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Flash: La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti

- AMERICA 4

Da seguire: Area euro: – La seconda lettura dell’indice PMI manifatturiero per l’area euro dovrebbe confermare un lieve miglioramento del morale a ottobre, a 54,1 dal 53,7 di settembre. Dopo due mesi consecutivi di calo, l’indice…


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PMI manifatturiero italiano dovrebbe mostrare una crescita a 53,2 da 52,6. Negli ultimi mesi, l’indicatore sembra aver sottostimato l’andamento del settore manifatturiero, mentre i dati reali sull’industria si sono dimostrati più confortanti. La crescita dell’indice sarebbe coerente con il miglioramento del morale mostrato dall’indicatore dell’ISAE e dall’indice di fiducia nell’industria dell’indagine della Commissione Europea per l’Italia.

Stati Uniti

– Giornata elettorale (elezioni midterm).

I market mover della settimana

Settimana povera di dati per l’area euro. L’attenzione sarà concentrata sugli ordini all’industria in Germania, che dovrebbero crescere per il secondo mese consecutivo a settembre, trainati dalle commesse dall’estero. La seconda lettura dell’indice PMI area euro per il mese di ottobre potrebbe vedere una lieve revisione verso l’alto, confermando comunque il calo rispetto a settembre (ma il livello resta coerente con tassi di crescita del PIL in area 0,3/0,4% t/t). Il dato sulle vendite al dettaglio nell’Eurozona confermerà che la situazione dal lato dei consumi resta anemica (particolarmente nella più grande economia dell’area).

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. I dati di ottobre dovrebbero mostrare una stabilizzazione delle vendite di auto, una creazione positiva di occupati non agricoli e un tasso di disoccupazione invariato al 9,6%. Per gli eventi, il FOMC dovrebbe annunciare un nuovo programma di stimolo quantitativo e modificare il comunicato. Le elezioni midterm dovrebbero sancire una sconfitta dei democratici, con la probabile perdita del controllo alla Camera e una spaccatura vicina a 50-50 al Senato.

Ieri sui mercati

Persistono le nubi sugli emittenti periferici della zona euro: le notizie negative per il clima di fiducia vanno dalla ‘minaccia’ di elezioni anticipate in Grecia all’incertezza per la sostituzione dello EFSF con un altro meccanismo di gestione delle crisi dopo il 2013. L’unica buona nuova, importante, è l’accordo fra maggioranza e PSD in Portogallo sul budget 2011: il primo voto parlamentare è stato confermato per domani, 3 novembre. Ciò nonostante, anche il debito portoghese ha allargato da 348 a 371pb; spread più ampi anche per Spagna (177pb) e Italia (141pb). Cambio euro/dollaro poco volatile, con oscillazioni comprese fra 1,4011 e 1,386; bene la sterlina, favorita da dati macroeconomici migliori del previsto; debole il CHF, scambiato anche a 1,38 contro euro. Euribor stabile sulla scadenza mensile (0,847%) e trimestrale (1,046%) ed Eonia in calo a 0,683%. Rialzo dei tassi ufficiali in Australia (4,75%) e India (6,25%), il primo a sorpresa.

Area euro

Sulla base della stima preliminare per il mese di ottobre, l’inflazione nell’area euro ha accelerato all’1,9% dall’1,8% a/a. Il dato è coerente con una crescita dei prezzi al consumo di +0,4% m/m, incremento doppio rispetto al mese precedente.

A settembre il tasso di disoccupazione nell’area euro è salito al 10,1%, dopo essere restato fermo nei sei mesi precedenti al 10% (i dati da maggio ad agosto sono stati rivisti al ribasso di un decimo rispetto alla precedente stima). Continuiamo a ritenere che la disoccupazione potrà stabilizzarsi nei prossimi mesi.

Italia. Il tasso di disoccupazione su base destagionalizzata è tornato a crescere a settembre (per la prima volta dallo scorso mese di marzo), all’8,3% dopo che il dato di agosto è stato rivisto al ribasso all’8,1%. Rispetto al mese precedente gli occupati sono aumentati, ma a un ritmo inferiore a quello delle forze di lavoro (+35 mila vs +78 mila unità). La disoccupazione giovanile, in netto calo da aprile ad agosto, è tornata a crescere a 26,4% da 25,9% del mese precedente.

