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Flash: Stati Uniti L’employment report di novembre dovrebbe mostrare una variazione di occupati non agricoli

Da seguire: Area Euro: Germania. Gli ordini all’industria sono visti in calo a ottobre (stimiamo di -0,6% m/m) dopo il balzo di 3,3% m/m visto a settembre. Gli ordini dovrebbero mantenersi in territorio positivo su base annua……


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Le indagini sono coerenti con il mantenimento di un trend positivo nei prossimi mesi.

Stati Uniti

L’employment report di novembre dovrebbe mostrare una variazione di occupati non agricoli di 200 mila, circa in linea con +204 mila di ottobre. La relazione fra nuovi occupati e nuovi sussidi di disoccupazione prevede una dinamica vicina a 200 mila nuovi posti a novembre. Fra i vari settori, si dovrebbe rilevare un ulteriore aumento degli occupati nel manifatturiero e una ripresa di occupazione nel settore federale e statale. Gli occupati non agricoli privati dovrebbero essere in aumento di 190 mila. Il tasso di disoccupazione è previsto in calo a 7,2% da 7,3% di ottobre. I dati di ottobre dell’indagine presso le famiglie erano viziati da diversi fattori straordinari legati alla chiusura del governo. In particolare a ottobre, per via di come sono stati classificati i dipendenti federali in congedo temporaneo, l’occupazione rilevata presso le famiglie era calata di -735 mila: questo aveva causato un aumento di 1 decimo del tasso di disoccupazione nonostante un crollo della partecipazione di 4 decimi a 62,8% da 73,2%. A novembre il tasso di partecipazione dovrebbe risalire, insieme a un ampio rimbalzo degli occupati. I salari orari dovrebbero aumentare di +0,2% m/m dopo +0,1% m/m a ottobre.

La spesa personale a ottobre è prevista in aumento di 0,3% m/m. La variazione sarà contenuta dalla componente dei beni non durevoli, per via del calo del prezzo della benzina; le vendite di auto dovrebbero continuare a sostenere la componente di beni durevoli, mentre i servizi dovrebbero rimanere su un sentiero piuttosto debole. In ogni caso in termini reali, i consumi dovrebbero accelerare a +0,3% m/m dopo +0,1% m/m di settembre. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,3% m/m, dopo +0,5% m/m a settembre. A ottobre la variazione degli occupati è stata solida, ma le ore lavorate e i salari hanno registrato variazioni modeste, indicando un probabile rallentamento della dinamica del reddito da lavoro rispetto ad agosto e settembre. Il tasso di risparmio è atteso a 4,9%, come a settembre. Il deflatore dei consumi dovrebbe essere invariato su base mensile, come il CPI, mentre il deflatore core è previsto in aumento di 0,1% m/m (1,1% a/a da 1,2% a/a dei 2 mesi precedenti).

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a dicembre (preliminare) è attesa in aumento a 75,5 da 75,1 di novembre. L’indice settimanale di fiducia Bloomberg e quello mensile del Conference Board sono risaliti dai minimi di fine ottobre e la ripresa dovrebbe proseguire recuperando i livelli precedenti la crisi fiscale.

Ieri sui mercati

L’euro si è rafforzato sulla conferenza stampa della BCE, dalla quale non è emersa alcuna preoccupazione per le conseguenze di una forza eccessiva del cambio, né segnali che nuove misure eccezionali siano più vicine. Nonostante i dati statunitensi sui sussidi e sul PIL siano stati superiori alle attese, l’euro/dollaro è rimbalzato in area 1,36, dove persiste anche oggi in attesa dei dati occupazionali del pomeriggio. Nuova chiusura negativa per i mercati azionari europei. Rendimenti in aumento sui mercati dei titoli di stato, con una performance relativa del mercato italiano sfavorevole: l’aumento dei tassi sui BTP è stato di 9-11pb, contro i 2-5 del debito tedesco.

Area Euro

Focus: Nessun dono da Francoforte per questo Natale. Come atteso la BCE ha lasciato i tassi fermi. A fronte di stime di inflazione ancora più vicine all’1,0% che al 2,0% anche nel 2015 (1,3% dopo 1,1% nel 2014), la BCE ha riaffermato la forward guidance e di aver un’ampia gamma di strumenti potenti cui fare ricorso. Ma la retorica non sembra aver convinto del tutto i mercati. Draghi ha indicato che al di là di una breve discussione su di un eventuale taglio del tasso sui depositi, la BCE non ha individuato “interventi” specifici. Un’altra LTRO, inoltre, è poco probabile perché avrebbe un effetto limitato sul credito. Riteniamo che se i dati dovessero sorprendere verso il basso un’ulteriore limatura dei tassi ufficiali sarebbe possibile. Ma allo stato attuale lo scenario più probabile è quello di tassi fermi almeno fino alla seconda metà del 2015. A nostro avviso, un QE rimane una probabilità remota.

