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Flash: Offerta a breve termine in Portogallo; La Germania riapre il Bobl 158 1,75% 10/2015

PORTOGALLO_BANDIERA

Da seguire: – Aste – Offerta a breve termine in Portogallo (1,0 mld complessivi). La Germania riapre il Bobl 158 1,75% 10/2015 per


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5 mld di euro.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati del settore privato a ottobre è prevista dal mercato a +20 mila, dopo -39 mila di settembre. La stima ha continuato a mantenersi al di sotto della variazione degli occupati privati pubblicata dal BLS.

L’ISM del settore non manifatturiero dovrebbe essere circa stabile a ottobre, salendo a 53,5 da 53,2 di settembre. L’indagine a settembre aveva visto miglioramenti nell’occupazione e negli ordini, con un rallentamento della dinamica dell’attività a 52,8 da 54,4 di agosto. Il Beige Book riporta attività stabile o in modesto aumento per i servizi non finanziari, qualche indicazione di miglioramento nel settore delle vendite al dettaglio e delle auto, oltre che incrementi nel turismo. Nei servizi finanziari non ci sono segnali di crescita. Nel complesso, il quadro rimane coerente con una espansione moderata in linea con i dati di settembre.

La riunione del FOMC dovrebbe offrire due novità principali. 1) Il Comitato probabilmente delibererà l’apertura di un nuovo programma di stimolo monetario quantitativo, giustificato da un livello di inflazione eccessivamente lontano dalla definizione di stabilità dei prezzi e da un tasso di disoccupazione troppo elevato, determinato da una carenza di domanda. Il programma potrebbe indicare acquisti di Treasury a medio-lungo termine fino a circa 500 miliardi di dollari, da attuare su un arco di 4-6 mesi e da rivalutare nelle riunioni successive sulla base dell’evidenza congiunturale. 2) Anche la formulazione del comunicato nella parte relativa alla guida sul sentiero dei tassi di interesse potrebbe essere modificato: l’impegno a mantenere i tassi fermi per un periodo esteso, adottato da marzo 2009, potrebbe essere ora condizionato al ritorno dell’inflazione su livelli coerenti con la stabilità dei prezzi. La definizione di stabilità dei prezzi per la Fed è data da una dinamica del deflatore dei consumi core fra 1,7 e 2%. In base alle proiezioni macroeconomiche della Fed di giugno (che saranno riviste nella riunione di novembre e pubblicate poi con i verbali), il condizionamento dei tassi al ritorno dell’inflazione vicino al 2% implicherebbe tassi fermi almeno fino a tutto il 2012.

Le vendite di autoveicoli a ottobre sono previste a 12 milioni di unità ann., da 11,7 milioni di settembre. I concessionari riportano aumenti solidi delle vendite di “pickup” spinte da miglioramenti del reddito nel settore agricolo e da una buona tenuta delle vendite alle famiglie. Le prospettive del settore auto sono giudicate positive dai produttori che ritengono probabile raggiungere le previsioni di vendite complessive nel 2010 di 11,5 milioni di veicoli (da 10,4 milioni nel 2009), con una discreta capacità di determinazione dei prezzi.

Ieri sui mercati

Come atteso, negli Stati Uniti i repubblicani hanno conquistato la maggioranza alla Camera e hanno ridotto il margine dei democratici al Senato, restituendo un parlamento diviso. In Europa, continua l’allargamento degli spread sul debito di Grecia, Irlanda e Portogallo; quest’ultimo non riesce a sganciarsi dalla tendenza generale nonostante l’accordo trasversale per l’approvazione del budget 2011. Il governo tedesco continua a battere intempestivamente e masochisticamente sul tasto della partecipazione del settore privato alla gestione delle crisi future: l’ultima uscita è stata di Schauble. In Irlanda, le dimissioni di un deputato della maggioranza hanno ulteriormente ridotto la risicata maggioranza del Fianna Fail. Allargano anche Spagna e Italia. L’Eonia è calato a 0,66%, ma senza impedire un marginale rialzo dei tassi Euribor. L’euro è tornato sopra 1,40 dollari, ma senza andare oltre 1,4058; dollaro in marginale ripresa su yen (80,6) e sterlina (1,60).

Area Euro

La seconda lettura dell’indice PMI manifatturiero per l’area euro ha visto una revisione verso l’alto a 54,6 ad ottobre dalla prima stima di 54,1 e in crescita rispetto a 53,7 registrato a settembre. Il PMI manifatturiero per la Germania è stato rivisto verso l’alto a 56,6 dalla stima flash di 56,1 ed in crescita da 55,1 di settembre. Viceversa è confermato il deterioramento dell’indicatore per la Francia a 55,2 da 56,0 di settembre. La prima lettura del PMI manifatturiero per l’Italia ha mostrato una crescita dell’indice superiore alle attese di consenso, a 53,0 da 52,6. Sono migliorate le valutazioni su produzione e mercato del lavoro, mentre si è deteriorato il giudizio sui nuovi ordini. Da notare che la prima lettura per i Paesi minori ha mostrato un ritorno in territorio espansivo per Spagna (a 51,2 da 49,6) e Irlanda (a 50,9 da 48,4); in entrambi i casi comunque l’indice rimane al di sotto dei picchi primaverili (53,3 ad aprile in Spagna e 54,1 a maggio in Irlanda). Resta invece in recessione la Grecia. In sintesi, il PMI manifatturiero per l’area euro è coerente con il mantenimento di un discreto tasso di crescita per la produzione industriale e non supporta l’idea che sia in atto un’inversione del ciclo nel settore manifatturiero.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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