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Flash: La Francia riapre tre OAT. La Spagna colloca il nuovo 3,25% 04/2016.

Da seguire: – Aste – La Francia riapre tre OAT (2,5% 10/2020, 4,25% 10/2023 e 4% 4/2060) per complessivi 7,5-9,0 miliardi di euro. La Spagna colloca il nuovo 3,25% 04/2016 per 3,0-4,0 miliardi….


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Area Euro

– La riunione di novembre della BCE potrebbe risultare piuttosto interlocutoria visto che dovrebbe essere rimandata a dicembre la decisione circa l’eventuale rinnovo delle aste a piena allocazione anche per il 1° trimestre 2011. Si accentueranno le divergenze, all’interno del Consiglio, tra chi vuole mantenere le misure non convenzionali in essere e chi vuole “normalizzare” la politica monetaria. Tali differenze sono legate anche alla profonda diversità nell’impostazione del ciclo tra Paesi core e periferici. Riteniamo che, almeno con un orizzonte di 3-6 mesi, le considerazioni legate ai rischi provenienti dalla periferia possano risultare ancora prevalenti, giustificando il mantenimento di una parte dell’infrastruttura d’emergenza messa in piedi durante la crisi

– La lettura definitiva del PMI composito per l’area dell’euro per il mese di ottobre potrebbe vedere una lieve revisione al rialzo a 53,6 dal 53,4 della stima flash, comunque in calo rispetto al 54,1 di settembre. Infatti potrebbe essere in parte attenuata la decisa flessione del PMI servizi (a 53,4 da 53,2 della stima flash e da 54,1 di settembre). La prima lettura del PMI servizi per l’Italia nel mese di ottobre dovrebbe mostrare una sostanziale stabilità, a 51,5 da 51,3 di settembre. In generale, il livello dell’indice PMI composito nell’area euro, pur in calo negli ultimi mesi, resta coerente con una crescita del PIL area euro in area 0,3-0,4% t/t e dunque non giustifica, almeno per il momento, timori di ricadute recessive.

Regno Unito

– Banca d’Inghilterra – Domani la Banca d’Inghilterra annuncia la propria decisione di politica monetaria. Le attese sono per tassi stabili allo 0,50% e per nessuna variazione al programma APF. Recentemente erano emersi alcuni segnali, comunque deboli, che la BoE potesse prendere in considerazione il ripristino di un quantitative easing già a novembre. Ma la pubblicazione dei dati di PIL del 3° trimestre, che sono risultati migliori delle più rosee aspettative, dovrebbe aver spazzato via questa possibilità, almeno per ora: non escluso però che la questione si riproponga intorno a febbraio 2011.

Stati Uniti

– La crescita della produttività nel 3° trimestre dovrebbe tornare positiva salendo a 0,8% t/t, dopo -1,8% t/t del 2° trimestre.

Ieri sui mercati

Persiste la pressione sui differenziali fra emittenti periferici e Germania: Irlanda a 513pb, Portogallo a 397pb, Spagna 187, Italia 149. Rendimento del Bund in calo a 2,44%, in sintonia con il movimento del mercato americano. Da segnalare il calo dell’Eonia a 0,579%, livello più coerente con l’eccesso di riserve attualmente presente nel sistema; stabile l’Euribor 1 mese a 0,847%. Il dollaro soffre la conferma del Quantitative Easing 2 (QE2) da parte della Fed: euro a 1,414, con massimi a 1,4175; sterlina a quota 1,61 (max. 1,6165). Soltanto lo yen è in controtendenza e viene scambiato sopra 81. Critiche alla mossa delle autorità monetarie americane da Brasile, Corea e Cina; in Tailandia, il ministro delle finanze ha prospettato un’azione coordinata delle banche centrali locali per frenare gli afflussi speculativi di capitale nella regione.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato mostra un aumento di 43 mila posti ad ottobre e una revisione a -2000 a settembre (dalla prima stima di -39 mila). I servizi vedono un aumento di 77 mila posti, a fronte di un calo di 34 mila nell’industria. Nel manifatturiero gli occupati calano di 12 mila unità, nelle costruzioni il calo è di 23 mila, nella finanza gli occupati scendono di 2 mila unità. Lo spaccato per dimensione di impresa mostra variazioni positive per imprese piccole e medie (+21 mila e +24 mila rispettivamente), mentre le imprese grandi eliminano 2 mila posti. Da metà 2009 l’ADP ha regolarmente sottostimato la creazione di posti nel settore privato riportata dal BLS (media scostamento: da maggio 2009, 61 mila, negli ultimi 6 mesi, 76 mila). Alla luce di questa regolarità, i dati mettono qualche rischio verso l’alto sulla previsione di +80 mila posti nel settore privato a ottobre atteso con l’employment report.

L’ISM del settore non manifatturiero aumenta a ottobre a 54,3 (massimo da luglio) da 53,2 di settembre. Lo spaccato dell’indagine è positivo, e simile a quello del settore manifatturiero. In aumento l’indice di attività (da 52,8 a 58,4, massimo da aprile 2010), i prezzi pagati a 68,3 da 60,1, i nuovi ordini a 56,7 da 54,9, l’occupazione a 50,9 da 50,2. i dati sono più forti di quanto atteso e di quanto evidenziato dal Beige Book. Insieme alle informazioni dell’ISM manifatturiero il quadro del settore servizi contribuisce ad allontanare i rischi di ricaduta recessiva e segnala che la crescita potrebbe accelerare nel 4° trimestre rispetto al 2% t/t ann. del 3°.  

Gli ordini all’industria aumentano a settembre del 2,1% m/m e il dato di agosto viene rivisto verso l’alto a una variazione mensile nulla dalla prima stima di -0,5% m/m. Al netto dei trasporti, gli ordini a settembre aumentano di 0,4% m/m. I beni capitali al netto di trasporti e difesa vedono un calo mensile di 0,2% m/m, che segue il +5,1% m/m di agosto. Le consegne di beni capitali al netto di difesa e aerei aumentano di 1% m/m (var. 3 m ann., +10,3%). Gli ordini inevasi di beni capitali al netto di aerei sono in aumento di 0,8% m/m. Il rapporto scorte/fatturato è stabile a 1,27. I dati, uniti ai buoni dati della componente ordini delle indagini ISM, sono positivi per la dinamica degli investimenti nel 4° trimestre.

FOMC: via libera al programma di acquisto di titoli federali

La riunione del FOMC si è conclusa con l’annuncio di un nuovo programma di acquisto titoli, di poco superiore a quanto atteso dal mercato, ma senza modifiche alla comunicazione riguardo al sentiero dei tassi. La Fed “intende acquistare altri 600 miliardi di Treasuries a più lungo termine entro il secondo trimestre del 2011”. Le aspettative di consenso erano per acquisti intorno a 500 miliardi di dollari.


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che:

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Comunicazioni importanti

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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