BondWorld.it
PORTOGALLO_BANDIERA

Flash: Portogallo: S&P ha segnalato che il rating sovrano del paese è in CreditWatch per un possibile declassamento

Da seguire: Area Euro: – La seconda lettura del PMI manifatturiero per l’area euro dovrebbe confermare la prima stima di crescita a 55,5 a novembre, da un precedente 54,6. La stima flash dovrebbe essere confermata ….


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


anche per l’indice manifatturiero relativo a Germania (a 58,9 da 56,6 di ottobre) e Francia (a 57,5, ottobre: 55,2). La prima lettura del PMI manifatturiero per l’Italia dovrebbe mostrare un indice in lieve progresso a 53,3 da 53 di ottobre.

– Aste – Il Portogallo colloca 0,5 miliardi di BT con scadenza novembre 2011. Ieri sera, S&P ha segnalato che il rating sovrano del paese è in CreditWatch per un possibile declassamento dall’attuale A- per il debito a lungo termine e A-2 per il debito a breve termine. L’agenzia di rating lamenta “scarsi progressi sul fronte delle riforme per rilanciare la crescita”, l’assenza di miglioramenti nel saldo di parte corrente, un’aspettativa di forte contrazione del PIL nel 2011 (-2%), la vulnerabilità del Paese a fronte di rialzi dei tassi; inoltre, viene menzionata la possibile subordinazione dei creditori privati rispetto a quelli multilaterali in caso di assistenza UE-FMI. La Germania riapre il BOBL 158 1,75% 10/2015 per un ammontare di 5 miliardi.

Stati Uniti

– La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato è vista dal consenso a +68 mila, a novembre, dopo +43 mila di ottobre.

– La crescita della produttività nel 3° trimestre dovrebbe essere rivista verso l’alto dopo la pubblicazione della seconda stima del PIL, in rialzo da 2% a 2,5% t/t ann. Il costo del lavoro per unità di prodotto, nonostante questo, dovrebbe essere rivisto verso l’alto a +0,1% t/t da -0,1% t/t per via di una dinamica più sostenuta del costo del lavoro totale.

– L’ISM del settore manifatturiero dovrebbe essere in modesta correzione a novembre a 56,5 da 56,9 di ottobre Il gap che si è aperto fra indice produzione e indice nuovi ordini dovrebbe richiudersi con una correzione dell’output e un aumento molto modesto della componente ordini.

– La spesa in costruzioni a ottobre dovrebbe calare di -0,4% m/m dopo +0,5% m/m a settembre.

– La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC del 14 dicembre. Le indicazioni potrebbero essere miste per area, alla luce dei segnali contraddittori visti con le indagini delle Fed regionali.

– Le vendite di autoveicoli a novembre sono previste stabili a 12,2 milioni di unità ann. come a ottobre, confermando un trend verso l’alto nel settore.

Ieri sui mercati

Prosegue la pressione sui mercati europei dei titoli di stato. Ieri tutti gli spread contro Bund si sono allargati sensibilmente: Italia +16pb, Spagna +21pb, Portogallo +8pb, Irlanda +20pb. Male anche paesi ritenuti parte del ‘centro’ come Belgio (ora a 137pb) e Francia (arrivata a 49pb). L’Eonia risale a 0,54%. L’euro ferma temporaneamente la propria discesa a 1,2964 dollari, rimbalzando quest’oggi sopra 1,30. Il dollaro si indebolisce anche contro yen e sterlina.

Area Euro

Nell’audizione al Parlamento Europeo, Trichet ha negato l’esistenza di rischi fondamentali per la stabilità finanziaria nella zona euro, affermando che le decisioni prese in questo periodo hanno una rilevanza maggiore di quanto appaia. Sul programma di acquisto dei titoli, Trichet non si è affatto sbilanciato tanto come appare dalle fonti di stampa, ribadendo piuttosto gli argomenti tradizionali a sostegno del SMP: nelle risposte ai parlamentari e non nel testo preparato, letteralmente ha affermato che “è stato deciso perché abbiamo considerato il meccanismo di trasmissione della politica monetaria compromesso”, che non altera l’orientamento di politica monetaria perché la liquidità viene drenata e, infine, che si tratta di una decisione del Consiglio Direttivo che viene riesaminata di volta in volta (“Vedremo che si deciderà per il futuro”). Anche se un’interpretazione dello SMP più ampia rispetto a quella recente sarebbe di grande aiuto nello spegnere le tensioni e priva di significativi rischi per la stabilità dei prezzi, è difficile dedurre che la BCE si stia muovendo in tale direzione dalle sole risposte di Trichet. Il quale, del resto, aveva premesso di non “poter offrire in alcun modo valutazioni sulle prossime decisioni del Consiglio”. Il Presidente della BCE ha anche esortato i governi a una maggiore disciplina verbale.

