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Flash: L’indice ZEW è balzato di quasi una deviazione standard a dicembre

Da seguire: Il rublo sta recuperando contro dollaro (66,5) ed euro, dopo il nuovo cedimento seguito ieri al rialzo dei tassi ufficiali da parte della banca centrale. I movimenti degli ultimi giorni.

 


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riflettono una grave crisi di fiducia, oltre che l’effetto delle sanzioni finanziarie e del calo vertiginoso delle quotazioni petrolifere, proseguito anche ieri. Ormai circola la tesi che la Russia (la quale ha perso e continuerà a perdere riserve nei prossimi mesi per l’impossibilità di rifinanziare sul mercato il debito estero in scadenza delle sue imprese) dovrà introdurre limiti ai movimenti di capitale e impegnare molte risorse per sostenere le sue imprese.

Area Euro

  • La seconda stima dell’inflazione di novembre dovrebbe confermare la prima lettura a 0,3%, in calo da 0,4% di ottobre. Il dato è coerente con una flessione dei prezzi di due decimi nel mese. Il CPI core dovrebbe anch’esso essere confermato a 0,7% (stabile rispetto al mese precedente).
  • Grecia. Questa sera è prevista la prima votazione per l’elezione del presidente della repubblica. Quasi certamente, come anche la seconda, si concluderà senza la maggioranza richiesta: la coalizione di governo dispone soltanto di 154-155 seggi, a fronte di un quorum di 200. L’appuntamento cruciale sarà quello del 29 dicembre, giorno del terzo ballottaggio, quando il quorum calerà a 180. Per quanto la carica sia largamente simbolica, l’evento riveste importanza a causa del fatto che il parlamento sarebbe sciolto se non riuscisse ad eleggere un nuovo presidente, e ciò potrebbe rendere Syriza (che secondo i sondaggi potrebbe ottenere la maggioranza relativa dei consensi) cruciale per la formazione di un nuovo governo.

Stati Uniti

  • Il CPI a novembre è previsto in calo di -0,2% m/m, dopo un dato invariato a ottobre (1,4% a/a). Il CPI core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (1,8% a/a). 
  • La riunione del FOMC è rilevante per il processo di normalizzazione della politica monetaria, iniziato a ottobre con la chiusura di QE3. Una questione al centro del dibattito è la formulazione della guidance e in particolare il riferimento al “tempo considerevole”. Il Comitato potrebbe fare un nuovo passo avanti sul sentiero della normalizzazione e dare un ulteriore segnale che il rialzo dei tassi è ormai questione di mesi. Gli elementi cruciali della riunione dovrebbero essere: 1) un ulteriore miglioramento della valutazione dello scenario macro, probabili revisioni per 2014 e 2015 delle proiezioni (verso il basso per inflazione e tasso di disoccupazione, verso l’alto per la crescita); 2) modifica della guidance (via il “tempo considerevole”), mitigata da elementi rassicuranti sulla tempistica del primo rialzo (“pazienza”) e sul sentiero atteso dei tassi. La conferenza stampa di Yellen dovrebbe segnalare che l’economia sta migliorando, che l’inflazione sarà in calo transitorio e che la politica monetaria sarà determinata dai dati. La Fed si trova vicino al punto di svolta sui tassi con un conflitto fra i suoi due mandati: nel 2015, si sarà in piena occupazione, con l’inflazione potenzialmente vicina a zero, se pure temporaneamente. Yellen potrebbe dare qualche indicazione sul peso relativo dei due obiettivi. Manteniamo la previsione di svolta sui tassi intorno a metà 2015.

Ieri sui mercati

  • La crisi economico-finanziaria della Russia e la cautela tipica del periodo di fine anno dominano l’andamento dei mercati: moderato calo dei rendimenti sul debito sovrano ad alto rating, lieve rialzo dei rendimenti sul debito dei periferici, tensioni sulle divise emergenti, volatilità sui mercati azionari.
  • Il petrolio ha chiuso la giornata sotto quota $60 e questa mattina il Brent Crude quota $59,7.
  • L’euro è salito fino a 1,2553 dollari, rientrando però in area 1,24 nel corso della notte. Il dollaro ha perso terreno anche contro yen, con minimi a 115,56.

Area euro

Il PMI composito è risalito a 51,7 da 51,1 a dicembre, meglio delle stime di consenso. L’indice PMI manifatturiero rimbalza a 50,8 da 50,1 mentre l’indice PMI servizi recupera a 51,9 da 51,1.

L’indice ZEW è balzato di quasi una deviazione standard a dicembre a 31,8 da 11,5, molto meglio di quanto si attendeva il consenso. L’indice ZEW sulle aspettative per l’area euro è salito a 11 da 4,1 in precedenza. L’indice rimane ancora al di sotto della media di lungo termine (24,4).

Il solo impatto positivo sulla fiducia non basta a cancellare il rischio di stagnazione e bassa inflazione e, quindi, a rimuovere la necessità di nuovi interventi BCE. Ciò detto, il rimbalzo dello ZEW e PMI suggerisce un recupero dell’ IFO il prossimo giovedì a 105,3 da 104,7. Se anche l’IFO e le indagini nazionali da altri paesi membri dovessero indicare un lieve miglioramento ciclico, la BCE potrebbe decidere di prendere tempo a gennaio, indicando di voler raccogliere più informazioni prima di decidere su nuove misure di stimolo.

Stati Uniti

I nuovi cantieri a novembre calano a 1,028 mln di unità ann., da 1,045 mln di ottobre (ampiamente rivisto verso l’alto da 1,009 mln) e tornano sul livello di settembre, al di sopra di 1 mln per il terzo mese consecutivo. Le serie sono state particolarmente volatili dal 4° trimestre 2013 in poi, ma il trend rimane moderatamente positivo. Le licenze correggono a 1,035 mln, da 1,092 mln di ottobre (rivisto verso l’alto da 1,080 mln).

La stima flash del PMI Markit del settore manifatturiero a dicembre cala a 53,7, da 54,8 di novembre, segnando la 4° correzione consecutiva e riportandosi sui livelli di gennaio 2014. L’espansione prosegue, ma i ritmi rallentano dopo una crescita media superiore al 4% t/t ann. nella parte centrale dell’anno.

 

Fonte: BONDWorld.it

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