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Flash: La Francia colloca oggi ben 6 titoli

Da seguire: Area euro: – Francia. L’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere è balzato da 99 (rivisto) a 102. Anche …


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 l’indice PMI per le industrie manifatturiere francesi, già cresciuto a settembre, potrebbe mettere a segno un ulteriore incremento in ottobre.

– Ad ottobre, l’indice PMI composito per l’area euro è visto in crescita a 54,5 dopo che il calo a 54,1 del mese di settembre era stato superiore alle attese di consenso. Potrebbe migliorare sia l’indice per il settore manifatturiero, stimiamo a 54 da 53,7, che l’indice per il comparto servizi a 55 da 54,1, pur rimanendo entrambi leggermente al di sotto del livello di agosto. Sull’indice manifatturiero, qualche rischio verso il basso è dato dall’apprezzamento dell’euro. In generale, l’indice composito si collocherebbe a un livello superiore rispetto alla media storica calcolata dal 1998 (53,4) e in territorio ampiamente espansivo. L’indice punterebbe a una crescita del PIL nell’area euro di 0,4% t/t nel 3° trimestre del 2010.  

– L’indicatore di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea potrebbe crescere lievemente a -10 a ottobre, dopo essere rimasto fermo a -11 nel mese precedente. Proseguirebbe cosi, seppur a un ritmo più lento rispetto ai mesi estivi, il trend di recupero nella fiducia dei consumatori avviatosi lo scorso maggio. Il morale potrebbe mostrare comunque una forte disparità tra i vari paesi dell’area euro: mentre l’indicatore è visto deteriorarsi ulteriormente nei paesi periferici, la fiducia dovrebbe crescere ancora in Francia e Germania e recuperare in Italia dopo i cali dei due mesi precedenti.

– Aste – La Francia colloca oggi ben 6 titoli: 3 BTAN per complessivi 7,5-8,5 miliardi e 3 OAT indicizzati per 1,5-2,0 miliardi. In Spagna si riaprono il 4,65% 07/2025 e il 5,75% 07/2032 per 3,0-4,0 miliardi.

Stati Uniti

–  L’indice della Philadelphia Fed è previsto circa a -1 a ottobre, circa invariato rispetto a -0,7 di settembre. Lo spaccato dell’indagine a settembre era negativo, con un peggioramento di ordini, consegne e ordini inevasi. L’unico miglioramento registrato nell’indagine, a parte l’indice di attività, era quello del numero di occupati (salito a 1,8 da -2,7 di agosto). Le aspettative a sei mesi a settembre erano relativamente positive, anche se più contenute rispetto a quanto visto nella primavera.

Ieri sui mercati

Continua il rialzo dei tassi in Europa, sia sul mercato monetario, sia su quello obbligazionario; ieri la pressione è stata più forte sulle scadenze corte, coerentemente con la revisione delle aspettative sull’andamento dei tassi a breve termine di questi giorni. Il debito italiano stringe rispetto alla Germania su tutte le scadenze: il differenziale decennale ieri è sceso a 132pb. Il CCTeu è stato collocato per 5,5 miliardi di euro, di cui il 76% è stato assorbito dal mercato domestico. Eccezionale volatilità sul cambio euro/dollaro, rimbalzato da 1,3696 a massimi di 1,3991. La moneta europea risulta forte anche contro franco svizzero (1,346) e sterlina (0,883).

Italia. Gli ordini all’industria sono balzati di +7,3% m/m ad agosto, più del doppio rispetto alle attese di consenso. L’aumento viene dopo i cali di -2,6% m/m registrati sia a giugno che a luglio. Sull’anno gli ordini schizzano a +32,0% a/a (record dal 2001) da un precedente +0,7% a/a. Peraltro, gran parte della crescita annua, è dovuta all’effetto statistico di confronto con i minimi dello scorso anno. Infatti, gli ordini si collocano ora ai livelli di inizio 2006, circa il 19% al di sotto rispetto ai picchi pre-crisi.

Irlanda. I colloqui fra maggioranza e opposizione si sono chiusi senza un accordo sulle misure da adottare per il consolidamento fiscale, ma l’opposizione concorda sulla necessità di ridurre il disavanzo sotto il limite del 3% per il 2014.

Portogallo. Il voto sul budget 2011 è stato rinviato al 3 novembre, per consentire nuovi negoziati fra il Governo di minoranza e l’opposizione.

Grecia. Anche in settembre la riduzione del deficit è risultata superiore agli obiettivi concordati: -30,9% invece di -29%, per un disavanzo cumulato nei primi nove mesi di 16,2 miliardi.

Regno Unito

I verbali della Bank of England mostrano che un esponente (Posen) avrebbe voluto altri 50 miliardi di stimolo quantitativo, mentre un altro (Sentance) avrebbe voluto un rialzo dei tassi, per tutelare la credibilità dell’obiettivo di inflazione. L’opinione maggioritaria vede la crescita in rallentamento e l’inflazione in calo, ma con toni complessivamente meno pessimistici rispetto a quelli di King. I verbali mostrano un certo consenso intorno alla tesi che in futuro potrebbe essere necessario ulteriore stimolo, anche se in ottobre “l’evidenza non era sufficientemente netta da ritenere già necessario un simile corso d’azione”.

Stati Uniti

Il Beige Book riporta che l’attività economica ha continuato a espandersi, se pure “a un ritmo modesto”. Nel complesso, il quadro del Beige Book non modifica le indicazioni dei dati congiunturali e dà supporto all’aspettativa di intervento da parte della Fed a novembre, viso che non ci sono indicazioni di miglioramento del mercato del lavoro né di svolta dal lato dei prezzi.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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