Germania. Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo per il terzo mese consecutivo a 7,5% a novembre. Si tratta di un minimo dal marzo 1992 e di un valore ben inferiore alla media area euro (10,1% ad ottobre). Il dato conferma la tenuta del mercato del lavoro in Germania, anche se il ritmo di riduzione dei disoccupati va riducendosi probabilmente in corrispondenza del graduale venir meno del sostegno dato al programma temporaneo “Kurzarbeit”.

Sulla base della stima preliminare per il mese di novembre, l’inflazione nell’area euro è rimasta ferma all’1,9% a/a. Il dato è coerente con una crescita dei prezzi al consumo di 0,1% m/m (dopo lo 0,4% m/m di ottobre). Il dettaglio non è ancora disponibile, tuttavia è probabile che un contributo importante sia venuto dai rincari degli alimentari. Viceversa l’inflazione core potrebbe essere scesa da 1,1% a 1,0% a/a confermando che non vi sono particolari pressioni al rialzo nella dinamica sottostante. Vediamo l’inflazione attestarsi all’1,8% a/a tra fine 2010 e inizio 2011, per calare poi di un paio di decimi in primavera.

Ad ottobre, il tasso di disoccupazione per l’area euro è cresciuto a 10,1% dopo essere rimasto fermo nei sei mesi precedenti al 10% (il dato di settembre è stato rivisto al ribasso di un decimo). Si tratta del massimo dal giugno 1998. Rimane una forte disparità tra i vari paesi dell’area euro.

Italia. La stima preliminare dell’inflazione nel mese di novembre ha sorpreso al ribasso con prezzi al consumo stabili (mentre le attese di consenso vedevano una crescita di un decimo) dopo la crescita di 0,2% m/m nel mese di ottobre. L’inflazione rallenta cosi a 1,7% da un precedente 1,8% a/a. Sull’armonizzato i prezzi sono calati di -0,1% m/m dopo il +0,7% m/m di ottobre per un trend annuo in calo a sorpresa da 2% a 1,8% a/a. Il dato conferma che non vi sono rischi inflazionistici all’orizzonte. Per i prossimi mesi vediamo un’inflazione circa stabile all’1,7% a/a sulla misura nazionale e all’1,8% a/a sull’armonizzato.

Italia. Il tasso di disoccupazione su base destagionalizzata è cresciuto per il secondo mese consecutivo ben oltre le attese di consenso a ottobre, a 8,6% da 8,3%. Tra i pochi segnali incoraggianti si nota che: il grosso dell’aumento della forza-lavoro è dovuto a un calo degli inattivi (di 66 mila unità); il tasso di occupazione non è calato e il tasso di disoccupazione giovanile è sceso di quattro decimi di punto percentuale (restando comunque estremamente elevato, a 26,2%). Continuiamo a ritenere che sul mercato del lavoro sia in atto un tentativo di stabilizzazione dopo il trend di salita della disoccupazione che ha caratterizzato gli ultimi tre anni e mezzo.

Stati Uniti

Il Chicago PMI a novembre sale a 62,5 da 60,6 di ottobre (consenso: 59,9), tornando sui livelli di luglio e al di sopra della media degli ultimi 6 mesi (60,3) e degli ultimi 5 anni (52,3). Lo spaccato dell’indagine è positivo. Il dato mette rischi verso l’alto sulla previsione di ISM manifatturiero a 56,5 da 56,9 di ottobre. L’indice dei direttori di acquisto dell’area di Milwakee a novembre sale a 59 da 56 di ottobre, dando un’indicazione positiva che rafforza quelle di Chicago e di Philadelphia e  punta a una probabile riaccelerazione della crescita nel 4° trimestre.

I prezzi delle case rilevati a settembre con l’indice Case-Shiller calano di 0,8% m/m per le principali 20 aree urbane, il terzo calo mensile consecutivo. I prezzi risultano in calo in tutte le aree, tranne che a Washington DC, dove si registra un aumento modesto di 0,1% m/m. Su base tendenziale, i prezzi rallentano a +0,6% a/a, da +1,7% a/a di agosto. L’indice nazionale per il 3° trimestre registra un calo di -1,5% a/a, dopo +3,8% a/a del 2° trimestre: il settore immobiliare dovrebbe contribuire negativamente alla ricchezza netta delle famiglie nel 3° trimestre.

La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a novembre aumenta a 54,1 da 49,9 di ottobre (rivisto da 50,2). L’indice coincidente sale a 24 da 23,5; le aspettative  passano da 67,5 a 74,2, massimo da maggio. I dati non sono per ora un segnale di trend verso l’alto della fiducia: l’indice complessivo rimane all’interno dell’intervallo in cui ha fluttuato nell’ultimo anno. Tuttavia i dati danno un’indicazione coerente con una dinamica dei consumi di poco superiore al 2,5%, almeno fino a quando non saranno sciolti i nodi relativi alle imposte e all’estensione dei sussidi.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

Articoli Simili

Edmond de Rothschild AM: Meno volatilità nel 2020

Falco64

State Street Global Advisors Europa nuovo obiettivo USA?

Falco64

La Financière de l’Echiquier Tensioni in Medio Oriente

Falco64