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Flash: La Spagna riapre il 4,85% 10/2020 e il 4,70% 07/2041; La Francia riapre 3 BTAN

Da seguire: – Inizia oggi la missione UE-BCE-FMI in Irlanda per definire modalità e dimensione dell’intervento di sostegno al Paese. La missione dovrebbe determinare la dimensione del fabbisogno finanziario delle banche e definire le condizioni per l’erogazione degli aiuti, e potrebbe durare un …


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paio di settimane. Come segnalato da Reynders e dal Commissario Rehn, in cambio dell’assistenza, la UE chiederebbe una ristrutturazione del sistema bancario. Secondo Irish Independent, però, il sempre più screditato Governo Cowen punterebbe ancora ad evitare l’attivazione del meccanismo europeo di assistenza, che implicherebbe un pesante livello di controllo sulla gestione della politica fiscale: la controproposta sarebbero delle emissioni statali garantite dalla UE utilizzate per finanziare le banche locali. L’inadeguatezza dell’intervento irlandese sul sistema bancario preoccupa la BCE, che è esposta per 130 miliardi di euro e vede le sue operazioni di mercato aperto utilizzate in modo improprio per sussidiare banche in crisi. Ancora ieri, il Ministro delle Finanze ha sostenuto che le banche non “hanno problemi di raccolta”. Lo Irish Times online cita “un anonimo diplomatico europeo” secondo il quale “Trichet era molto deluso e perfino adirato per il fatto che il Ministro [irlandese] non era disposto a richiedere immediatamente il sostegno finanziario”; la posizione della BCE sarebbe stata condivisa da Francia, Germania e da molti altri paesi. Il rischio di un intervento limitato alle sole banche è che poi nel 2011 si riveli necessario intervenire di nuovo per aiutare l’Irlanda a finanziare anche il fabbisogno del settore pubblico, che ammonterebbe comunque ad almeno 19,2 miliardi di euro, anche nell’ipotesi di perfetta implementazione delle misure correttive. Di che dimensione dovrà essere il programma? Le necessità finanziarie del Tesoro per i prossimi tre anni sono valutate in 63 miliardi, ipotizzando l’attuazione del piano di consolidamento; a queste bisognerebbe aggiungere misure di ricapitalizzazione (stimate variabilmente in 5-20 miliardi), più finanziamenti e/o garanzie alle banche, la cui dimensione dipenderà anche dal livello di coinvolgimento degli attuali detentori di obbligazioni e crediti.

– Aste – La Spagna riapre il 4,85% 10/2020 e il 4,70% 07/2041 per complessivi 3,0-4,0 miliardi. Le aste spagnole rivestono un particolare interesse: dando per scontato che Irlanda e Portogallo potrebbero essere assistite dalla UE senza soverchie difficoltà, non si può escludere che la speculazione si sposti poi su bersagli più grossi. Sarà quindi importante che il sistema dimostri resilienza. La Francia riapre 3 BTAN con scadenze comprese fra il 2013 e il 2015 per 7,0-8,0 miliardi, più gli OATei 1,1% 07/2022 e 1,8% 07/2040 per 1,1-1,6 miliardi.

Stati Uniti

–  L’indice della Philadelphia Fed a novembre è previsto in aumento a 8 da 1 di ottobre, con un ritorno sui livelli di fine 2° trimestre. Le indicazioni dell’indagine di ottobre erano state di miglioramento, ma meno ampio rispetto a quanto visto con l’Empire, sia per l’indice di attività, sia per il resto dell’indagine. I nuovi ordini erano migliorati, ma erano ancora negativi (a -5 da -8,1), le consegne erano appena positive (a 1,4 da -7,1). Le aspettative a 6 mesi erano salite in misura più ampia, tornando sui livelli di giugno.

Ieri sui mercati

In condizioni di mercato molto difficili per l’incertezza legata alla crisi irlandese, il Portogallo ha collocato 750 mld di BT annuali con rendimenti di 4,81%, ben 115pb sopra il risultato dell’asta del 3/11 scorso. Rispetto a ieri, i differenziali con la Germania si sono stretti per Irlanda e Portogallo, ma si sono allargati sul debito di Grecia (+2pb a 918), Spagna (+5pb a 205) e Italia (+2pb a 156). L’euro si rafforza fino a 1,36; dollaro in calo anche contro sterlina. Rendimenti in rialzo sul T-Note, in marginale calo sul Bund. Nuova flessione dei tassi Euribor: 3 mesi a 1,044%, 1 mese a 0,84%. I verbali dell’ultima riunione di politica monetaria mostrano una Bank of England spaccata in tre sulla direzione della politica monetaria, ma non c’è più alcuna menzione del gruppetto di membri che prospettava la possibile necessità di ulteriori stimoli: anche Posen, come Sentance, appare ora isolato nella sua posizione di dissenso.

Stati Uniti

Il CPI a ottobre aumenta di 0,2% m/m, 1,2% a/a (consenso: 0,3% m/m), l’indice core è invariato su base mensile, +0,6% a/a. L’energia aumenta di 2,6% m/m, con un incremento dei carburanti di 4,4% m/m. Gli alimentari aumentano di solo 0,1% m/m: Nei prossimi mesi, però, una parte degli aumenti dei prezzi delle commodities alimentari dovrebbe trasferirsi lungo la catena distributiva. I servizi crescono di 0,1% m/m, una variazione uguale a quella dell’aggregato dei servizi al netto dell’energia. Un punto rilevante riguarda l’abitazione: il prezzo dell’abitazione al netto dell’energia e di altri costi di gestione (“shelter”) aumenta di 0,1% m/m, con un incremento di uguale ammontare per affitti e affitti figurativi, mentre la voce più volatile “lodging away from home” vede un calo di -1% m/m. Sulla moderazione dell’indice core pesano però tutte le voci discrezionali. Il calo dei prezzi delle voci di spesa discrezionale segnala la mancanza di pricing power delle aziende, ma per ora non sembra indicativa di una spirale avversa prezzi in calo o in aumento molto contenuto/dilazione della spesa, visto che proprio per queste voci la domanda a ottobre è stata particolarmente forte. Le indicazioni del CPI fanno salire la stima della spesa reale per consumi, alla luce dell’aumento sostenuto delle vendite al dettaglio di ottobre.

I cantieri a ottobre scendono più del previsto, con un calo di 11,7% m/m a 519 mila da 588 mila (rivisto da 610 mila) di settembre. Il calo è più marcato per le unità multi-familiari (-43,5% m/m); le unità mono-familiari scendono di -1,1% m/m, dopo due mesi in miglioramento. Le licenze aumentano di 0,5% m/m a 550 mila da 547 mila di settembre, dopo il calo di 4,2% m/m precedente. Le licenze sono in aumento per le case uni-familiari (+1% m/m).



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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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