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Flash: Nell’area euro le indagini di fiducia relative al mese di novembre dovrebbero confermare la buona impostazione del morale

Da seguire: Area Euro: – A novembre, l’indicatore sulla fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea potrebbe crescere leggermente a -10 dopo essere rimasto fermo negli ultimi tre mesi a quota -11. L’indice si …


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collocherebbe a un livello leggermente superiore alla sua media storica calcolata dal 1990 (-12). Potrebbe aumentare ancora il divario tra la fiducia dei consumatori nei paesi core, in fase di recupero da oltre un anno e mezzo, e nei Paesi periferici, dove il morale è visto deteriorarsi ulteriormente.

I market mover della settimana

Nell’area euro le indagini di fiducia relative al mese di novembre (PMI, INSEE ed IFO) dovrebbero confermare la buona impostazione del morale. In Italia, gli indici di fiducia delle imprese e dei consumatori potrebbero evidenziare una lieve correzione, ma il morale rimarrebbe su livelli storicamente elevati. I prezzi al consumo in Germania sono visti in leggera crescita pur confermando che la dinamica inflazionistica è sotto controllo. Il tasso di crescita annua di M3 è visto in lieve salita nel mese di ottobre.

La settimana ha diversi dati in pubblicazione negli Stati Uniti. L’evento di maggior rilievo sarà però la pubblicazione dei verbali del FOMC di novembre, con la revisione delle previsioni macroeconomiche. La stima del PIL del 3° trimestre dovrebbe essere rivista verso l’alto. I dati di ottobre dovrebbero mostrare vendite di case nuove ed esistenti poco variate, ordini di beni durevoli in aumento, spesa e reddito delle famiglie in crescita.


Venerdì sui mercati

L’Irlanda ha capitolato: domenica il governo ha fatto domanda per un pacchetto di sostegno finanziario, il cui ammontare e le cui condizioni sono ora in fase di negoziazione. Secondo la stampa internazionale il pacchetto sarebbe di circa 80-90 miliardi di euro: una parte consistente del pacchetto sarebbe da utilizzare per la ricapitalizzazione del sistema bancario. Il governo aveva già annunciato infusione di capitale alle banche per almeno 50 miliardi di euro (circa un terzo del PIL irlandese), che però potrebbero non essere sufficienti. Ieri, il ministro delle finanze ha detto che il sistema bancario è diventato “un problema troppo grande per il paese”. Secondo il ministro delle finanze, l’aiuto internazionale permetterebbe al governo di finanziare il deficit, creando anche un fondo “stand-by” a cui le banche potrebbero attingere per far fronte a eventuali ulteriori perdite. Non è ancora chiaro quale sarà la struttura del sostegno finanziario che potrebbe provenire oltre che dai fondi europei e del FMI, anche da prestiti da parte dell’Inghilterra e forse anche della Svezia. Nella prima settimana di dicembre ci sarà la presentazione del piano quadriennale, che potrebbe risentire delle eventuali condizioni imposte per i prestiti: fra queste potrebbe esserci la richiesta di aumento delle aliquote sul reddito delle imprese, che finora hanno rappresentato una pietra miliare della finanza pubblica irlandese. Il pacchetto richiederà diversi giorni per essere messo a punto anche se durante la settimana potrebbero essere diffusi alcuni punti del programma di sostegno.  

L’euro ha tirato un sospiro di sollievo dopo la richiesta irlandese per il pacchetto di sostegno, salendo sopra 1,37 (1,3773), mentre lo yen è rimasto vicino a 83,40, come venerdì. I mercati azionari venerdì avevano chiuso in rialzo negli Stati Uniti, ma in calo in Europa. I mercati obbligazionari questa mattina aprono con rendimenti sul Bund in aumento di 1pb (a 2,71%) rispetto alla chiusura di venerdì in calo. Nei prossimi giorni i mercati seguiranno gli sviluppi del piano irlandese, con probabile riduzione dei premi al rischio sul debito dell’Irlanda.

Area Euro

Weber (BCE) ha dichiarato che gli acquisti di titoli governativi da parte della Banca Centrale sono una misura transitoria, che è auspicabile finisca quanto prima. Stark ha aggiunto che una politica credibile da parte delle banche centrali deve proibire la monetizzazione dei debiti pubblici, e la crisi finanziaria ”non ha affatto fatto venire meno questo principio”.

Italia. Gli ordini all’industria sono calati di -1,2% m/m a settembre dopo il “boom” di +6,8% m/m di agosto (lievemente rivisto al ribasso dalla precedente stima). La contrazione su base mensile è stata più contenuta rispetto alle attese di consenso che vedevano un calo di -2,0% m/m. Il fatturato industriale è calato di 0,3% m/m a settembre dopo il +2,6% m/m di agosto, rallentando su base trimestrale a +2,0% t/t da +3,3% t/t.





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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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