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Flash: L’Italia colloca oggi il nuovo BTP 3% 11/2015

Secondo Reuters oggi i ministri delle finanze di Germania, Francia e Regno Unito potrebbero formulare una dichiarazione congiunta sulla crisi irlandese, preannunciata come “possibile” dal portavoce del governo tedesco…..


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– Sono in calendario le stime preliminari sul PIL nel 3° trimestre in Germania, Francia, Italia e nell’intera area euro. La stima per l’area euro dovrebbe mostrare una crescita di 0,3% t/t nel 3° trimestre (con qualche rischio verso l’alto), dopo il +1% t/t del trimestre primaverile. Tra i principali paesi dell’area euro, la crescita più sostenuta dovrebbe verificarsi in Germania che, pur rallentando rispetto a +2,3% t/t del 2° trimestre, ha messo a segno un +0,7% t/t. La crescita del PIL è rimasta sostenuta in Francia (+0,4% t/t, da 0,7% t/t): aumenta da 0,4 a 0,5 punti il contributo della domanda finale interna, ma si dimezza quello delle scorte (0,3) e cresce il drenaggio dovuto alle esportazioni nette (da -0,4 a -0,5 punti). In Italia si attende un rallentamento a 0,4% t/t da 0,5% t/t, in ragione di un contributo meno brillante di esportazioni nette e di una dinamica stagnante dei consumi, specie di beni durevoli. Non è da escludere una contrazione per alcuni Paesi periferici.
– La produzione industriale nell’area euro potrebbe calare di -0,8% m/m a settembre dopo che ad agosto era cresciuta di +1,1% m/m (dato rivisto a rialzo di un decimo). Il dato sarebbe coerente con una crescita su base trimestrale di 0,8% t/t da +2,3% t/t registrato nel trimestre primaverile. Sull’anno, l’output rallenterebbe a 6,9% da 8,4% a/a corretto per i giorni lavorativi e a 5,4% da 8% a/a grezzo. Sul dato pesa in particolare il calo della produzione industriale nel mese di settembre in Germania (-0,8% m/m) e in Italia (-2,1% m/m).
– Aste – L’Italia colloca oggi il nuovo BTP 3% 11/2015 (obiettivo 3,5-4,5 miliardi) e riapre sia il BTP 4,5% 03/2026, sia il BTP 5% 08/2034 rispettivamente per 1,5-2,25 miliardi e per 0,75-1,5 miliardi.

Ieri sui mercati
Non rallenta il panico sul debito pubblico della periferia europea: l’Irlanda allarga a 682pb, il Portogallo a 493, la Grecia a 932; ricadute anche su Spagna (223pb, +17) e Italia (175pb, +14).
Il Cancelliere tedesco Merkel difende la propria posizione sul meccanismo permanente di gestione delle crisi, sostenendo che “non possiamo spiegare ai nostri elettori e ai nostri cittadini perché il contribuente deve sopportare il costo di certi rischi e non quella gente che ha molto guadagnato nell’assumerli”. Secondo il Primo Ministro irlandese, tuttavia, le dichiarazioni tedesche “hanno avuto conseguenze impreviste” nel mettere in discussione la volontà di rimborsare il debito. Il Ministro delle Finanze del Portogallo ha sollecitato le istituzioni europee a chiarire il funzionamento del meccanismo “con la massima urgenza”.
Il G20 ha incaricato i ministri delle finanze di mettere a punto le linee guida per identificare gli squilibri che richiedano azioni tempestive da adottare. La questione sarà riesaminata nel 1° semestre 2011.
Eonia elevato, a 0,798%, con tassi Euribor sostanzialmente stabili (3 mesi: 1,05%, 1 mese: 0,852%).

