizzato di gennaio). L’inflazione dovrebbe pertanto rimanere invariata all’1,3% sulla misura nazionale e calare all’1% dall’1,2% sull’armonizzato. Riteniamo che l’inflazione tedesca sia molto vicina ai minimi, anche se la risalita nella restante parte del 2014 sarà estremamente graduale.

Il Tesoro italiano colloca da 7 a 9 miliardi di carta e medio e lungo termine, inclusa la prima tranche del nuovo BTP 3,75% 09/2024.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli a gennaio sono previsti in calo di -1% m/m, dopo -4,2% m/m a dicembre. Al netto dei trasporti gli ordini sono attesi in calo di -0,1% m/m. La componente ordini dell’ISM è crollata a gennaio a 51,2 da 64,4 di dicembre, segnando la correzione più ampia da quando esiste la serie (inizio 1980); anche gli ordini del Philly Fed hanno dato un segnale di rallentamento. Invece nell’indagine Empire gli ordini di gennaio erano risaliti in territorio ampiamente espansivo. Complessivamente, le informazioni di gennaio sono miste e puntano a una nuova modesta correzione degli ordini di beni durevoli.

Ieri sui mercati

La crisi ucraina continua a premere sul rublo, che ieri ha ceduto sul dollaro fino a 36,02 e questa mattina prosegue lungo la stessa china. Il deprezzamento cumulato da inizio anno ormai è al 9,87%. La notizia delle manovre militari russe ha portato a un rafforzamento del dollaro anche sull’euro, sceso nel pomeriggio fino a 1,3660 dollari e poi rimasto sotto quota 1,37. Ne ha beneficiato anche il franco svizzero, tornato sui massimi del mese contro euro (1,2178, poco meglio di inizio febbraio). Al margine, le autorità monetarie cinesi continuano a spingere il renminbi al ribasso contro dollaro: dal 6,06 di inizio mese, oggi si è arrivati a 6,1278.

Le ripercussioni della crisi ucraina hanno toccato anche i mercati obbligazionari, con i rendimenti in calo da 3 a 5pb sulle scadenze medie e lunghe. Il movimento non ha avuto ripercussioni negative sui BTP, che hanno seguito la direzione del mercato tedesco, nonostante l’offerta in arrivo. Bene l’asta BOT, nella quale il Tesoro ha collocato i previsti 8,5 mld di carta semestrale a un rendimento di 0,455%, con domanda 1,44x l’offerta.

Segnaliamo anche il rialzo dei tassi ufficiali in Brasile, da 10,5% a 10,75%: la mossa era attesa dai mercati, che però ora sono orientati ad attendersi una pausa nella fase di restrizione monetaria.

Area Euro

BCE. Mersch ha dichiarato che la BCE sta riflettendo “a 360 gradi” sulle misure di politica monetaria. Nowotny ha indicato che le stime di marzo potrebbero mostrare l’inflazione ancora significativamente al di sotto del 2%. Le dichiarazioni dei membri del Consiglio negli ultimi giorni indicano che la BCE mantiene aperte tutte le opzioni e un orientamento ribassista.

Spagna. Il bollettino di febbraio della Banca di Spagna indica che il ritmo di crescita dell’economia nei primi mesi di quest’anno è circa invariato rispetto al +0,3% t/t di fine 2013. La nostra stima di crescita del PIL spagnolo è di 0,8%, di due decimi inferiore alle ultime previsioni della Commissione UE e di Governo (+1,0%).

Italia. Le retribuzioni contrattuali sono aumentate di 0,6% m/m a gennaio, dopo la stabilità dei due mesi precedenti. L’aumento è il risultato dei miglioramenti economici previsti da numerosi contratti in vigore, tra i quali il contributo maggiore (0,4% m/m) viene dal settore metalmeccanico (che pesa per quasi il 16% sul totale monte retributivo e che ha beneficiato di un incremento contrattuale di 2,5% m/m). In ogni caso, se confrontata con lo stesso mese dello scorso anno (quando si era avuto un incremento di mezzo punto), la dinamica tendenziale delle retribuzioni migliora solo marginalmente, a 1,4% dall’1,3% del mese scorso, che rappresentava un minimo storico della serie. Prosegue il blocco salariale nella Pubblica Amministrazione. In assenza di rinnovi, le retribuzioni contrattuali potrebbero tornare a rallentare nei prossimi mesi. Grazie alla bassa inflazione, i salari reali sono tornati a crescere, e non accadeva dal 2010.

Stati Uniti

Le vendite di case nuove a gennaio aumentano a 468mila (consenso: 400 mila) da 427 mila (rivisto da 414 mila) di dicembre. I dati sono positivi e finalmente interrompono la sequenza di sorprese negative che si è vista da inizio anno. Gran parte della debolezza di gennaio-febbraio è da collegare al clima avverso, che potrebbe ancora influenzare negativamente il settore delle costruzioni. Tuttavia gli indici di fiducia delle famiglie restano positivi e segnalano miglioramento del mercato del lavoro; l’indagine presso le piccole imprese è in crescita con indicazioni di aumento delle assunzioni e dei prezzi di vendita.  

Pianalto (presidente della Cleveland Fed, votante) ha detto che se lo scenario economico evolverà come atteso la Fed potrà continuare a ridurre gli acquisti di titoli. Pianalto ha anche detto che è improbabile che l’attuale sequenza di dati deboli persista.


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