Italia. Sorprende verso l’alto l’inflazione: sulla misura nazionale i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,2% m/m a ottobre e l’inflazione ha accelerato a 1,7% a/a da 1,6% a/a. Sull’armonizzato i prezzi sono cresciuti di +0,7% m/m per un’accelerazione su base annua al 2% da 1,6% a/a. Nel mese i rincari non sono dovuti alle componenti più volatili (anzi si è registrato un lieve calo dei prezzi dell’energia) ma alle componenti core. Per i prossimi mesi stimiamo un’inflazione circa stabile all’1,7% a/a sulla misura nazionale e al 2% a/a sull’armonizzato.

Stati Uniti

L’ISM del settore manifatturiero a ottobre è salito a 56,9 da 54,4 di settembre (consenso: 54). In aumento gli indici di produzione (a 62,7 da 56,5, massimo da maggio), ordini a 58,9 da 51,1, sui livelli di giugno, ordini all’export a 60,5 da 54,5.

La spesa personale è aumentata dello 0,2% m/m, dopo due mesi di aumenti a +0,5% m/m. In termini reali i consumi crescono di 0,1% m/m (2,6% 3 m ann.). I redditi calano di 0,1% m/m, con salari e stipendi invariati e reddito disponibile in calo di 0,2% m/m. Il tasso di risparmio scende a 5,3% da 5,6%.

La spesa in costruzioni sorprende verso l’alto, con un aumento di 0,5% m/m (consenso: -0,5% m/m), ma il dato di settembre è rivisto verso il basso (da +0,4% m/m a -0,2% m/m).

La stima advance del PIL del 3° trimestre vede una crescita di 2% t/t ann., dopo 1,7% t/t ann. del 2° trimestre. Un elemento positivo dei dati viene dall’accelerazione della crescita dei consumi (a +2,6% t/t ann., da 2,2%). Gli investimenti fissi non residenziali aumentano del 9,7% t/t ann. Gli investimenti residenziali tornano a scendere, con -29,1% t/t ann., dopo +25,3% t/t ann., in seguito alla fine degli incentivi fiscali. Il commercio estero rallenta: le esportazioni crescono del 5% t/t ann. (dopo +9,1%), e le importazioni aumentano di 17,4% t/t ann. (dopo +33,5%). Il contributo delle esportazioni nette alla crescita rimane negativo (-0,8 pp), ma si riduce rispetto a -3,5 pp del 2° trimestre. Le scorte contribuiscono per 1,4 pp, dopo +0,8 nel 2° trimestre, dando il quinto contributo positivo consecutivo. La spesa pubblica aumenta di 3,4% t/t ann., con una dinamica sostenuta della componente federale (+8,8% t/t ann., diffusa sia alla difesa sia alle altre voci) a fronte di una modesta contrazione a livello locale e statale (-0,2% t/t ann.). Nell’insieme i dati sono misti. La dinamica della domanda finale domestica, a +2,5%, è una normalizzazione su ritmi attesi per i prossimi trimestri. Manteniamo la previsione di crescita compresa fra 2 e 2,5% nei prossimi 2-3 trimestri.

L’Employment Cost Index cresce dello 0,4% t/t nel 3° trimestre, dopo +0,5% t/t nel 2° trimestre. La dinamica del costo del lavoro rimane estremamente contenuta soprattutto per quanto riguarda la componente salariale (+1,5% a/a per l’indice complessivo, +1,6% a/a per il settore privato).

Il Chicago PMI a ottobre è rimasto circa stabile, salendo a 60,6 da 60,4 di settembre, contro attese per un calo a 58.

La rilevazione finale della fiducia delle famiglie dell’Univ. of Michigan registra un modesto calo a 67,7 da 67,9 della rilevazione preliminare. Le aspettative di inflazione a 1 anno salgono a 2,7% (da 2,6% preliminare e 2,2% di settembre), quelle a 5 anni aumentano a 2,8% da 2,7%, confermando che da lato delle famiglie le aspettative restano ben ancorate. Il clima di fiducia resterà fragile fino a quando non si sarà chiarito lo scenario per le imposte che in base alla legislazione vigente dovrebbero risalire sui livelli dell’era Clinton, a meno di un intervento da parte del Congresso.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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