Area Euro
Spagna. La stima preliminare sul PIL nel 3° trimestre ha mostrato una stagnazione dell’attività economica dopo due trimestri di lieve crescita (+0,2% t/t nel 2° trimestre e +0,1% t/t nel 1° trimestre). La variazione annua è tornata in positivo per la prima volta da due anni, a +0,2% da -0,1% a/a. La crescita spagnola rimane comunque molto inferiore a quella degli altri grandi Paesi (Germania 3,7%, Francia 1,9%, Italia 1,2% a/a nel 2° trimestre), e l’avvio del percorso di correzione fiscale peserà sul ciclo anche nei prossimi anni.
Non sono emerse particolari novità dal bollettino BCE di novembre: la ripresa prosegue (ma ”permangono preoccupazioni in merito alle rinnovate tensioni nei mercati finanziari”) e l’inflazione resta contenuta. La Survey of Professional Forecasters ha visto una revisione verso l’alto delle stime di crescita (ma solo per il 2010, da 1,1% a 1,6%, mentre il 2011 vede una revisione al rialzo di appena un decimo, a 1,5%) e una sostanziale conferma delle proiezioni sull’inflazione (all’1,5% sia per il 2010 che per il 2011); le prime stime per il 2011 vedono un PIL all’1,7% e un CPI all’1,6%. Lieve limatura al ribasso per le aspettative inflazionistiche di lungo termine (5 anni), all’1,9% dal 2% precedente, che si confermano “ancorate” al target BCE.
Rivista lievemente al ribasso la stima sulla disoccupazione l’anno prossimo: è stimata in calo al 10%, mentre era vista salire al 10,2% tre mesi fa; il calo dovrebbe continuare poi nel 2012, sino al 9,6%. Circa le proposte di riforma del Patto di Stabilità, la BCE ripete quanto dichiarato da Trichet la settimana scorsa e cioè che ”non bastano ad assicurare quel salto di qualità che esso chiede per la governance economica dell’Unione monetaria”: la BCE nutre timori sul fatto che nell’attuazione della sorveglianza delle finanze pubbliche non vi sia sufficiente automaticità, che la regola sulla riduzione del rapporto debito /PIL non sia precisata e che le sanzioni finanziarie non siano state espressamente confermate nella procedura di sorveglianza macroeconomica.
Secondo Stark (membro del comitato esecutivo BCE), la Banca centrale è ancora nella fase di ritiro delle misure di sostegno, che saranno mantenute soltanto per il tempo necessario. La politica monetaria è diventata “ancora più accomodante negli ultimi trimestri” con la stabilizzazione dell’economia.

Stati Uniti
La Fed di New York ha annunciato il programma di acquisto di Treasuries da attuare fra il 12 novembre e il 9 dicembre. Gli acquisti saranno pari a 105 miliardi di dollari, di cui 75 miliardi come parte del nuovo programma di 600 miliardi annunciato il 3 novembre, 30 miliardi come reinvestimento dei rimborsi di MBS e titoli delle agenzie attesi nel prossimo mese.

Le scadenze dei titoli da acquistare sono comprese fra 2 e 30 anni

I presidenti della Commissione bipartisan per la riduzione del deficit di lungo termine, istituita un anno fa dal Presidente Obama, hanno diffuso un documento di proposte da sottoporre alla Commissione. Il 1° dicembre la Commissione dovrebbe presentare un piano di riduzione del deficit. Le proposte dei co-presidenti mirano a stabilizzare e poi ridurre il debito federale, con interventi che dovrebbero iniziare dal 2012. Il piano si articolerebbe su un mix di tagli di spesa e riforma del sistema tributario che allarghi la base imponibile per permettere riduzioni delle aliquote. L’obiettivo sarebbe quello di contenere spesa e entrate al 21% del PIL. Oltre a stabilizzare il debito, la Commissione mira a rendere solvibile il sistema previdenziale per i prossimi 75 anni. Le proposte ridurrebbero il deficit cumulato di circa 4 trilioni di dollari entro il 2020, portandolo al 2,2% del PIL nel 2015 e stabilizzando il debito/PIL entro il 2014. Il sentiero del debito/PIL sarebbe in calo al 60% entro il 2024 e al 40% entro il 2037.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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