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Flash: Offerta a breve termine in Germania, Francia eSlovacchia

Da seguire: – Aste – Offerta a breve termine in Germania (3 miliardi di BuBills annuali), Francia (8 miliardi di BTF a 3, 6 e 12 mesi), Belgio (1,8-2,8 miliardi), Slovacchia….


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Stati Uniti

– Le vendite di case esistenti a settembre sono previste in aumento a 4,2 milioni di unità ann. da 4,13 milioni di agosto e da un minimo storico di 3,84 milioni di luglio. I contratti di compravendita (“pending home sales”) sono aumentati ad agosto del 4,3% m/m, dopo il +4,5% m/m di luglio. Questo indicatore, insieme ai livelli straordinariamente bassi delle vendite, sostiene la previsione di aumento delle vendite di case esistenti a settembre. Il recente blocco dei pignoramenti esteso a molte banche grandi e sostenuto ormai in diversi stati limiterà nei prossimi mesi/trimestri l’ingresso sul mercato di case pignorate, frenando eventuali incrementi dello stock di case invendute (sceso a 11,6 dal picco di 12,5 di luglio). La dinamica delle vendite rimarrà comunque debole, frenata dall’impatto dell’elevato tasso di disoccupazione sulla formazione di nuove unità familiari: al 1° trimestre del 2010, le nuove unità familiari erano in aumento di solo lo 0,3% a/a, contro un aumento medio dell’1,3% nei 30 anni precedenti, e del 2,2% fra il 1950 e il 1980.

I market mover della settimana

Nell’area euro si conclude la tornata delle indagini di fiducia relative al mese di ottobre. Indice della Commissione e ISAE potrebbero stabilizzasi su livelli piuttosto elevati. I dati sul CPI per Germania, Italia e area euro nel complesso confermeranno che la dinamica inflazionistica è sotto controllo. I dati sul mercato del lavoro potrebbero mostrare un’ulteriore discesa nel tasso di disoccupazione tedesco e una stabilizzazione in Italia e nell’intera area euro.

Negli Stati Uniti i dati dovrebbero essere in linea con crescita modesta ma positiva. A settembre, le vendite di case (nuove ed esistenti) dovrebbero riprendersi dai minimi recenti; gli ordini di beni durevoli sono previsti in aumento moderato. La crescita del PIL del 3° trimestre dovrebbe riaccelerare. Per il Chicago PMI è prevista una modesta correzione a ottobre.

Venerdì sui mercati

Il G20 finanziario ha raggiunto un accordo di principio sugli orientamenti di politica economica finalizzati a contenere gli squilibri internazionali, ma senza alcun obiettivo intermedio specifico e senza alcuna indicazione di misure concrete. La presenza di squilibri persistenti farebbe scattare un’analisi delle cause, con l’assistenza del FMI: a prima vista, non appare affatto una rivoluzione nei meccanismi di coordinamento delle politiche economiche. Nella lista dei buoni propositi non manca quasi nulla: il G20 si impegna a resistere a tutte le forme di protezionismo; i paesi avanzati adotteranno piani di consolidamento fiscale chiari credibili e ambiziosi; le politiche monetarie dovranno essere orientate alla stabilità dei prezzi; si dovrà proseguire verso un sistema di tassi di cambio maggiormente determinati dal mercato, astenendosi da svalutazioni competitive. Un po’ obliquamente, si segnala che “le economie avanzate, incluse quelle con monete di riserva, saranno vigili nei confronti dell’eccessiva volatilità e dei movimenti disordinati dei tassi di cambio”. Il principale risultato già conseguito riguarda la riforma del FMI, con un raddoppio delle quote e un aumento del peso dei paesi emergenti.

Euro di nuovo sopra quota 1,40 dollari; la moneta americana viene scambiata a 80,7 yen, nuovo minimo del mese. Franco svizzero molto debole contro euro: il cambio è rimbalzato ormai a 1,36, con picchi a 1,3670. Sul mercato europeo, Eonia sotto pressione (0,847%) e tassi Euribor ancora in rialzo (3 mesi: 1,029%; 1 mese: 0,822%). Spread in allargamento sul mercato europeo dei titoli di stato. Il rendimento del Bund decennale è rimasto ancora sotto la soglia critica di 2,52%.

Area euro

Germania. L’indice IFO è aumentato a sorpresa a ottobre, da 106,8 a 107,6, andando a toccare il massimo dal maggio del 2007. Per l’ottavo mese consecutivo è salita la valutazione sulla situazione corrente, a 107,6 da 106,8. A sorpresa, sono migliorate anche le aspettative per i prossimi sei mesi Il livello dell’IFO è coerente con un’ulteriore accelerazione del PIL tedesco, attorno al 5% a/a dal 3,7% a/a del secondo trimestre.

Italia. Le vendite al dettaglio sono rimaste stabili su base mensile ad agosto, dopo l’aumento di un decimo a luglio. Sull’anno, le vendite hanno rallentato a 0,3% da 1,7% a/a. In sintesi, le vendite rimangono deboli ma, al netto della volatilità tipica di questo dato, il peggio sembra passato e si sta configurando un trend di graduale miglioramento, che potrà rafforzarsi solo nel 2011


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che:

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Comunicazioni importanti

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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