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Flash: S&P ha declassato l’Italia da BBB a BBB-

Da seguire: Area Euro: Germania. I dati di bilancia commerciale di ottobre dovrebbero mostrare una parziale correzione dell’export (-1,0% m/m) dopo il forte balzo del mese precedente (+5,5% m/m). Le importazioni sono…

 


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attese in aumento ancora dell’1,0% m/m. Il saldo di bilancia commerciale dovrebbe passare da 22 miliardi di euro a 19 miliardi di euro. Le indicazioni dal PMI globale sono per un rallentamento delle esportazioni tedesche nei prossimi mesi. 

I market mover della settimana

La settimana nell’area euro vede la pubblicazione dei dati di produzione industriale di ottobre in Germania (+0,3% m/m), Francia (-0,4% m/m), Italia (+0,2% m/m) e media area euro (0,1% m/m). L’inflazione è attesa in calo di due decimi a 0,3% in Francia e dovrebbe essere confermata in calo a 0,5% a/a in Germania (mentre non è esclusa una revisione al ribasso del dato italiano). Si riuniscono i Ministri delle Finanze per decidere sull’eventuale correzione aggiuntiva per la Francia, in vista del Consiglio Europeo del 18 dicembre.

La settimana ha pochi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. Il dato principale è quello delle vendite al dettaglio di novembre che dovrebbe mostrare una crescita solida, particolarmente forte al netto della benzina, e segnalare accelerazione dei consumi. Il PPI e i prezzi all’import a novembre dovrebbero essere in calo sulla scia della correzione dei prezzi energetici, e in modesto aumento per gli aggregati core. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a dicembre dovrebbe stabilizzarsi sui livelli elevati di novembre.

In Giappone, la seconda stima del PIL dovrebbe vedere un’ampia revisione verso l’alto, a -0,1% t/t da -0,4% t/t, grazie a investimenti non residenziali in crescita più sostenuta rispetto a quanto visto nella stima preliminare.

Venerdì sui mercati

  • Venerdì, a mercati chiusi, S&P ha declassato l’Italia da BBB a BBB-, portando a ‘stabile’ l’outlook. Ieri il differenziale con il Bund è salito da 119 a 123pb, ma il movimento è dovuto più al calo dei rendimenti sul debito tedesco che a un aumento di quelli dei BTP.
  • Chiusura in netta flessione per i maggiori indici azionari mondiali, proseguita questa mattina in Giappone.
  • Nuovo minimo per il cambio euro/dollaro a 1,2245 nella giornata di ieri, a cui è seguito un rimbalzo in area 1,23. Lo yen è rientrato a 120 contro dollaro. Deprezzamento del renminbi, scambiato oggi a 6,19 contro dollaro.

Area Euro

Weidmann (venerdì) ancora una volta ha riaffermato la ferma opposizione ideologica e politica ad un eventuale QE. Nowotny (Banca d’Austria) ha indicato che la sua posizione è allineata con quella di Draghi e ha aggiunto che non individua alcun criterio specifico a cui possa essere associato l’attivazione di un QE. Nowotny ha anche confermato che la BCE sta pensando ad acquisti di titoli governativi. Coene ha detto che la Bce continuerà a valutare l’impatto delle misure introdotte a giugno e settembre a inizio 2015.

L’Eurogruppo ha dato parere favorevole a un’estensione di due mesi del programma EFSF sulla Grecia, che potrebbe portare al versamento di aiuti finanziari per altri 1,8 miliardi nel 2015. Per quanto riguarda i budget 2015, si rileva che 7 paesi sono a rischio di violazione del patto di stabilità: Malta, Austria, Belgio e Italia per quanto riguarda il braccio preventivo, altri tre (Francia, Portogallo e Spagna) delle regole correttive. Per ora non vengono richieste altre misure, avendo gli Stati membri ribadito la propria fiducia nell’efficacia delle misure annunciate, ma la situazione sarà riesaminata in marzo. Esplicito riferimento alla necessità di nuove misure è stato fatto nel caso di Francia e Spagna.

La seconda stima ha confermato la crescita del PIL Eurozona a 0,2% t/t nei mesi estivi (0,8% a/a). I consumi hanno accelerato a sorpresa a 0,5% da 0,3% t/t, mentre gli investimenti fissi hanno continuato a frenare il ciclo (-0,2% da -0,6% t/t). Per il trimestre in corso, e verosimilmente per la prima parte del 2015, ci aspettiamo una crescita della stessa entità (0,2% t/t). Per la media 2015 manteniamo la nostra stima di un PIL in crescita di 1,1%: un miglioramento assai modesto rispetto allo 0,8% del 2014.

Germania. La produzione industriale è cresciuta di solo 0,2% m/m a ottobre. Il dato di settembre è stato rivisto al ribasso a +1,1% m/m sa un precedente +1,4% m/m. Il dato di ottobre e le revisioni alla lettura di settembre lasciano la produzione industriale tedesca in rotta per un aumento di 0,2% t/t a fine 2014 dal -0,3% t/t dei mesi estivi.

Spagna. La produzione industriale è accelerata a 1,2% a ottobre, da 1% del mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese. La produzione è comunque in rotta per un aumento a fine 2014. L’economia spagnola continua per il momento a beneficiare della svalutazione fiscale degli ultimi anni, ma è difficile che possa restare immune dalla fase di bassa crescita che sta caratterizzando i Paesi core.

Stati Uniti

Employment report: Boom! – L’employment report di novembre è decisamente positivo. I nuovi occupati non agricoli sono pari a 321 mila (consenso: 215 mila, Intesa Sanpaolo: 255 mila), e i dati dei due mesi precedenti sono rivisti verso l’alto complessivamente di 44 mila posti. Il tasso di disoccupazione rimane invariato a 5,8%, ma i dati puntano a ulteriori riduzioni nei prossimi mesi. Il tasso di disoccupazione allargato agli individui marginalmente attaccati alla forza lavoro, scoraggiati e occupati part-time per motivi economici, scende a 11,4% (minimo da settembre 2008). Un elemento importante del rapporto di novembre è l’accelerazione dei salari orari, +0,4% m/m a novembre, +0,1% m/m a ottobre (rivisto da 0), con una variazione di 2,1% a/a. Le ore lavorate aumentano di 0,3% m/m, quelle del settore manifatturiero crescono di 0,5% m/m e segnalano che la produzione industriale sarà in ampio aumento a novembre. Quindi, l’employment report di novembre è inequivocabilmente positivo su tutti i fronti e dà supporto alla nostra previsione che il tasso di disoccupazione sia nell’intervallo  di equilibrio stimato dalla Fed entro il 2° semestre 2015.    

Il deficit commerciale a ottobre, a -43,4 mld di dollari, è poco variato rispetto al dato di settembre (-43,6 mld, rivisto da -43 mld).

Giappone

Il Pil del terzo trimestre è stato rivisto verso il basso nella seconda stima e segna una contrazione di -1.9% t/t ann., contro il -1.6% della stima preliminare.

 

Fonte: BONDWorld.it

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