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Flash: L’Italia ha collocato 7,25 miliardi di titoli a medio e lungo termine

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Da seguire: Area euro: A settembre il tasso di disoccupazione nell’area euro potrebbe essere calato al 10% dopo tre mesi consecutivi al 10,1% (massimo da oltre 12 anni). È, infatti, solo questione di tempo prima che la ripresa …


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del ciclo avviata oltre un anno fa si traduca in un miglioramento anche per il mercato del lavoro. Peraltro, permangono forti divergenze tra i vari paesi dell’area euro: non è da escludere un’ulteriore salita della disoccupazione nei paesi periferici.

Sulla base della stima preliminare, l’inflazione nell’area euro potrebbe rimanere ferma all’1,8% a/a a ottobre. Il dato sarebbe coerente con una crescita dei prezzi al consumo di 0,2% m/m, come nel mese precedente. L’inflazione core dovrebbe rallentare a 0,9% a/a, da 1,0% a/a. Già a partire dal mese di novembre il CPI potrebbe tornare a calare, anche grazie alla minor inflazione importata derivante dal recente apprezzamento del cambio. Un punto di minimo potrebbe essere toccato a inizio primavera all’1,2% a/a.

Italia. Il tasso di disoccupazione mensile su base destagionalizzata è visto stabile all’8,2% a settembre. La maggiore flessibilità del mercato del lavoro italiano rispetto al passato potrebbe aver accorciato il lag temporale con cui i miglioramenti del ciclo si riflettono sull’occupazione. Il numero di disoccupati e cassa integrati resta elevato, ma il miglioramento delle intenzioni di assunzione delle imprese lascia presagire che il peggio per l’occupazione sia ormai alle spalle.

Italia. A ottobre i prezzi al consumo sulla misura nazionale sono visti in crescita di 0,1% m/m, da un precedente -0,2% m/m e l’inflazione dovrebbe restare ferma a 1,6% a/a. Sull’armonizzato, i prezzi dovrebbero rallentare a 0,4% m/m, da un precedente 0,6% m/m. La variazione annua accelererebbe a 1,7% a/a, da 1,6% a/a sull’armonizzato. Per i prossimi mesi e fino a metà 2011 vediamo un’inflazione stabile sia sulla misura nazionale, che sull’armonizzato.

Stati Uniti

La crescita del PIL nel 3° trimestre dovrebbe accelerare al 2,3% t/t ann., dall’1,7% t/t ann. del 2° trimestre. Rispetto alle previsioni di un mese fa, ci sono state informazioni nuove con effetti contrastanti sulla stima. Il primo punto da notare è la crescita dei consumi che dovrebbe essere più sostenuta dell’1,9% t/t ann. inizialmente stimato nel nostro scenario e del 2,2% del 1° trimestre: sulla base di dati positivi per le vendite al dettaglio di agosto e settembre, i consumi dovrebbero accelerare a +2,5% t/t ann. Anche le scorte sono state più sostenute di quanto inizialmente previsto, con un probabile contributo positivo vicino a 1pp. Invece i dati di bilancia commerciale hanno evidenziato un deficit maggiore di quanto atteso, con l’implicazione di un probabile contributo negativo del commercio estero alla crescita complessiva, meno ampio di -3,5pp visto nel 1° trimestre, ma nell’ordine di circa -0,8-1pp. Infine, dal lato degli investimenti fissi delle imprese, la crescita dovrebbe rallentare rispetto al +17,2% t/t ann., ma rimanere soddisfacente, vicina al 7% t/t ann.; al contrario, gli investimenti residenziali, alla luce dei dati molto negativi dei cantieri, dovrebbero segnare una contrazione a due cifre dopo il +25,6% t/t ann. del 1° trimestre. Il punto centrale che dovrebbe emergere è la riaccelerazione dei consumi, anche se il sentiero della spesa delle famiglie rimane frenato dal mercato del lavoro e dall’incertezza sulla politica fiscale.

Il Chicago PMI a ottobre è previsto in calo a 58 da 60,4 di settembre. A settembre l’indagine era stata positiva, con un rialzo di 3,7 punti e un miglioramento di quasi tutte le componenti tranne l’occupazione. La previsione per ottobre riporterebbe l’indice sulla media da inizio anno, più compatibile con le indicazioni delle altre indagini e dei dati di attività.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’University of Michigan a ottobre (finale) dovrebbe stabilizzarsi vicino al livello del dato preliminare, salendo a 68 da 67,9, e mantenendosi nell’intervallo compreso fra 67 e 69 in cui l’indice è rimasto da maggio 2010. La fiducia delle famiglie rimane frenata dalla situazione negativa del mercato del lavoro e dall’incertezza sulle prospettive per le imposte, che verranno affrontate in Congresso solo dopo le elezioni mid-term di inizio novembre.

Ieri sui mercati

L’Italia ha collocato 7,25 miliardi di titoli a medio e lungo termine, fra cui 4 miliardi del BTP 2,25% 11/2013. Movimenti dei rendimenti modesti. Riallargano ancora Grecia, Portogallo e Irlanda, penalizzati dal flusso di notizie negativo della settimana e dalle incertezze sulle manovre correttive per il 2011: spread decennali a 428pb per lrlanda, 344pb per il Portogallo, 797pb per la Grecia. Italia in controtendenza. Bund future (128,79) pressoché invariato rispetto all’apertura. L’Eonia è rimasto sostenuto, a 0,785%; Euribor 3 mesi a 1,045%, 1 mese stabile a 0,847%. Da segnalare, infine, il forte rimbalzo dell’euro sul dollaro da 1,376 a 1,3931, assistito dai buoni dati macroeconomici usciti; dollaro in flessione anche contro yen, calato fino a un minimo di 80,55.

Area euro

Italia. Le retribuzioni contrattuali sono cresciute di 0,3% m/m a settembre, dopo la stabilità del mese precedente; il tasso di crescita annuo ha rallentato da 2,2% a 1,7% a/a, toccando il minimo dall’ottobre 2007. Il livello ancora elevato della disoccupazione, assieme alle misure di austerity per il settore pubblico, continueranno ancora per diversi mesi ad esercitare spinte al ribasso sui salari.

L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è salito ben oltre le attese di consenso da 103,2 a 104,1 a ottobre. Si tratta del quinto aumento consecutivo dell’indice che tocca così il massimo dal dicembre 2007. Il morale è migliorato per le imprese operanti nell’industria (a 0 da -2) e nelle costruzioni (a -25 da -26). Dal dettaglio per paese si nota che la fiducia è cresciuta ancora nei paesi core mentre il morale si è deteriorato ulteriormente nei paesi periferici. Il livello dell’indice è coerente con il mantenimento di una crescita annua attorno al 2%.

Il Consiglio Europeo ha ratificato le conclusioni della Task Force sulla governance economica dell’Unione, spianando la strada alla conversione in regolamenti delle proposte di revisione al patto di stabilità. Il Consiglio ha anche raccomandato la costituzione di un “meccanismo permanente per la gestione delle crisi” in sostituzione dello EFSF, che scade nel 2013.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione sono scesi a 434 mila nella settimana conclusa il 23 ottobre, da 455 mila nella settimana precedente, toccando il minimo degli ultimi tre mesi. Secondo il Labor Department i dati potrebbero risentire di difficoltà nella destagionalizzazione relativa alle festività di Columbus Day e di Labor Day delle settimane precedenti.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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