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SPAGNA - SIVIGLIA

Flash: La Spagna colloca da 3 a 4 miliardi di Letras a tre e sei mesi.

Da seguire: Area Euro: – Secondo Reuters, in un documento dell’11 novembre scorso il governo tedesco ha proposto di formalizzare il possibile coinvolgimento degli investitori privati nella gestione di future crisi del debito mediante l’introduzione di Collective Action Clauses (CACs) nelle nuove emissioni di debito. …


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Da seguire:

Area Euro

– Aste. La Spagna colloca da 3 a 4 miliardi di Letras a tre e sei mesi.

– Germania. La crescita del PIL nel 3° trimestre è stata confermata in +0,7% t/t, in rallentamento rispetto all’eccezionale trimestre primaverile ma su ritmi ancora sostenuti. Il dettaglio mostra un contributo positivo di consumi privati (0,3%), investimenti fissi lordi (0,2%) ed esportazioni nette (0,3%), a fronte di un drenaggio di -0,3% dovuto alle scorte.

– Francia. L’indice INSEE di fiducia delle imprese manifatturiere è sorprendentemente calato da 102 a 100.

– La prima stima dell’indice PMI composito per l’area euro a novembre dovrebbe mostrare una crescita a 54,2 dopo la lieve correzione a 53,8 di ottobre. Il miglioramento del morale sarebbe dovuto a una crescita dell’indicatore sul manifatturiero (a 55,2 da 54,6) mentre l’indice per i servizi mostrerebbe un aumento più contenuto (a 53,6 da 53,3). Potrebbe risultare favorevole alla crescita dell’indice manifatturiero il deprezzamento dell’euro verificatosi nelle ultime settimane. Qualche rischio al ribasso su questa stima viene, invece, dalle preoccupazioni sul debito dei paesi periferici. L’indicatore PMI manifatturiero per la Germania potrebbe crescere ulteriormente, seppur in maniera contenuta a 56,9 da 56,6, mentre l’indicatore per i servizi potrebbe correggere lievemente a 55,8 da 56,0. L’indice per la Francia dovrebbe mostrare una leggera crescita sia della componente manifatturiero (a 55,4 da 55,2) che nei servizi (a 55,2 da 54,8).

– Italia. A novembre, la fiducia dei consumatori potrebbe rimanere circa stabile a 107,4 da 107,7 di ottobre (massimo degli ultimi cinque mesi). Il lieve ripiegamento di morale sarebbe dovuto al permanere delle preoccupazioni occupazionali e al basso livello di reddito disponibile. Ci aspettiamo nei prossimi mesi una stabilizzazione della fiducia attorno agli attuali livelli.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 3°trimestre dovrebbe registrare un aumento a 2,3% t/t ann. da 2% t/t ann. della prima stima. I dati dovrebbero veder effetti contrastanti dalle diverse componenti. Il principale contributo alla revisione verso l’alto della stima dovrebbe venire dal canale estero, con una revisione verso il basso del deficit reale dovuta soprattutto a una dinamica più contenuta delle importazioni. I consumi potrebbero essere rivisti verso l’alto, con una crescita portata a 2,7% t/t ann. da 2,6% t/t ann. della stima advance. Le scorte dovrebbero confermare l’ampio contributo alla crescita visto con la prima stima (+1,4pp), mentre le costruzioni residenziali e le strutture dovrebbero essere negative; la crescita della spesa pubblica dovrebbe restare positiva, circa in linea con il +3,4% t/t ann. della stima advance. I dati non dovrebbero modificare lo scenario di crescita moderata.

– Le vendite di case esistenti a ottobre sono previste in calo a 4,4 milioni di unità ann., da 4,5 milioni di settembre, quando si era registrato il secondo incremento consecutivo dai minimi della serie a 3,84 milioni di luglio. I contratti di compravendita a settembre sono scesi di 1,8% m/m dopo due aumenti mensili in media di 4,4% a luglio e agosto. Una parte consistente delle vendite di case esistenti è di immobili pignorati e l’incertezza sulla moratoria dei pignoramenti determinerà un rallentamento delle vendite di case fino a quando non sarà chiarita la politica delle banche.

