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Flash: Olanda e Francia collocano carta a breve termine

Da seguire:  Aste – Olanda e Francia collocano carta a breve termine. In Italia, concambio del CCTeu 15/10/2017 con BTP e CCT dalla scadenza compresa fra il settembre 2011 e il novembre 2012. Venerdì il nuovo

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BTP 01/11/2015 è stato collocato a un rendimento di 3,24% e domanda pari a 1,41x l’offerta; il Btp 01/03/2026 ha visto rendimenti in rialzo da 4,54% a 4,81%, domanda 1,3x l’offerta; per il Btp 1/08/2034 rapporto domanda/offerta a 1,72.

Stati Uniti

§   Le vendite al dettaglio a ottobre sono previste in crescita sostenuta, +0,9% m/m. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero crescere di 0,6% m/m. Le vendite totali mostrerebbero il quarto aumento consecutivo e il più forte dopo tre mesi di variazioni in media pari a +0,6% m/m. Le vendite saranno sostenute, in parte, da effetti prezzo su benzina e alimentari (con un effetto di circa 0,1pp), ma i volumi dovrebbero essere in forte crescita. Le auto hanno visto a ottobre vendite in accelerazione (a 12,3 milioni, dopo 11,7 milioni di settembre) sui livelli più elevati di agosto 2009, quando erano in atto gli incentivi agli acquisti, con un incremento del 4,4% m/m. I dati dell’employment report hanno indicato un aumento degli occupati e delle ore lavorate nel commercio. Le vendite settimanali hanno segnato un modesto indebolimento, ma restano coerenti con una crescita su livelli positivi dei mesi precedenti. I dati sarebbero coerenti con un trend positivo dei consumi, almeno fino a quando verranno mantenuti in essere i sussidi estesi in vigore fino a fine novembre.

§   L’indagine Empire della NY Fed a novembre dovrebbe scendere a 15, da 15,7 di ottobre. Lo spaccato dell’indagine il mese scorso era stato positivo, con aumenti forti di consegne, nuovi ordini, ordini inevasi e prezzi ricevuti. Anche l’indice di aspettative a sei mesi era aumentato su livelli del 2° trimestre. Le indicazioni di ISM e altre indagini (anche NFIB) sono su un trend positivo.

I market mover della settimana

Settimana povera di dati per l’area euro. L’indice ZEW, primo indicatore di fiducia per il mese di novembre, potrebbe mostrare un miglioramento del morale in Germania, sia in merito alla condizione corrente che nelle aspettative per i prossimi sei mesi. La seconda stima dei prezzi al consumo nell’area euro potrebbe segnalare una salita dell’inflazione sia headline che core a ottobre; il rialzo appare comunque temporaneo. Infine, fatturato industriale ed ordini all’industria in Italia, dovrebbero evidenziare una significativa contrazione speculare rispetto al “boom” del mese di agosto. Da seguire le riunioni di Eurogruppo ed Ecofin, alle prese con la crisi irlandese.

La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. Le prime indagini di novembre dovrebbero confermare il miglioramento dell’attività. Per ottobre, la produzione industriale dovrebbe essere in aumento, dopo il calo di settembre, spinta dal manifatturiero; le vendite al dettaglio dovrebbero essere in ulteriore accelerazione dopo tre mesi di aumenti sostenuti; cantieri e licenze invece dovrebbero confermare la stagnazione dell’edilizia residenziale. Il CPI e il PPI di ottobre dovrebbero essere spinti dalla componente energetica, ma vedere aumenti di 0,1% m/m per gli indici core.

Venerdì sui mercati

Per evitare una ripetizione del dramma di maggio, l’Unione Europea starebbe cercando di convincere l’Irlanda a concordare il ricorso al programma di assistenza in via preventiva. Assumendo che la manovra fiscale sia interamente implementata e che non vi sia ricorso al cuscinetto di liquidità, il paese necessiterebbe nei prossimi tre anni di 63 mld di fondi esterni, di cui soltanto 16 mld per rimborsi di debito; il cuscinetto di liquidità garantirebbe autonomia finanziaria fino alla primavera del 2011. Si parla di prestiti di sostegno per 60-80 mld. Secondo Irish Independent, l’Irlanda potrebbe chiedere in alternativa il lancio di misure di sostegno al sistema bancario, sotto forte pressione per le perdite sul portafoglio di crediti e per il prosciugarsi della raccolta; tale misura alleggerirebbe indirettamente anche la situazione finanziaria dello Stato. Il Governo sta ora valutando anche di anticipare la pubblicazione del piano quadriennale di consolidamento fiscale e la presentazione del budget 2011, per ora fissata al 7 dicembre. Qualche forma di misura di sostegno potrebbe essere necessaria nei prossimi mesi anche per il Portogallo: anche se il budget 2011 sarà approvato entro fine mese, nei primi mesi del 2011 il Paese è molto più esposto dell’Irlanda al rischio che si blocchi l’accesso al mercato primario, dove svolgono un ruolo determinante gli investitori esteri. Il ministro degli esteri ha lanciato un appello a favore di una grande coalizione per gestire l’emergenza ed evitare il rischio di essere cacciati dall’eurozona. Tuttavia, sarà anche importante che venga gestita meglio la discussione sul meccanismo permanente di gestione della crisi, perché i dubbi sull’assoggettabilità del debito in essere a misure di ristrutturazione hanno contribuito a generare il panico.

