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Flash: La stima flash del PMI manifatturiero dell’Eurozona a febbraio dovrebbe mostrare che la graduale ripresa prosegue

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Deludente l’andamento del PMI manifatturiero cinese HSBC, sceso da 49,5 a 48,3; male soprattutto la componente ordini (48,1), ma anche l’indice della produzione è sceso a 49,2 (-1,6 punti)……


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L’andamento sembra più trainato dalla domanda interna che da quella estera, e da questo punto di vista è coerente con la politica di raffreddamento del credito adottata dalle autorità cinesi.

Area euro

Germania. I prezzi alla produzione sono calati di -0,1% m/m, abbassando la variazione tendenziale a -1,1% a/a. Il rallentamento è spinto dal calo dei prezzi dei beni intermedi non energetici e dai beni energetici. I PMI segnalano una probabile stabilizzazione nei prossimi mesi.

La stima flash del PMI manifatturiero dell’Eurozona a febbraio dovrebbe mostrare che la graduale ripresa prosegue: l’indice potrebbe salire a 54,5 da 54,0 di gennaio, anche se ci attendiamo che permangano ampie differenze all’interno dell’area, con la Germania che potrebbe salire a 56,9 da 56,5 di gennaio, mentre l’indice francese potrebbe avvicinarsi al livello soglia di 50 da 49,3 del mese scorso. Anche l’indice PMI servizi nell’Eurozona è atteso avanzare, stimiamo a 51,9 da 51,6. Infine l’indice composito potrebbe salire a 53,4 da 52,9 di gennaio.

La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Eurozona di febbraio potrebbe segnare un nuovo marginale miglioramento a -11,5 da -11,7 proseguendo il trend positivo degli ultimi 12 mesi. La fiducia delle famiglie a dicembre scorso ha superato marginalmente la media di lungo termine, tuttavia non vediamo elementi che possano spingere significativamente verso l’alto il morale al di sopra dei livelli più recenti.

Stati Uniti

Il CPI a gennaio è previsto in aumento di 0,1% m/m; l’indice core dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m. La stagionalità dovrebbe determinare un marginale contributo negativo della benzina alla variazione mensile dell’indice headline. L’indice core rimane su un sentiero molto graduale, fra 0,1% e 0,2% m/m; gli affitti restano in accelerazione e continueranno a determinare variazioni della componente abitazione ex-energia più rapide della media. C’è incertezza sugli effetti della riforma sanitaria sulla componente sanità dell’indice dei prezzi. A gennaio diversi Stati attuano aumenti delle aliquote delle imposte sulle vendite. Il quadro dell’inflazione rimane di crescita dei prezzi sotto il 2% nel 2014-15, ma non ci sono rischi di eccessiva disinflazione.

L’indice della Philadelphia Fed a febbraio è atteso in calo a 7 da 9,4 di gennaio. Lo spaccato dell’indagine a gennaio era debole con una correzione degli ordini a 5,1 da 12,9. Il clima nella regione dell’indagine è stato particolarmente avverso a gennaio, ma anche nelle prime settimane di febbraio le condizioni climatiche sono state negative. Ci aspettiamo un trend in ripresa degli indici del settore manifatturiero nei prossimi mesi, la correzione riteniamo sia un fattore transitorio.

Ieri sui mercati

Dopo due giorni molto positivi, ieri i mercati periferici europei hanno registrato un primo modesto movimento correttivo. I rendimenti dei BTP sono rimbalzati da 1 a 3pb, a fronte di marginali flessioni di quelli sul debito tedesco. Contrastati gli indici azionari europei, mentre quelli americani hanno chiuso in ribasso. Molto negativo l’andamento odierno del Nikkei, che paga la sorpresa negativa giunta dal PMI cinese.

Sui mercati valutari, l’euro ha registrato oscillazioni di scarso rilievo rispetto al dollaro (1,3729-1,3769); lo yen ha riassorbito per intero il movimento post-BoJ, ritornando questa notte in area 101. Il peggioramento della crisi ucraina ha indebolito il rublo russo, che ha ritoccato i minimi contro dollaro a 35,77. In generale, la maggiore incertezza rinvia a tempi migliori lo scenario di arretramento di yen e franco svizzero.

Area euro

Italia. Il presidente del consiglio incaricato Matteo Renzi, parlando ai giornalisti dopo le consultazioni con i principali partiti, ha confermato che ci sono le condizioni per formare un nuovo esecutivo. Renzi conta di completare la redazione del programma di Governo entro un paio di giorni, in modo da salire sabato al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare a Napolitano la lista dei Ministri. Da lunedì sera in poi sarà in calendario il voto sulla fiducia, prima in Senato e poi alla Camera. Circa i temi che entreranno nell’agenda di Governo, Renzi ha aggiunto per la prima volta (dopo le riforme istituzionali, il lavoro, la pubblica amministrazione e il fisco, da completare, nelle sue intenzioni, entro giugno) la giustizia (in calendario a luglio). Renzi ha confermato che la maggioranza sarà la stessa su cui si poggiava il precedente governo Letta.

Stati Uniti

Il PPI a gennaio (aggiornato secondo la nuova definizione che include ora anche i servizi e costruzioni, che pesano per il 63,6% sul totale, rispetto ai prodotti manufatti che incidono solo per il 34,4%) è salito più delle attese di 0,2% m/m da 0,1% m/m di dicembre (1,2% a/a da 1,1% a/a di dicembre) guidato principalmente dagli aumenti negli alimentari e nei prodotti farmaceutici. Anche l’indice al netto di energia e alimentari cresce nel mese di 0,2% m/m, più delle attese, dopo aver stagnato a dicembre (1,3% a/a da 1,2% a/a di dicembre). Nel complesso la lettura dei prezzi alla produzione di gennaio conferma la sostanziale assenza di pressioni inflazionistiche di medio termine sulla catena produttiva. Riteniamo che i dati relativi ai beni intermedi core continueranno a segnalare assenza di pressioni inflazionistiche. 

Il ritmo di creazione di nuovi cantieri a gennaio è diminuito più delle attese a 880 mila da 1,05 milioni di dicembre (rivisto al rialzo da 999 mila). Le stime di consenso si attendevano una diminuzione a circa 950mila, maggior calo da febbraio 2011. Il brusco calo è stato probabilmente causato dal freddo eccezionale dell’inverno che quindi ha pesato più del previsto. Anche le licenze sono scese oltre le attese a 937 mila da 991 mila (riviste al rialzo da 986 mila), comunque il dato di gennaio dovrebbe confermare che è in atto un graduale trend verso l’alto delle costruzioni residenziali al netto delle contingenze meteorologiche.

I verbali della riunione del FOMC di gennaio confermano che il tema della determinazione dei tassi e la gestione delle aspettative è il focus della banca centrale, mentre il tapering è una parte ormai marginale della politica monetaria. Per ora non appare un consenso relativo a un’anticipazione del primo rialzo. C’è accordo sul fatto che, con il tasso di disoccupazione vicino al 6,5%, “presto sarà appropriato per il Comitato modificare la forward guidance in modo da fornire informazioni sulle proprie decisioni riguardo al tasso sui federal funds dopo che la soglia è stata varcata”, ma le opinioni divergono sulle modalità. Sul tapering, la discussione riporta un consenso per un sentiero di riduzioni di 10 mld a riunione.


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