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Flash: La Grecia colloca 300 milioni di titoli semestrali

– Aste – La Grecia colloca 300 milioni di titoli semestrali; l’Austria riapre i titoli 3,5% 07/2015 e 3,9% 07/2020 per 1,1 miliardi; l’Olanda riapre il DSL 3,5% 07/2020 per 2,5-3,5 miliardi….


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Da seguire:

– Nessun dato di rilievo.

Ieri sui mercati

Forte pressione sui differenziali con il Bund, causata dalle crescenti preoccupazioni per la situazione irlandese. Le correlazioni spingono al rialzo anche lo spread Btp-Bund, arrivato a 160pb. L’euro risente delle tensioni: ieri è calato fino a 1,3885 e oggi ha ritoccato il minimo con il dollaro a 1,3838. L’Eonia ha chiuso a 0,37%, ma i tassi Euribor non sono calati: il tasso mensile è anzi salito a 0,85%.

Area Euro

Riguardo al meccanismo permanente di gestione delle crisi attualmente in discussione, Schäuble afferma che il processo di ristrutturazione si applicherebbe soltanto al nuovo debito, e che sarebbe introdotto nella formula di clausole nei prospetti delle emissioni sovrane. Anche Juncker, Presidente dell’Eurogruppo, ha parlato del meccanismo di gestione delle crisi. L’occasione è stata un’audizione alla commissione affari economici e monetari del Parlamento Europeo. Jucker è “molto restio a fissare regole ex ante le quali stabiliscano che la ristrutturazione del debito deve sempre essere effettuata con il coinvolgimento del settore privato”, anche se è favorevole al principio generale.

In Irlanda, il commissario europeo Rehn incontrerà partiti e parti sociali per incoraggiare la formazione di un consenso politico a sostegno del programma di risanamento fiscale, in un clima di crescente pessimismo sulla capacità del paese di risolvere la crisi finanziaria.

Germania. La produzione industriale è calata a sorpresa di -0,8% m/m a settembre (minimo da 17 mesi) dopo il balzo in avanti del mese di agosto (+1,5% m/m, dato rivisto al ribasso di due decimi). Su base annua l’output ha rallentato mantenendo comunque un tasso di crescita sostenuto, a 7,9% da 10,7% a/a (il picco era stato toccato a 13,7% a/a ad aprile e da allora è iniziato un trend di calo). In ogni caso, nonostante la flessione di settembre la crescita dell’output a luglio e agosto ha determinato una variazione positiva per il 3° trimestre (+1,6% t/t), anche se in rallentamento dal “boom” dei tre mesi precedenti (+5,6% t/t). Dal dettaglio emerge il calo nel settore manifatturiero (-0,9% m/m), che aveva gonfiato il dato di agosto. In particolare svaniscono gli incrementi del mese precedente nel settore dei beni intermedi (-2% da +1,7% m/m) e dei beni di consumo
(-0,6% da +0,7% m/m), mentre ha tenuto, dopo il balzo di agosto (+2,3% m/m), la produzione di beni capitali. Al di fuori del manifatturiero, da notare la crescita registrata sia dal comparto energetico (+1,2% da -1% m/m) che dalle costruzioni (+0,4% da -0,2% m/m), trainate dalle opere pubbliche (ingegneria civile +1,6% m/m). In generale, l’arretramento della produzione a settembre, specie se letto accanto al crollo degli ordini all’industria, evidenzia che persino nell’economia più dinamica dell’area euro l’attività industriale sta perdendo vigore. Tuttavia, l’output mantiene un ritmo di crescita più che buono ed è ancora presto per dichiarare la fine del ciclo, stante il permanere di un forte traino dalla domanda estera (nello stesso mese l’export è cresciuto del 3% m/m rispetto ad agosto e del 22,4% a/a rispetto a un anno prima).


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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