Tasso Eonia a 0,79%, con Euribor pressoché stabili. Rendimento del Bund in rialzo e spread sovrani in calo per le voci sul lancio di misure di sostegno all’Irlanda (che ha stretto di 100pb sulla scadenza decennale). L’euro ha chiuso in lieve rialzo rispetto a inizio giornata, dopo aver toccato un minimo di 1,3571.

Area Euro

Italia. Il PIL ha rallentato più del previsto nel 3° trimestre, a 0,2% t/t, meno della metà del ritmo di crescita messo a segno nella prima metà dell’anno (0,4% t/t nel 1° trimestre e 0,5% t/t nel 2° trimestre). La crescita annua ha frenato a 1% da 1,3% a/a. Non è ancora noto il dettaglio, ma l’Istat ha anticipato che il valore aggiunto è cresciuto nell’industria e nei servizi e viceversa è sceso nell’agricoltura. La crescita acquisita per il 2010 è dell’1%.

La stima preliminare sulla crescita del PIL area euro nel 3° trimestre ha mostrato un incremento di +0,4% t/t da +1,0% t/t del 2° trimestre 2010. Il dato è leggermente inferiore rispetto alle attese di consenso. La crescita annua resta stabile all’1,9% a/a. Tra i principali paesi dell’Eurozona la crescita più sostenuta si è verificata in Germania che, pur rallentando rispetto al “boom” del trimestre primaverile (+2,3% t/t), ha mantenuto una crescita solida (+0,7% t/t). Anche in Francia la crescita del PIL, pur rallentando rispetto al trimestre precedente, è rimasta apprezzabile (+0,4% da 0,7% t/t). Dal dettaglio emerge un contributo crescente della domanda finale interna (0,5% da 0,4% t/t precedente). Per quanto riguarda i Paesi periferici, la performance peggiore spetta per il 2° trimestre consecutivo alla Grecia (-1,1% da -1,7% t/t, 9° trimestre consecutivo di recessione) mentre il PIL ristagna in Spagna e accelera in Portogallo (+0,4% da +0,2% t/t). Non è ancora disponibile il dato sull’Irlanda.

La produzione industriale nell’area euro è calata di -0,9% m/m a settembre, specularmente rispetto al +1,1% m/m di agosto. Le attese di consenso vedevano un lieve aumento. Si tratta della contrazione su base mensile più forte degli ultimi 18 mesi. Sul trimestre la produzione ha rallentato a +0,8% t/t dopo l’incremento di +2,3% t/t dei primi due trimestri del 2010. Sull’anno l’output (corretto per i giorni lavorativi) rallenta a 5,2% da 8,4% a/a (dato rivisto al rialzo di mezzo punto percentuale).

Stati Uniti

La fiducia delle famiglie secondo la rilevazione dell’Università del Michigan è salita lievemente più del previsto a novembre, a 69,3 da 67,7 di ottobre. Il morale resta su un livello ben inferiore alla media storica (86,1). Nel mese sono migliorate sia la valutazione della situazione corrente (a 79,7 da 76,6) che, sia pur in minor misura, le aspettative per il futuro (a 62,7 da 61,9). Le aspettative inflazionistiche sono salite dal 2,7% al 3% su un orizzonte a un anno (ai massimi dallo scorso maggio) e sono rimaste stabili al 2,8% con un orizzonte di cinque anni.

Giappone

Il PIL nel 3° trimestre è cresciuto di +0,9% t/t, al di sopra delle aspettative di consenso (+0,6% t/t). La crescita è spinta dalla dinamica dei consumi (+1,1% t/t) legata soprattutto alla fine degli incentivi per l’acquisto di auto, i cui fondi sono stati esauriti ad agosto.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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