Francia. Il tasso di disoccupazione totale (ILO) nel 3° trimestre sale di un decimo al 10,9% dal 10,8% del 2° (rivisto al ribasso di 0,1% t/t), in aumento per il nono trimestre consecutivo. La disoccupazione è attesa salire ancora nella parte finale dell’anno (media annua 10,9%) per proseguire anche nella prima metà del 2014.

Italia. La BCE non ha ancora dato il via libera alla rivalutazione del capitale della Banca d’Italia, attesa al margine della riunione di ieri. Draghi non ha fornito dettagli. Secondo Reuters, che cita una fonte anonima “vicina alla situazione”, la decisione è stata rinviata in seguito a un “commento” trasmesso dalla Bundesbank. A regime, la rivalutazione comporterebbe un introito aggiuntivo per il Tesoro pari a circa un miliardo di euro.  

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 30 novembre scendono a 298mila da 321mila della settimana precedente, e toccano il minimo dal 6 settembre. I dati riguardano la settimana di Thanksgiving, pertanto secondo il Labor Department possono essere soggetti a variabilità difficile da correggere. E’ probabile che il calo di fine novembre venga in parte corretto nelle prossime settimane; tuttavia il trend dei sussidi rimane verso il basso e punta al proseguimento del miglioramento del mercato del lavoro.

La seconda stima del PIL del 3° trimestre viene rivista ampiamente verso l’alto, da +2,8% t/t ann. a 3,6% t/t ann. Gran parte della revisione è legata all’accumulo di scorte, che porta il contributo dei magazzini a 1,7 pp da 0,8 pp. Il contributo del canale estero scende a 0,1 pp da 0,3 pp per via di maggiori importazioni e esportazioni riviste verso il basso. Per quanto riguarda la domanda domestica finale, i consumi sono rivisti modestamente verso il basso (a +1,4% t/t ann. da 1,5%). Sul fronte degli investimenti fissi, quelli non residenziali sono rivisti verso l’alto a +3,5% t/t ann., da 1,6%, grazie a crescita più solida delle strutture e a una variazione nulla per i macchinari (da -3,6% t/t ann.); gli investimenti residenziali invece sono rivisti verso il basso a +13% t/t ann., da +14,6%. I consumi pubblici sono rivisti verso l’alto a +0,4% t/t ann., da +0,2%, grazie a spese a livello statale e locale più solide: le indicazioni dai bilanci statali sono positive e anche nel 2014 daranno contributi positivi alla crescita complessiva. Complessivamente i dati sono positivi, dato che non ci sono indicazioni che l’accumulo di scorte sia dovuto a un aumento di prodotti invenduti, considerando che il rapporto scorte fatturato rimane pressochè costante. Inoltre i dati sugli utili delle imprese sono solidi con un incremento di 1,8% t/t ann. e di 6,4% a/a.   

Ci sono indicazioni che il Budget Conference Committee potrebbe siglare entro i primi giorni della prossima settimana un mini-accordo che permetta di superare almeno fino a fine 2014 (ma forse anche fino a inizio 2015) le questioni spinose sul tappeto: budget, tagli automatici, limite del debito, legge sui sussidi agricoli, estensione dei sussidi di disoccupazione, regole per le tariffe dei medici che partecipano ai programmi Medicare. Se effettivamente si troverà un accordo bipartisan nei tempi previsti (13 dicembre), entro inizio 2014 il Congresso dovrebbe essere in grado di approvare un budget, evitando rischi di un nuovo blocco del governo quando scade l’attuale esercizio provvisorio (15 gennaio). Ci sono indicazioni che il Budget Conference Committee potrebbe siglare entro i primi giorni della prossima settimana un mini-accordo che permetta di superare almeno fino a fine 2014 (ma forse anche fino a inizio 2015) le questioni spinose sul tappeto: budget, tagli automatici, limite del debito, legge sui sussidi agricoli, estensione dei sussidi di disoccupazione, regole per le tariffe dei medici che partecipano ai programmi Medicare. Se effettivamente si troverà un accordo bipartisan nei tempi previsti (13 dicembre), entro inizio 2014 il Congresso dovrebbe essere in grado di approvare un budget, evitando rischi di un nuovo blocco del governo quando scade l’attuale esercizio provvisorio (15 gennaio).

 


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