– La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC del 3 novembre, con la revisione delle previsioni macroeconomiche estesa anche al 2013 (finora le previsioni arrivavano solo al 2012). Le previsioni saranno riviste verso il basso per crescita e inflazione e dovrebbero mostrare un’inflazione ancora al di sotto dell’intervallo coerente con la stabilità dei prezzi per tutto il 2011 e per il 2012, dando un segnale implicito di stabilità dei tassi di intervento per un periodo molto lungo. I verbali riporteranno almeno una parte della discussione che ha portato alla creazione del nuovo programma di acquisto di Treasury fino a 600 miliardi di dollari annunciato il 3 novembre, dando qualche informazione sulla diffusione del consenso nel Comitato: il messaggio dovrebbe comunque essere di consenso relativamente esteso. Ieri sui mercati

Ieri sui mercati

La finalizzazione del programma di sostegno all’Irlanda rimane incerta a causa del rischio di caduta del governo e mancato passaggio del budget 2011. L’euro tocca 1,3786 ma poi torna a scendere verso 1,35 dollari. In calo i rendimenti sulla curva tedesca. I differenziali con il Bund salgono nel caso di Grecia (+24pb), Irlanda (+8pb), Spagna (+8pb) e Italia (+1pb), mentre calano per il Portogallo (-14pb). Sulla curva irlandese, tuttavia, è da registrare un netto calo (-65pb) dello spread sulla scadenza biennale, potenzialmente coperta dal programma UE/FMI.

Area Euro

Irlanda. I Verdi hanno dichiarato che lasceranno l’esecutivo dopo la messa a punto del piano di salvataggio da parte di FMI/UE e l’approvazione del budget (prevista il 7 dicembre), chiedendo elezioni anticipate nella seconda metà di gennaio. Senza i Verdi il Governo è in minoranza avendo 76 seggi contro gli 85 dell’opposizione; inoltre, anche due indipendenti hanno ritirato l’appoggio al governo. Cowen sta facendo aperture ai partiti di opposizione al fine di persuaderli a lasciar passare il budget, ma secondo lo Irish Times Labour Party e Fine Gael sembrano ancora preferire la pericolosa opzione dello scioglimento immediato della Camera, e di una successiva ridefinizione il budget. Se il Parlamento venisse sciolto senza aver approvato la manovra 2011 i negoziati per il programma di sostegno rischierebbero di incepparsi. Il Regno Unito ha confermato la disponibilità a contribuire al programma con 7 miliardi di sterline, ai quali si aggiungeranno 10 miliardi di SEK dalla Svezia. Infine, nonostante l’aiuto finanziario in arrivo, Moody’s ha dichiarato probabile un downgrade di diversi “notch” sul debito irlandese (oggi Aa2).

La Banca Centrale Europea ha comunicato di aver acquistato titoli di Stato dell’area euro per 713 milioni di euro la scorsa settimana, in calo rispetto agli oltre un miliardo di euro di titoli acquistati la settimana precedente. Gli acquisti cumulati ammontano a 66 miliardi di euro. Come al solito la BCE non precisa lo Stato emittente dei titoli sovrani comprati ma, secondo le agenzie di stampe, gli acquisti delle ultime settimane si sarebbero concentrati sui bond irlandesi.

L’indicatore sulla fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea è cresciuto leggermente a -10 dopo essere rimasto fermo nei tre mesi precedenti a quota -11. L’indice tocca così un massimo dal dicembre 2007 e si colloca due punti al di sopra della sua media di lungo periodo (-12). Il dettaglio per paese, che verrà pubblicato il 29 novembre, potrebbe mostrare un miglioramento del morale nei paesi core (in particolare in Germania) mentre la fiducia dovrebbe restare in territorio fortemente negativo nei paesi periferici. L’attuale livello della fiducia è coerente con uno scenario di moderata ripresa dei consumi.

Stati Uniti

L’indice di attività della Fed di Chicago (Chicago Fed National Activity Index) a ottobre è salito a -0,28, da -0,52 di settembre. La media mobile a 3 mesi scende a -0,46 da -0,33 di settembre, confermando una crescita al di sotto del potenziale per il quinto mese consecutivo.

 



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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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