BondWorld.it

Flash: rendimenti in crescita nel mercato obbligazionario statunitense

MADRID - Almudena

Da seguire:  
–         Aste – In Francia vengono offerti 8,5 miliardi di BTF con scadenze comprese fra 13 e 52 settimane; emissioni di titoli a breve termine anche in Olanda. ..


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


–         Le riunioni di Eurogruppo (oggi) ed Ecofin (domani) dovrebbero affrontare il tema delle imposte sulle transazioni finanziarie e sulle banche, nonché discutere la posizione comune della UE in vista del G-20 di Seoul. Oggi si riunisce anche la task force sulla governance economica.

Stati Uniti

–          La produzione industriale a settembre è prevista in aumento modesto di +0,2% m/m, in linea con il dato di agosto. L’employment report ha mostrato un calo di occupati (-5 mila) e di ore lavorate (-0,2% m/m) nel settore manifatturiero: la variazione attesa nel settore a settembre potrebbe rallentare a +0,1% m/m. La componente output dell’ISM è calata a 56,5 da 60 di agosto, segnalando produzione in aumento a un ritmo più contenuto: l’output nel manifatturiero ad agosto era aumentato dello 0,2% m/m, dopo + 0,7% m/m di luglio; sui mesi estivi ha pesato la volatilità della produzione nel settore auto che risentiva di attività di manutenzione degli impianti anomala rispetto alla media storica. Da settembre il settore dovrebbe normalizzarsi. Nel settore estrattivo le ore lavorate sono invece aumentate di 0,5% m/m, contribuendo alla previsione di incremento nella produzione industriale di settembre nonostante la debolezza dei dati del settore manifatturiero.

I market mover della settimana

Nell’area euro è in calendario la pubblicazione degli indicatori di fiducia economica relativi al mese di ottobre. L’indice Zew sulle aspettative a 6 mesi sull’economia tedesca dovrebbe calare ulteriormente, mentre la valutazione sulla situazione corrente dovrebbe proseguire il trend di crescita avviatosi oltre un anno fa. INSEE, PMI, IFO e l’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea dovrebbero mostrare tutti un leggero miglioramento e punterebbero nel 3° trimestre a un tasso di crescita, per l’area euro, ancora sostenuto.

La settimana vede molti dati in pubblicazione negli Stati Uniti. La produzione industriale di settembre dovrebbe aumentare modestamente, ma l’indice della Philadelphia Fed e il Beige Book a ottobre dovrebbero ancora segnalare decelerazione dell’attività. I dati relativi al mercato immobiliare (cantieri, fiducia dei costruttori) dovrebbero restare deboli a settembre.
Venerdì sui mercati

Nonostante i nuovi segnali accomodanti della Fed, il mercato obbligazionario statunitense ha visto rendimenti in netta crescita su un’ondata di prese di beneficio. Forti rialzi dei rendimenti anche sul mercato europeo, dove si segnala anche il nuovo restringimento degli spread rispetto al Bund: sulla scadenza decennale il Btp ora paga 135pb sopra i titoli tedeschi. Tassi in rialzo anche sul mercato monetario europeo: con l’Eonia a 0,74%, gli Euribor sono saliti a 0,993% sulla scadenza trimestrale e a 0,777% su quella mensile. Movimenti correttivi anche sui mercati valutari: l’euro è crollato da massimi di 1,4157 dollari fino a 1,3935, e oggi ha toccato anche 1,3852 prima di rientrare in area 1,39. Lo yen rimane però forte, tanto che il cambio con il dollaro si è spinto fino a 80,88.

Area euro

Secondo la lettura definitiva di Eurostat, nel mese di settembre l’indice dei prezzi al consumo nell’area euro ha accelerato a 1,8% a/a da 1,6% a/a di agosto, confermando la lettura preliminare. L’indice core (al netto di alimentari, energia, alcool e tabacco) è rimasto stabile su livelli moderati, all’1% a/a come dalle attese di consenso. Su base mensile l’indice dei prezzi al consumo segna un aumento di +0,2% m/m, dopo il +0,2% m/m di agosto; anche l’indice al netto delle componenti più volatili mostra un incremento di +0,2% m/m.

Italia

La lettura finale dell’indice dei prezzi al consumo (nazionale) ha confermato la stima preliminare di -0,2% m/m a settembre dopo il +0,2% m/m di agosto. Confermata anche la stima flash dell’inflazione che resta stabile all’1,6% a/a sia nella misura nazionale che armonizzata. Il dato armonizzato su base mensile è risultato invece positivo, a +0,6% m/m dopo il +0,2% m/m di agosto.

Secondo Trichet la posizione della schiacciante maggioranza del Consiglio Direttivo BCE sulla questione degli acquisti di titoli contrasta con quella di Weber. Trichet non ha invece commentato l’esortazione di Weber a non attendere troppo prima di ritirare le misure di emergenza sulla liquidità ed alzare i tassi, limitandosi a ribadire che gli attuali tassi di interesse sono appropriati.

Stati Uniti

Il CPI a settembre aumenta meno del previsto, con una variazione di 0,1% m/m (1,1% a/a) per l’indice headline e una variazione nulla per il core (0,8% a/a).

Le vendite al dettaglio di settembre sono state più positive di quanto atteso dal consenso, con un incremento di 0,6% m/m per le vendite totali e di 0,4% m/m per quelle ex auto e significative revisioni verso l’alto per il mese precedente. Alla luce dei dati di modesta inflazione di settembre, le venite forti segnalano incrementi sostenuti dei consumi reali.

L’Empire di ottobre sorprende al rialzo con un aumento a 15,7 da 4,1 di settembre. L’indagine è complessivamente positiva nello spaccato oltre che negli indici di attività.

La fiducia delle famiglie rilevata dall’indice dell’Univ. of Michigan a ottobre (preliminare) è scesa a 67,9 (tornando sul livello di giugno) da 68,2 di settembre; l’indice delle condizioni correnti scende a 73 da 79,6, mentre le aspettative aumentano a 64,6 da 60,9. Le aspettative di inflazione a 1 anno risalgono a 2,6% da 2,2% di settembre, le aspettative a 5 anni restano stabili a 2,7%.

Le scorte delle imprese aumentano di 0,6% m/m ad agosto, e il dato di luglio viene rivisto verso l’alto a +1,1% m/m (da +1%).

Bernanke, in un discorso su “Monetary policy objectives and tools in a low-inflation environment” ha confermato l’aspettativa che la Fed sia in procinto di annunciare un nuovo programma di stimolo monetario. Bernanke non ha fornito dettagli sulle modalità di un eventuale intervento, ma ha sottolineato i rischi e i possibili costi derivanti da un nuovo aumento del bilancio della Fed. I commenti di Bernanke sembrano anche segnalare che è più probabile un intervento di acquisti con la modalità “flessibile” proposta da Bullard invece di un annuncio molto ampio fin da principio. La mancanza di indicazioni più specifiche sull’intervento atteso per novembre conferma che molto è ancora da decidere alla riunione del FOMC.

Lockhart (Richmond Fed) ha detto che la Fed potrebbe essere “un po’ più esplicita sull’inflazione”: questo potrebbe significare che la Fed potrebbe annunciare un obiettivo esplicito di inflazione, una decisione più “ortodossa” e semplice da comunicare rispetto a quella ventilata da Dudley di dare un obiettivo sul livello dei prezzi.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

Articoli Simili

State Street: A luglio fiducia degli investitori in calo

Falco64

FOMC: un taglio di “aggiustamento da metà ciclo”

Falco64

La Financière de l Echiquier BCE, compiti per le vacanze

Falco64